{"id":129838,"date":"2020-05-15T13:22:50","date_gmt":"2020-05-15T11:22:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rivolta-sui-protocolli-inail-di-ristoranti-e-spiagge-inapplicabili-regioni-per-conto-loro\/"},"modified":"2023-01-16T17:58:53","modified_gmt":"2023-01-16T16:58:53","slug":"353909-rivolta-sui-protocolli-inail-di-ristoranti-e-spiagge-inapplicabili-regioni-per-conto-loro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/353909-rivolta-sui-protocolli-inail-di-ristoranti-e-spiagge-inapplicabili-regioni-per-conto-loro\/","title":{"rendered":"Rivolta sui protocolli Inail di ristoranti e spiagge: &#8220;inapplicabili&#8221;. Regioni per conto loro"},"content":{"rendered":"<h4>Levata di scudi contro le linee guida di Inail-Iss definite inapplicabili da ristoranti, pizzerie, bar e stabilimenti balneari che preferiscono non aprire. Alcune Regioni le hanno gi\u00e0 modificate per permettere di riaprire. E il Governo in vista del 18 apre a possibili deroghe<!--more--><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>COSENZA &#8211;<strong> Un protocollo di regole condivise<\/strong> tra tutte le Regioni per evitare, come sta gi\u00e0 accadendo, che si vada in ordine sparso. <strong>Tutto ruota attorno ai protocolli di sicurezza di Inail e ISS<\/strong> per poter riaprire ai clienti bar, ristoranti, pizzerie e soprattutto stabilimenti balneari da luned\u00ec 18. Ma per molti titolari di esercizi queste norme sono inapplicabili e impossibili da seguire, tanto che a queste condizioni \u00e8 meglio non aprire proprio. E senza dimenticare il &#8220;bubbone&#8221; sulla <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10229\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">responsabilit\u00e0 civile e penale<\/a><\/span> in caso di contagio.<\/strong> Di questo e di una possibile deroga <strong>si sta discutendo nella videoconferenza in corso tra i presidenti di regione e il governo<\/strong> (presenti Boccia, Speranza e il presidente Conte) in vista dell&#8217;ulteriore apertura nella Fase 2. Anche perch\u00e8 <strong>diverse regioni hanno gi\u00e0 derogato a queste regole<\/strong> considerate troppo stringenti e di difficile attuazione.<\/p>\n<p>Ad esempio l&#8217;Emilia Romagna, che si \u00e8 gi\u00e0 portata avanti, ha concordato con le associazioni di categoria regole pi\u00f9 snelle di quelle dell&#8217;Inail con un distanziamento ridotto nei ristoranti e negli stabilimenti balneari che stanno gi\u00e0 lavorando per riaprire. <strong>Il Veneto da luned\u00ec riaprir\u00e0 ai servizi per l&#8217;infanzia<\/strong> da 0 a 14 anni, i centri estivi e fattorie didattiche. E Zaia ha fatto sapere che con queste regole Inail spiagge e ristoranti non potranno mai aprire.<strong> Il Friuli invece apre subito piscine e palestre<\/strong>. Oppure la Sardegna che dopo aver riaperto tutto, dal 1 di giugno <strong>riaprir\u00e0 anche ai voli dei turisti in arrivo dall&#8217;estero<\/strong>. Insomma per evitare che le Regioni vadano per conto loro sarebbe arrivata un&#8217;apertura da parte del presidente del consiglio Giuseppe Conte sulle regole &#8220;<strong>non \u00e8 necessario il rispetto letterale dei protocolli di sicurezza<\/strong> indicati dall&#8217;Inail&#8221; avrebbe detto ma i<strong> protocolli differenziati delle regioni devono comunque rispettare i principi chiave delle linee guida<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10230\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-298104\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10230\" alt=\"\" width=\"549\" height=\"259\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Troppi i 5 metri tra gli ombrelloni<\/h4>\n<p>Partiamo dagli <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10231\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>stabilimenti balneari<\/strong> <\/a><\/span>e dall&#8217;accesso alle spiagge. <strong>Troppi i cinque metri di spazio tra gli ombrelloni<\/strong> soprattutto in quelle regioni che non hanno a disposizione centinaia di metri di spiaggia. Se queste distanze possono essere applicate nella rivera romagnola, in Versilia o a Fregene, diventano impossibili da rispettare nelle regioni con una grande erosione costiera come ad esempio <strong>la Liguria che ha stabilito che la distanza tra gli ombrelloni potr\u00e0 essere di 3 metri<\/strong>, mentre tra i lettini in fila basta solo un metro e mezzo. Anche la stessa Calabria, che non ha certo spiagge chilometriche, difficilmente riuscir\u00e0 a rispettare queste distanze.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10232\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-300136\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10232\" alt=\"\" width=\"521\" height=\"290\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Troppi quattro metri per i clienti nei bar e ristoranti<\/h4>\n<p>Ancora pi\u00f9 spinoso il nodo legato a ristoranti, trattorie, bar e pizzerie. <b>Migliaia di <\/b><strong>ristoratori<\/strong>\u00a0hanno gi\u00e0 fatto sapere che<strong> a queste condizioni riaprire \u00e8<\/strong>\u00a0<b>praticamente impossibile. <\/b>Le linee guida prevedono, infatti, che in ogni ristorante il cliente debba poter utilizzare <strong>un\u2019area di quattro metri<\/strong> <strong>quadrati <\/strong>senza incontrare nel suo spazio altre persone e provvedere a<strong> una distribuzione <\/strong><b>di due metri \u201clineari\u201d<\/b> di distanza tra tavolo e tavolo. Prendiamo un locale tra i 90 e 100 metri quadrati. Se prima si riuscivano a gestire da 70 o 80 coperti, con le nuove regole il numero scende drasticamente a poco meno di una trentina. Considerando anche le spese di sanificazione del locale, quelle di\u00a0 gestione e senza una drastica riduzione di bollette e tasse significa condannare a morte certa gran parte dei ristoranti che hanno stimato <strong>perdite dal 60 al 70% del fatturato<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Levata di scudi contro le linee guida di Inail-Iss definite inapplicabili da ristoranti, pizzerie, bar e stabilimenti balneari che preferiscono non aprire. Alcune Regioni le hanno gi\u00e0 modificate per permettere di riaprire. 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