{"id":129985,"date":"2020-05-17T09:27:11","date_gmt":"2020-05-17T07:27:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/appalti-truccati-indagini-chiuse-e-indagate-19-persone\/"},"modified":"2023-01-16T17:59:02","modified_gmt":"2023-01-16T16:59:02","slug":"354276-appalti-truccati-indagini-chiuse-e-indagate-19-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/354276-appalti-truccati-indagini-chiuse-e-indagate-19-persone\/","title":{"rendered":"Appalti truccati, indagini chiuse e indagate 19 persone"},"content":{"rendered":"<h4>Concluse le indagini dell&#8217;operazione denominata &#8220;Rupes&#8221;. Tra gli indagati imprenditori e funzionari pubblici infedeli<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La Guardia di finanza di Reggio Calabria, coordinata dalla Dda reggina, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, ha notificato la chiusura indagini a 19 persone tra i quali imprenditori e funzionari pubblici infedeli, indagate, a vario titolo, per <strong>concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d&#8217;asta, intestazione fittizia, aggravati dal metodo mafioso, corruzione, reati ambientali e abuso d&#8217;ufficio<\/strong>. L&#8217;operazione, denominata &#8220;Rupes&#8221;, che avrebbe portato alla luce una serie di appalti truccati, si fonda sulle risultanze delle indagini condotte dal Gico di Reggio Calabria, nei confronti di imprenditori &#8220;collusi&#8221; con esponenti delle cosche cittadine e pubblici ufficiali corrotti che, associandosi tra loro, avrebbero determinato, tra il 2009 e il 2013, per imprese riconducibili a soggetti vicini alle cosche &#8220;Condello&#8221;, &#8220;Libri&#8221;, &#8220;Tegano&#8221;, &#8220;Paviglianiti&#8221; di San Lorenzo e &#8220;Iamonte&#8221; gli esiti di diverse gare per lavori pubblici.<\/p>\n<p>Dalle indagini \u00e8 emerso che nella zona nord di Reggio Calabria, la cosca &#8220;Condello&#8221; svolgeva un ruolo egemone nel condizionamento dell&#8217;economia locale assicurandosi il controllo del territorio &#8220;di competenza&#8221; e delle attivit\u00e0 economiche e produttive attraverso lo scambio di reciproci vantaggi con noti imprenditori,utilizzando prestanome qualificati e contando sulla compiacenza di funzionari pubblici. <strong>Le persone coinvolte nell&#8217;indagine sono<\/strong> Carmelo Giuseppe Cartisano, di 48 anni; Girolamo Cartisano (63); Walter Davide Cartisano (32); Francesca Cutrupi(34); Antonio D&#8217;Agostino,(58); Vito Lo Cicero (76); William Sergio Liborio Lo Cicero (71);Domenico Alessandro Macri&#8217; (55), Giovanni Mangiola (50) Domenico Marciano&#8217; (37); Domenico Musolino(44), Antonio Napolitano (59); Riccardo Napolitano (58), Giovanni Pontari 61); Antonio Russo (37); Maria Scaramuzzino (40); Fortunato Stellittano (50), Giovanni Tripodi (38) e Andrea Carmelo Vazzana (51). L&#8217;imprenditore Vito Lo Cicero, amministratore dell&#8217;impresa &#8220;Impianti e Costruzioni s.r.l.&#8221;, \u00e8 indagato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso mentre Carmelo Giuseppe Cartisano, attualmente detenuto, \u00e8 ritenuto referente della cosca &#8220;Chirico&#8221;, federata alla cosca &#8220;Condello&#8221;. Secondo l&#8217;ipotesi accusatoria i due avrebbero stretto un accordo di biunivoco interesse che assicurava la risoluzione delle problematiche di natura intimidatoria e\/o estorsiva quali &#8211; tra le altre &#8211; il danneggiamento di un escavatore e la &#8220;protezione&#8221; mafiosa in un cantiere di Bova Marina, collocato in un diverso contesto territoriale di &#8216;ndrangheta. In cambio, Lo Cicero avrebbe riservato forniture di materie prime, estrazione e i trasporti di materiali, nonch\u00e9 l&#8217;assunzione delle maestranze, ad imprese individuate direttamente da Cartisano. Sempre Lo Cicero, con l&#8217;imprenditrice Francesca Cutrupi, avrebbe posto in essere alcune turbative d&#8217;asta per agevolare la &#8216;ndrangheta per poi subappaltare i lavori a imprese ritenute vicine alle cosche &#8220;Condello&#8221;, &#8220;Libri&#8221; e &#8220;Tegano&#8221;, &#8220;Paviglianiti&#8221; e &#8220;Iamonte&#8221; altrimenti prive dei requisiti per poter contrattare con la Pubblica Amministrazione. Si prefigura la corruzione per atti contrari ai doveri d&#8217;ufficio, per l&#8217;azione svolta da Lo Cicero e Cartisano, nei confronti di diversi funzionari pubblici: oltre a Domenico Alessandro Macr\u00ec sono coinvolti il fratello di Lo Cicero, William Sergio Liborio, Riccardo Napolitano e Antonio Napolitano, tutti dipendenti del Provveditorato alle Opere Pubbliche della Sicilia e della Calabria e Giovanni Pontari capo struttura del Dipartimento Agricoltura, Foreste e Forestazione della Regione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Concluse le indagini dell&#8217;operazione denominata &#8220;Rupes&#8221;. 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