{"id":130814,"date":"2020-06-02T08:30:37","date_gmt":"2020-06-02T06:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/vishing-nuova-frode-informatica-di-finte-societa-bancarie-e-carte-di-credito\/"},"modified":"2023-01-16T17:59:57","modified_gmt":"2023-01-16T16:59:57","slug":"356471-vishing-nuova-frode-informatica-di-finte-societa-bancarie-e-carte-di-credito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/356471-vishing-nuova-frode-informatica-di-finte-societa-bancarie-e-carte-di-credito\/","title":{"rendered":"&#8220;Vishing&#8221;, nuova frode informatica di finte societ\u00e0 bancarie e carte di credito"},"content":{"rendered":"<h4>La Polizia Postale: attenzione alle telefonate da parte di finti operatori di societ\u00e0 emittenti carte di credito. Lo \u201cSportello dei Diritti\u201d: non comunicare a nessuno i nostri dati sensibili o bancari<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Non passa giorno che il crimine informatico non ne inventi una. E proprio in questo periodo che \u00e8 segnalato l&#8217;incremento di un nuovo tipo di<strong> frode informatica che \u00e8 stata denominata &#8220;Vishing&#8221; perch\u00e8 cambia poco dal phishing o dallo smishing<\/strong> se non nel metodo utilizzato per carpire nostri dati personali o quelli del conto corrente o della carta di credito. Questa volta \u00e8 tramite una <strong>chiamata ricevuta sul telefono che si realizza la frode<\/strong> ma, come andiamo ripetendo da tempo noi dello \u201cSportello dei Diritti\u201d \u00e8 sempre e solo uno il motivo per cui veniamo presi &#8220;in castagna&#8221;: la nostra disattenzione. A lanciare nuovamente l&#8217;allarme \u00e8 la<strong> Polizia Postale<\/strong> che con l\u2019ennesimo ma efficace post sulla pagina Facebook \u201cCommissariato di PS On Line \u2013 Italia\u201d che rimanda ad un articolo sul sito istituzionale Commissariato di Ps fa il punto su questa nuova modalit\u00e0 criminale.<\/p>\n<p>\u201cLa Polizia Postale e delle Comunicazioni informa che, nell\u2019ultimo periodo, sono in aumento le<strong> denunce da parte di cittadini in relazione ad addebiti non autorizzati sulle proprie carte di credito<\/strong>, in conseguenza di raggiri via telefono noti alla polizia postale con il termine di \u201cVishing\u201d (dall\u2019inglese voice-phishing o phishing vocale). La vittima di tali frodi viene c<strong>ontattata telefonicamente da finti operatori bancari o di societ\u00e0 emittenti carte di credito<\/strong>, i quali riferendo di presunte \u201canomalie\u201d nella gestione della carta di credito o del conto corrente, avvisano la persona che, nel suo stesso interesse, \u00e8 necessario attivare fantomatiche \u201cprocedure di sicurezza\u201d. I truffatori richiedono quindi alla vittima di<strong> leggere a voce alta il \u201ccodice di conferma\u201d<\/strong> che, proprio in quel momento, appare via messaggio sul display del telefono.<\/p>\n<p>Tale codice, tuttavia, altro n<strong>on \u00e8 che il codice autorizzativo di una transazione che in quel momento i truffatori stanno tentando di effettuare via web ai danni dell\u2019ignara vittima<\/strong>. I cyber-criminali infatti, entrati precedentemente in possesso dei dati della carta di credito (numero di carta, data di scadenza e CVV), necessitano di conoscere tale codice di sicurezza per completare una transazione in corso, e sottrarre cos\u00ec il denaro della vittima. Questa, credendo in buona fede di aver agito correttamente per mettere in sicurezza il proprio conto o la propria carta di pagamento, si accorge solo successivamente (spesso, al momento della ricezione dell\u2019estratto-conto) che vi sono in realt\u00e0 <strong>movimentazioni in uscita non autorizzate<\/strong>, pari anche a diverse migliaia di euro, per l\u2019acquisto di beni e servizi mai richiesti su piattaforme online.<\/p>\n<p>Si sottolinea ancora una volta l\u2019importanza di<strong> non rivelare mai a nessuno, via telefono come via social o via email, i nostri dati pi\u00f9 sensibili,<\/strong> le nostre password dispositive, i PIN o i nostri codici di accesso comunque denominati. \u00c8 opportuno diffidare sempre di fronte a soggetti che richiedono tali dati, presentandosi come operatori di istituzioni pubbliche, importanti aziende o istituti bancari. Utile invece procedere a semplici ed attente verifiche, <strong>contattando l\u2019ente coinvolto che potr\u00e0 confermare i nostri sospetti<\/strong>. Al pi\u00f9 presto, in caso di bisogno, \u00e8 bene rivolgersi alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, a disposizione dei cittadini per ricevere denunce e per fornire ogni supporto e chiarimento, attraverso i propri uffici ed i propri canali virtuali (www.commissariatodips.it).&#8221;<\/p>\n<p>Cambia il metodo ma non lo scopo, rileva<strong> Giovanni D&#8217;Agata, presidente dello \u201cSportello dei Diritti\u201d<\/strong>. Il modo migliore per difendersi, \u00e8 quello di seguire le indicazioni della Polizia Postale. Nel dubbio, bisogna <strong>consultare direttamente i siti degli istituti bancari<\/strong> presso cui siamo clienti digitando l\u2019esatta indicazione nel browser o di accedere direttamente dalle app ufficiali. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Polizia Postale: attenzione alle telefonate da parte di finti operatori di societ\u00e0 emittenti carte di credito. 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