{"id":130826,"date":"2020-06-02T11:30:09","date_gmt":"2020-06-02T09:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/fase-2-riaperte-82-delle-imprese-ma-30-rischia-chiusura-definitiva\/"},"modified":"2023-01-16T17:59:57","modified_gmt":"2023-01-16T16:59:57","slug":"356494-fase-2-riaperte-82-delle-imprese-ma-30-rischia-chiusura-definitiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/356494-fase-2-riaperte-82-delle-imprese-ma-30-rischia-chiusura-definitiva\/","title":{"rendered":"Fase 2, riaperte 82% delle imprese ma 30% rischia chiusura definitiva"},"content":{"rendered":"<h4>Confcommercio, serrande ancora abbassate in 27% bar e ristoranti. <strong> Il 68% degli imprenditori dichiara che i ricavi delle prime due settimane sono inferiori alle aspettative<\/strong><br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; A due settimane dall&#8217;avvio della Fase 2, delle<strong> quasi 800 mila imprese del commercio e dei servizi che sono potute ripartire, l&#8217;82% ha riaperto l&#8217;attivit\u00e0:<\/strong> il 94% nell&#8217;abbigliamento e calzature, l&#8217;86% in altre attivit\u00e0 del commercio e dei servizi ma solo il 73% dei bar e ristoranti. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;indagine di Confcommercio, in collaborazione con SWG, in cui si evidenzia anche la lettura contraria dei dati: i<strong>l 18% delle imprese che potevano riaprire non l&#8217;ha ancora fatto e la percentuale sale al 27% tra bar e ristoranti<\/strong>. Soprattutto, per quasi il <strong>30% delle imprese che hanno riaperto, rimane elevato il rischio di chiudere definitivamente<\/strong> a causa delle difficili condizioni di mercato, dell&#8217;eccesso di tasse e burocrazia e della carenza di liquidit\u00e0.<\/p>\n<p>Le dolenti note, spiega l&#8217;associazione dei commercianti, emergono dall&#8217;autovalutazione degli intervistati sul giro d&#8217;affari: gi\u00e0 nella prima settimana <strong>la media dei giudizi si collocava largamente al di sotto della sufficienza.<\/strong> Nella settimana successiva questi timori si confermano:<strong> il 68% degli imprenditori dichiara che i ricavi delle prime due settimane sono inferiori alle aspettative<\/strong>, quando gi\u00e0 le aspettative stesse erano piuttosto basse. La stima delle perdite di ricavo rispetto ai periodi &#8220;normali&#8221; per oltre il 60% del campione \u00e8 superiore al 50%, con un&#8217;accentuazione dei<strong> giudizi negativi nell&#8217;area dei bar e della ristorazione<\/strong>, segmento dove si concentrano maggiormente perdite anche fino al 70%.<\/p>\n<p>&#8220;Purtroppo, le valutazioni conclusive sono fortemente negative. Fin qui, nell&#8217;esplorazione delle due indagini, svolte a distanza di una settimana, emerge una <strong>significativa oscillazione dei giudizi tra la voglia di tornare a fare business e percezioni piuttosto cupe sull&#8217;andamento dei ricavi,<\/strong> il tutto condito da un esplicito orientamento delle imprese volto a smussare l&#8217;impatto delle difficolt\u00e0 e dei problemi&#8221;, segnala Confcommercio. Se nella prima settimana solo il 6% degli intervistati indicava un&#8217;elevata probabilit\u00e0 di chiusura dell&#8217;azienda, nella seconda ondata di interviste, a fronte di un ragionamento pi\u00f9 articolato,<strong> il 28% degli intervistati afferma che, in assenza di un miglioramento delle attuali condizioni di business, valuter\u00e0 la definitiva chiusura dell&#8217;azienda nei prossimi mesi.<\/strong> A corroborare questa suggestione intervengono i timori che nel prossimo futuro si dovr\u00e0 comunque richiedere un prestito (50% del campione), non si sar\u00e0 in grado di pagare i fornitori (40%) n\u00e9 di sostenere le spese fisse (43%).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Confcommercio, serrande ancora abbassate in 27% bar e ristoranti. Il 68% degli imprenditori dichiara che i ricavi delle prime due settimane sono inferiori alle aspettative<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":130827,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-130826","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/130826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=130826"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/130826\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/130827"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=130826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=130826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=130826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}