{"id":131747,"date":"2020-06-16T05:15:49","date_gmt":"2020-06-16T03:15:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/blitz-libera-fortezza-22-misure-cautelari-sequestrati-beni-per-5-milioni\/"},"modified":"2023-01-16T18:00:59","modified_gmt":"2023-01-16T17:00:59","slug":"358762-blitz-libera-fortezza-22-misure-cautelari-sequestrati-beni-per-5-milioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/358762-blitz-libera-fortezza-22-misure-cautelari-sequestrati-beni-per-5-milioni\/","title":{"rendered":"Blitz &#8220;Libera Fortezza&#8221;: 22 misure cautelari. Sgominata una rete &#8220;asfissiante&#8221; di usurai"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;operazione ribattezzata Libera Fortezza \u00e8 scattata all&#8217;alba. In esecuzione misure cautelari personali e patrimoniali nei confronti di 22 soggetti appartenenti o contigui alla cosca della \u2018ndrangheta<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>POLISTENA &#8211; Nel mirino dei carabinieri di Reggio Calabria la cosca &#8220;<strong>Longo &#8211; Versace&#8221; di Polistena<\/strong>. Il blitz coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha portato all&#8217;esecuzione di misure cautelari per 22 soggetti e al sequestro di beni per oltre 5 milioni di euro.<\/p>\n<p>Sono oltre <strong>300 militari tra carabinieri e finanzieri<\/strong> che stanno eseguendo il blitz che ha colpito soggetti appartenenti o contigui alla cosca di \u2018ndrangheta Longo &#8211; Versace di Polistena, ritenuti responsabili, tra l\u2019altro, dei reati di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, esercizio attivit\u00e0 finanziaria abusiva, detenzione illegali di armi, tutti aggravati dalla finalit\u00e0 e dal metodo mafioso.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Libera Fortezza\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GykilzUneGs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Eseguiti provvedimenti cautelari nei confronti di:<\/p>\n<p>1. AUDDINO Nicola, 47 anni di Polistena;<br \/>\n2. CIRCOSTA Claudio, 35 anni, di Polistena;<br \/>\n3. CIRCOSTA Francesco, 41 anni, di Polistena;<br \/>\n4. GIARDINO Domenico, 54 anni di Polistena;<br \/>\n5. IANNIZZI Salvatore, 51 anni , di Cinquefrondi;<br \/>\n6. IANNIZZI Serafino, 45 anni, di Cinquefrondi;<br \/>\n7. IAROPOLI Agostino Alessandro, 45 anni, di Polistena, (agli arresti domiciliari);<br \/>\n8. IERACE Fabio, 52 anni, di Polistena;<br \/>\n9. LAMANNA Diego, 41 anni, di Polistena;<br \/>\n10. LONGO Francesco, 52 anni, di Polistena;<br \/>\n11. LONGO Rocco, 27 anni, di Polistena, (agli arresti domiciliari);<br \/>\n12. LONGORDO Cesare, 54 anni, di Polistena;<br \/>\n13. POLITANO\u2019 Vincenzo, 49 anni, di Polistena;<br \/>\n14. PRONEST\u00cc Maria, 44 anni, di Galatro;<br \/>\n15. RACO Antonio, 37 anni, di Polistena;<br \/>\n16. RAO Vincenzo, 45 anni, di Polistena;<br \/>\n17. SPOSATO Francesco Domenico, 49 anni, di Taurianova;<br \/>\n18. SPOSATO Giovanni, 52 anni, di Taurianova;<br \/>\n19. TIBULLO Mariaconcetta, di 37 anni, di Polistena, (agli arresti domiciliari);<br \/>\n20. VALERIOTI Andrea, 38 anni, di Polistena;<br \/>\n21. VERSACE Luigi, 38 anni, di Cinquefrondi;<br \/>\n22. ZERBI Antonio, 61 anni, di Polistena.<\/p>\n<p>I 22 soggetti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, esercizio attivit\u00e0 finanziaria abusiva, detenzione illegali di armi, tutti aggravati dalla finalit\u00e0 e dal metodo mafioso, avendo fatto parte o comunque favorito la \u2018ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca \u201cLongo Versace\u201d, <strong>radicata nella Piana di Gioia Tauro<\/strong> e riconducibile alla mandamento tirrenico della provincia di Reggio Calabria, nelle sue attivit\u00e0 di condizionamento e assoggettamento del territorio, delle persone e della locale vita imprenditoriale ed economica.<\/p>\n<p>Sequestrato un patrimonio complessivamente quantificato in oltre 5 milioni di euro costituito da compendi aziendali di n. 9 imprese\/societ\u00e0, n. 45 unit\u00e0 immobiliari, beni mobili e disponibilit\u00e0 finanziarie riconducibili agli indagati. Disposto anche il sequestro preventivo, fino all\u2019ammontare di circa 144.000 euro &#8211; corrispondente all\u2019importo degli interessi usurari corrisposti dalle vittime &#8211; su ulteriori disponibilit\u00e0 finanziarie, beni mobili e immobili intestati ai predetti.<\/p>\n<p>Le indagini<\/p>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 investigativa ha avuto origine da un mirato controllo dei carabinieri di Polistena nei confronti di un imprenditore locale, il quale aveva confidato ai militari le numerose difficolt\u00e0 economiche che stava attraversando e di essere sotto il <strong>giogo di esponenti della criminalit\u00e0 organizzata locale<\/strong>. L\u2019uomo infatti, era stato costretto a ricorrere a svariati prestiti, risultati poi usurari e attuati con modalit\u00e0 estorsive. Lo sviluppo dell\u2019attivit\u00e0 investigativa ha permesso di individuare <strong>altre numerose vittime<\/strong> e di appurare quindi l\u2019esistenza di una vera e propria <strong>rete di usurai ed estorsori<\/strong> facente capo alla nota cosca di \u2018ndrangheta la quale, attraverso i suoi affiliati e avvalendosi della forza di intimidazione e della condizione di assoggettamento e omert\u00e0 del territorio, aveva lo scopo di:<\/p>\n<p>\u2013 conseguire vantaggi patrimoniali dall\u2019erogazione di prestiti usurari a imprenditori e commercianti in difficolt\u00e0 economiche e dall\u2019imposizione di pretese estorsive;<br \/>\n\u2013 creare un sistema di pronta reperibilit\u00e0 del credito, basato sulla concessione abusiva di finanziamenti al di fuori del circuito bancario autorizzato, acquisendo direttamente o indirettamente la gestione e\/o il controllo di attivit\u00e0 economiche nei pi\u00f9 svariati settori, per poi riciclare il denaro attraverso il reimpiego di assegni \u201cin bianco\u201d pretesi dalle vittime, con la compiacenza di altri imprenditori;<br \/>\n\u2013 mantenere il controllo egemonico sul territorio, realizzato attraverso la sottoposizione delle vittime ad una condizione di dipendenza economica, ma anche attraverso il compimento di atti intimidatori;<br \/>\n\u2013 commettere delitti contro il patrimonio, contro la vita e l\u2019incolumit\u00e0 e individuale e le armi, e intervenire nelle controversie altrui al fine di consolidare il controllo egemonico del territorio. Tra queste ultime, numerosi sono gli episodi in cui i sodali si rivolgevano ai vertici dell\u2019organizzazione per risolvere in proprio favore minacce ricevute, danni, truffe subite, ma anche per la raccolta della legna, o risolvere il problema della concorrenza di altri esercizi commerciali.<\/p>\n<p>Le indagini si sono cos\u00ec concentrate sulla natura dei prestiti personali pattuiti tra i sodali e le vittime accertanto interessi sopra la \u201csoglia\u201d prevista per legge &#8211; ovvero del limite oltre il quale, nella restituzione di un prestito, si commette il <strong>reato di usura<\/strong> \u2013calcolando in circa euro <strong>144.000<\/strong>, gli interessi indebitamente corrisposti dai malcapitati, anche attraverso condotte estorsive aggravate dal metodo mafioso.<\/p>\n<h4>L&#8217;imprenditore strozzato: da 15 mila euro del prestito a 55mila solo di interessi<\/h4>\n<p>Uno degli episodi di usura ricostruiti ha visto, a fronte di un prestito personale originario di euro 15.000, la restituzione da parte dell&#8217;imprenditore, minacciato e pressato,\u00a0 in circa due anni di 55.000 euro a titolo di soli interessi, corrisposti ad un <strong>tasso usurario superiore del 200%<\/strong> a quello soglia, restando comunque debitore per la restituzione del capitale.<\/p>\n<h3>Il modus operandi, il denaro in cambio di assegni in bianco<\/h3>\n<p>Gli indagati dopo aver accuratamente <strong>individuato la vittima bisognosa<\/strong> e dopo aver concesso il prestito in denaro, ottenevano la promessa di restituzione di un importo <strong>decisamente maggiorato di un tasso d\u2019interesse variabile,<\/strong> comunque sempre molto oneroso e nei fatti insostenibile per le vittime (in alcuni casi \u00e8 stato imposto anche il 27% d&#8217;interesse su base mensile). Al momento della concessione del prestito in contanti, i sodali si facevano <strong>consegnare assegni \u201cin bianco\u201d<\/strong>, di un importo comprensivo del capitale prestato e dell\u2019interesse del solo primo mese, a titolo di garanzia in caso di inadempimento.<\/p>\n<p>Dopo che il prestito veniva concesso, la vittima era obbligata al pagamento di interessi mensili aggiuntivi fino a quando non fosse riuscita a restituire in un\u2019unica soluzione, il capitale sommato all\u2019interesse e \u00a0in caso di mancato pagamento le <strong>vittime venivano minacciate e\/o subivano azioni intimidatorie<\/strong>, facendo leva sull\u2019appartenenza all\u2019ndrangheta degli interessati alla restituzione.<\/p>\n<p>Alcune vittime assumevano il ruolo ambiguo di tramite per far pervenire le minacce dei sodali a terzi soggetti, o, a loro volta, tentavano di saldare il proprio debito facendo da tramite per elargire altri prestiti usurai. Avrebbero pertanto creato un articolato sistema di riciclaggio, con il coinvolgimento di pi\u00f9 persone, finalizzato alla sostituzione di una grande quantit\u00e0 di assegni di provenienza delittuosa con denaro contante, che a sua volta continuava ad alimentare il sistema illecito di finanziamento.<\/p>\n<h3>Dai vertici ai gregari dell&#8217;organizzazione<\/h3>\n<p>L\u2019operazione ha colpito capi, discendenti e gregari della cosca di \u2018ndrangheta \u201cLongo Versace\u201d e gli inquirenti hanno documentato i rispettivi ruoli ricoperti all\u2019interno del sodalizio mafioso, ed in particolare:<\/p>\n<p>\u2013 <strong>Versace Luigi, Giardino Domenico e Lamanna Diego<\/strong>, quali capi ed organizzatori della cosca, avevano compiti di decisione delle modalit\u00e0 di gestione degli affari del sodalizio, di individuazione delle azioni delittuose da compiere, di valutazione della solvibilit\u00e0 dei debitori e di composizione delle conflittualit\u00e0 tra gli affiliati o con terzi appartenenti a cosche differenti;<br \/>\n\u2013 <strong>Rao Vincenzo,<\/strong> aveva il ruolo di organizzatore e gestore dei rapporti economici della consorteria con i numerosi debitori, destinatari di continue erogazioni del credito, nonch\u00e9 quale \u2018contabile\u2019 delle pendenze creditorie non ancora soddisfatte e riferibili al sodalizio;<br \/>\n\u2013 <strong>Circosta Claudio, Circosta Francesco, Ierace Fabio, Longo Francesco, Longordo Cesare, Politan\u00f2 Vincenzo, Pronest\u00ec Maria, Raco Antonio, Tibullo Mariaconcetta, Valerioti Andrea, Zerbi Antonio<\/strong> nel ruolo di partecipi all\u2019organizzazione di tipo mafioso, con compiti di esecuzione degli ordini e direttive dei capi, e con funzioni operative manifestatesi nel porre in essere quotidiane azioni intimidatorie, volte a mantenere il controllo del territorio polistenese, nel procacciamento delle vittime dei reati contro il patrimonio, nella riscossione dei proventi dei reati, e nella cooperazione con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo;<br \/>\n\u2013 <strong>Sposato Giovanni e Sposato Francesco Domenico,<\/strong> esponenti dell\u2019omonima cosca operante in Taurianova, pur non ritenuti affiliati alla cosca \u201cLongo-Versace\u201d, hanno fornito determinante contributo alle finalit\u00e0 del sodalizio polistenese, facendo desistere, mediante minacce, due imprenditori di Taurianova ad avviare un bar-pasticceria a Polistena, concorrente ad analoga attivit\u00e0 commerciale della predetta Tibullo Mariaconcetta (vicenda ricostruita grazie a paralleli accertamenti investigativi svolti dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria).<\/p>\n<p>Tra i soggetti indagati &#8211; secondo quanto scrivono gli inquirenti &#8211; emergono figure legate da vincoli di parentela con gli storici capi cosca di Polistena, a conferma della solidit\u00e0 del principio familistico della \u2018ndrangheta, ed in particolare:<\/p>\n<p>\u2013 Luigi Versace, figlio di Antonio Versace temuto esponente di vertice della criminalit\u00e0 organizzata polistenese nel periodo a cavallo tra gli anni \u201880 e \u201890, ucciso a Polistena il 7 settembre 1991 unitamente al fratello Michele, durante una plateale esecuzione mafiosa, e di\u00a0 Maria Violetta Longo, figlia del patriarca Luigi Longo;<br \/>\n\u2013 Diego Lamanna, genero di Domenico Longo, a sua volta figlio del predetto defunto boss Luigi Longo;<br \/>\n\u2013 Domenico Giardino, genero di Francesca Longo anch\u2019ella figlia del citato defunto patriarca;<br \/>\n\u2013 Rocco Longo, figlio di Francesco Longo detto \u201cCiccio Mazzetta\u201d, anch\u2019egli tra gli odierni arrestati ed esponente di assoluto rango nel contesto della criminalit\u00e0 organizzata locale, figlio del defunto boss Rocco Longo nonch\u00e9 fratello di Vincenzo Longo, anch\u2019egli noto esponente della cosca processato e condannato gi\u00e0 nel processo &#8220;Crimine&#8221;.<br \/>\n\u2013 Francesco Circosta, genero del defunto Antonio Versace;<br \/>\n\u2013 Vincenzo Rao, figura centrale nell\u2019indagine, \u00e8 legato da vincoli parentali acquisiti con Giovanni Longo, esponente apicale dell\u2019omonima cosca, gi\u00e0 condannato in via definitiva nell\u2019operazione &#8220;Scacco Matto&#8221;.<\/p>\n<p>La parte di indagine che ha visto impegnati i finanzieri, ha consentito di ricostruire attraverso una complessa e articolata attivit\u00e0 di accertamento, tutte le <strong>transazioni economiche poste in essere dagli indagati negli ultimi 25 anni,<\/strong> individuavano il patrimonio dei quali gli stessi risultavano disporre, direttamente o indirettamente, il cui valore era decisamente sproporzionato rispetto alla capacit\u00e0 reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi, ponendo le basi per l\u2019applicazione della misura del sequestro su un patrimonio di valore stimato in oltre euro 5 milioni illecitamente accumulato e costituito da 45 immobili, beni mobili, disponibilit\u00e0 finanziarie e quote societarie, nonch\u00e9 dagli interi compendi aziendali delle seguenti n. 9 imprese.<\/p>\n<p>Il sequestro beni<br \/>\nAlla luce di quanto ricostruito dall\u2019attivit\u00e0 investigativa condotta dai Carabinieri di Taurianova, la predetta A.G. sempre pi\u00f9 interessata all\u2019evoluzione economico-imprenditoriale della criminalit\u00e0 organizzata, delegava al Gico della Guardia di Finanza apposita indagine a carattere patrimoniale finalizzata all\u2019individuazione del patrimonio illecitamente accumulato dagli indagati.<\/p>\n<p>All\u2019esito, i Finanzieri, ricostruendo attraverso una complessa e articolata attivit\u00e0 di accertamento, tutte le transazioni economiche poste in essere dagli indagati negli ultimi 25 anni, individuavano il patrimonio dei quali gli stessi risultavano disporre, direttamente o indirettamente, il cui valore era decisamente sproporzionato rispetto alla capacit\u00e0 reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi, ponendo le basi per l\u2019applicazione della misura del sequestro su un patrimonio di valore stimato in oltre euro 5 milioni illecitamente accumulato e costituito da 45 immobili, beni mobili, disponibilit\u00e0 finanziarie e quote societarie, nonch\u00e9 dagli interi compendi aziendali delle seguenti 9 imprese:<\/p>\n<p>&#8211; impresa individuale \u201cDigiauto di Lamanna Diego\u201d con sede a Polistena, esercente l\u2019attivit\u00e0 di vendita e commercio di autoveicoli, motoveicoli, barche;<\/p>\n<p>&#8211; societ\u00e0 \u201cBeauty Dagge s.r.l.\u201d con sede a Polistena, esercente l\u2019attivit\u00e0 di commercio all\u2019ingrosso di mobili e arredi per uffici e negozi, prodotti estetici di manicure e parrucchieri;<\/p>\n<p>&#8211; societ\u00e0 \u201cDigi Motors S.r.l.s.\u201d con sede a Piacenza, esercente l\u2019attivit\u00e0 di vendita e noleggio di autovetture senza conducente, trattori, motocicli, roulotte e barche;<\/p>\n<p>&#8211; impresa individuale di \u201cCandiloro Erminia\u201d, esercente l\u2019attivit\u00e0 di \u201ccommercio al dettaglio prodotti per agricoltura, giardinaggio\u201d, con sede in Polistena;<\/p>\n<p>&#8211; impresa individuale \u201cCircosta Market di Circosta Claudio\u201d, con sede a Polistena, esercente l\u2019attivit\u00e0 in esercizio di vicinato di prodotti alimentari: pane, pasta, salumi, formaggi, frutta e verdura;<\/p>\n<p>&#8211; societ\u00e0 \u201cEdil Sud S.a.s. di Ierace Fabio &amp; C.\u201d con sede a Polistena, esercente l\u2019attivit\u00e0 di lavori generali di costruzione edifici e lavori di ingegneria civile;<\/p>\n<p>&#8211; impresa individuale \u201cSposato Giovanni\u201d, con sede a Taurianova, esercente l\u2019attivit\u00e0 di \u201ccostruzione di edifici residenziali e non residenziali;<\/p>\n<p>&#8211; societ\u00e0 \u201cImpresa Edile Sposato Giovanni S.r.l. a socio Unico\u201d con sede a Taurianova, esercente l\u2019attivit\u00e0 di costruzione di edifici residenziali e non residenziali;<\/p>\n<p>&#8211; impresa individuale \u201cEdil Costruzioni di Sposato Francesco Domenico\u201d con sede aTaurianova, esercente l\u2019attivit\u00e0 di costruzione e opere di ingegneria civile;<\/p>\n<h3>\u00a0Controllo &#8216;asfissiante&#8217; sul territorio di Polistena<\/h3>\n<p>L\u2019operazione colpisce duramente l\u2019asfissiante presenza della \u2018ndrangheta nel territorio polistenese, in grado, tra l\u2019altro, di inquinare il settore dell\u2019erogazione del credito, soprattutto in favore di chi si \u00e8 trovato in difficolt\u00e0 e bisognoso di liquidit\u00e0, e testimonia l\u2019incessante azione sinergica di contrasto, posta in essere dalle Forze di Polizia, alle infiltrazioni della \u2018ndrangheta nel circuito economico-legale, reso ancor pi\u00f9 appetibile nell\u2019attuale periodo di crisi connessa con l\u2019emergenza Covid-19, ove imprenditori e commercianti devono affrontare le serie difficolt\u00e0 finanziarie conseguenti all\u2019impossibilit\u00e0 di lavorare durante il lockdown. \u00c8 fondamentale contrastare in modo efficace tutti coloro che tentano di distruggere tali libert\u00e0 economiche e sociali, aggredendo anche tutti i patrimoni illecitamente accumulati, al fine di garantire un ristoro e una tutela alle vittime che denunciano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;operazione ribattezzata Libera Fortezza \u00e8 scattata all&#8217;alba. 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