{"id":132697,"date":"2020-07-05T15:00:15","date_gmt":"2020-07-05T13:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/al-via-la-trebbiatura-del-grano-cali-della-produzione-fino-al-20\/"},"modified":"2023-01-16T18:02:04","modified_gmt":"2023-01-16T17:02:04","slug":"361352-al-via-la-trebbiatura-del-grano-cali-della-produzione-fino-al-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/361352-al-via-la-trebbiatura-del-grano-cali-della-produzione-fino-al-20\/","title":{"rendered":"Al via la trebbiatura del grano: cali della produzione fino al 20%"},"content":{"rendered":"<h4>Coldiretti: &#8220;a colpire i campi pronti alla raccolta sono stati in particolare i cambiamenti climatici, soprattutto la siccit\u00e0 e il caldo&#8221;<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Al via con la trebbiatura del grano in Italia con cali della produzione fino al 20%. E\u2019 quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento all\u2019inizio della <strong>raccolta del frumento su quasi 1,8 milioni di ettari da sud a nord della Penisola.<\/strong> A colpire i campi pronti alla raccolta sono stati in particolare i <strong>cambiamenti climatici<\/strong> che \u2013 evidenzia la Coldiretti \u2013 hanno provocato prima uno slittamento delle semine a gennaio a causa delle <strong>piogge che hanno inzuppato i terreni<\/strong> rendendo impossibile il lavoro e poi la<strong> siccit\u00e0 e il caldo<\/strong> che stanno incidendo sulla quantit\u00e0 che scender\u00e0 sotto 6,7 miliardi di chili registrati invece lo scorso anno.<\/p>\n<p>La regione con la maggiore produzione di grano in Italia \u2013 spiega la Coldiretti \u2013 \u00e8 la<strong> Puglia con oltre 360mila ettari<\/strong> dove si registrano i cali pi\u00f9 pesanti seguita dalla Sicilia con 260mila ettari, mentre nel resto della penisola le coltivazioni sono concentrate in Emilia Romagna con 203mila ettari, in Basilicata con 122mila ettari, nelle Marche con 113mila ettari, in Toscana con 83mila ettari e in Lombardia e Piemonte con 67mila ettari ciascuno. Intanto le stime di rese in calo per la nuova campagna stanno facendo impennare le quotazioni del<strong> grano duro<\/strong> che \u2013 sottolinea la Coldiretti \u2013 a Foggia registrano un +42% rispetto allo stesso periodo del 2019 con i valori pi\u00f9 alti degli ultimi cinque anni.<\/p>\n<p>Una trend spinto dalla crescente richiesta di <strong>prodotti 100% Made in Italy<\/strong> da parte dei consumatori. Infatti secondo l\u2019indagine Coldiretti\/Ixe\u2019 l\u201982% degli italiani con l\u2019emergenza coronavirus sugli scaffali cerca prodotti Made in Italy per sostenere l\u2019economia ed il lavoro del territorio. Una tendenza confermata dal successo della<strong> campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia<\/strong> che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione. Una svolta patriottica favorita anche dall\u2019obbligo di indicare in etichetta l\u2019origine del grano per la pasta sotto il pressing delle battaglie degli agricoltori della Coldiretti.<\/p>\n<p>Le industrie di trasformazione stanno quindi adeguando gli approvvigionamenti e le proprie linee di produzione anche attraverso accordi per aumentare le coltivazioni in Italia. In questo contesto \u2013 sottolinea la Coldiretti \u2013 un segnale importante viene dal moltiplicarsi di <strong>marchi di pasta che garantiscono l\u2019origine nazionale al 100% del grano impiegato<\/strong>, impensabile fino a pochi anni: da La Molisana ad Agnesi, da Ghigi a De Sortis, da Jolly Sgambaro a Granoro, da Armando a Fabianelli, da Alce Nero a Rummo, da Antonio Amato a Voiello, da FdAI \u2013 Firmato dagli agricoltori italiani fino a Barilla che proprio quest\u2019anno ha annunciato di rinnovare la sua<strong> pasta classica con grani 100% italiani.<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianit\u00e0 dei consumatori ed investire sull\u2019agricoltura nazionale che \u00e8 in grado di offrire produzione di qualit\u00e0 realizzando rapporti di <strong>filiera virtuosi<\/strong> con accordi che \u2013 evidenzia la Coldiretti \u2013 valorizzino i primati del Made in Italy e assicurino la sostenibilit\u00e0 della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un <strong>prezzo di acquisto \u201cequo\u201d, basato sugli effettivi costi sostenuti.<\/strong> Un impegno importante per garantire la sovranit\u00e0 alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall\u2019estero in un momento in cui l\u2019emergenza coronavirus ha evidenziato tutte le criticit\u00e0 del commercio internazionale.<\/p>\n<p>La ricerca di grano 100% Made in Italy si scontra per\u00f2 con anni di <strong>disattenzione e abbandono che nell\u2019ultimo decennio hanno portato alla scomparsa di 1 campo su 5 dopo con la perdita di quasi mezzo milione di ettari<\/strong> coltivati con effetti dirompenti sull\u2019economia, sull\u2019occupazione e sull\u2019ambiente. Una situazione aggravata dalla concorrenza sleale delle importazioni dall\u2019estero soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di <strong>sicurezza alimentare e ambientale in vigore nel nostro Paese<\/strong>, come il Canada (principale esportatore mondiale) dove \u2013 conclude la Coldiretti \u2013 il grano duro per la pasta viene trattato con l\u2019erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalit\u00e0 vietate sul territorio italiano dove invece la maturazione avviene grazie al sole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Coldiretti: &#8220;a colpire i campi pronti alla raccolta sono stati in particolare i cambiamenti climatici, soprattutto la siccit\u00e0 e il caldo&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":132698,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-132697","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132697","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=132697"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132697\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/132698"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=132697"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=132697"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=132697"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}