{"id":132854,"date":"2020-07-03T15:00:33","date_gmt":"2020-07-03T13:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/istat-crollano-le-nascite-a-causa-del-covid-ci-saranno-almeno-10mila-figli-in-meno\/"},"modified":"2023-01-16T18:02:14","modified_gmt":"2023-01-16T17:02:14","slug":"361777-istat-crollano-le-nascite-a-causa-del-covid-ci-saranno-almeno-10mila-figli-in-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/361777-istat-crollano-le-nascite-a-causa-del-covid-ci-saranno-almeno-10mila-figli-in-meno\/","title":{"rendered":"Istat, crollano le nascite a causa del Covid: ci saranno almeno 10mila figli in meno"},"content":{"rendered":"<h4><strong>I nati nel 2020, anno nel quale prima dell\u2019emergenza Covid erano previste 432mila nascite,<\/strong> <strong>potrebbero diminuire a 426mila.<\/strong> E nel 2021 potrebbe andare ancora peggio: il numero potrebbe ulteriormente ridursi <!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; La rapida caduta della natalit\u00e0 potrebbe subire un\u2019ulteriore accelerazione nel periodo post-Covid\u201d. Lo rileva l\u2019Istat nel Rapporto annuale. \u201cRecenti simulazioni, che tengono conto del clima di incertezza e paura associato alla pandemia in atto, mettono in luce un suo primo effetto nell\u2019immediato futuro; <strong>un calo che dovrebbe mantenersi nell\u2019ordine di poco meno di 10 mila nati,<\/strong> ripartiti per un terzo nel 2020 e per due terzi nel 2021\u201c. \u00c8 la prospettiva peggiora se si tiene conto dello shock sull\u2019occupazione.<strong> I nati nel 2020, anno per cui prima dell\u2019emergenza Covid erano previste 432 mila nascite<\/strong> (rispetto alle 435 mila del 2019) <strong>potrebbero diminuire a 426 mila.<\/strong> E nel 2021 potrebbe andare ancora peggio: il numero potrebbe ulteriormente ridursi a <strong>396 mila.<\/strong><\/p>\n<p>Tutto questo mentre gli italiani sognano un numero di figli maggiore di quello che hanno nella realt\u00e0. \u201cBen il<strong> 46% degli italiani desidera avere due figli<\/strong>. Il 21,9% tre o pi\u00f9. Solo il 5,5% ne desidera uno. Le aspettative sulla capacit\u00e0 riproduttiva si abbassano a partire dai 40 anni, quando diventa pi\u00f9 alta, seppure non maggioritaria, la quota di coloro che ne vogliono solamente uno (20,8 per cento tra 40 e 44 anni). <strong>Alto \u00e8 anche il numero degli indecisi: il 25,4% esprime un desiderio di maternit\u00e0 o paternit\u00e0 senza per\u00f2 saper indicare il numero di figli desiderat<\/strong>o\u201d, prosegue l\u2019Istituto.<\/p>\n<p>Quindi, \u201cescludendo quanti non sanno indicare un numero desiderato di figli, <strong>la famiglia con due figli \u00e8 il modello indicato dal 62,6% delle persone<\/strong> che hanno le idee chiare su quanti figli vorrebbero. Si tratta di un dato ormai strutturale, assolutamente in linea con quello rilevato nel 2003, a sottolineare la persistenza del un modello ideale della famiglia con due figli che appare consolidato anche a fronte del costante calo della fecondit\u00e0 reale\u201d, conclude l\u2019Istat.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>Principali preoccupazioni: liquidit\u00e0 e occupazione<\/h3>\n<p>La preoccupazione principale degli italiani rispetto all\u2019eventualit\u00e0 di farsi una famiglia \u00e8 ovviamente legata all\u2019occupazione e alla liquidit\u00e0. \u201cIl problema del reperimento della liquidit\u00e0 \u00e8 molto diffuso,<strong> i contraccolpi sugli investimenti, segnalati da una impresa su otto, rischiano di costituire un ulteriore freno<\/strong> ed \u00e8 anche preoccupante che il 12% delle imprese sia propensa a ridurre l\u2019input di lavoro\u201c, si legge sempre nel rapporto Istat.<\/p>\n<h3>Crescono le disuguaglianze<\/h3>\n<p>\u201cL\u2019epidemia ha colpito maggiormente le <strong>persone pi\u00f9 vulnerabili<\/strong>, acuendo al contempo le significative <strong>disuguaglianze che affliggono il nostro Paese,<\/strong> come testimoniano i differenziali sociali riscontrabili nell\u2019eccesso di mortalit\u00e0 causato dal Covid-19. Sono infatti <strong>le persone con titolo di studio pi\u00f9 basso a sperimentare livelli di mortalit\u00e0 pi\u00f9 elevati<\/strong>\u201d. E\u2019 quanto si legge nel rapporto annuale 2020 dell\u2019Istat. \u201cNel marzo 2020 e, in particolare, nelle aree ad alta diffusione dell\u2019epidemia, oltre a un generalizzato<strong> aumento della mortalit\u00e0 totale<\/strong>, si osservano maggiori incrementi dei tassi di mortalit\u00e0, in termini tanto di variazione assoluta quanto relativa, nelle fasce di popolazione pi\u00f9 svantaggiate, quelle che gi\u00e0 sperimentavano, anche prima della epidemia, i livelli di mortalit\u00e0 pi\u00f9 elevati.\u00a0 Uno scarso livello di istruzione, povert\u00e0, disoccupazione e lavori precari <strong>influiscono negativamente sulla salute e sono correlati al rischio di insorgenza di molte malattie<\/strong> (ad esempio quelle cardiovascolari, il diabete, le malattie croniche delle basse vie respiratorie e alcuni tumori), che potrebbero aumentare il rischio di contrarre il covid e il relativo rischio di morte\u201d.<\/p>\n<h3>A causa delle scuole chiuse 853 mila famiglie in difficolt\u00e0<\/h3>\n<p>La chiusura delle scuole pesa su 853 mila famiglie che fanno fatica a <strong>conciliare i tempi di vita e lavoro.<\/strong> A essere pi\u00f9 penalizzate sono il <strong>38% delle madri, costrette a modificare gli orari del proprio impiego<\/strong>. La didattica a distanza pu\u00f2 produrre delle disuguaglianze. E\u2019 quanto emerge dal rapporto annuale dell\u2019Istat. \u201cLa chiusura delle scuole imposta dall\u2019emergenza epidemica pu\u00f2 produrre un aumento delle <strong>diseguaglianze tra i bambini<\/strong>: nel biennio 2018-2019 il 12,3% dei minori di 6-17 anni (pari a 850mila) non ha un pc n\u00e9 un tablet ma la quota sale al<strong> 19% nel Mezzogiorno <\/strong>(7,5% nel Nord e 10,9% nel Centro). Lo svantaggio aumenta se combinato con lo status socio-economico: non possiede pc o tablet <strong>oltre un terzo dei ragazzi che vivono nel Mezzogiorno in famiglie con basso livello di istruzione<\/strong>\u201d, si legge.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nati nel 2020, anno nel quale prima dell\u2019emergenza Covid erano previste 432mila nascite, potrebbero diminuire a 426mila. E nel 2021 potrebbe andare ancora peggio: il numero potrebbe ulteriormente ridursi<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":132855,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-132854","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132854","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=132854"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132854\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/132855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=132854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=132854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=132854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}