{"id":133401,"date":"2020-07-14T04:00:34","date_gmt":"2020-07-14T02:00:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/processo-sangue-infetto-in-appello-una-condanna-e-unassoluzione-il-nodo-del-risarcimento\/"},"modified":"2023-01-16T18:02:52","modified_gmt":"2023-01-16T17:02:52","slug":"363302-processo-sangue-infetto-in-appello-una-condanna-e-unassoluzione-il-nodo-del-risarcimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/363302-processo-sangue-infetto-in-appello-una-condanna-e-unassoluzione-il-nodo-del-risarcimento\/","title":{"rendered":"&#8216;Sangue infetto&#8217;: una condanna e un&#8217;assoluzione in appello. Famiglia Ruffolo ancora non risarcita"},"content":{"rendered":"<h4>La Corte di Appello di Catanzaro ha confermato la condanna del dott. Marcello Bossio ed ha assolto invece il dott. Osvaldo Perfetti per la morte di Cesare Ruffolo 79 anni, avvenuta il 4 luglio del 2013<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO &#8211; La Corte di Appello di Catanzaro (Presidente Pezzo, Luzzo e Gioa) ha confermato la sentenza del Tribunale di Cosenza per il Dott. Marcello Bossio ex primario dell\u2019Ospedale dell\u2019Annunziata di Cosenza, in servizio ad immunoematologia ed ha assolto il dott. Osvaldo Perfetti ex direttore sanitario di presidio dell\u2019Ospedale di Cosenza, che il <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3962\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tribunale di Cosenza aveva emesso nel 2018<\/a><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019impianto accusatorio ipotizzato dalla Procura di Cosenza ed in particolare dal dott. Salvatore di Maio, oggi Sostituto Procuratore Generale a Catanzaro, su impulso dell\u2019avvocato Massimiliano Coppa e Giovanni Ferrari, che ha raccolto il lamento dei familiari di Cesare Ruffolo e del giovane Francesco Salvo, era stato recepito dalla Procura di Cosenza con allora a capo Dario Granieri, che approfond\u00ec una vicenda che, durante il processo di primo grado pose in luce <strong>una lunghissima serie di omissioni gestionali, valutazioni di prevenzione completamente errate e sganciate dalle normative in tema di approvvigionamento, e trasfusioni di sangu<\/strong>e esistente all\u2019ospedale bruzio e pi\u00f9 precisamente nel reparto di emotrasfusioni dell\u2019ospedale di Cosenza.<\/p>\n<p>Il processo \u201cSangue infetto\u201d si era concluso in primo grado con <strong>una sola assoluzione e due condanne<\/strong>. Il tribunale collegiale di Cosenza in primo grado, presieduto dal giudice dott.ssa Ianni, a latere dott.ssa Granata e dott.ssa Formoso, aveva infatti assolto per non avere commesso il fatto solo il dott. Luigi Rizzuto, all\u2019epoca responsabile del nosocomio di San Giovanni In Fiore, difeso dall\u2019Avv. Francesco Chiaia e dall\u2019Avv. Gianluca Bilotta.<br \/>\nLuigi Rizzuto, dirigente medico nello stesso ospedale, era stato accusato di omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi ed il PM ne aveva richiesto la condanna a 9 mesi, ma il Tribunale accogliendo invece le tesi difensive lo aveva scagionato da tutto. <strong>La sentenza di assoluzione non fu appellata<\/strong> ed \u00e8 passata in giudicato, ulteriore conferma che la condotta del dott. Luigi Rizzuto era esente da ogni censura cos\u00ec come i difensori del primario, i due penalisti Francesco Chiaia e Gianluca Bilotta, erano riusciti a dimostrare nel corso della lunga istruttoria dibattimentale che ha visto testimoniare decine di tra medici ed operatori sanitari e sottoporre al vaglio del Tribunale moltissime prove documentali.<\/p>\n<p>Centinaia di testimoni e consulenti tecnici citati sono stati sentiti dal Tribunale Penale di Cosenza per capire tutte le dinamiche della vicenda ha riguardato un gravissimo fatto culminato in una <strong>grave infezione di un paziente,Francesco Salvo<\/strong>, sospeso tra la vita e la morte per oltre 40 giorni, e del <strong>decesso del pensionato di Rende, Cesare Ruffolo, 79 anni <\/strong>che, a causa dell\u2019elevatissima carica batterica contenuta nella sacca non \u00e8 riuscito a sopravvivere. Gli avvocati degli imputati Marcello Bossio e Osvaldo perfetti, rispettivamente Nicola Carratelli e Emilio Perfetti, avevano chiesto l\u2019assoluzione degli imputati, <strong>richiesta accolta solo per Perfetti.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;avv. Carratelli e gli altri difensori degli imputati e dell\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza avevano anche chiesto l\u2019esclusione delle parti civili nel processo penale di secondo grado perch\u00e9, dopo la condanna in primo grado, i familiari di Ruffolo, pur non avendo ricevuto un euro di risarcimento, si erano rivolti al giudice civile. Dalla parte delle persone offese, i difensori della famiglia Ruffolo, Coppa e Ferrari, avevano chiesto con un\u2019altra memoria la conferma della sentenza ritenendola \u201c\u2026 coerente con l\u2019impianto accusatorio e con tutte le risultanze processuali emerse nel corso del processo di primo grado sia documentali che testimoniali\u2026\u201d.<\/p>\n<p>I difensori delle persone offese avevano puntato il dito, ancora una volta, sul <strong>sistema di gestione vigente all\u2019interno dall\u2019Ospedale di Cosenza<\/strong> e soprattutto sull\u2019interscambio e l\u2019approvvigionamento dal sangue necessario per tutte le attivit\u00e0 sanitarie assistenziali oltre che sui meccanismi di controllo che erano gi\u00e0 stati considerati dagli <strong>esperti del Ministero della Salute e dal NAS dei Carabinieri<\/strong> altamente e reiteratamente difettuali e non idonei a garantire i minimi livelli di assistenza adatti ad un ospedale come quello di Cosenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_323447\" style=\"width: 359px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8631\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-323447\" class=\"wp-image-323447\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8631\" alt=\"L&#039;avv. Massimiliano Coppa\" width=\"349\" height=\"415\" title=\"\"><\/a><p id=\"caption-attachment-323447\" class=\"wp-caption-text\"><em>L&#8217;avv. Massimiliano Coppa<\/em><\/p><\/div>\n<p>Il legale della famiglia Ruffolo, Coppa, aveva rappresentato ai Giudici della Corte di Appello di Catanzaro che <em>\u201c\u2026.le condotte degli imputati e degli Enti periferici ed erariali hanno sostanzialmente reiteratamente disatteso tutte le esigenze poste a presidio di una materia cos\u00ec delicata che attiene l\u2019approvvigionamento, la gestione e la somministrazione del sangue che ai giorni nostri, avuto riguardo di tutte le criticit\u00e0 messe nero su bianco dalle ispezioni ministeriali, non pu\u00f2 essere certo tollerata &#8230;la vicenda oggetto di procedimento, per\u00f2, ha investito con troppa violenza ed irreversibilmente il rapporto fiduciario tra il cittadino ed il diritto alla salute che \u00e8 stato ingiustamente ed irrimediabilmente compromesso dalle condotte di tutti coloro che a vario titolo entrarono in contatto prima con il giovane Francesco Salvo e poi con lo sfortunato Cesare Ruffolo che, per una accertata gestione impaludata in un sistema di irregolarit\u00e0 , oltre che per un insieme di errori e dimostrate omissioni, ebbe a perdere la vita in poche ore a causa di una trasfusione di sangue contaminato da tutta una serie di condotte colpose, omissioni e reiterate inadempienze inconciliabili con quelle esigenze di garanzia riconnesse all\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 medica le quali prevedono specifici spazi di interlocuzione tra tutti i soggetti del rapporto&#8230;.\u201d.<\/em><\/p>\n<h3>Nessun risarcimento ad oggi \u00e8 stato erogato ai familiari di Ruffolo<\/h3>\n<p>Sono state, poi, evidenziate anche le <strong>criticit\u00e0 gestionali riferibili alla copertura assicurativa dell\u2019Ospedale di Cosenza<\/strong> che pur pagando un premio assicurativo &#8211; ancora oggi &#8211; da circa <strong>tre milioni di euro annui<\/strong>, ad ora, <strong>non ha inteso risarcire il danno da morte cagionato agli eredi di Cesare Ruffolo<\/strong> i quali &#8211; sempre tramite l&#8217;avv. Coppa &#8211; per ottenere il ristoro delle somme vergate a titolo di provvisionale dal Tribunale Penale di Cosenza &#8211; <strong>si sono visti costretti a pignorare la scrivania del direttore generale,<\/strong> la sua <strong>poltrona<\/strong>, i <strong>quadri della sua stanza<\/strong> oltre a prelevare quasi giornalmente tramite l\u2019ufficiale giudiziario tutte le somme che giornalmente venivano incassate dall\u2019ufficio ticket dell\u2019ospedale di Cosenza fino alla concorrenza delle somme stabilite dal Tribunale Penale di Cosenza, concludendo la sua appassionata arringa ricordando alla Corte che la sentenza di primo grado andava confermata in ogni sua parte perch\u00e9 <em>\u201c\u2026.le condotte degli imputati hanno sostanzialmente reiteratamente disatteso tutte le esigenze poste a presidio di una materia cos\u00ec delicata che attiene l\u2019approvvigionamento, la gestione e la somministrazione del sangue che ai giorni nostri, avuto riguardo di tutte le criticit\u00e0 messe nero su bianco dalle ispezioni ministeriali, non pu\u00f2 essere certo tollerata &#8230;\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ancora oggi, nonostante tutto, non risulta ben chiaro il meccanismo che ha indotto i vertici dell\u2019ospedale di Cosenza a mantenere una linea cos\u00ec dura di fronte ad una <strong>tragedia immane come la morte di Cesare Ruffolo<\/strong>, addirittura pagando un <strong>legale esterno<\/strong> per poter opporsi inutilmente dl pignoramento con un aggravio di spese ulteriori che vanno ad aggiungersi ai quasi tre milioni di euro annu\u00ec spesi, a questo punto, inutilmente per una copertura assicurativa che per\u00f2 non ha operato secondo quanto previsto. La spiegazione di questa gestione del caso \u00e8 stata per\u00f2 finalmente fornita <strong>dall\u2019assicurazione dell\u2019Ospedale di Cosenza<\/strong> che ha confermato l\u2019assunto ritenendo le condotte poste in essere da tutti coloro che a vario titolo ebbero in cura ed in affidamento Cesare Ruffolo &#8211; testualmente \u2013 \u201c&#8230;.per difetto del requisito dell\u2019accidentalit\u00e0 nella condotta del personale sanitario&#8230;\u201d in un atto ufficiale depositato al Tribunale Civile di Cosenza dove la famiglia Ruffolo sempre per il tramite dell\u2019avv. Coppa ha richiesto un <strong>risarcimento pari ad 13 milioni di euro. <\/strong>La Corte di Appello di Catanzaro, ha confermato la condotta illecita tenuta dall\u2019imputato confermando la sentenza di primo grado e condannando anche l\u2019Azienda Ospedaliera in solido al pagamento di ulteriori spese processuali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corte di Appello di Catanzaro ha confermato la condanna del dott. Marcello Bossio ed ha assolto invece il dott. Osvaldo Perfetti per la morte di Cesare Ruffolo 79 anni, avvenuta il 4 luglio del 2013<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":133402,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-133401","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=133401"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133401\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/133402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=133401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=133401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=133401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}