{"id":133885,"date":"2020-07-22T16:50:06","date_gmt":"2020-07-22T14:50:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/il-sole-come-non-lo-abbiamo-mai-visto-le-prime-immagini-catturate-dalla-sonda-dellesa\/"},"modified":"2024-11-05T13:22:28","modified_gmt":"2024-11-05T12:22:28","slug":"364673-il-sole-come-non-lo-abbiamo-mai-visto-le-prime-immagini-catturate-dalla-sonda-dellesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/364673-il-sole-come-non-lo-abbiamo-mai-visto-le-prime-immagini-catturate-dalla-sonda-dellesa\/","title":{"rendered":"Il Sole come non lo abbiamo mai visto: le prime immagini catturate dalla sonda dell\u2019Esa"},"content":{"rendered":"<h4>L\u2019Agenzia Spaziale Europea ha mostrato i dati raccolti da Solar Orbiter a 77 milioni di chilometri dalla nostra stella: nessuna missione era mai arrivata cos\u00ec vicino. Nel progetto anche i fisici dell\u2019Unical<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ARCAVACATA (CS) &#8211; L\u2019Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha mostrato nei giorni scorsi in diretta streaming le prime immagini raccolte nell\u2019ottico e nell\u2019ultravioletto dalla <strong>sonda interplanetaria Solar Orbiter.<\/strong> Alla missione, lanciata lo scorso 10 febbraio, partecipa anche il <strong>gruppo di Astrofisica e Geofisica dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria<\/strong>. Le immagini, <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10890\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">disponibili sul sito dell\u2019Esa<\/a><\/span>, hanno rivelato onnipresenti eruzioni solari in miniatura, soprannominate <strong>&#8220;fuochi&#8221;<\/strong>, vicino alla superficie della nostra stella. Sono stati evidenziati durante il primo perielio della sonda, quando Solar Orbiter era a<strong> 77 milioni di chilometri dal Sol<\/strong>e, ossia circa met\u00e0 della distanza tra il sole e la Terra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-364674 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Solar_Orbiter.jpg\" alt=\"\" width=\"558\" height=\"316\" title=\"\"><\/p>\n<p>Tra i problemi irrisolti della fisica solare spicca quello del<strong> riscaldamento della corona solare<\/strong>, cio\u00e8 lo strato pi\u00f9 esterno dell&#8217;atmosfera solare, che ha una temperatura dell&#8217;ordine del milione di gradi, mentre la superficie solare ha una temperatura di circa 6000 gradi. <strong>L&#8217;energia del Sole \u00e8 prodotta all\u2019interno del suo nucleo e trasferita agli strati pi\u00f9 esterni, che sono via via pi\u00f9 freddi.<\/strong> Risulta quindi difficile spiegare il forte aumento di temperatura che si osserva passando dalla superficie solare agli strati pi\u00f9 esterni della sua atmosfera.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-364675 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/sole-esa.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"327\" title=\"\"><\/p>\n<p>Le foto di Solar Orbiter rappresentano una<strong> conferma visuale dei meccanismi di riscaldamento coronale finora ipotizzati<\/strong> anche attraverso i modelli fisici, costruiti negli ultimi 20 anni, dal gruppo di ricerca di Plasmi Astrofisici del Dipartimento di Fisica dell\u2019Unical, modelli nei quali la dinamica non lineare del<strong> plasma coronale e la turbolenza<\/strong> giocano un ruolo fondamentale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Agenzia Spaziale Europea ha mostrato i dati raccolti da Solar Orbiter a 77 milioni di chilometri dalla nostra stella: nessuna missione era mai arrivata cos\u00ec vicino. 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