{"id":133976,"date":"2020-08-25T08:00:15","date_gmt":"2020-08-25T06:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/censimento-nazionale-fai-fino-a-dicembre-si-possono-votare-i-luoghi-del-cuore\/"},"modified":"2023-01-16T18:03:30","modified_gmt":"2023-01-16T17:03:30","slug":"364902-censimento-nazionale-fai-fino-a-dicembre-si-possono-votare-i-luoghi-del-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/364902-censimento-nazionale-fai-fino-a-dicembre-si-possono-votare-i-luoghi-del-cuore\/","title":{"rendered":"Censimento Nazionale FAI, fino a dicembre si possono votare i &#8220;Luoghi del Cuore&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Giunto alla 10\u00aa edizione il censimento nazionale del Fai consente di votare la bellezza italiana e soprattutto i Luoghi del Cuore. Ecco quali sono i luoghi della Calabria da votare entro il 15 dicembre 2020<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; In Calabria i luoghi pi\u00f9 votati nella classifica provvisoria sono: Il Complesso Monastico Basiliano di Santa Maria del Patire di Corigliano \u2013 Rossano (Cs), l\u2019Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore (Cs), il Sentiero del Brigante a Santo Stefano in Aspromonte (Rc) e la Torre Cavallara di Catanzaro. Per votare c&#8217;\u00e8 tempo fino al 15 dicembre 2020.<\/p>\n<p>Ad oggi dunque, il luogo in Calabria al 1\u00b0 posto della classifica provvisoria (<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10911\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.iluoghidelcuore.it<\/a><\/strong><\/span>) \u00e8 il <strong>Complesso Monastico Basiliano di Santa Maria del Patire a Corigliano &#8211; Rossano (CS)<\/strong>, situato su un pianoro tra due vallate e immerso tra i boschi dell\u2019ultimo lembo della Sila Greca. Si trova a ridosso dell\u2019Oasi naturalistica dei Giganti di Cozzo del Pesco e si affaccia sulla Piana di Sibari e quindi sul Mar Ionio. Detto anche Pathirion, \u00e8 un edificio dell\u2019inizio del XII secolo, che presenta i caratteri dell\u2019arte basiliana con decorazioni a tarsie marmoree policrome. Fu eretto grazie all&#8217;iniziativa del beato Bartolomeo da Simeri e alle donazioni di alcuni baroni normanni. Era uno dei pi\u00f9 importanti monasteri basiliani della regione, ma del complesso primitivo resta ben conservata soltanto la chiesa. Fu per secoli un luogo di preghiera, ma anche un centro culturale tra i pi\u00f9 qualificati e rinomati del Sud, con una ricca biblioteca e uno scriptorium in cui i monaci amanuensi trascrivevano, conservavano e trasmettevano la sapienza greco-romana-pagana e quella cristiana. A candidare il complesso al censimento 2020 \u00e8 stato il comitato \u201cCommunia &#8211; Rigeneriamo il Patire\u201d, per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale del territorio. Il bene rientra nella classifica speciale \u201cItalia sopra i 600 metri\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-364905 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Abbazia_di_Santa_Maria_del_Patire-Rossano.jpg\" alt=\"\" width=\"472\" height=\"787\" title=\"\"><\/p>\n<p>A seguire <strong>l\u2019Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore<\/strong> (Cs), che con i suoi circa 17.000 abitanti \u00e8 il pi\u00f9 vasto e popolato centro abitato della Sila, all\u2019interno dell\u2019omonimo Parco nazionale, nonch\u00e9 il pi\u00f9 popolato comune italiano oltre i 1.000 metri di altitudine. L\u2019abbazia, edificata nel 1215, rappresenta la struttura fondativa del capoluogo silano. Il complesso abbaziale, pi\u00f9 volte rimaneggiato nei secoli, presenta comunque un aspetto prossimo a quello originale. Dal portale archiacuto si accede all&#8217;unica grande navata; l&#8217;abside quadrangolare presenta un tema di trafori che illumina lo spoglio interno. Lo splendido altare barocco in legno dorato fu realizzato nel 1740 dall&#8217;ebanista roglianese G.B. Altomare. In una navatella laterale sono esposte litografie del Liber Figurarum, raccolta di teologia che illustra il pensiero di Gioacchino da Fiore, di cui l\u2019abbazia custodisce le spoglie. Il luogo \u00e8 inserito nella classifica speciale \u201cItalia sopra i 600 metri\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-364906 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Sentiero-del-brigante-Santo-Stefano-in-Aspromonte.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"359\" title=\"\"><\/p>\n<p>Sono giunti molti voti anche per il <strong>Sentiero del Brigante a Santo Stefano in Aspromonte<\/strong> (Rc), grazie all\u2019attivazione del \u201cGEA \u2013 Gruppo Escursionisti dell\u2019Aspromonte\u201d che ne cura la manutenzione e per il quale desidera una maggiore conservazione e promozione turistica. Inserito nell\u2019Atlante Digitale dei Cammini d\u2019Italia del MIBACT, il percorso si sviluppa per circa 130 km tra il Parco Nazionale dell\u2019Aspromonte e il Parco Naturale Regionale delle Serre. Partendo da Gambarie, si snoda lungo la linea di crinale fino alle Serre Calabre consentendo all\u2019escursionista di concludere il suo cammino nella medievale Stilo, dove si trova la Cattolica, valorizzata da un innovativo sistema di illuminazione grazie al finanziamento \u201cI Luoghi del Cuore\u201d a seguito di un passato censimento. La sua denominazione \u00e8 chiaramente evocativa e legata alle vicende che hanno caratterizzato la storia dell\u2019estrema montagna meridionale, tant\u2019\u00e8 che lungo il sentiero si susseguono designazioni toponomastiche che richiamano storie di ribelli e briganti, tra cui lo schiavo ribelle Spartaco, che tent\u00f2 di risalire la penisola per conquistare Roma; il celebre Nino Martino, che nel XVI secolo soggiorn\u00f2 a lungo in Aspromonte, feroce ma generoso con i deboli, e Giuseppe Musolino, l\u2019ultimo dei briganti, detto \u201cU&#8217; re i l&#8217;Asprumunti\u201d. Il sentiero rientra nella classifica speciale \u201cItalia sopra i 600 metri\u201d.<\/p>\n<p>E ancora la <strong>Torre Cavallara di Catanzaro<\/strong> risalente al XVII secolo, adagiata su una collina a pochi passi dalla costa ionica catanzarese e inserita in un ampio sistema di strutture di avvistamento edificate lungo tutta la costa. Eretta a scopo di difesa contro le invasioni saracene, \u00e8 a base quadrangolare ed \u00e8 detta &#8220;Cavallara&#8221; perch\u00e9 ospitava al piano terra i cavalli utilizzati per le comunicazioni veloci in caso di pericolo. L&#8217;accesso al piano superiore avveniva tramite scala esterna con ponte levatoio. Il comitato \u201cAmici della Torre Cavallara\u201d, composto da diverse associazioni del territorio, ne auspica la ristrutturazione e una migliore accessibilit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-364907 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Torre-Cavallara-Catanzaro-.jpg\" alt=\"\" width=\"603\" height=\"454\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giunto alla 10\u00aa edizione il censimento nazionale del Fai consente di votare la bellezza italiana e soprattutto i Luoghi del Cuore. 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