{"id":134040,"date":"2020-07-24T06:51:37","date_gmt":"2020-07-24T04:51:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sei-latitanti-di-ndrangheta-arrestati-tra-argentina-costarica-e-albania\/"},"modified":"2023-01-16T18:03:35","modified_gmt":"2023-01-16T17:03:35","slug":"365082-sei-latitanti-di-ndrangheta-arrestati-tra-argentina-costarica-e-albania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/365082-sei-latitanti-di-ndrangheta-arrestati-tra-argentina-costarica-e-albania\/","title":{"rendered":"Sei latitanti di &#8216;ndrangheta arrestati tra Argentina, Costarica e Albania"},"content":{"rendered":"<h4>Sono tutti ritenuti appartenenti o contigui alle cosche di &#8216;ndrangheta e il loro arresto \u00e8 stato eseguito nell&#8217;ambito del progetto &#8216;I can&#8217; (Interpol cooperation against &#8216;ndrangheta), l&#8217;iniziativa coordinata dalla Criminalpol che ha come obiettivo proprio la caccia ai latitanti e ai beni delle cosche in tutto il mondo<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Sei latitanti, tutti collegati ad un&#8217;indagine condotta dallo Scico di Roma e dagli uomini del Gico della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che alla fine di novembre 2019 ha portato all&#8217;emissione di 45 misure cautelari e ha consentito di sgominare la cosca riconducibile ai <strong>Bellocco di Rosarno<\/strong> e le sue articolazioni in <strong>Emilia Romagna, Lazio e Lombardia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A Buenos Aires sono finiti in manette in tre:<\/strong> <strong>Ferdinando Sarag\u00f2<\/strong>, considerato dagli investigatori corriere e uomo di fiducia della &#8216;ndrangheta, faceva la spola tra il Sudamerica e la Calabria e a lui si rivolgevano le cosche per le necessit\u00e0 operative e il trasporto di documenti segreti; <strong>Giovanni Di Pietro<\/strong> che, secondo gli inquirenti della procura di Reggio Calabria guidati dal procuratore Giovanni Bombardieri, era il &#8216;front office&#8217; fra le cosche italiane e i fornitori sudamericani di droga e si occupava direttamente dell&#8217;esportazione delle sostanze stupefacenti; <strong>Fabio Pompetti<\/strong>, interlocutore privilegiato di due degli arrestati nell&#8217;operazione di novembre: era l&#8217;uomo che grazie alla sua rete di relazioni e alle indicazioni operative consentiva di aggirare i sistemi antiriciclaggio ed eludere i controlli doganali. Per anni \u00e8 stato, dicono gli investigatori, il &#8216;portavoce&#8217; dei fornitori sudamericani nei confronti della &#8216;ndrangheta.<\/p>\n<p>In <strong>Costarica<\/strong> \u00e8 stato invece arrestato <strong>Franco D&#8217;Agapiti<\/strong>, titolare dell&#8217;hotel casin\u00f2 Amapola di San Jos\u00e9, considerato il punto di riferimento per gli esponenti della cosca. Il suo compito era quello di agevolare l&#8217;ingresso di cocaina in Italia e offrire ospitalit\u00e0 e appoggio logistico agli &#8216;ndranghetisti. In Albania, infine, \u00e8 finito dietro le sbarre <strong>Bujar Sejdinaj<\/strong>, soprannominato &#8216;lo zio&#8217;, referente dei Bellocco per l&#8217;area balcanica. Ai cinque latitanti collegati all&#8217;indagine della Gdf e arrestati nelle ultime ore si aggiunge poi Adrian Cekini, albanese anche lui, che era per\u00f2 gi\u00e0 stato fermato lo scorso 26 maggio a Elbasan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono tutti ritenuti appartenenti o contigui alle cosche di &#8216;ndrangheta e il loro arresto \u00e8 stato eseguito nell&#8217;ambito del progetto &#8216;I can&#8217; (Interpol cooperation against &#8216;ndrangheta), l&#8217;iniziativa coordinata dalla Criminalpol che ha come obiettivo proprio la caccia ai latitanti e ai beni delle cosche in tutto il mondo<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":134041,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,22],"tags":[],"class_list":["post-134040","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-dal-mondo"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/134040","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=134040"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/134040\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/134041"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=134040"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=134040"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=134040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}