{"id":134786,"date":"2020-08-07T10:20:16","date_gmt":"2020-08-07T08:20:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/reggio-calabria-e-la-citta-dove-si-pagano-piu-tasse\/"},"modified":"2023-01-16T18:04:23","modified_gmt":"2023-01-16T17:04:23","slug":"366831-reggio-calabria-e-la-citta-dove-si-pagano-piu-tasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/366831-reggio-calabria-e-la-citta-dove-si-pagano-piu-tasse\/","title":{"rendered":"Reggio Calabria \u00e8 la citt\u00e0 dove si pagano pi\u00f9 tasse"},"content":{"rendered":"<h4>Lo rileva l&#8217;analisi dell&#8217;Eurispes con un focus sulla condizione della Calabria e sulle politiche economiche adottate negli ultimi anni dallo Stato<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211;\u00a0 L&#8217;ammontare complessivo di Irpef, Tasi, bollo auto, Tari e addizionali comunali e regionali all&#8217;Irpef obbliga una famiglia media reggina a pagare <strong>7.684 euro di tasse annue.<\/strong> Al comune di Reggio Calabria seguono quello di Napoli (7.658 euro l&#8217;anno) e quello di Salerno (7.648 euro l&#8217;anno).<strong> Le citt\u00e0 italiane le cui famiglie, invece, pagano meno tasse si trovano soprattutto al Nord-Est.<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2017 (ultimo dato disponibile) si rileva l&#8217;imposizione di una riduzione della spesa pubblica media concessa al Mezzogiorno dello 0,8%; una diminuzione che in Calabria \u00e8 del 3,2%, a fronte invece di un aumento dell&#8217;1,6% di spesa pubblica elargita al Centro-Nord. Cos\u00ec, se la differenza di spesa fra Centro-Nord e Mezzogiorno, nel 2017, sale a 3.358 euro pro capite, quella tra Centro-Nord e Calabria giunge addirittura ad assumere il valore di 3.821 euro. \u00c8 questo il quadro tracciato dall&#8217;analisi dell&#8217;Eurispes con un focus sulla condizione della Calabria e sulle politiche economiche adottate negli ultimi anni dallo Stato. La stessa Commissione Bicamerale per l&#8217;Attuazione del Federalismo Fiscale ha dovuto constatare l&#8217;esistenza di una situazione diametralmente opposta rispetto allo stereotipo che vedrebbe &#8220;viaggiare&#8221; dal Mezzogiorno al Nord un immane flusso di denaro. Tuttavia, nulla \u00e8 stato fatto per garantire un livello minimo di risorse essenziali (LEP) in tutt&#8217;Italia, secondo quanto previsto dallo stesso federalismo.<\/p>\n<p><strong>Emblematico il confronto fra le due Reggio: Reggio Emilia e Reggio Calabria<\/strong>, dove alla prima che ha gi\u00e0 molti pi\u00f9 servizi \u00e8 riconosciuto un fabbisogno standard di 139 milioni d&#8217;euro, mentre a Reggio Calabria, con meno servizi, di 104 milioni. Vale a dire, 35 milioni in meno, nonostante la stessa abbia 9mila abitanti in pi\u00f9 (la prima ne ha 171mila e la seconda 180mila). Ancora, come spesa per la cultura, a Reggio Emilia sono riconosciuti 21 milioni di euro e a Reggio Calabria solo 4. Per l&#8217;istruzione, alla prima sono concessi 28 milioni e alla seconda 9. Riguardo l&#8217;edilizia abitativa, alla prima delle due citt\u00e0 sono elargiti 54 milioni e alla seconda 8 appena (a tale proposito, basterebbe anche solo aver presenti, quelle immagini di paesaggio urbano di tantissime parti del Sud, i cui abitati, gli edifici, i cortili, ecc. figurano in condizioni logore, deteriori o rovinose, come pure prive di coerenza urbana). Per le politiche sociali (disabili inclusi), a Reggio Emilia sono riconosciuti circa 40 milioni e a Reggio Calabria 17. Presso la prima vi sono poi 60 asili pubblici, mentre nella seconda solo 3, peraltro realizzati e mantenuti non da finanziamenti dello Stato ma comunitari. E in particolare,<strong> per gli asili nido, Reggio Calabria riceve 59 euro pro capite l&#8217;anno, mentre Reggio Emilia 2.400 euro pro capite<\/strong> (contribuendo, peraltro, come evidenziato dalla Svimez, all&#8217;aumento della disoccupazione femminile; al Sud del 20%: pi\u00f9 che doppia rispetto al Centro-Nord e quasi tripla rispetto alla media europea). Persino la Corte dei Conti rileva che: \u00abA fronte dei 116 euro medi pro capite di spesa sociale complessiva, si va dai 22 della Calabria ai 517 del Trentino (Bolzano) e a fronte dei 14 euro di spesa pro capite per i soli interventi contro povert\u00e0 e disagio, si passa dai 3 euro nei Comuni della Calabria agli 83 nei Comuni del Friuli\u00bb (Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica).<\/p>\n<p>Nel periodo 2000-2017, per quanto riguarda la Spesa sociale, l&#8217;analisi dei dati del Sistema Conti Pubblici Territoriali evidenzia un forte fattore di sistematica discriminazione del Sud. <strong>I valori di spesa pro capite infatti per la Calabria (circa 3.795 euro pro capite) ricalcano essenzialmente quelli del Mezzogiorno (3.859 euro) che rimangono costantemente e decisamente pi\u00f9 bassi rispetto a quelli del Centro-Nord (5.438 euro)<\/strong>. I dati sulla spesa pubblica effettuata dallo Stato nel settore della sanit\u00e0, sempre nel periodo 2000-2017, indicano che ogni cittadino calabrese ha ricevuto in media 280 euro l&#8217;anno in meno rispetto a ciascun suo concittadino del Centro-Nord e in particolare 501 euro l&#8217;anno in meno di un lombardo. Anche per quel che riguarda la spesa nel settore dell&#8217;Amministrazione pubblica la Calabria (1.166 euro) presenta una spesa pro capite costantemente inferiore sia a quella del Centro-Nord (1.723) sia a quella media del Mezzogiorno (1.263).<\/p>\n<p>Nel complesso si rileva anche un lento ma progressivo e sensibile allargamento della divaricazione negli anni fra la spesa della Calabria (e del Mezzogiorno in genere) e quella del Centro-Nord, a vantaggio chiaramente di quest&#8217;ultimo. E questo \u00e8 vero osservando gli andamenti della spesa pubblica effettuata nell&#8217;ambito dell&#8217;Energia (con una spesa pro capite pari a 930 euro in Calabria contro 1.384 del Centro Nord), dell&#8217;Industria e Artigianato (42 euro in Calabria e 419 al Centro-Nord), del Commercio (13 euro calabresi contro i 30 del Centro-Nord).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo rileva l&#8217;analisi dell&#8217;Eurispes con un focus sulla condizione della Calabria e sulle politiche economiche adottate negli ultimi anni dallo Stato<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":134787,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,1],"tags":[],"class_list":["post-134786","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-senza-categoria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/134786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=134786"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/134786\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/134787"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=134786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=134786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=134786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}