{"id":135464,"date":"2020-08-24T08:17:25","date_gmt":"2020-08-24T06:17:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/servizio-idrico-incarnato-serve-chiarezza-non-bestialita\/"},"modified":"2023-01-16T18:05:09","modified_gmt":"2023-01-16T17:05:09","slug":"368372-servizio-idrico-incarnato-serve-chiarezza-non-bestialita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/368372-servizio-idrico-incarnato-serve-chiarezza-non-bestialita\/","title":{"rendered":"Servizio idrico, Incarnato: &#8220;serve chiarezza non bestialit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Luigi Incarnato interviene sul dibattito che va avanti da alcune settimane, di sindaci ed esponenti politici, sulla riforma del servizio idrico calabrese: &#8220;la crisi del sistema \u00e8 generata dalla <strong>superficialit\u00e0 con cui da decenni gli amministratori<\/strong> (non tutti per fortuna) affrontano il tema della gestione e del finanziamento&#8221;<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Luigi Incarnato, commissario della Sorical interviene sulla &#8220;riforma attesa da oltre 35 anni, commettendo gli stessi errori del passato: si parla dei \u201ccontenitori\u201d e senza mai entrare nel merito dei \u201ccontenuti\u201d del processo riformatore. Se la Calabria si trova oggi a fare i conti con la pi\u00f9 grave crisi di sistema, (insieme a quella dei rifiuti e della sanit\u00e0), ci\u00f2 \u00e8 dovuto quasi esclusivamente alla <strong>superficialit\u00e0 con cui da decenni gli amministratori<\/strong> (non tutti per fortuna) affrontano il tema della gestione e del finanziamento. La stessa superficialit\u00e0 che <strong>leggo in sconsiderate prese di posizione di alcuni amministratori<\/strong>, pi\u00f9 preoccupati ad accaparrarsi spazi di potere che a sciogliere i nodi irrisolti nell\u2019esclusivo interesse dei cittadini&#8221;.<\/p>\n<h3>&#8220;L&#8217;Autorit\u00e0 Idrica \u00e8 un obbligo di legge nazionale&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;Per molti, <strong>l\u2019Autorit\u00e0 Idrica sarebbe stata la panacea di tutti i mali<\/strong>, presentata come un\u2019innovazione legislativa regionale; pi\u00f9 semplicemente non \u00e8 che un obbligo di legge nazionale a cui la <strong>Calabria \u00e8 arrivata con 7 anni di ritardo<\/strong>. Ora l\u2019assemblea dei sindaci, da due anni \u00e8 chiamata a completare gli organi con la nomina del direttore generale, del revisore dei conti e avviare l\u2019attivit\u00e0 con l\u2019aggiornamento del Piano di Ambito su cui basare gli investimenti futuri finanziati dall\u2019Ue, affidare il servizio ad un gestore, dopo aver scelto la forma di gestione tra le tre opzioni possibili: privata, mista o in house&#8221;.<\/p>\n<h3>La crisi di Sorical e la responsabilit\u00e0 di sindaci e Province<\/h3>\n<p>&#8220;In questo contesto &#8211; prosegue Incarnato &#8211; \u00e8 <strong>surreale il dibattito intorno al futuro della Sorical<\/strong>, cos\u00ec come viene posto. Ricordo che la <strong>societ\u00e0 nel 2012 \u00e8 entrata in crisi finanziaria<\/strong> e messa volontariamente dai soci in liquidazione, prevedendo la continuit\u00e0 gestionale, proprio in attesa di una riforma che dopo nove anni non \u00e8 arrivata. La crisi finanziaria della Sorical ha una precisa responsabilit\u00e0: i <strong>sindaci e le cinque Province<\/strong> che avrebbero dovuto attuare la legge regionale 10\/97 che recepiva la legge Galli, affidando la gestione del servizio a cinque soggetti industriali, uno per ogni provincia, che avrebbero dovuto mettere a regime il sistema amministrativo e gestionale; questo, per consentire attraverso la <strong>riscossione della tariffa, la copertura dei costi e la pianificazione degli investimenti.<\/strong> Tutto ci\u00f2 non \u00e8 stato fatto &#8211; spiega Incarnato &#8211; e anzi, fino al 2015, i sindaci hanno utilizzato quel poco che hanno incassato per fare altro, scaricando prima sulla Regione e dopo sulla Sorical i costi di gestione del servizio degli ultimi 40 anni&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Oggi <strong>Sorical rappresenta l\u2019unico soggetto industriale in Calabria capace di gestire i grandi acquedotti, dagli invasi ai serbatoi<\/strong>, e come ha dimostrato con alcuni progetti sperimentali, ad ottimizzare le reti comunali. In tal senso sarebbe stato positivo, anche per disservizi che si stanno registrando negli ultimi mesi, se fosse partito subito il progetto \u201c<strong>Cantiere Abatemarco<\/strong>\u201d, annunciato nel 2017 e <strong>colpevolmente bloccato dalla Regione<\/strong>. Un progetto che avrebbe supportato i Comuni nella corretta gestione idraulica e amministrativa delle utenze domestiche e commerciali dei <strong>primi 60 comuni calabresi<\/strong>, che rappresentano <strong>il 70% dei consumi idrici regionali&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<h3>Chiarimenti sui casi di Puglia, Basilicata e Sardegna<\/h3>\n<p>Luigi Incarnato nella nota sottolinea che &#8220;<strong>alcuni sindaci vorrebbero un affidamento in house del servizio<\/strong>; per\u00f2 tale tesi non \u00e8 suffragata dalle competenze da mettere in campo (chi fa cosa?). Il rischio concreto \u00e8 che la societ\u00e0 in house possa fallire dopo pochi mesi, come \u00e8 accaduto con Soakro a Crotone. Con questo presupposto, qualche sindaco ha citato, impropriamente, i casi positivi di societ\u00e0 idriche <strong>della Puglia, della Basilicata e della Sardegna<\/strong>,<strong> disconoscendo che nelle tre regioni operano societ\u00e0 a controllo pubblico e non societ\u00e0 in house.<\/strong> Infatti, Acquedotto Pugliese Spa \u00e8 controllata al 100% dalla Regione Puglia con una doppia proroga dell\u2019affidamento con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Renzi e Conte) a causa dello scontro che si registra tra Regione e Autorit\u00e0 idrica pugliese che ne vorrebbe il controllo. Il 65% del capitale di Abbanoa spa \u00e8 controllata dalla Regione Sardegna, il restante da quasi tutti i comuni sardi. Su questa forma di gestione pende un ricorso alla Corte Costituzionale perch\u00e9 alcuni enti locali non entrando nella societ\u00e0, sono rimasti esclusi dal piano degli investimenti. Mentre di recente l\u2019Anac ha fatto presente che i Comuni \u201cnecessariamente\u201d devono avere il \u201ccontrollo analogo\u201d delle societ\u00e0 idriche. Infine Acquedotto Lucano; la Spa \u00e8 nata nel 2005 per volont\u00e0 espressa degli enti locali e della Regione, l\u2019autorit\u00e0 idrica ne ha preso atto, il capitale \u00e8 diviso tra la Regione, che detiene il 49% e Comuni il restante 51%. I Comuni lucani hanno sottoscritto quote di capitale proporzionate alla popolazione, mentre la Regione, per consentire il controllo analogo, in assemblea decide con il 22% delle quote di capitale posseduto. La societ\u00e0 \u00e8 nata incorporando il know how del ramo materano dell\u2019acquedotto Pugliese prima che avvenisse il trasferimento alla Regione Puglia. Per calmierare la tariffa, la Regione Basilicata finanzia la societ\u00e0 con un contributo di 20 milioni di euro annui, pari al 22% dei costi operativi, che ammontano complessivamente a circa 75 milioni di euro l\u2019anno. La Basilicata, seppure con 560 mila abitanti e la morfologia del territorio, potrebbe essere il benchmark della Calabria che, avendo quasi due di milioni di abitanti, deve considerare costi di gestione per quattro volte a quelli lucani (quasi 300 milioni di euro l\u2019anno). Ed \u00e8 qui che i ragionamenti di alcuni sindaci calabresi non tornano. I piani industriali fino ad oggi redatti, tengono conto in parte dei rischi finanziari della fase di start up della nuova societ\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Deve essere chiaro che <strong>una societ\u00e0 in house deve avere i capitali per farsi carico della parziale copertura dei costi iniziali<\/strong>, fino al raggiungimento dell\u2019equilibrio economico e finanziario. Gi\u00e0 il primo mese di vita deve considerare i costi energetici, stimati in oltre 80 milioni di euro l\u2019anno; dei costi di manutenzione diretta per acquedotti, reti idriche, fognature a depuratori, pari a non meno di 100 milioni di euro; del costo del personale che dovr\u00e0 operare in ognuno dei <strong>400 Comuni della Calabria, circa 40 milioni di euro<\/strong>. Quindi \u00e8 del tutto evidente che la fase di start up della nuova societ\u00e0, senza un\u2019adeguata capitalizzazione, rischia di compromettere tutto il sistema, compreso quello che, seppur con enormi difficolt\u00e0, oggi funziona. <strong>Quindi la discussione delle ultime settimane sul destino di Sorical e di enti impegnati nella depurazione come Consorzio Vallecrati, sono fuorvianti e privi di consistenza giuridica, economica e politica&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Semmai &#8211; conclude il commissario della Sorical &#8211; vista la necessita di procedere all\u2019avvio del servizio idrico integrato, le esperienze positive esistenti sul territorio rappresentano un\u2019opportunit\u00e0, il perno su cui costruire con gradualit\u00e0 il servizio idrico integrato prevedendo un lasso temporale per completare il ciclo. Del resto questo percorso \u00e8 quello descritto e imposto dalla legge 152\/2006 che, ricordiamo, ha abrogato la legge Galli del 1994. Su Sorical \u00e8 mia convinzione che tenerla ancora in liquidazione non ha pi\u00f9 senso perch\u00e9 da 9 anni continua ad avere bilanci economici in equilibrio e a garantire il servizio idrico a 385 Comuni, senza dimenticare che ha completato le uniche due dighe ad utilizzo idropotabile, guadagnandosi sul campo il merito di essere la pi\u00f9 grande esperienza calabrese del settore idrico. Rilanciarla, invece, rappresenta una grande opportunit\u00e0 per la Calabria e per i Comuni, a meno che qualcuno, che non si \u00e8 mai occupato di queste materie e ha scarsa consapevolezza dell\u2019ordine delle cose, pensa di avere la bacchetta magica e far partire il servizio idrico integrato dal nulla il primo gennaio 2021 e in violazione delle leggi dello Stato&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luigi Incarnato interviene sul dibattito che va avanti da alcune settimane, di sindaci ed esponenti politici, sulla riforma del servizio idrico calabrese: &#8220;la crisi del sistema \u00e8 generata dalla superficialit\u00e0 con cui da decenni gli amministratori (non tutti per fortuna) affrontano il tema della gestione e del finanziamento&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":135465,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-135464","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/135464","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=135464"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/135464\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/135465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=135464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=135464"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=135464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}