{"id":136182,"date":"2020-09-05T06:41:55","date_gmt":"2020-09-05T04:41:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ponte-sullo-stretto-nel-comitato-non-ci-sono-siciliani-o-calabresi-ministro-ponga-rimedio\/"},"modified":"2023-01-16T18:05:58","modified_gmt":"2023-01-16T17:05:58","slug":"370300-ponte-sullo-stretto-nel-comitato-non-ci-sono-siciliani-o-calabresi-ministro-ponga-rimedio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/370300-ponte-sullo-stretto-nel-comitato-non-ci-sono-siciliani-o-calabresi-ministro-ponga-rimedio\/","title":{"rendered":"Ponte sullo Stretto, nel Comitato non ci sono siciliani o calabresi: &#8220;ministro ponga rimedio&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Il governo regionale siciliano \u00e8 &#8220;perplesso&#8221; sulla &#8220;creazione di un Comitato che dovrebbe esaminare delle proposte sull\u2019attraversamento stabile fra Sicilia e Calabria&#8221; e ne crea uno con quello della Calabria.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PALERMO &#8211; &#8220;Secondo quanto abbiamo letto -ha dichiarato l\u2019assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone &#8211; <strong>fra i 16 membri individuati dal Governo non ci sarebbe alcun esperto in rappresentanza di Sicilia e Calabria<\/strong>. Una circostanza cui ci auguriamo il <strong>ministro ponga celermente rimedio<\/strong>\u201d. \u201cPreso atto di uno scenario che confidiamo non si risolva in una melina, in sinergia con la collega assessore della Regione Calabria, <strong>Domenica Catalfamo<\/strong> &#8211; prosegue &#8211; entro fine mese insedieremo una Commissione coinvolgendo le universit\u00e0, gli ordini professionali e i principali esperti in materia. Intendiamo dimostrare che, oggi ancor pi\u00f9 di ieri, il <strong>Ponte sullo Stretto \u00e8 l&#8217;unica infrastruttura che pu\u00f2 cambiare il futuro di tutto il Mezzogiorno e d\u2019Italia<\/strong>\u201d. Il comitato di 16 membri intanto, sar\u00e0 chiamato ad esaminare tutte le alternative possibili per l&#8217;attraversamento, dall\u2019opera sopraelevata ai tunnel. Il dossier che valuter\u00e0 i progetti sar\u00e0 scritto da quattro tecnici ministeriali, sei direttori di enti interessati e sei professori.<\/p>\n<p>La <strong>ministra De Micheli<\/strong> intanto, nei giorni scorsi, ha generato l&#8217;ironia di colleghi e non solo quando su Twitter ha scritto \u00abFerro, strada o bici: dobbiamo capire quale sia il collegamento migliore\u00bb. Qualcuno ha parlato di monopattino, altri di teletrasporto. Anche il ministro Provenzano \u00e8 intervenuto ironicamente: \u00abSul ponte sullo stretto di esercita la fantasia dei miei colleghi di governo. Ora dopo il ponte ci sar\u00e0 il tunnel, ci saranno le piste ciclabili e arriver\u00e0 anche il monopattino. Spero che nessuno proponga la funivia o la catapulta\u2026\u00bb.<\/p>\n<h3>Catalfamo: &#8220;due notizie: una buona ed una su cui vigilare con attenzione&#8221;<\/h3>\n<p>L\u2019Assessore regionale alle Infrastrutture Domenica Catalfamo interviene sulla decisione della Conferenza delle Regioni per l\u2019inserimento del progetto nel Piano straordinario di infrastrutturazione nazionale che verr\u00e0 esaminato nella fase di conversione del cosiddetto \u201cDecreto Agosto\u201d. Un elemento concreto per il possibile avvio di un\u2019opera fortemente voluta dalle due Regioni e che potrebbe cambiare le sorti economiche e sociali dell\u2019intero Paese. Ma, per non farsi trascinare da facili entusiasmi \u00e8 importante &#8211; secondo l&#8217;assessore &#8211; chiedersi se ci saranno i tempi perch\u00e9 l\u2019opera sia inserita nel <strong>recovery fund<\/strong>, unico reale strumento attuale di finanziamento. Le attuali modalit\u00e0 di attraversamento discontinue e a bassa velocit\u00e0 costituiscono una divisione fisica ed una barriera ad ogni principio di sviluppo di un\u2019area da sempre economicamente penalizzata, nonostante le evidenti potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esistenza di un collegamento stabile porterebbe a un processo di rivitalizzazione dei territori<\/strong> ed all\u2019imprescindibile ammodernamento delle reti infrastrutturali di connessione. L\u2019Area dello Stretto e il Porto di Gioia Tauro, il pi\u00f9 grande porto del Mediterraneo, costituiranno un unicum trainante per le due Regioni e per il resto del Paese. <strong>L\u2019analisi benefici\/costi<\/strong> che negli anni scorsi \u00e8 stata il presupposto per l\u2019avvio dell\u2019iter di appalto e la conseguente aggiudicazione dell\u2019opera, se oggi venisse attualizzata, non potrebbe prescindere dal valutare anche la dirompente evoluzione delle dinamiche socio\/economiche nel momento in cui i tre chilometri di distanza non costituiranno pi\u00f9 l\u2019insormontabile barriera psicologica ancorch\u00e9 fisica. <strong>Nascerebbe quella che sarebbe di fatto un\u2019unica citt\u00e0 metropolitana di oltre un milione di abitanti<\/strong> trasformando radicalmente un contesto territoriale in cui l\u2019attuale reddito medio pro capite \u00e8 di gran lunga inferiore alla media UE. Due citt\u00e0, entrambi sede di universit\u00e0 con importante offerta formativa, nonch\u00e9 di importanti poli sanitari e attivit\u00e0 terziarie e commerciali che si integrano e si completano, avrebbero una distanza che pu\u00f2 essere assimilata a quella di uno <strong>spostamento caratteristico del trasporto pubblico urbano, inferiore o uguale a 30 minuti.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-370301 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/assessore-catalfamo.jpg\" alt=\"\" width=\"612\" height=\"352\" title=\"\"><\/p>\n<p><strong>L\u2019Assessore Catalfamo evidenzia che gli studi tecnico\/finanziari<\/strong> che hanno gi\u00e0 dimostrato la valenza dell\u2019opera possono essere palesemente confermati da una semplice analisi della domanda e dai dati sugli spostamenti attuali. Ogni giorno oltre 17.000 persone si spostano tra le sponde, oltre 6.000 sono spostamenti pedonali su traghetto e aliscafo, oltre 4000 gli autoveicoli tra auto, bus e camion. Fra questi spostamenti molti sono di tipo pendolare e, infatti, fra i territori delle citt\u00e0 metropolitane di Reggio Calabria e Messina, sulla base dei dati rilevati dall\u2019ISTAT nel censimento della popolazione, vi sono 9.774 spostamenti pendolari in un giorno feriale medio, di cui il 51% sono effettuati per motivi di studio. Il 55% di questi \u00e8 concentrato fra i comuni capoluogo. <strong>Allo stato attuale \u00e8 necessaria pi\u00f9 di un\u2019ora per superare i 3 km che dividono le sponde,<\/strong> considerando i tempi necessari per spostamenti intermodali e\/o di sosta dell\u2019auto, attesa al traghetto ed attraversamento. Queste ed altre criticit\u00e0 sono emerse in tutta la loro gravit\u00e0 durante il lockdown, nel periodo in cui gli assurdi assembramenti agli imbarcaderi dei pendolari in attesa delle navi hanno acuito significativamente i rischi connessi all\u2019emergenza sanitaria. Ancora pi\u00f9 evidente il dato giornaliero sul <strong>collegamento ferroviario con 300 vagoni merci, 70 vagoni passeggeri che si comprende dall\u2019assurdo anacronistico dei treni che si spezzano a Villa San Giovanni e poi si ricongiungono a Messina e viceversa<\/strong>, con relativi tempi che possono arrivare alle due ore e quindi ad una medievale velocit\u00e0 media di 1,5 km\/h.<\/p>\n<p>La connessione ferroviaria diretta con la Sicilia consentirebbe agli operatori ferroviari l\u2019effettuazione dei servizi di media e lunga percorrenza che servirebbero una popolazione di circa 7 milioni di abitanti fra Calabria e Sicilia. L\u2019ampliamento del bacino di riferimento costituirebbe il definitivo volano per il rilancio dell\u2019Aeroporto dello Stretto. Le superiori oggettive riflessioni saranno senz\u2019altro ampiamente condivise a prescindere da preconcetti e visioni ideologiche. Pertanto resta da chiedersi perch\u00e9, non sussistendo impedimenti concreti, non si possa procedere come si sia fatto per tutte le altre grandi opere realizzate sul territorio nazionale e ritenute collegamenti strategici, come ad esempio i tunnel ferroviari di confine. Oggi, a fronte di un contenzioso dal costo improponibile, esiste un progetto definitivo approvato e addirittura una consegna dei lavori gi\u00e0 avvenuta con l\u2019esecuzione di un intervento sulla sponda calabrese. Basterebbe aggiornare il progetto attuale con modifiche che richiederebbero pochi mesi di impegno e si potrebbe dare concreta realizzazione a quanto annunciato. Invece si \u00e8 costretti a chiedersi se davvero si intenda procedere in questa direzione Questo interrogativo risulta ancora pi\u00f9 pregnante nel momento in cui si apprende oggi dalla stampa che il MIT ha nominato una commissione di 16 membri di \u201calto profilo tecnico\/istituzionale\u201d che fornisca entro due mesi (!) gli \u201celementi per le valutazioni e le decisioni politiche\u201d. Tranne che non vengano individuate altre fonti certe di finanziamento<strong>, si auspica che una Commissione cos\u00ec qualificata proceda velocemente anticipando il termine di 60 giorni al fine di consentire che l\u2019opera venga inserita nel Piano di Rilancio che dovr\u00e0 essere inviato a Bruxelles entro il prossimo 15 ottobre<\/strong>. Necessario quindi che il Governo riduca i termini fissati o che, nelle more dell\u2019acquisizione del rapporto dalla Commissione, inserisca il collegamento stabile come parte essenziale degli interventi infrastrutturali al sud con l\u2019AV sino a Palermo, anche in ottemperanza alle indicazioni europee sulla continuit\u00e0 territoriale per il Corridoio 5 ex 1. L\u2019Assessore Catalfamo ritiene che se ci\u00f2 non trover\u00e0 concreto riscontro l\u2019opera per l\u2019attraversamento dello Stretto, rimarr\u00e0 un argomento di intrattenimento dell\u2019anomala estate 2020, confermando purtroppo che nihil sub sole novum\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo regionale siciliano \u00e8 &#8220;perplesso&#8221; sulla &#8220;creazione di un Comitato che dovrebbe esaminare delle proposte sull\u2019attraversamento stabile fra Sicilia e Calabria&#8221; e ne crea uno con quello della Calabria.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":136183,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,16],"tags":[],"class_list":["post-136182","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/136182","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=136182"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/136182\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/136183"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=136182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=136182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=136182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}