{"id":136653,"date":"2020-09-14T17:54:23","date_gmt":"2020-09-14T15:54:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/minaccia-di-morte-una-donna-assolto-in-primo-grado-condannato-in-appello\/"},"modified":"2023-01-16T18:06:29","modified_gmt":"2023-01-16T17:06:29","slug":"371567-minaccia-di-morte-una-donna-assolto-in-primo-grado-condannato-in-appello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/371567-minaccia-di-morte-una-donna-assolto-in-primo-grado-condannato-in-appello\/","title":{"rendered":"Minaccia di morte una donna. Assolto in primo grado, condannato in appello"},"content":{"rendered":"<h4>L\u2019episodio avvenuto a Rende. La donna, insieme al compagno, rientrando a casa venne raggiunta da una lunga serie di insulti e minacce di morte da parte del nipote dell&#8217;uomo che, assolto in primo grado, \u00e8 stato invece ritenuto colpevole e condannato in appello<!--more--><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Capita di assistere a verdetti di condanna di primo grado che vengono successivamente riformati in secondo grado con giudizi di assoluzione. Pi\u00f9 difficile, invece, \u00e8 che una sentenza di assoluzione venga ribaltata in appello con una condanna. Quella che ha inflitto dopo il Giudice Monocratico del Tribunale di Cosenza, rappresentato dalla Dott.ssa Francesca Familiari, <strong>nei confronti di un 42enne<\/strong><b>\u00a0condannato <\/b><strong>al risarcimento del danno<\/strong> in favore delle persone offese, difese dagli avvocati Domenico De Maio e Mario Alberelli.<\/p>\n<p>La vicenda giudiziaria ha origine alla fine di agosto di 6 anni fa e dest\u00f2 particolare turbamento per le modalit\u00e0 con cui si \u00e8 verificata, perch\u00e9 l\u2019<strong>imputato \u00e8 il nipote del convivente della donna<\/strong>. La coppia, le 54 anni e lui 65, giunti nei pressi della loro abitazione in una localit\u00e0 isolata a Rende e dove non transitava nessuno, poco prima di rincasare vennero raggiunti da un ventaglio di<strong> offese e gravi intimidazioni<\/strong> da parte del nipote dell&#8217;uomo che <strong>abitava al primo piano del loro stesso edificio<\/strong>. Nonostante la coppia fosse oramai rientrata in casa l&#8217;uomo, anche alla presenza di alcuni ospiti e della moglie, continu\u00f2 per diversi minuti a inveire contro la coppia con parolacce e offese, anche<strong> di matrice sessista e di natura sessuale<\/strong>, arrivando anche a <strong>minacciarli di morte<\/strong>.<\/p>\n<p>A questo punto la coppia decise di sporgere querela presso la stazione dei Carabinieri per denunciare l\u2019accaduto. Dalla querela si \u00e8 arrivati al processo innanzi al Giudice di Pace di Cosenza che ritenne<strong> il narrato delle vittime poco attendibile<\/strong> e si \u00e8 concluse con l\u2019assoluzione dell&#8217;uomo. Ma i due non si sono dati per vinti e, sicuri delle loro ragioni, hanno proposto appello contro l\u2019originaria sentenza, anche se<strong> privi di testimoni<\/strong> e nonostante l\u2019imputato fosse forte delle <strong>deposizioni di ben quattro testimoni a suo favore,<\/strong> oltre che dell\u2019assoluzione iniziale. La caparbiet\u00e0 delle vittime ha incontrato l\u2019attenzione del Giudice Monocratico del Tribunale di Cosenza che ha invece riconosciuto la colpa dell&#8217;uomo e <strong>pronunciato sentenza penale di condanna<\/strong> al risarcimento del danno in favore della donna e del compagno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019episodio avvenuto a Rende. 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