{"id":137576,"date":"2020-10-04T10:00:55","date_gmt":"2020-10-04T08:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/emergenza-sanitaria-si-rischia-un-boom-di-lavoratori-in-nero\/"},"modified":"2023-01-16T18:07:33","modified_gmt":"2023-01-16T17:07:33","slug":"374120-emergenza-sanitaria-si-rischia-un-boom-di-lavoratori-in-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/374120-emergenza-sanitaria-si-rischia-un-boom-di-lavoratori-in-nero\/","title":{"rendered":"Emergenza sanitaria: si rischia un boom di lavoratori in nero"},"content":{"rendered":"<h4>La crisi determinata dall\u2019emergenza sanitaria potrebbe far \u201cesplodere\u201d l\u2019esercito degli abusivi e dei lavoratori in nero presenti in Italia. Stando alle previsioni dell\u2019Istat, infatti, entro la fine di quest\u2019anno circa 3,6 milioni di addetti rischiano di perdere il posto di lavoro<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Auspicando che la dimensione del numero degli espulsi dal mercato del lavoro sia decisamente inferiore a quella a rischio, l\u2019Ufficio studi della Cgia segnala che una parte di questi esuberi verr\u00e0 sicuramente \u201cassorbita\u201d dall\u2019economia sommersa. <strong>Non saranno pochi, infatti, coloro che, dopo aver perso il posto in fabbrica o in ufficio, si rimboccheranno le maniche in qualsiasi modo<\/strong>, anche ricorrendo al lavoro in nero. Stiamo parlando di quelle persone che non riuscendo a trovare una nuova occupazione accetteranno un posto di lavoro irregolare o si improvviseranno come abusivi.<\/p>\n<p>Grazie a questa scelta riusciranno a percepire qualche centinaia di euro alla settimana; pagati poco e in contanti, tutto ci\u00f2 avverr\u00e0 in nero e senza alcun versamento di imposte, contributi previdenziali e assicurativi. Oltre alla probabilissima espansione del lavoro irregolare, la situazione di difficolt\u00e0 economica in cui versa il Paese sembra non essere avvertita dalle forze politiche e in generale dall\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p><strong> Le previsioni, purtroppo<\/strong>, non lasciano presagire <strong>nulla di buono<\/strong>. Afferma il coordinatore dell\u2019Ufficio studi della Cgia <strong>Paolo Zabeo<\/strong>: \u00abNel 2009, che viene ricordato come l\u2019annus horribilis dell\u2019economia italiana degli ultimi 75 anni, il Pil in Italia scese del 5,5% e la disoccupazione a livello nazionale nel giro di due anni raddoppi\u00f2, passando dal 6 al 12%. Quest\u2019anno, invece, se le cose andranno bene la contrazione del Pil sar\u00e0 del 10%: una riduzione quasi doppia rispetto a quella registrata 11 anni fa. Alla luce di ci\u00f2, \u00e8 molto probabile, dal momento in cui verranno meno la Cig introdotta nel periodo Covid e il blocco dei licenziamenti, che il tasso di disoccupazione assumer\u00e0 dimensioni molto preoccupanti\u00bb.<\/p>\n<p>Come dicevamo<strong>, ad \u201cammortizzare\u201d la perdita di posti di lavoro ci penser\u00e0 l\u2019economia sommersa<\/strong>. Gli ultimi dati disponibili ci dicono che in Italia ci sono oltre 3,3 milioni di occupati in nero e il 38% del totale \u00e8 presente nelle regioni del Sud. Questo esercito di \u201cinvisibili\u201d ogni giorno si reca nei campi, nei cantieri edili, nelle fabbriche o nelle case degli italiani per prestare la propria attivit\u00e0 lavorativa. Pur essendo sconosciuti all\u2019Inps, all\u2019Inail e al fisco, gli effetti economici negativi che originano questi soggetti sono \u201cdevastanti\u201d. Essi, infatti, producono 78,7 miliardi di euro di valore aggiunto sommerso.<\/p>\n<p>\u00abIl quadro che si prospetta \u00e8 disarmante \u2013 spiega Marco Contemi, DI Applavoro.it -. Per contrastare il lavoro nero, il primo passo da fare \u00e8 sicuramente quello di riuscire a colmare la tantissime offerte occupazionali che restano insoddisfatte. \u00c8 in netta crescita, infatti, la difficolt\u00e0 di reperimento per artigiani e operai specializzati delle lavorazioni alimentari (3.680 assunzioni, nel 43,7% dei casi difficili da reperire, +7 punti su settembre 2019) o degli artigiani e operai specializzati delle costruzioni e nel mantenimento di strutture edili (13.190 entrate, il 29,6% difficili da reperire, +4 punti) e degli artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (11.870 entrate, 49,9% la difficolt\u00e0 di reperimento, +7 punti)\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abCon un tasso di disoccupazione cos\u00ec alto e con delle previsioni cos\u00ec catastrofiche \u00e8 davvero inaccettabile che ci siano migliaia e migliaia di posizioni lavorative che non vengono ricoperte. Questo porta anche enormi svantaggi alla produttivit\u00e0 delle aziende. Un ruolo importante possono giocarlo anche le scuole: gi\u00e0 dalle scuole medie gli insegnanti dovrebbero investire pi\u00f9 energie per scovare le attitudini e i talenti dei singoli studenti per indirizzarli cos\u00ec verso i corsi di studio pi\u00f9 appropriati, cos\u00ec da migliorare l\u2019affinit\u00e0 tra le capacit\u00e0 degli alunni e i titoli di studio. Questo fattore diventa ancora pi\u00f9 importante quando le attitudini degli studenti combaciano con le mansioni attualmente pi\u00f9 richieste e dove scarseggia la forza lavoro\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-374122 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/lavoro-nero-2.jpg\" alt=\"\" width=\"484\" height=\"284\" title=\"\"><\/p>\n<h4>Tasse, burocrazia e disoccupazione, condizioni per la diffusione del lavoro nero<\/h4>\n<p>\u00abCon troppe tasse, un sistema burocratico e normativo eccessivamente oppressivo e tanta disoccupazione \u2013 segnala il segretario della Cgia <strong>Renato Mason<\/strong> &#8211; l\u2019economia irregolare ha trovato un habitat ideale per diffondersi, soprattutto in alcune aree del Paese. Inoltre, chi opera completamente o parzialmente in nero fa concorrenza sleale, altera i pi\u00f9 elementari princ\u00ecpi di democrazia economica nei confronti di chi lavora alla luce del sole ed \u00e8 costretto a pagare le imposte e i contributi fino all\u2019ultimo centesimo. Anche per questo \u00e8 necessario che l\u2019esercizio abusivo delle professioni artigianali vada contrastato e perseguito\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019Ufficio studi della Cgia ha stimato come si ripartiscono a livello regionale i 78,7 miliardi di euro di valore aggiunto in nero all\u2019anno prodotto da questi lavoratori abusivi. A livello territoriale la situazione pi\u00f9 critica si presenta nel Mezzogiorno. A fronte di poco pi\u00f9 di 1.253.000 occupati irregolari (pari al 38 per cento del totale nazionale), nel Sud il valore aggiunto generato dall\u2019economia sommersa \u00e8 pari a 26,8 miliardi di euro, che corrisponde al 34 per cento del dato nazionale. La realt\u00e0 meno investita dal fenomeno \u00e8 il Nordest: il valore aggiunto prodotto dal sommerso \u00e8 pari a 14,8 miliardi di euro. Come si \u00e8 detto, a rimetterci non sono solo le casse dell\u2019erario e dell\u2019Inps, ma anche le tantissime attivit\u00e0 produttive e dei servizi, le imprese artigianali e quelle commerciali che, spesso, subiscono la concorrenza sleale di questi soggetti.<\/p>\n<p>I lavoratori in nero, infatti, non essendo sottoposti ai contributi previdenziali, a quelli assicurativi e a quelli fiscali consentono alle imprese dove prestano servizio \u2013 o a loro stessi, se operano sul mercato come falsi lavoratori autonomi \u2013 di beneficiare di un costo del lavoro molto inferiore e, conseguentemente, di praticare un prezzo finale del prodotto\/servizio molto contenuto. Condizioni, ovviamente, che chi rispetta le disposizioni previste dalla legge non \u00e8 in grado di offrire.<\/p>\n<p>Inoltre, non vanno nemmeno sottovalutate le condizioni lavorative a cui sono sottoposti gli irregolari: spesso a queste persone vengono negate le pi\u00f9 elementari tutele previste dalla legge in materia di sicurezza nei luoghi in cui operano e in queste condizioni lavorative, gli incidenti e le malattie professionali rischiano di essere molto pi\u00f9 frequenti.<\/p>\n<p>Oltre 3,3 milioni di lavoratori irregolari, dicevamo, costituiti prevalentemente da lavoratori dipendenti che per una parte della giornata fanno il secondo\/terzo lavoro, da cassaintegrati o pensionati che arrotondano le magre entrate o da disoccupati che in attesa di rientrare nel mercato del lavoro sopravvivono grazie ai proventi riconducibili a un\u2019attivit\u00e0 irregolare.<\/p>\n<h3>Campania, Calabria e Sicilia sono le realt\u00e0 dove il lavoro nero \u00e8 pi\u00f9 diffuso<\/h3>\n<h4>Oasi felici Aosta, Veneto e Bolzano<\/h4>\n<p>A livello territoriale sono le regioni del Mezzogiorno ad essere maggiormente interessate dall\u2019abusivismo e dal lavoro nero. Secondo l\u2019 ultima stima redatta dell\u2019Istat e relativa al 1\u00b0 gennaio 2018, in <strong>Calabria il tasso di irregolarit\u00e0 \u00e8 pari al 21,6% (136.400 irregolari<\/strong>), in Campania al 19,8% (370.900 lavoratori in nero), in Sicilia al 19,4% (296.300), in Puglia al 16,6% (229.200) e nel Lazio al 15,9% (428.200). La media nazionale \u00e8 pari al 13,1%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi determinata dall\u2019emergenza sanitaria potrebbe far \u201cesplodere\u201d l\u2019esercito degli abusivi e dei lavoratori in nero presenti in Italia. Stando alle previsioni dell\u2019Istat, infatti, entro la fine di quest\u2019anno circa 3,6 milioni di addetti rischiano di perdere il posto di lavoro<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":137577,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,16],"tags":[],"class_list":["post-137576","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/137576","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=137576"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/137576\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/137577"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=137576"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=137576"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=137576"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}