{"id":139313,"date":"2020-10-30T09:16:59","date_gmt":"2020-10-30T08:16:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/turismo-un-nuovo-lockdown-brucerebbe-440mila-posti-di-lavoro\/"},"modified":"2023-01-16T18:09:30","modified_gmt":"2023-01-16T17:09:30","slug":"378742-turismo-un-nuovo-lockdown-brucerebbe-440mila-posti-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/378742-turismo-un-nuovo-lockdown-brucerebbe-440mila-posti-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Turismo, un nuovo lockdown brucerebbe 440mila posti di lavoro"},"content":{"rendered":"<h4>Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio: \u00abLa logica di un provvedimento al giorno non ha funzionato. Il Governo vari un unico Piano integrato di sviluppo turistico\u00bb <!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono quasi 100 mila le imprese che rischiano il fallimento. Gi\u00f9 anche la spesa in \u201cviaggi e vacanze\u201d per 4 miliardi di euro. Se si decidesse, nell\u2019immediato, per un nuovo lockdown, il turismo potrebbe perdere, nei soli due mesi finali dell\u2019anno in corso, <strong>13 milioni di arrivi e 35 milioni di presenze<\/strong> con una contrazione della spesa per 4 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Quasi <strong>100 mila imprese del comparto turistico italiano<\/strong>, inoltre, <strong>rischierebbero il fallimento<\/strong> a causa di una ulteriore perdita di solidit\u00e0 finanziaria con una contrazione del fatturato pari a circa 23 miliardi di euro. Una <strong>mortalit\u00e0 imprenditoriale<\/strong> che si ripercuoterebbe immediatamente sul mercato del lavoro con una perdita di ben 440 mila posti. Segno negativo anche per le casse comunali, con mancati incassi, in soli 60 giorni, di oltre 84 milioni di euro. \u00c8 quanto emerge da una stima <strong>dell\u2019Istituto Demoskopika<\/strong> sulla base di dati rilevati da alcune fonti quali Siope, Banca d\u2019Italia, Istat, UnionCamere e Cerved.<\/p>\n<p>\u00abIl numero crescente di <strong>disdette di prenotazioni<\/strong> che in questi giorni stanno denunciando moltissimi operatori turistici, anche attraverso le associazioni del comparto, &#8211; dichiara il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio &#8211; rischia di compromettere ulteriormente il sistema turistico italiano gi\u00e0 allo stremo a seguito del primo blocco totale delle attivit\u00e0. Un secondo lockdown genererebbe una crescente perdita di solidit\u00e0 finanziaria da parte delle imprese, rendendo sempre pi\u00f9 complicata la copertura delle insolvenze e alimentando, di conseguenza, un livello maggiore del rischio di default. Il tutto a danno di migliaia di posti di lavoro che andrebbero in fumo. Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di soluzioni giornaliere. Lo ripeto dallo scorso mese di febbraio\u00bb.<\/p>\n<h3>&#8220;Stato di calamit\u00e0 turistica&#8221;<\/h3>\n<p>\u00abIl Governo \u2013 precisa Raffaele Rio &#8211; riconosca \u201c<strong>lo stato di calamit\u00e0 turistica<\/strong>\u201d, lo stato di crisi e programmi finalmente un Piano di rilancio integrato del comparto turistico includendo anche proposte e risorse delle istituzioni ai vari livelli, a partire dalle Regioni. Un unico pacchetto di provvedimenti che, nell\u2019immediato, contenga misure di azioni di tutela a imprese e lavoratori autonomi della filiera quali, ad esempio, il credito d\u2019imposta, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali o l\u2019istituzione di fondo per la copertura delle insolvenze o dei fallimenti. Nel contempo, &#8211; conclude il presidente di Demoskopika &#8211; il documento strategico offra anche una visione di ripresa del turismo attraverso misure di incentivazione all\u2019assunzione dei lavoratori, alle strategie di promo-commercializzazione nei mercati internazionali per riposizionare il brand Italia, alle politiche di scontistica dei vettori aerei per rilanciare gli spostamenti dei viaggiatori verso l\u2019Italia\u00bb.<\/p>\n<h4>Flussi turistici: con il blocco totale, contrazione pari a 35 milioni di presenze<\/h4>\n<p>Nel solo bimestre novembre-dicembre dell\u2019anno in corso, Demoskopika stima una diminuzione di 13 milioni di arrivi che ridurrebbero di ben 35 milioni i pernottamenti nel sistema alberghiero ed extra-alberghiero italiano. Analizzando, in particolare, il quadro per singolo sistema turistico regionale emerge che il Veneto, andrebbe incontro ad un taglio delle presenze pari a 5,6 milioni e degli arrivi pari a 1,8 milioni. A seguire, in valore assoluto, il Lazio con una contrazione pari a 5,4 milioni di presenze e 1,6 milioni di arrivi, la Lombardia con una riduzione pari a 4,3 milioni di presenze e 2 milioni di arrivi, il Trentino- Alto Adige con una riduzione pari a 4,1 milioni di presenze e 1,3 milioni di arrivi, la Toscana con una perdita pari a 3,6 milioni di presenze e poco meno di 1,3 milioni di arrivi. I rimanenti sistemi turistici locali sono inclusi nell\u2019intervallo che va dalle oltre 2 milioni di presenze in meno dell\u2019Emilia-Romagna (-965 mila arrivi) alle 176 mila presenze della Basilicata (-81 mila arrivi) e alle 74 mila presenze del Molise (-25 mila arrivi).<\/p>\n<h4>Spesa turistica: stimata sforbiciata per 4 miliardi di euro<\/h4>\n<p>Una seconda ondata dell\u2019emergenza coronavirus avrebbe ripercussioni sulla spesa turistica segnando, nell\u2019arco temporale osservato, un calo pari a ben 4 miliardi di euro. L\u2019analisi per livello regionale colloca, in valore assoluto, il sistema turistico del Lazio in testa con un decremento stimato della spesa turistica pari a 692 milioni di euro. Seguono, con sforbiciate rilevanti dei consumi in \u201cviaggi e vacanze\u201d, Veneto con 667 milioni di euro, Lombardia con 573 milioni di euro, Trentino- Alto Adige con 445 milioni di euro e Toscana con 439 milioni di euro. La stima della contrazione del consumo totale di beni e servizi da parte del viaggiatore italiano e straniero (alloggio, pasti, intrattenimenti, souvenir, regali, altri articoli per uso personale ecc.) risulta pi\u00f9 che significativa in almeno altre quattro destinazioni regionali: Emilia-Romagna con 211 milioni di euro, Piemonte con 197 milioni di euro, Campania con 182 milioni di euro e Sicilia con 112 milioni di euro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-378743 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/contrazione-turismo-secondo-lockdown-02.jpg\" alt=\"\" width=\"668\" height=\"578\" title=\"\"><\/p>\n<h3>Scenari economici: quasi 100 mila imprese turistiche rischiano il default<\/h3>\n<p>Una nuova chiusura dell\u2019Italia fa rivedere al rialzo le stima di Demoskopika sul possibile default del comparto turistico del Belpaese. Ben 96 mila imprese potrebbero essere costrette a dichiarare il fallimento entro la fine del 2020 con una perdita di 23 miliardi di fatturato. Poco pi\u00f9 della met\u00e0 dei fallimenti (50,4%), pari a oltre 48 mila imprese, sarebbe concentrata nei sistemi a maggiore numerosit\u00e0 imprenditoriale per il comparto turistico italiano: Lombardia con 13,5 mila imprese, Lazio con 10,9 mila imprese, Campania con 9,3 mila imprese, Veneto con 7,3 mila imprese e Emilia-Romagna con 7,2 mila imprese.<\/p>\n<h4>Lavoro: 1 addetto su 4 potrebbe restare senza occupazione<\/h4>\n<p>La mortalit\u00e0 imprenditoriale si ripercuoterebbe immediatamente sul mercato del lavoro. Sarebbero quasi 440 mila, infatti, i posti che andrebbero in fumo come diretta conseguenza dell\u2019uscita definitiva dal mercato di migliaia di imprese nel settore turistico del Belpaese. Oltre 73 mila sarebbe la perdita quantificata nel solo sistema turistico della Lombardia a cui seguirebbero il Veneto (-44 mila addetti), il Lazio (-43 mila addetti), l\u2019Emilia-Romagna (-40 mila addetti) e la Toscana (-34 mila addetti). A seguire, in una fascia di perdita tra i 30 mila e i 20 mila posti di lavoro, la Campania (-30 mila), il Piemonte (-27 mila addetti), la Puglia (-24 mila addetti) e, infine, la Sicilia (-23 mila addetti). Al di sotto di questa soglia si collocano i rimanenti sistemi turistici locali: Trentino-Alto Adige (-18 mila addetti), Liguria (-15 mila addetti), Sardegna (-14 mila addetti), Marche (-12 mila addetti), Abruzzo (-10 mila addetti), <strong>Calabria (-9 mila addetti)<\/strong> e Friuli- Venezia Giulia (-9 mila addetti). In coda, infine, per il rischio di perdita di posti di lavoro in valore assoluto, si collocano Umbria (-6 mila addetti), Basilicata (-3 mila addetti), Valle d\u2019Aosta (-2 mila addetti) e Molise (1,6 mila addetti).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-378745 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/default-turismo-demoskopika.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"543\" title=\"\"><\/p>\n<h4>Imposta di soggiorno. Mancati incassi comunali per oltre 84 milioni di euro<\/h4>\n<p>Il Coronavirus non risparmia le finanze comunali. E, cos\u00ec, nel periodo analizzato, le casse degli enti locali potrebbero subire una significativa sforbiciata dell\u2019imposta di soggiorno pari a poco pi\u00f9 di 84 milioni di euro. \u00c8 quanto emerge dallo studio di Demoskopika che ha elaborato i dati parziali rilevati dal SIOPE, il sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici, nato dalla collaborazione tra la Ragioneria Generale dello Stato, la Banca d&#8217;Italia e l&#8217;Istat, che rileva telematicamente gli incassi e i pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche. In particolare, le contrazioni pi\u00f9 rilevanti si potrebbero verificare principalmente nei Comuni di quattro realt\u00e0 regionali: Lazio, Toscana, Campania e Trentino-Alto Adige. Negli enti locali del Lazio, in particolare, con una parte pi\u00f9 che rilevante legata a Roma Capitale, si stima una flessione degli incassi quantificabile in 25,6 milioni di euro immediatamente seguiti dai Comuni della Toscana che hanno registrato mancati incassi per 13,2 milioni euro, Campania con un taglio pari a 7,2 milioni di euro e Trentino-Alto Adige con minori entrate per 6,3 milioni di euro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio: \u00abLa logica di un provvedimento al giorno non ha funzionato. 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