{"id":139834,"date":"2020-11-09T09:21:04","date_gmt":"2020-11-09T08:21:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ordine-medici-cosenza-salute-dei-cittadini-e-merce-di-scambio-politico-economico\/"},"modified":"2023-01-16T18:10:06","modified_gmt":"2023-01-16T17:10:06","slug":"380085-ordine-medici-cosenza-salute-dei-cittadini-e-merce-di-scambio-politico-economico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/380085-ordine-medici-cosenza-salute-dei-cittadini-e-merce-di-scambio-politico-economico\/","title":{"rendered":"Ordine Medici Cosenza: &#8220;salute dei cittadini \u00e8 merce di scambio politico-economico&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Un appello che nasce dalla preoccupazione come operatori sanitari, rappresentanti ordinistici e cittadini di questa regione. Il presidente Corcioni: &#8220;le insufficienze del sistema sanitario calabrese stanno mettendo in pericolo la salute e la vita della popolazione calabrese&#8221;<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Il presidente dell\u2019Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Cosenza, Eugenio Corcioni si fa portavoce di un accorato appello e analizza anni e anni di gestione commissariale fallimentare della sanit\u00e0: &#8220;La nomina d\u2019urgenza, avvenuta nel Consiglio dei Ministri di ieri sera, del Dott. Zuccatelli come nuovo Commissario governativo alla sanit\u00e0 in Calabria, pur riconoscendo il tempestivo intervento del governo volto ad allontanare il precedente Commissario dopo la sua fallimentare gestione biennale e la sua inaccettabile intervista televisiva, non ci pu\u00f2 tuttavia tranquillizzare e soddisfare n\u00e9 nel merito della scelta n\u00e9, e ancor pi\u00f9, per la ripetizione di un metodo, cio\u00e8 quello del commissariamento attraverso un plenipotenziario, che, come prover\u00f2 a spiegare, per 10 e lunghi anni ha gi\u00e0 ampiamente dimostrato i suoi insormontabili insuccessi e limiti&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Avvertiamo &#8211; scrive Corcioni &#8211; questa preoccupazione come operatori sanitari, come rappresentanti ordinistici e come cittadini di questa regione e vogliamo, con questo appello, rendercene umilmente portavoce a nome di tutti, a maggior ragione per la nuova emergenza sanitaria, causata dalla ripresa minacciosa dell\u2019epidemia, che unitamente alle croniche insufficienze del sistema sanitario calabrese sta mettendo in pericolo la salute e la vita della popolazione calabrese, anche per le <strong>gravi e negative ripercussioni sul mondo del lavoro, sulla vita quotidiana di giovani, adulti, anziani, sulle relazioni sociali<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Venendo al merito della scelta, senza nulla togliere ai meriti professionali e all\u2019onest\u00e0 personale dell\u2019interessato:<\/p>\n<p>1) \u00e8 davvero singolare la nomina, in una situazione di acuta emergenza che ha fatto dichiarare la Calabria come zona rossa, cio\u00e8 a massimo rischio, di un soggetto contagiato che si trova in isolamento in un\u2019altra regione (luned\u00ec, come urgente e necessario, potr\u00e0 raggiungere la sua postazione di lavoro?);<br \/>\n2) perch\u00e9 scegliere una figura gi\u00e0 coinvolta a livello provinciale nella gestione commissariale fallita e, soprattutto, un candidato (non eletto) alle politiche del 2018 nelle file di un partito di maggioranza , che garanzie di imparzialit\u00e0 egli pu\u00f2 offrire in prossimit\u00e0 delle elezioni regionali che si terranno nei primi mesi del 2021 e che saranno fortemente influenzate dalle consistenti quote di voto collegate all\u2019esercizio del potere nel sistema sanitario, che impegna i \u00be del bilancio regionale?<br \/>\n3) pur riconoscendo, lo ribadiamo, il suo apprezzabile curriculum come manager in campo sanitario, come si fa a nominare come commissario, in tempi di lotta drammatica al Covid, in quanto esperto del settore della salute un uomo che, come certi sciagurati uomini politici e star dei massmedia, ha ironizzato volgarmente sulla necessit\u00e0 della mascherina?<\/p>\n<p>&#8220;A che valgono ora<strong> le sue scuse<\/strong> &#8211; prosegue il presidente Corcioni &#8211; per un cittadino incompetente potrebbero bastare, mentre per un esperto <strong>non sono di certo sufficienti<\/strong>, tenendo conto che la <strong>virulenza della seconda ondata dell\u2019epidemia \u00e8 stata causata anche dai comportamenti scriteriati di tanti italiani<\/strong>, illusi e fuorviati da questo tipo di considerazioni del tutto gravi ed errate&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Venendo alla nostra <strong>insoddisfazione sul piano del metodo<\/strong>, occorre partire da un bilancio, quello che tutte le forze politiche si rifiutano di fare, che riguarda 10 e pi\u00f9 anni di commissariamento della sanit\u00e0 a livello regionale. Da questo punto di vista, la gestione del generale dei Carabinieri ha forse toccato il punto pi\u00f9 basso, eppure \u00e8 suo merito, per quanto amaro sia dirlo, quello di aver portato sotto gli occhi dell\u2019intero paese il fallimento della decennale gestione commissariale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019elenco dei commissari \u00e8 lungo<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Ricordiamo Spaziante, Pezzi, Scura ecc&#8230; e non sarebbe neppure giusto equipararli in modo indifferenziato, fra di loro c\u2019\u00e8 chi ha fatto qualcosa di buono e chi meno, e chi quasi per nulla. Altrettanto lungo \u00e8 l\u2019elenco dei governi nazionali che li hanno nominati (Berlusconi-Monti-Letta-Renzi-Gentiloni-Conte 1, con5Stelle e Lega, Conte2, con 5 Stelle e PD), come pure diversi sono stati in questo stesso periodo le giunte regionali in carica (innanzitutto quelle a guida Scopelliti e poi Oliverio, il primo di centrodestra, il secondo di centrosinistra, con le parentesi Loiero e Santelli), che hanno dialogato o polemizzato con il sistema commissariale senza produrre alcun apprezzabile risultato&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;A quanto pare, i politici regionali erano soddisfatti degli spazi di manovra clientelare, sebbene ridotti, rimasti comunque nelle loro mani, mostrandosi per il resto del tutto privi di qualunque capacit\u00e0 di iniziativa, mobilitazione e proposta politica volta a risolvere i problemi della sanit\u00e0 regionale sul piano strutturale, organizzativo, gestionale, finanziario, lavorativo. Anche per gli assessori e presidenti della regione Calabria non sarebbe equo ritenere tutte le esperienze parimenti negative, come non sarebbe giusto rifiutare quanto di buono c\u2019\u00e8 stato nell\u2019intenzione di vari governi italiani di contrastare la gravissima infiltrazione mafiosa nella sanit\u00e0 calabrese (soprattutto nel periodo successivo all\u2019omicidio del consigliere regionale Fortugno del 2006, che mostr\u00f2 tragicamente tutta l\u2019aggressivit\u00e0 della criminalit\u00e0 organizzata e la sua volont\u00e0 di infiltrarsi nel mondo sanitario e nei suoi affari), come pure nel tentativo di contrastare l\u2019eccessivo indebitamento del settore, puntando al suo risanamento economico. Tuttavia, alla prova dei fatti, la prospettiva antimafia e quella ragionieristica hanno entrambe fallito, come confermano <strong>le inchieste e i processi in corso e il bilancio sanitario<\/strong> ancora pesantemente in rosso&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019effetto finale di queste inadempienze &#8211; prosegue Corcioni &#8211; \u00e8 sotto i nostri occhi: <strong>la salute dei cittadini, un bene primario costituzionalmente valorizzato e protetto, \u00e8 tuttora una merce di scambio politico-economico<\/strong>; il <strong>sistema sanitario<\/strong> \u00e8 gravemente <strong>deficitario e inadeguato<\/strong>, in quanto \u00e8 inteso principalmente come strumento di consenso elettorale, di distribuzione di risorse finanziarie, di arricchimento privato, senza attenzione al bene pubblico (e, in questo quadro, anche alle finanze pubbliche, che ne costituiscono un aspetto dell\u2019interesse generale e non il presupposto); la presenza mafiosa \u00e8 tutt\u2019altro che debellata&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;In questo clima, la stucchevole <strong>disputa sulla zona rossa si o no rischia<\/strong>, ancora una volta, di deformare il quadro generale dei problemi e di allontanarne la soluzione, producendo confusione, disinformazione, divisioni. E\u2019 chiaro ad ogni osservatore informato, onesto e non di parte, che, sebbene l\u2019indice dei contagi nella nostra regione non sia (per il momento e speriamo che tale resti) cos\u00ec elevato come in altre aree del paese, tuttavia il livello di precariet\u00e0, sottodotazione e disorganizzazione delle strutture sanitarie impone misure assai severe, per il bene della popolazione e in particolare dei pi\u00f9 deboli. Ma <strong>questi sacrifici necessari saranno vanificati senza un progetto complessivo e rigoroso di risanamento e rilancio dell\u2019assistenza sanitaria in Calabria<\/strong>, altrimenti la condizione del sistema peggiorer\u00e0 ulteriormente, i cittadini continueranno a soffrire ingiustamente e magari, una volta sconfitto il covid, faremo finta di dimenticarcene, salvo strapparci di nuovo i capelli alla prossima emergenza, e nel frattempo continueremo a sostituire commissari incapaci di raggiungere i traguardi sbandierati, come si fa con gli allenatori nelle squadre di calcio&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ecco il punto decisivo sul piano del metodo: \u00e8 inadatto l\u2019approccio generale, che ha portato a elaborare e ripetere, senza mai confrontarsi con i riscontri negativi provenienti dalla realt\u00e0 oggettiva, il metodo della nomina di un plenipotenziario del governo e del ministro della sanit\u00e0 di turno (e del suo partito), affidandogli un mandato ispirato da una visione unilaterale e comunque ristretta, rispetto alla complessit\u00e0 del problema. Il modello del commissario-uomo solo al comando \u00e8 sbagliato (bel al di l\u00e0 del merito che ha portato alla nomina di Zuccatelli) perch\u00e9 non tiene nel debito conto gli aspetti e le conoscenze di natura costituzionale, organizzativa, strutturale, manageriale, professionale che, insieme alla rigorosa e intransigente applicazione dei principi di legalit\u00e0 e di trasparenza amministrativa, sono fondamentali per gestire, ripianare il deficit, rinnovare veramente e senza retorica il complesso mondo della sanit\u00e0 pubblica e privata in Calabria.<\/p>\n<h3>&#8220;La sanit\u00e0 deve tornare nelle mani dei rappresentati eletti dal popolo&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;La via maestra sar\u00e0 il ritorno della politica e amministrazione sanitarie nelle mani dei rappresentati eletti dal popolo sovrano nell\u2019assemblea regionale, ma questa via &#8211; spiega il presidente dell&#8217;ordine dei medici di Cosenza &#8211; non appare ancora matura, sia per la fase difficile di transizione che la regione sta vivendo dopo la prematura scomparsa della Governatrice eletta in gennaio, sia, e dispiace affermarlo, per la evidente inadeguatezza della classe politica regionale, e quindi il governo nazionale \u00e8 chiamato ad assumersi fino in fondo la responsabilit\u00e0 di voltare pagina. E di farlo non tanto con un altro commissario o, per lo meno, non soltanto con lui, ma nominando al suo fianco una vera e propria taskforce, reclutata tra le migliori competenze disponibili nel paese, che agisca in fretta, in perfetta autonomia dai condizionamenti politici, che sia capace di svolgere la sua funzione unicamente per l\u2019interesse comune, senza favorire nessuna delle parti che competeranno nella imminente contesa elettorale regionale. <strong>Un gruppo di lavoro dotato dell\u2019autorevolezza e della capacit\u00e0 operativa necessaria<\/strong>, nei diversi campi del complesso mondo sanitario pubblico e privato, per avviare ed impostare finalmente un autentico risanamento, che passi poi la mano ai politici eletti sul territorio, affiancandoli magari per il tempo ancora necessario. E\u2019 una soluzione di buon senso, che potrebbe mettere in moto una vera e propria rete di iniziative innovatrici, avvalendosi sia del contributo delle molte figure di qualit\u00e0 presenti in Calabria tra gli operatori sanitari, oggi sottovalutate o sottostimate, sia delle esperienze eccellenti nel mondo dell\u2019associazionismo socio-sanitario calabrese, riconosciute e apprezzate anche fuori regione&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Esistono soluzioni migliori? Ben vengano, ma basta con le soluzioni di comodo e di facciata che possono far pensare addirittura a volont\u00e0 coloniali. Ma qualcuno ci ascolta? Chi ascolta il grido di dolore che sale dai cittadini spesso privi delle cure necessarie, sia per il Covid ma ancor pi\u00f9 per tutti gli stati di malattia, e dai tanti medici ed operatori sanitari che lavorano con competenza e generosit\u00e0 anche oltre i loro doveri contrattuali?&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un appello che nasce dalla preoccupazione come operatori sanitari, rappresentanti ordinistici e cittadini di questa regione. 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