{"id":139947,"date":"2020-11-10T16:00:16","date_gmt":"2020-11-10T15:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/scuola-stima-unsic-superati-i-100mila-contagi-in-italia-oltre-1-700-in-calabria\/"},"modified":"2023-01-16T18:10:14","modified_gmt":"2023-01-16T17:10:14","slug":"380399-scuola-stima-unsic-superati-i-100mila-contagi-in-italia-oltre-1-700-in-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/380399-scuola-stima-unsic-superati-i-100mila-contagi-in-italia-oltre-1-700-in-calabria\/","title":{"rendered":"Scuola, stima Unsic: superati i 100mila contagi in Italia. Oltre 1.700 in Calabria"},"content":{"rendered":"<h4>&#8220;I contagiati tra studenti e personale scolastico hanno raggiunto circa il 16% del totale dei contagiati, cio\u00e8 leggermente sopra l&#8217;incidenza della popolazione scolastica su quella complessiva nazionale. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 il nodo, difficile da sbrogliare, di quanti studenti abbiano trasferito il contagio in famiglia&#8221;<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO &#8211; Mentre i territori si affidano alla didattica a distanza, il sindacato Unsic prova ad aggiornare la conta dei contagiati che hanno frequentato le aule scolastiche. La stima non \u00e8 certo marginale:<strong> almeno 105mila casi complessivi,<\/strong> di cui circa l&#8217;80 per cento riguarda studenti<strong>. Oltre 1.700 i casi &#8220;scolastici&#8221; in Calabria.<\/strong> &#8220;Purtroppo sono scarsi e non sempre attendibili, perch\u00e9 difficili da rilevare, i dati sul contagio a scuola \u2013 spiegano dall&#8217;Ufficio comunicazione dell&#8217;<strong>Unsic<\/strong>, che sin da settembre monitora questo delicato settore. &#8220;Nelle prime settimane ci hanno provato meritoriamente i due ricercatori indipendenti <strong>Vittorio Nicoletta e Lorenzo Ruffino<\/strong>, mettendo in evidenzia la crescente criticit\u00e0 della situazione. Da parte sua, il ministero dell&#8217;Istruzione, partito in ritardo, ha assemblato i dati forniti dalle scuole, ma i numeri fuori tracciamento hanno fermato l&#8217;operazione al 10 ottobre. Noi abbiamo rielaborato e ottimizzato i dati di diverse fonti, ad esempio armonizzandoli rispetto all&#8217;apertura delle scuole non uniforme sul territorio nazionale. Il risultato \u00e8 che i contagiati tra studenti e personale scolastico hanno raggiunto<strong> circa il 16 per cento del totale dei contagiati, cio\u00e8 leggermente sopra l&#8217;incidenza della popolazione scolastica su quella complessiva nazionale.<\/strong> C&#8217;\u00e8 per\u00f2 il nodo, difficile da sbrogliare, di quanti studenti abbiano trasferito il contagio in famiglia, che resta l&#8217;ambito principale della propagazione del virus&#8221;.<\/p>\n<p>Il contributo delle scuole alla diffusione del virus, soprattutto in modo indiretto attraverso i trasporti e gli assembramenti in strada, secondo l&#8217;Unsic emergerebbe anche da diversi indicatori. Innanzitutto i numeri: se dall&#8217;apertura delle scuole fino al 30 settembre sono stati individuati in Italia 25.461 nuovi casi, con una media di 1.500 al giorno, <strong>ad ottobre s&#8217;\u00e8 raggiunta la cifra complessiva di 364.571, ben 11.760 al giorno, quasi otto volte di pi\u00f9.<\/strong> Qui le scuole hanno fatto la loro parte. Parallelamente s&#8217;\u00e8 registrata l&#8217;incidenza crescente dei ragazzi tra le persone sottoposte a tampone e l&#8217;et\u00e0 media dei contagiati pi\u00f9 bassa proprio per l&#8217;inclusione di alcuni ragazzi. Occorre tenere presente che a sfuggire ai rilevamenti, ovviamente non avendone colpa, sono soprattutto i giovani asintomatici, per cui i numeri sono di certo sottostimati. Va aggiunto un fatto: <strong>tutta l&#8217;Europa ha riaperto le scuole e questi trend li ritroviamo dappertutto in modo analogo nel vecchio continente.<\/strong> Queste tendenze sono confermate da dati internazionali, come i bollettini della Sanit\u00e0 pubblica francese che gi\u00e0 a fine settembre hanno individuato nelle scuole e nelle universit\u00e0 un terzo di tutti i focolai, mentre uno studio scozzese ritiene che la chiusura delle scuole possa ridurre di circa un quarto tutti i contagi.<\/p>\n<p>&#8220;Pur riconoscendo il valore pedagogico della scuola in presenza, avremmo dovuto adottare la <strong>didattica a distanza per le superiori sin dal 14 settembre per attenuare la curva esponenziale<\/strong> esplosa non a caso due-tre settimane dopo, cos\u00ec come abbiamo profetizzato sin dall&#8217;estate \u2013 spiega <strong>Domenico Mamone,<\/strong> presidente dell&#8217;Unsic, che con il giornalista Giampiero Castellotti pubblicher\u00e0 il libro &#8220;Covid e dintorni&#8221; in primavera. &#8220;In subordine si sarebbe potuto far partire le scuole superiori a novembre, recuperando il mese a giugno, riservando la Dad per l&#8217;apprendimento e lasciando in presenza le interrogazioni. Inoltre, anzich\u00e9 impegnare centinaia di milioni in banchetti e mascherine, <strong>sarebbe stato pi\u00f9 utile prevedere un presidio sanitario fisso nelle scuole<\/strong>, la formazione informatica per i docenti e implementare fortemente gli apparati tecnologici. Ora, visto il trend, bisogner\u00e0 evitare di tornare indietro, cercando invece di migliorare la didattica a distanza, modalit\u00e0 che volenti o nolenti ci dovr\u00e0 accompagnare a lungo per evitare di peggiorare la situazione&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;I contagiati tra studenti e personale scolastico hanno raggiunto circa il 16% del totale dei contagiati, cio\u00e8 leggermente sopra l&#8217;incidenza della popolazione scolastica su quella complessiva nazionale. 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