{"id":140864,"date":"2020-11-25T16:00:08","date_gmt":"2020-11-25T15:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/tabaccaio-ucciso-perche-si-sarebbe-ribellato-alla-cosca-concluse-le-indagini-della-dda\/"},"modified":"2023-01-16T18:11:15","modified_gmt":"2023-01-16T17:11:15","slug":"382946-tabaccaio-ucciso-perche-si-sarebbe-ribellato-alla-cosca-concluse-le-indagini-della-dda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/382946-tabaccaio-ucciso-perche-si-sarebbe-ribellato-alla-cosca-concluse-le-indagini-della-dda\/","title":{"rendered":"Tabaccaio ucciso perch\u00e9 si sarebbe ribellato alla cosca, concluse le indagini della Dda"},"content":{"rendered":"<h4>Per gli inquirenti, la vittima era &#8220;<strong>un semplice e onesto tabaccaio<\/strong>&#8221; che, da solo, aveva messo in discussione il ruolo e il prestigio della cosca Tegano di Reggio Calabria<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La Dda di Reggio Calabria ha concluso le indagini sull&#8217;<strong>omicidio di Bruno Ielo<\/strong>, l&#8217;ex carabiniere che da pensionato gestiva una tabaccheria a Gallico. <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9270\"> L&#8217;uomo fu freddato il 25 maggio del 2017 \u00a0<\/a><\/span>mentre rientrava a casa con lo scooter: a sparare un killer da distanza ravvicinata. Ielo, 66 anni, venne ucciso, secondo le indagini, su commissione di un esponente della \u2018<strong>ndrangheta reggina<\/strong>, per strada e in modo plateale per rappresentare la \u2018punizione\u2019 al suo rifiuto di chiudere la tabaccheria che aveva aperto a Gallico.<\/p>\n<p>Il procuratore Giovanni Bombardieri e il sostituto della Dda Stefano Musolino hanno notificato l&#8217;avviso di conclusione indagini nei confronti di <strong>Franco Polimeni<\/strong> che, pur non avendo mai riportato condanne definitive per associazione mafiosa, \u00e8 sospettato di essere uno dei <strong>vertici della cosca Tegano<\/strong> di Archi. La Direzione distrettuale antimafia contesta l&#8217;omicidio anche a <strong>Cosimo Scaramozzino<\/strong>, ritenuto l&#8217;uomo di fiducia di Polimeni, ed a <strong>Francesco Mario Dattilo<\/strong>, accusato di essere stato l&#8217;esecutore materiale dell&#8217;agguato. Tutti e tre gli imputati sono accusati di<strong> estorsione e illecita concorrenza<\/strong> con minaccia per aver compiuto &#8220;<strong>atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere Ielo e la figlia a chiudere<\/strong>, o comunque, diminuire il volume di affari della rivendita&#8221;.<\/p>\n<p>Questo reato \u00e8 contestato anche a Giuseppe Antonio Giaramita, il complice che assieme a Dattilo e a Polimeni, risponde pure della rapina subita alcuni mesi prima dal tabaccaio (8 novembre 2016) che, in quell&#8217;occasione, fu <strong>ferito gravemente con un colpo di pistola in bocca<\/strong>. A sparargli, stando all&#8217;impianto accusatorio, sarebbe stato proprio Giaramita. Rita Polimeni e suo padre Franco, infine, sono accusati di <strong>intestazione fittizia<\/strong> per la gestione della tabaccheria che l&#8217;imputato aveva intestato alla figlia. Cognato del boss Pasquale Tegano, infatti, Polimeni aveva la sua attivit\u00e0 commerciale a poche centinaia di metri da quella di Bruno Ielo che pi\u00f9 volte era stato avvertito di chiudere.<\/p>\n<p>Per gli inquirenti, la vittima era &#8220;<strong>un semplice e onesto tabaccaio<\/strong>&#8221; che, da solo, aveva messo in discussione il ruolo e il prestigio della cosca Tegano. Nonostante le minacce, l&#8217;ex carabiniere non aveva mai abbassato la testa davanti a Franco Polimeni. Fino a quando non \u00e8 stato ucciso con due colpi di pistola mentre rientrava a casa a bordo di uno scooter.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per gli inquirenti, la vittima era &#8220;un semplice e onesto tabaccaio&#8221; che, da solo, aveva messo in discussione il ruolo e il prestigio della cosca Tegano di Reggio Calabria<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":140865,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-140864","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/140864","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=140864"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/140864\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/140865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=140864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=140864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=140864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}