{"id":140886,"date":"2020-11-25T18:57:40","date_gmt":"2020-11-25T17:57:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-curva-del-contagio-tende-a-scendere-anche-nelle-zone-rosse-ma-serve-ancora-prudenza\/"},"modified":"2023-01-16T18:11:18","modified_gmt":"2023-01-16T17:11:18","slug":"383022-la-curva-del-contagio-tende-a-scendere-anche-nelle-zone-rosse-ma-serve-ancora-prudenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/383022-la-curva-del-contagio-tende-a-scendere-anche-nelle-zone-rosse-ma-serve-ancora-prudenza\/","title":{"rendered":"La curva del contagio tende a scendere, anche nelle zone rosse. Ma serve ancora prudenza"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;epidemia di Covid-19 continua a mostrare segni di rallentamento in tutte le regioni, anche quelle dichiarate zone rosse. Ma i numeri sono ancora molto altri, sprattutto nel numero dei decessi. E sebbene le misure di contenimento adottate dal governo stiano dando risultati, la situazione \u00e8 instabile e richiede ancora la massima prudenza. <!--more--><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>COSENZA &#8211; I dati del ministero della Salute indicano un aumento dei casi positivi, passati in 24 ore a 25.853 da 23.232, a fronte di 230.00 tamponi eseguiti. <strong>Scende dal 12,3% all&#8217;11,2% anche il rapporto casi positivi-tamponi e<\/strong> un altro indicatore positivo vedere ridursi di 6.689 il numero complessivo degli attualmente positivi. In 24 ore i ricoveri nelle unit\u00e0 di terapia intensiva sono stati 32 in pi\u00f9, passando da 3.816 a 3.848 di oggi. Tra le regioni, la Lombardia continua ad avere il maggior numero dei casi (5.173 in pi\u00f9 in 24 ore), seguita da Piemonte (2.878), Campania (2.815) e Veneto (2.660). &#8220;I<strong> dati confermano la tendenza al rallentamento<\/strong>. Anche se il numero dei nuovi positivi non \u00e8 pi\u00f9 in crescita, \u00e8 ancora molto alto&#8221;, osserva il fisico Enzo Marinari, dell&#8217;Universit\u00e0 Sapienza di Roma. &#8220;<strong>Si comincia a pensare a una riduzione, comincia a esserci una discesa, ma \u00e8 ancora molto lenta<\/strong>&#8220;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Mentre incoraggia il calo nel rapporto fra casi positivi e tamponi cos\u00ec come il numero dei ricoverati nelle unit\u00e0 di terapia intensiva, &#8220;il numero dei decessi \u00e8 ancora alto &#8211; prosegue l&#8217;esperto &#8211; e dipende dai tanti contagi di dieci giorni fa&#8221;, quando si sfioravano 34.000 casi. &#8220;<strong>Dobbiamo aspettare ancora una settimana prima di poter vedere un rallentamento anche nel numero dei decessi<\/strong>&#8220;. Quella in corso \u00e8, secondo Marinari, &#8220;una decrescita lenta&#8221; e &#8220;potr\u00e0 continuare a esserlo a patto di mantenere comportamenti prudenti&#8221;. Questo \u00e8 cruciale perch\u00e9 &#8220;ci troviamo in una situazione molto instabile, nella quale \u00e8 sufficiente una stupidaggine per ripotarci nel dramma&#8221;.<\/p>\n<p><strong>In vista del Natale, quindi, &#8220;andranno controllati i luoghi pi\u00f9 critici, come le localit\u00e0 di vacanza,<\/strong> che potrebbero diventare dei possibili detonatori. I numeri sono ancora altissimi: non ci vuole niente a ricadere in una situazione critica e per evitarlo ci vuole molto rigore. Sarebbe grave cadere in una situazione analoga a quella di agosto. Se si dovr\u00e0 allentare qualcosa, bisogner\u00e0 farlo con intelligenza&#8221;. La decelerazione nella crescita dell&#8217;epidemia emerge anche dall&#8217;analisi fatta a titolo personale, dallo statistico Livio Fenga, dell&#8217;Istat. &#8220;E&#8217; particolarmente interessante &#8211; osserva il ricercatore &#8211; intravedere un inizio di curva discendente nei dati&#8221;. <strong>Le stime indicano che per il 7 dicembre il numero complessivo delle persone positive in Italia dovrebbe essere 801.000,<\/strong> quasi la met\u00e0 rispetto al milione e mezzo che risultava dai calcoli fatti lo scorso 6 novembre. Gli stessi calcoli stimavano circa un milione di casi positivi per il 23 novembre, contro i 712.490 reali.<\/p>\n<p>&#8220;Sono numeri che indicano che i provvedimenti adottati dal governo stanno funzionando e bene e lo scenario positivo che si delinea adesso potr\u00e0 essere confermato a patto che non si allentino le misure e non si abbassi la guardia&#8221;. Per quanto riguarda le regioni, le stime elaborate per il periodo che va da oggi al 24 dicembre indicano che in Valle d&#8217;Aosta la curva ha cominciato a scendere e che la tendenza alla decrescita \u00e8 destinata a proseguire, &#8220;al punto poter <strong>sperare in un declassamento regione da rossa ad arancione anche prima di Natale&#8221;<\/strong>, rileva lo statistico. Analoga la situazione della provincia autonoma di Bolzano e quella della Calabria, &#8220;dove si prevede che la crescita prosegua ancora per poco, per cominciare a scendere nell&#8217;arco di tre settimane&#8221;. Diversa la situazione della Lombardia: &#8220;anche se in questa regione si osserva un buon tasso di decrescita, i numeri restano alti&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;epidemia di Covid-19 continua a mostrare segni di rallentamento in tutte le regioni, anche quelle dichiarate zone rosse. Ma i numeri sono ancora molto altri, sprattutto nel numero dei decessi. 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