{"id":141633,"date":"2020-12-09T12:00:39","date_gmt":"2020-12-09T11:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rende-lucia-positiva-al-covid-la-mia-esperienza-tra-la-paura-e-lincubo-del-silenzio\/"},"modified":"2023-01-16T18:12:07","modified_gmt":"2023-01-16T17:12:07","slug":"384992-rende-lucia-positiva-al-covid-la-mia-esperienza-tra-la-paura-e-lincubo-del-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/384992-rende-lucia-positiva-al-covid-la-mia-esperienza-tra-la-paura-e-lincubo-del-silenzio\/","title":{"rendered":"Rende, Lucia positiva al Covid: &#8220;la mia esperienza tra la paura e l&#8217;incubo del silenzio&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>&#8220;Dall\u2019isolamento domiciliare all\u2019abbandono&#8221;. Lucia Pesiri racconta in una lettera inviata alla nostra redazione la sua personale esperienza dopo aver scoperto di essere positiva al coronavirus<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENDE &#8211; &#8220;Il 17 novembre un test rapido, effettuato a seguito di perdita di gusto ed olfatto, apre le porte principali nella mia vita, al Covid-19. L\u2019ASP due giorni dopo conferma il tutto, attraverso un tampone molecolare con esito comunicato il 23 Novembre (5 giorni dopo) e con programmazione prossimo tampone per l\u20191 dicembre. L&#8217;esito del secondo tampone avuto tramite telefonata allo 0984-835583, domenica 6, dopo svariate volte che il suono di un errore di chiamata, si trasformava in orrore. Quindi, correva il giorno 6 dicembre e da quella data, dopo mio sollecito l\u2019ASP di Cosenza, ero negativa al virus. Nessuno per\u00f2 ha fatto nulla, affinch\u00e9 io potessi tornare a poter mettere fuori il naso&#8221;.<\/p>\n<h4>La paura dei sintomi<\/h4>\n<p>&#8220;La prassi \u00e8, per chi non sapesse in che guaio oltre alla malattia ci catapulta il virus: Positiva &#8211; Notifica Isolamento; Negativa \u2013 comunicazione Asp al Comune di guarigione \u2013 Notifica fine isolamento. Anche se, semplicemente, dovessero essere finiti i 21 giorni di isolamento previsto, la prassi non cambierebbe. Un soggetto infetto, in piena solitudine, in una casa, oppure in una stanza e, se gli va bene ha qualcuno dall\u2019altra parte della porta, o da un\u2019altra abitazione, che si prenda cura di lui, vive in silenzio questa situazione ed inizia a chiedersi se il giorno dopo arriver\u00e0 la tosse, inizia a misurare con il saturimetro ogni affanno, i movimenti per portare il termometro al corpo e sapere la temperatura diventano quasi un tic nervoso, inizia a credere che tutto sia un sintomo, che gli aprir\u00e0 le porte di in un ospedale al collasso, non ultimo, in termini di importanza, si chiede se le persone che l\u2019hanno incontrato, anche in una vita precedente, siano stati infettati, sentendosi untore del mondo per un attimo, proprio lui, ad un certo, dopo questo trascorso, esce dall\u2019incubo appena riassunto e viene catapultato in un altro: non ha il pass per tornare ad esistere&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ma non \u00e8 solo l\u2019isolamento &#8211; scrive Lucia &#8211; <strong>quella notifica che il tuo incubo \u00e8 finito serve psicologicamente a non farti sentire un pericolo per gli altri<\/strong>, a prendere consapevolezza che non si \u00e8 pi\u00f9, i pericolosi da evitare. Quando una persona entra in un sistema del genere, inizia a girare su una giostra che si chiama paura, che scacci con i pensieri razionali, con tutta la forza che hai, con tutta la positivit\u00e0 che hai dentro, oltre ad un tampone, tiri fuori tanta lucidit\u00e0, inizi a convincerti che non \u00e8 una colpa essere l\u00ec, in quella situazione, ma una mattina, una qualsiasi mattina di questi giorni infiniti, semplicemente molli tu e mollano le persone a te vicine&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il pass che attendo da giorni, non \u00e8 per andare a fare uno sfrenato shopping natalizio (nulla in contrario, ognuno ha una sua visione del problema anche se spero solo che ci si ricordi del rispetto delle regole), ma serve a me, per sentirmi libera di respirare la stessa aria di qualcuno, senza, per questo, pensare di infettarlo. Sta tutta l\u00ec dentro, la vera paura di questi mesi, secondo me. <strong>Questo \u00e8 l\u2019incubo del silenzio<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Nessuno risponde. Non risponde l\u2019ASP. Non risponde il Comune di Rende, nel mio caso.<\/strong> Non si risponde ad una mail e poi, qualcuno, come sempre nella nostra terra, ti fa la classica domanda: &#8216;<strong>ma non conosci nessuno?&#8217;.<\/strong>\u00a0Vi sembrer\u00e0 strano ma s\u00ec, conosco un sacco di gente, ma sono stanca, di chiedere per vie traverse di fare andare avanti un sistema, sono stanca di chiedere un referto negativo per mari e mondi, per far tornare a scuola la figlia di una mia amica. Sono stanca di chiedere, a tutti, come fare anche a donare il plasma, belle tutte le sensibilizzazioni che vedo sul tema della donazione, ma non rispondono neanche l\u00ec&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Sotto un mio commento ad una di queste notizie divulgate sui numeri da utilizzare per il discorso, una persona, gentilissima, mi ha dato un altro numero, non presente tra quelli che squillano a vuoto nella provincia di Cosenza ed, anche l\u00ec, nessuna risposta. <strong>Siamo arrivati ad oggi, 9 dicembre<\/strong>, a chiedere quanto male abbia fatto, oltre alle vittime reali, questa pandemia, nella nostra citt\u00e0: ha sicuramente aperto gli occhi a tutti, e spero anche le coscienze, su quanto nessuno di noi, amicizia o no, abbia vinto nella regione in cui vive, che ogni giorno ci fa sentire abbandonati&#8221;.<\/p>\n<h3>&#8220;Il dott. Milito mi ha aiutata e lo ringrazio&#8221;<\/h3>\n<p><strong>&#8220;Ringrazio il dott. Sisto Milito, per avermi aiutata ed aver ascoltato il mio grido,<\/strong> in una situazione complessa, <strong>ma la stima e la volont\u00e0 di uno, non salvano il territorio<\/strong> ed anche lui, potrebbe avere tolto tempo ad altro, per me. Comprendo che non \u00e8 cos\u00ec che si sorregge un sistema. Ora concludo, spiegando che, la mia missiva non \u00e8 un attacco ma vuole essere una <strong>sensibilizzazione ed una speranza, in questa seconda ondata<\/strong>, tanto prevista ed obiettivamente sottovalutata, che si possa provare anche da oggi a cambiare qualcosa.<br \/>\nTali parole spero possano farci sentire capaci di non voltarci dall\u2019altra parte, anche quando le cose non ci riguardano, dobbiamo imparare ad aprire gli occhi, non dimentichiamo questa realt\u00e0. <strong>Il fatto che la sanit\u00e0 Calabrese sia un male incurabile da anni e non da adesso, non vuol dire che da domani non si possa fare qualcosa,<\/strong> affinch\u00e9, i prossimi positivi al Covid nella mia condizione, possano avere la possibilit\u00e0 di vivere questo incubo, meglio di me. L\u2019esperienza insegna e noi, confermiamo ancora oggi, di essere un popolo senza memoria e, pertanto, senza futuro. Lo disse Pertini, molti anni fa e lo confermano i fatti.<strong> Impariamo a ricordare&#8221;.<\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">Lucia Pesiri<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Dall\u2019isolamento domiciliare all\u2019abbandono&#8221;. 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