{"id":142306,"date":"2020-12-18T17:10:20","date_gmt":"2020-12-18T16:10:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/anestesisti-lanciano-allarme-terapie-intensive-piene-in-tutto-il-paese-mancano-3-101-rianimatori\/"},"modified":"2023-01-16T18:12:54","modified_gmt":"2023-01-16T17:12:54","slug":"386816-anestesisti-lanciano-allarme-terapie-intensive-piene-in-tutto-il-paese-mancano-3-101-rianimatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/386816-anestesisti-lanciano-allarme-terapie-intensive-piene-in-tutto-il-paese-mancano-3-101-rianimatori\/","title":{"rendered":"Anestesisti lanciano allarme: &#8220;terapie intensive piene, in tutto il Paese mancano 3.101 rianimatori&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Drammatici i risultati dello studio Anaao Assomed: in 15 Regioni viene superato il limite di sicurezza del 30%<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Appaiono drammatici i risultati dello studio Anaao Assomed sui posti letto di terapia intensiva utilizzati per l&#8217;emergenza Covid e sulla carenza degli anestesisti: <strong>in 15 regioni viene superato il limite di sicurezza del 30% e ancor pi\u00f9 terribile \u00e8 la situazione del personale specialista in anestesia e rianimazione.<\/strong> Da almeno 4 anni i bandi di concorso per questa disciplina vanno semideserti, segno oggettivo di una grave penuria. Aumentare di 3.500 i posti di Terapia intensiva, come stabilito dal DL &#8220;Rilancio&#8221;, significa aver bisogno di 2.800 nuovi rianimatori. Se si considera che<strong> il saldo tra neo-specialisti e pensionati quest&#8217;anno \u00e8 negativo di 301<\/strong> per gravi errori di programmazione sul numero di contratti di formazione specialistica accaduti negli ultimi 10 anni, ci si rende conto che non ci sono rianimatori sufficienti, non solo per garantire la assistenza richiesta dall&#8217;incremento dei posti di Terapia intensiva, ma nemmeno per coprire il naturale turnover legato ai pensionamenti.<\/p>\n<p>Pertanto, <strong>mancano ben 3.101 anestesisti per il funzionamento dei posti, vecchi e nuovi, di Terapia intensiva.<\/strong> L&#8217;analisi Anaao Assomed, regione per regione, dei posti letto di Terapia intensiva al 2018, dei posti attivati nel 2020 e dei rapporti con il numero di abitanti, confrontati poi con il numero dei ricoveri COVID, ha messo in risalto <strong>regioni virtuose e regioni da &#8220;bocciare&#8221;.<\/strong> Lo studio si focalizza sulla reale efficacia delle misure adottate dal Governo, e declinate nelle varie regioni, nei confronti dei reparti pi\u00f9 coinvolti nella gestione dell&#8217;infezione da COVID-19, le Terapie intensive, che hanno sempre rappresentato il fronte pi\u00f9 caldo nella battaglia al virus.<\/p>\n<p>La paura pi\u00f9 grande \u00e8 la <strong>saturazione dei posti letto dei reparti di rianimazione, con l&#8217;inevitabile conseguenza di dover scegliere quali pazienti intubare e quali no.<\/strong> In Italia, a inizio mese, oltre il 40% dei posti letto di terapia intensiva era occupato da pazienti Covid, con punte regionali molto elevate (Lombardia 59%, Piemonte 57%). Non tutte le Regioni partivano dallo stesso livello di dotazione di posti letto quando \u00e8 scoppiata la pandemia, segno di una grande eterogeneit\u00e0 tra regioni: il Piemonte ad esempio aveva 7,3 posti letto di terapia intensiva per 100.000 abitanti, la Liguria ne aveva 12,1; incredibilmente basso anche il dato della Provincia autonoma di Trento, con 5,9.<\/p>\n<p>Discorso a parte merita la Campania, unica regione per la quale esiste una differenza notevole tra posti letto di Terapia intensiva dichiarati al 2018 e al 2020 pre-pandemia, nell&#8217;ordine del 34% dei posti totali: 506 al 2018, ma solo 335 al 2020 (171 posti letto in meno)<strong>. Non sappiamo se siamo di fronte ad un errore materiale ovvero ad un voluto sottodimensionamento della dotazione, per un maggiore flusso di risorse da parte del Governo.<\/strong> Inoltre rimangono molte perplessit\u00e0 sui posti letto di Terapia intensiva riportati periodicamente sul sito dell&#8217;Agenas su dati del Ministero della Salute. Essi, per alcune regioni, sono addirittura superiori a quelli indicati dal DL &#8220;Rilancio&#8221; nel maggio 2020. Questi numeri appaiono poco credibili soprattutto per due ragioni: <strong>mancano medici rianimatori<\/strong> su tutto il territorio nazionale e mancano gli spazi fisici necessari per implementarli all&#8217;interno dei nosocomi.<\/p>\n<p>Per la Regione Sicilia \u00e8 stato dimostrato che i numeri forniti dall&#8217;Agenas non collimano con una conta de visu dei letti di TI realmente attivi in tutti gli ospedali dell&#8217;isola effettuata in data 19 novembre dal sindacato Cimo. Per la Regione Veneto si ha il sospetto che i posti letto siano stati &#8220;dopati&#8221; per rimanere in zona gialla: al 4\/12 vengono dichiarati 1.000 posti letto di terapia intensiva, (+513 rispetto al 2018, +105%), un numero talmente elevato in rapporto alla popolazione da essere poco credibile, soprattutto quando confrontato con quelli di altre regioni italiane. N<strong>on risulta che per questi posti letto aggiuntivi sia stato assunto il personale medico e infermieristico<\/strong> necessario per la loro operativit\u00e0 in piena sicurezza.<\/p>\n<p>In conclusione, aumentare i posti letto a dismisura sulla carta, solo per far crescere il denominatore e far cos\u00ec abbassare la percentuale di saturazione dei posti letto di Terapia intensiva per allontanare drastiche misure sociali ed economiche, che potrebbe avere <strong>ripercussioni negative sulla salute dei cittadini<\/strong>. E&#8217; infine il momento di pensare a una seria e attenta programmazione del fabbisogno di medici specialisti, per evitare la ripetizione del disastro annunciato al quale stiamo assistendo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Drammatici i risultati dello studio Anaao Assomed: in 15 Regioni viene superato il limite di sicurezza del 30%<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":142307,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-142306","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142306","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=142306"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142306\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/142307"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=142306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=142306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=142306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}