{"id":142382,"date":"2020-12-21T10:47:45","date_gmt":"2020-12-21T09:47:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/silence-migliaia-di-ore-di-lavoro-ma-i-reparti-erano-sporchi-spagnuolo-ruberie\/"},"modified":"2023-01-16T18:12:59","modified_gmt":"2023-01-16T17:12:59","slug":"387043-silence-migliaia-di-ore-di-lavoro-ma-i-reparti-erano-sporchi-spagnuolo-ruberie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/387043-silence-migliaia-di-ore-di-lavoro-ma-i-reparti-erano-sporchi-spagnuolo-ruberie\/","title":{"rendered":"&#8220;Silence&#8221;, migliaia di ore di lavoro e i reparti erano sporchi. Spagnuolo: \u00abruberie\u00bb"},"content":{"rendered":"<h4>Un danno all&#8217;azienda ospedaliera di Cosenza per 3 milioni di euro non solo in termini economici ma anche nei confronti dell&#8217;utenza e dei sanitari. Per alcuni funzionari e dirigenti dell&#8217;azienda ospedaliera \u00e8 stata richiesta misura cautelare <!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Ruberie ai danni dell&#8217;azienda ospedaliera ritenuta, attraverso l&#8217;omesso controllo di alcuni dirigenti e funzionari, connivente con la societ\u00e0 <strong>Coopservice<\/strong>, addetta <strong>alla gestione delle pulizie<\/strong>. Tra gli elementi d&#8217;indagine anche un <strong>software mai entrato in funzione che poteva invece servire a regolamentare le ore di lavoro e gli standard dei servizi<\/strong>. Sono alcuni dei dettagli dell&#8217;operazione &#8220;<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/11949\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Silence<\/a><\/span><\/strong>&#8221; che stamattina ha portato all&#8217;arresto di <strong>4 persone tutte della Coopservice. <\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di <strong>Gianluca Scorcelletti<\/strong> di 54 anni, <strong>Fabrizio Marchetti<\/strong> di 47 anni, <strong>Salvatore Pellegrino<\/strong> 53 anni e <strong>Massimiliano Cozza<\/strong> di 48 anni tutti dipendenti della Coopservice con sede a Reggio Emilia. Un danno all&#8217;azienda ospedaliera di Cosenza per oltre tre milioni di euro, oggi sequestrati a M.F., indagata e dipendente dell&#8217;azienda. Inoltre, la Procura ha richiesto cinque misure interdittive per funzionari e dirigenti dell&#8217;Azienda ospedaliera di Cosenza.<\/p>\n<p>Un appalto che consta di due tranche: le pulizie e i servizi integrativi con &#8220;una gestione che ha consentito alla societ\u00e0 di avere un <strong>surplus tra le ore effettivamente prestate e quelle fatturate<\/strong>&#8220;, ha spiegato in conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Cosenza, <strong>Mario Spagnuolo<\/strong>. Ore e ore di lavoro effettivamente prestate ma erano molte di pi\u00f9 quelle fatturate. E il lavoro di pulizia non ha prodotto un servizio efficiente ai reparti anzi.<\/p>\n<p>I <strong>reparti erano sporchi<\/strong>, i primari segnalavano i disagi e i lavoratori non avevano neanche il materiale adatto per igienizzare e addirittura neanche, negli ultimi tempi legati al Covid, i dispositivi di protezione. E poi il software per il conteggio delle ore dei lavoratori, commissionato e mai entrato in funzione: &#8220;Ore ed ore di lavoro di pulizia che non restituivano per\u00f2 l&#8217;igiene che un reparto ospedaliera deve garantire, ma anche &#8211; ha tuonato Spagnuolo &#8211; connivenze e ruberie. Al centro il management pubblico e la societ\u00e0 che gestisce il servizio di pulizie e altri servizi all&#8217;interno dell&#8217;ospedale di Cosenza&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-387049 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/conferenza-stampa-silence-02.jpg\" alt=\"\" width=\"544\" height=\"313\" title=\"\"><\/p>\n<h3>177mila ore di lavoro, contabilizzate e non rese<\/h3>\n<p>Attraverso un sistema di predisposizione di dati che riportavano un numero di ore e poi venivano recepite nelle fatture emesse dalla societ\u00e0 e liquidate dall&#8217;azienda ospedaliera, la stessa societ\u00e0 riusciva ad ottenere il <strong>pagamento per ore di lavoro mai effettuate <\/strong>e che non si sarebbero mai potute effettuare. E dall&#8217;altra parte c&#8217;erano i primari che portavano all&#8217;attenzione dell&#8217;azienda ospedaliera le gravi carenze igienico sanitarie.<\/p>\n<p>Un conteggio matematico eseguito incrociando i dati delle banche dati Inps, dell&#8217;Ispettorato del lavoro che ha consentito di scoprire anche come una parte di forza lavoro non era alle dipendenze della societ\u00e0. Ulteriore elemento \u00e8 legato al fatto che non era integrata la forza lavoro in nero<strong>. A pagare maggiormente questa situazione sono stati i medici e soprattutto utenti e pazienti della struttura ospedaliera.\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3>Migliaia di ore di lavoro pagate pi\u00f9 di tre milioni di euro<\/h3>\n<p>Una discrasia risultata con un semplice incrocio di dati e poi \u00e8 partita un&#8217;attivit\u00e0 documentale, tecnica, ma soprattutto ma sono state sentite diverse persone, medici infermieri e gli stessi lavoratori. Elementi importanti sono emersi tra cui il servizio di pulizia e le carenze igienico sanitarie perch\u00e9 le stesse persone venivano utilizzate anche per altre mansioni. Molti dei dipendenti della cooperative non avevano neanche i dpi, che gli venivano offerti dagli stessi medici e infermieri. Criticit\u00e0 che emergono anche dal personale della stessa societ\u00e0.<\/p>\n<h3>Il software<\/h3>\n<p>&#8220;Se fosse stato effettivamente messo a disposizione avrebbe consentito di quantificare il numero delle ore effettivamente erogate e anche gli standard dei servizi resi.\u00a0La societ\u00e0 era tenuta a prestare all&#8217;Azienda ospedaliera un software per rilevare le presenze del personale. L&#8217;azienda ospedaliera per\u00f2 non ha mai chiesto e preteso l&#8217;attivazione di questo software&#8221;. <strong>Si diceva che si lavorava per 100 e ci si fidava. <\/strong>Talvolta si andava a far ricadere sul primario ospedaliero la responsabilit\u00e0 di fare un resoconto.<\/p>\n<p>Spagnuolo sottolinea: &#8220;Non \u00e8 un indagine sui sanitari cosentini, che non sono migliori o peggiori di altri sanitari italiani, che stanno facendo il loro dovere, ma riguarda una societ\u00e0, la Coopservice, e la struttura organizzativa dell&#8217;Azienda ospedaliera di Cosenza&#8221;. Intanto, le condizioni igienico sanitarie della struttura ospedaliera e dei reparti erano scadenti nonostante le segnalazioni dei primari. I <strong>dipendenti<\/strong> &#8211; \u00e8 stato spiegato &#8211; erano utilizzati in alcune circostanze sia <strong>per le pulizie e poi andavano a prestare servizio per i pazienti.<\/strong>\u00a0Al centro ci sono dunque soggetti della Coopservice ma si indaga anche su funzionari e dirigenti dell&#8217;azienda ospedaliera. L&#8217;appalto risale al 2014 e successivamente questo appalto, nel 2018 ha lavorato in regime di proroga.<\/p>\n<h3>I primari segnalavano i disservizi<\/h3>\n<p>Innumerevoli le segnalazioni dei primari dei vari reparti dell\u2019ospedale che contestavano la qualit\u00e0 del servizio reso e anche le prestazioni di servizi di igiene e cura alla persona rese dalla societ\u00e0 privata e di competenza del personale <strong>OSS, di fatto venivano svolte, anche da personale addetto alle pulizie<\/strong>. Ne consegue che personale assunto per espletare servizi di pulizie veniva, almeno in parte, destinato a servizi di assistenza ai degenti, in spregio alle norme di igiene ed in violazione altres\u00ec delle norme contenute nel Codice degli appalti che prevedevano l\u2019instaurarsi di un diverso iter amministrativo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un danno all&#8217;azienda ospedaliera di Cosenza per 3 milioni di euro non solo in termini economici ma anche nei confronti dell&#8217;utenza e dei sanitari. 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