{"id":142488,"date":"2020-12-22T15:30:03","date_gmt":"2020-12-22T14:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/due-italiani-su-tre-disporsi-a-vaccinarsi-i-piu-scettici-le-persone-dai-35-ai-49-anni\/"},"modified":"2023-01-16T18:13:07","modified_gmt":"2023-01-16T17:13:07","slug":"387341-due-italiani-su-tre-disporsi-a-vaccinarsi-i-piu-scettici-le-persone-dai-35-ai-49-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/387341-due-italiani-su-tre-disporsi-a-vaccinarsi-i-piu-scettici-le-persone-dai-35-ai-49-anni\/","title":{"rendered":"Due italiani su tre disporsi a vaccinarsi. I pi\u00f9 scettici? Le persone dai 35 ai 49 anni"},"content":{"rendered":"<h4>La ricerca pubblicata dall&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 vede la percentuale salire tra gli anziani (84%) e nella fascia tra i 18 e i 34 anni (76%). Utilizzo delle mascherine elevato nei posti chiusi e sui mezzi di trasporto, mentre la met\u00e0 degli over 65 anni ha rinunciato alle visite mediche<!--more--><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nCOSENZA &#8211; Dopo l&#8217;Ema arriva il v<strong>ia libera dall&#8217;Agenzia italiana del Farmaco (Aifa)<\/strong> all&#8217;immissione in commercio del vaccino anti-Covid delle aziende Pfizer-Biontech. L&#8217;annuncio in una conferenza stampa alla presenza del presidente, Giorgio Pal\u00f9, e del direttore generale Nicola Magrini. Il vaccino \u00e8 ap<strong>provato per tutta la popolazione sopra i 16 anni e non ha controindicazioni assolute<\/strong>. Non sono richieste accortezze particolari per sottopopolazioni specifiche n\u00e9 per anziani o immunodepressi, inclusi chi ha problemi di coagulazione del sangue o sanguinamento. Anche per la gravidanza e allattamento, che si era detto potessero essere controindicazioni assolute, non lo sono, perch\u00e9 anche in questo caso i benefici superano i rischi&#8221;.\u00a0Ed a proposito di vaccino <strong>Due persone su tre (il 67%) sono disponibili a vaccinarsi<\/strong> contro il Covid-19, la percentuale sale tra gli anziani (84%). Sono i primi risultati di un approfondimento realizzato nell&#8217;ambito delle sorveglianze Passi e Passi d&#8217;Argento, coordinate dall&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (Iss), nei mesi tra agosto e novembre su un campione di 2.700 intervistati, attraverso il modulo Covid.<strong> I pi\u00f9 giovani, 18-34enni, sarebbero ben disposti a vaccinars<\/strong>i (76%) rispetto ai 50-69enni (67%) e ai 35-49enni (59%). &#8220;I risultati di questa ricerca <strong>mostrano un atteggiamento di responsabilit\u00e0 degli italiani<\/strong>&#8220;, dice Silvio Brusaferro, presidente dell&#8217;Iss.<\/p>\n<h4>Pi\u00f9 uomini che donne<\/h4>\n<p>L<strong>e persone pi\u00f9 istruite sono maggiormente disposte a vaccinarsi<\/strong> (71% fra le persone con diploma di scuola superiore o laurea e 56% fra chi ha conseguito al pi\u00f9 la licenzia media). Qualche differenza &#8211; spiega la ricerca Iss &#8211; si osserva per risorse finanziarie (69% fra chi non ha difficolt\u00e0 economiche, il 63% di chi ne ha) e per genere (gli uomini sono pi\u00f9 propensi delle donne a vaccinarsi, 74% vs 60%). <strong>Fra gli ultra 65enni la disponibilit\u00e0 a vaccinarsi \u00e8 decisamente pi\u00f9 alta<\/strong> che nel resto della popolazione: l&#8217;84% dichiara che sarebbe disposto a farlo (il 57% certamente, il 28% probabilmente) e non sembrano esserci sostanziali differenze nei sottogruppi della popolazione, si conferma che sarebbero gli uomini pi\u00f9 delle donne (il 90% contro il 79%) disponibili a farlo. &#8220;Questi dati incoraggiano a immaginare una buona adesione di tutta la popolazione a una eventuale campagna vaccinale contro Sars-CoV-2, anche se c&#8217;\u00e8 una quota non trascurabile di adulti che riferisce di non essere disponibile a vaccinarsi (33%)&#8221;, sottolinea la ricerca Iss. &#8220;\u00c8 anche bene sottolineare per\u00f2 che si tratta &#8211; aggiunge &#8211; di <strong>dati raccolti, in gran parte, nelle settimane precedenti l&#8217;uscita delle notizie sui vaccini in produzione<\/strong>, quindi non si pu\u00f2 escludere che la maggiore disponibilit\u00e0 di informazioni, che saranno via via disponibili, sui vaccini, sulle loro caratteristiche ed efficacia, nonch\u00e9 sulla commercializzazione, e le modalit\u00e0 con cui tali informazioni verranno veicolate non possa indurre cambiamenti nella propensione dei cittadini&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/11958\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-350930\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/11958\" alt=\"\" width=\"565\" height=\"318\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Quasi tutti utilizzano la mascherina<\/h4>\n<p>&#8220;La quasi totalit\u00e0 degli intervistati riferisce di <strong>aver indossato &#8220;sempre&#8221; la mascherina nel caso di uso dei trasporti pubblici e nei locali pubblici.<\/strong> Senza distinzione di et\u00e0, genere o condizioni sociali, la stragrande maggioranza dei residenti in Italia indossa le mascherine in queste circostanze. Anche l&#8217;uso della mascherina all&#8217;aperto \u00e8 elevato &#8211; osserva la ricerca &#8211; riferiscono di <strong>indossare spesso\/sempre la mascherina all&#8217;aperto il 74% dei 18-69enni e l&#8217;84% degli ultra 65enni.<\/strong> Non si intravedono differenze per classi sociali, si intravede invece una differenza di genere con le donne pi\u00f9 propense degli uomini all&#8217;uso della mascherina (78% vs 69% fra gli adulti; 86% vs 81% fra gli anziani). Anche i pi\u00f9 giovani di 18-34 anni riferiscono un uso della mascherina all&#8217;aperto non troppo diverso da quello del resto degli adulti&#8221;.<\/p>\n<h4>Over 65, in molti hanno rinunciato a visite mediche<\/h4>\n<p>Con il Covid <strong>il 44% degli ultra 65enni ha rinunciato ad almeno una visita medica<\/strong> (o esame diagnostico) di cui avrebbe avuto bisogno, in particolare il 28% ha dovuto rinunciarvi per sospensione del servizio mentre il 16% lo ha fatto volontariamente per timore del contagio.\u00a0 &#8220;Questi dati &#8211; spiega la ricerca &#8211; non mostrano differenze significative per caratteristiche sociodemografiche dei rispondenti. Tuttavia, si nota che la scelta di rinunciare volontariamente alla visita medica o all&#8217;esame diagnostico per timore del contagio \u00e8 <strong>pi\u00f9 frequente fra le donne<\/strong> (19% contro il 13% fra gli uomini) e fra le persone con un livello di istruzione maggiore. &#8220;I dati hanno un valore fondamentale poich\u00e9 orientano sui bisogni di continuit\u00e0 socioassistenziale. In questi mesi di emergenza sanitaria, infatti, \u00e8 necessario alzare il livello di attenzione sui bisogni legati alle conseguenze della &#8220;fatica pandemica&#8221; e questi dati sono importanti indicazioni soprattutto per la tutela dei pi\u00f9 fragili&#8221;, dice Silvio Brusaferro, presidente dell&#8217;Iss<\/p>\n<h4>Peggiorate le condizioni economiche<\/h4>\n<p>Il 32% della popolazione tra i 18 e i 69 anni ha dichiarato inoltre che<strong> le proprie risorse economiche sono peggiorate a causa della pandemia<\/strong>. Tra i pi\u00f9 giovani, ma soprattutto nella fascia 35-49 anni la quota sale al 36%, \u00e8 del 28% fra i 50-69enni. Lo dice un approfondimento realizzato nell&#8217;ambito delle sorveglianze Passi e Passi d&#8217;Argento, coordinate dall&#8217;Iss. Un lavoratore su tre ha subito perdite economiche: mantenendo lo stesso lavoro ma con ridotta retribuzione (28%) o perdendolo del tutto (il 4%). Durante il lockdown di marzo-aprile il 37% ha continuato a lavorare nella sede abituale, il 33% ha lavorato in modalit\u00e0 smart working.<\/p>\n<p>Secondo la ricerca Iss, inoltre, durante il lockdown nazionale (marzo-aprile 2020), i<strong>l 18% ha lavorato in smart working in modo esclusivo<\/strong>; il 29% ha invece smesso di lavorare. Fra gli ultra 65enni, una quota pi\u00f9 bassa ma non trascurabile (12%) riferisce un peggioramento delle proprie disponibilit\u00e0 economiche a causa della crisi legata alla pandemia. &#8220;Questi dati &#8211; dice Angela Spinelli, direttrice del Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute dell&#8217;Iss &#8211; sono preziosi e di grande supporto alle decisioni collaterali la pandemia. Anche in questo periodo di straordinaria emergenza sanitaria in cui tutte le risorse disponibili dei Dipartimenti di Prevenzione vengono convogliate sulle attivit\u00e0 di gestione dell&#8217;epidemia di Covid-19, non dobbiamo dimenticare gli altri aspetti della salute ed \u00e8 necessario rafforzare e supportare queste strutture affinch\u00e9 il patrimonio informativo di tali sorveglianze non si disperda e continui invece ad orientare le politiche e gli interventi di prevenzione e a monitorarne l&#8217;efficacia nel tempo&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricerca pubblicata dall&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 vede la percentuale salire tra gli anziani (84%) e nella fascia tra i 18 e i 34 anni (76%). 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