{"id":142891,"date":"2021-01-01T15:00:24","date_gmt":"2021-01-01T14:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/covid-appello-per-vaccino-ai-detenuti-e-personale-penitenziario-del-carcere-di-cosenza\/"},"modified":"2023-01-16T17:25:20","modified_gmt":"2023-01-16T16:25:20","slug":"388147-covid-appello-per-vaccino-ai-detenuti-e-personale-penitenziario-del-carcere-di-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/388147-covid-appello-per-vaccino-ai-detenuti-e-personale-penitenziario-del-carcere-di-cosenza\/","title":{"rendered":"Covid, appello per vaccino ai detenuti e personale penitenziario del carcere di Cosenza"},"content":{"rendered":"<h4>Osservatorio Carcere di Cosenza: &#8220;<strong>attendiamo che il Ministro della Giustizia, unitamente al Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria, predisponga immediatamente il piano operativo per la vaccinazione dei detenuti e di tutti coloro che lavorano negli istituti di pena&#8221;<\/strong><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; &#8220;L&#8217;Osservatorio Carcere di Cosenza chiede che, una volta disponibile il vaccino Covid, sia data priorit\u00e0 anche ai detenuti. Il vaccino giunto in Italia non sar\u00e0 disponibile per tutti. Sar\u00e0 necessario stabilire delle priorit\u00e0. Apprendiamo dai media, che la precedenza sar\u00e0 data, giustamente, ai cittadini pi\u00f9 vulnerabili e pi\u00f9 esposti. Tra questi, i lavoratori del settore sanitario, gli ultra sessantenni, i malati cronici, i pazienti con pi\u00f9 malattie, i lavoratori dei servizi essenziali, come insegnanti, forze dell&#8217;ordine, in pratica chiunque viva in situazioni dove non possa essere garantito il distanziamento fisico. Non abbiamo letto, n\u00e9 sentito &#8211; augurandoci di essere stati distratti &#8211; tra i destinatari del vaccino le persone detenute che, da un punto di vista sanitario, erano gi\u00e0 vulnerabili ben prima dell&#8217;arrivo del Covid 19 e oggi vivono in uno stato di <strong>esposizione &#8220;naturale&#8221; &#8211; o meglio &#8220;innaturale&#8221; &#8211; al virus, per il ridottissimo spazio a loro disposizione,<\/strong> nella maggior parte dei casi, estremamente carente dal punto di vista igienico e, quindi, foriero di ogni tipo di malattia.<\/p>\n<p>Donne e uomini affidati allo Stato, che deve punirli s\u00ec, ma anche <strong>&#8220;rieducarli&#8221;, salvaguardandone l&#8217;integrit\u00e0 fisica,<\/strong> assicurando loro piena ed effettiva inclusione nelle misure adottate all&#8217;esterno per risolvere, in via definitiva, il flagello virale. Nemmeno il personale dell&#8217;amministrazione penitenziaria che, per ragioni di lavoro, \u00e8 a diretto contatto con la comunit\u00e0 ristretta, sembra essere nell&#8217;elenco delle priorit\u00e0. Dai dati regionali che pervengono all&#8217;Osservatorio Carcere dell&#8217;Unione dalle Camere Penali, da quelli locali e nazionali che, finalmente, il Ministero della Giustizia ha reso pubblici,<strong> l&#8217;infezione si sta diffondendo in maniera esponenziale<\/strong> e a macchia di leopardo in tutti gli istituti di pena.<\/p>\n<p>Al 7 dicembre scorso, i positivi <strong>tra i detenuti erano 958<\/strong> (868 asintomatici, 52 sintomatici gestiti internamente, 38 gestiti in strutture ospedaliere), <strong>tra il personale di polizia penitenziaria 810<\/strong> (771 in degenza presso il proprio domicilio, 25 presso le caserme, 14 presso strutture ospedaliere), <strong>tra il personale amministrativo e la dirigenza 72<\/strong> (71 in degenza presso il domicilio, 1 in struttura ospedaliera). Va anche ricordato che il pianeta carcere vive di continui contatti con l&#8217;esterno. Per quanto siano stati eliminati o comunque limitati i colloqui in presenza tra detenuti e familiari, gli agenti di polizia penitenziaria devono necessariamente, in alcuni momenti, essere vicino ai detenuti e, spesso, in spazi angusti. <strong>Agenti che usciranno per tornare alle loro famiglie<\/strong>, con la paura e il concreto pericolo di poter diffondere il virus.<\/p>\n<p>La prevenzione all&#8217;interno degli istituti di pena risponde, pertanto, non solo al dovere di tutelare la salute dei detenuti, ma anche ad evitare micidiali focolai che possono minacciare, mettendola ancor pi\u00f9 a dura prova, la comunit\u00e0 esterna. Senza tener conto della circostanza che il distanziamento personale in carcere \u00e8 impraticabile e sono pochissimi gli istituti che possono consentire l&#8217;isolamento di chi ha contratto il virus. <strong>La politica e la stragrande maggioranza dei media ritengono che nei circa 200 istituti di pena italiani vi sia una sorta di extraterritorialit\u00e0<\/strong> e che coloro che vivono all&#8217;interno delle mura &#8211; ristretti o comunque lavoratori liberi &#8211; non debbano essere presi in considerazione. Un mondo a parte di cui nessuno si vuole fare carico.<\/p>\n<p>Non ci meraviglia, pertanto, che nel dibattito sulle modalit\u00e0 di somministrazione del vaccino, il luogo dove vi sono le persone pi\u00f9 vulnerabili e pi\u00f9 esposte &#8211; dopo il personale sanitario e gli anziani chiusi nelle case di riposo &#8211; sia stato ignorato, ma ci auguriamo che la presa in carico avvenga in tempi brevi, nel rispetto di quel patto sociale rappresentato dalla nostra Costituzione<strong>. Attendiamo che il Ministro della Giustizia, unitamente al Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria, predisponga immediatamente il piano operativo per la vaccinazione dei detenuti e di tutti coloro che lavorano negli istituti di pena.<\/strong> Si tratta di oltre 100.000 persone, che vanno immediatamente protette perch\u00e9 quotidianamente a rischio personale e in quanto potenziali diffusori del virus.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osservatorio Carcere di Cosenza: &#8220;attendiamo che il Ministro della Giustizia, unitamente al Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria, predisponga immediatamente il piano operativo per la vaccinazione dei detenuti e di tutti coloro che lavorano negli istituti di pena&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":142892,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-142891","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=142891"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142891\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/142892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=142891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=142891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=142891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}