{"id":143476,"date":"2021-01-12T17:42:48","date_gmt":"2021-01-12T16:42:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ndrangheta-lappello-del-pentito-salvate-mia-figlia-il-magistrato-e-in-localita-protetta\/"},"modified":"2023-01-16T17:25:59","modified_gmt":"2023-01-16T16:25:59","slug":"390025-ndrangheta-lappello-del-pentito-salvate-mia-figlia-il-magistrato-e-in-localita-protetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/390025-ndrangheta-lappello-del-pentito-salvate-mia-figlia-il-magistrato-e-in-localita-protetta\/","title":{"rendered":"&#8216;Ndrangheta, l&#8217;appello del pentito &#8220;salvate mia figlia&#8221;. Il magistrato lo rassicura: &#8220;\u00e8 in localit\u00e0 protetta&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Secondo Emanuele Mancuso, rampollo di &#8216;ndrangheta e collaboratore di giustizia, la sua &#8220;bambina \u00e8 in mano alla &#8216;ndrangheta&#8221;. Il Tribunale dei minori di Catanzaro lo rassicura: &#8220;la bambina \u00e8 fuori dalla Calabria in un programma di protezione&#8221;<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; \u00a0\u201cIntendo manifestare il mio <strong>stato di frustrazione e preoccupazione per le sorti di mia figlia, di soli 30 mesi di vita,<\/strong> poich\u00e9, nonostante le notorie vicende legate alle pressioni da me subite per la scelta intrapresa, ella, seppur sottoposta allo speciale programma di protezione, nella realt\u00e0 dei fatti, grazie alla disponibilit\u00e0 della madre, Chimirri Nensy Vera, mantiene contatti con gli <strong>ambienti \u2018ndranghetistici<\/strong>\u201d. Cos\u00ec scriveva qualche giorno fa il pentito Emanuele Mancuso rivolgendo la sua <strong>lettera appello<\/strong> ai media, dopo essersi rivolto al Tribunale dei minori di Catanzaro senza ricevere risposta. Figlio di boss di &#8216;ndrangheta, i timori di Mancuso derivano dalla sua posizione attuale: \u00e8 stato il primo nella storia del suo casato a <strong>collaborare con la giustizia<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;La figlia di Emanuele Mancuso, lungi dall&#8217;essere &#8216;in mano alla &#8216;ndrangheta ed usata come merce di scambio&#8217;, in realt\u00e0, dopo soli tre mesi dal ricorso del pm minorile, \u00e8 stata <strong>tempestivamente collocata in una localit\u00e0 protetta<\/strong>, individuata dal Nop (Nucleo operativo di protezione della Polizia di Stato) con provvedimento di questo tribunale del 31 maggio 2019, assunto prima dell&#8217;ammissione della bambina allo speciale <strong>programma di protezione<\/strong> per i congiunti dei collaboratori di giustizia, avvenuta solo in epoca successiva&#8221;. Lo afferma, in una lettera il <strong>presidente del Tribunale per i minorenni di Catanzaro<\/strong> Teresa Chiodo, replicando alle recenti dichiarazioni del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso secondo il quale la sua &#8220;bambina \u00e8 in mano alla &#8216;ndrangheta&#8221;.<\/p>\n<h4>Il tribunale ha provveduto alla tutela del minore<\/h4>\n<p>&#8220;Contestualmente &#8211; continua la Chiodo &#8211; la madre \u00e8 stata autorizzata a seguire la minore in una localit\u00e0 protetta, trattandosi ovviamente di una bimba di soli 11 mesi di et\u00e0, priva della figura paterna essendo il padre, Emanuele Mancuso, detenuto da epoca anteriore alla sua nascita e tutt&#8217;oggi in regime di custodia cautelare&#8221;. Il <strong>Tribunale dei minori non \u00e8 rimasto &#8220;inerte&#8221;<\/strong>, evidenzia, ma &#8220;ha adottato ben sei provvedimenti a tutela del minore&#8221;.<\/p>\n<p>Il magistrato ha aggiunto che non \u00e8 quindi &#8220;dato comprendere in che modo la minore, che si trova <strong>da oltre un anno e mezzo al di fuori della Calabria<\/strong> in localit\u00e0 protetta sconosciuta, possa essere &#8216;in mano alla &#8216;ndrangheta&#8217; n\u00e9 tantomeno \u00e8 dato comprendere come una bambina di soli due anni possa essere in grado di &#8216;mantenere contatti con ambienti &#8216;ndranghetistici&#8217;. Ove mai, per assurdo, ci\u00f2 fosse possibile, la responsabilit\u00e0 sarebbe ascrivibile unicamente all&#8217;ente affidatario, ovvero il Nop congiuntamente al <strong>Servizio social<\/strong>e. Infatti, tocca da ultimo precisare &#8211; continua Teresa Chiodo &#8211; quanto al &#8216;discutibile decreto&#8217;, che lo stesso \u00e8 stato sostanzialmente confermato e non gi\u00e0 &#8216;letteralmente disintegrato&#8217; o &#8216;ribaltato&#8217; dalla Corte di Appello la quale, con il decreto, confermato il disposto collocamento della minore unitamente alla madre, ha riformato le statuizioni di questo Tribunale con esclusivo riguardo alla limitazione della responsabilit\u00e0 genitoriale a carico di Mancuso che \u00e8 stata espressamente revocata, con conseguente ceduazione dell&#8217;affidamento della minore al Nop e al Servizio sociale&#8221;.<\/p>\n<p>Pertanto, a seguito della pronuncia della Corte, <strong>Emanuele Mancus<\/strong>o \u00e8 stato &#8220;<strong>pienamente reintegrato nella potest\u00e0 genitoriale<\/strong> &#8211; conclude il presidente del Tribunale per i minorenni &#8211; e conseguentemente lo stesso, bench\u00e9 in stato di detenzione, \u00e8 attualmente autorizzato ad assumere ogni decisione concernente la figlia minore, inclusa l&#8217;adozione di iniziative a tutela finalizzate a <strong>&#8216;strappare&#8217; la bambina dalle mani della &#8216;ndrangheta<\/strong>&#8216;&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo Emanuele Mancuso, rampollo di &#8216;ndrangheta e collaboratore di giustizia, la sua &#8220;bambina \u00e8 in mano alla &#8216;ndrangheta&#8221;. 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