{"id":143581,"date":"2021-01-14T09:30:42","date_gmt":"2021-01-14T08:30:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/welfare-rende-file-per-avere-i-buoni-del-governo-e-poverta-territorializzata\/"},"modified":"2023-01-16T17:26:06","modified_gmt":"2023-01-16T16:26:06","slug":"390292-welfare-rende-file-per-avere-i-buoni-del-governo-e-poverta-territorializzata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/390292-welfare-rende-file-per-avere-i-buoni-del-governo-e-poverta-territorializzata\/","title":{"rendered":"Welfare, Rende: &#8220;file per avere i buoni del Governo e povert\u00e0 territorializzata&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Cosa ci dice il caos creatosi nell\u2019ufficio welfare di Cosenza in occasione della distribuzione dei buoni spesa per l\u2019emergenza, insieme alle code per il pane in citt\u00e0 considerate opulente come Milano? Ci raccontano di come la pandemia abbia cambiato i tratti identificativi dei nostri contesti urbani<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Bianca Rende, consigliere comunale di Italia Viva al Comune di Cosenza, interviene su quella che definisce l\u2019assenza di un welfare efficiente: &#8220;E\u2019 stato stimato che, nel corso del 2020, spariranno pi\u00f9 di 300.000 imprese: un danno enorme per l\u2019economia nazionale, ma anche per la vita di tanti piccoli imprenditori, delle loro famiglie e dei dipendenti, che vedranno azzerati i loro redditi e le prospettive future. La <strong>situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 grave nel Mezzogiorno<\/strong> dove, come noto, larga parte dell\u2019economia \u00e8 basata sul lavoro sommerso, irregolare e intermittente, part-time involontario, ossia su strutture e soggetti particolarmente fragili e dunque pi\u00f9 esposti alla congiuntura negativa indotta dalla crisi sanitaria&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Molte delle famiglie che sussistevano nelle nicchie <strong>dell\u2019economia turistica, della ristorazione, dei trasporti e dell\u2019intrattenimento<\/strong>, oggi vedono drammaticamente contrarsi le loro entrate insieme alle certezze di una ripartenza e la situazione potr\u00e0 solamente peggiorare quando i ristori finora erogati dal governo finiranno.<br \/>\nDifficile per chiunque avere dati certi, ma non si pu\u00f2 ignorare il fenomeno di chi oggi si rivolge per la prima volta alle associazioni di volontariato attive sul territorio e ai servizi sociali del Comune per ricevere un buono spesa che fino allo scorso anno spettava solo a qualche centinaio di famiglie.<\/p>\n<h3>File a Cosenza per avere i buoni del Governo<\/h3>\n<p><strong>&#8220;A Cosenza, da diversi mesi ormai si assiste a flussi crescenti di famiglie e di singoli cittadini in fila per il \u201cbuono\u201d finanziato dal governo<\/strong>, e a violente contestazioni, per l\u2019umiliante mancanza di informazioni ovvero &#8211; scrive Bianca Rende &#8211; il discutibile ricorso a <strong>improvvisati mediatori<\/strong>, incompatibili perch\u00e9 spesso componenti della stessa Giunta comunale. <strong>L\u2019assenza di un welfare efficiente<\/strong>, fa ricadere tutto questo in maniera prevalente sulle donne, che sono quelle con maggiore disponibilit\u00e0 di tempo, lavorando purtroppo meno, e devono farsi carico dei bisogni di cura cui l\u2019organizzazione pubblica non fornisce alcun ausilio e in molti casi della totale mancanza di progetti di vita per i figli disabili. Non meno evidente risulta il disagio di chi vive in zone sempre pi\u00f9 marginali della citt\u00e0, abbandonate a se stesse e caratterizzate dalla penuria di servizi e dalla presenza di abitazioni meno che adeguate&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Per un clamoroso <strong>deficit di programmazione<\/strong>, cui si aggiunge, oggi, uno <strong>sciagurato dissesto<\/strong> che ha tagliato i gi\u00e0 fragili servizi alla persona, aumentandone in molti casi le tariffe, possiamo affermare, senza timore di essere smentiti, che a Cosenza le categorie pi\u00f9 fragili come quelle dei bambini, disabili e anziani, ricevono servizi infinitamente minori di quanto accade in altre aree del Paese. Ci\u00f2 che maggiormente emerge nel nostro caso &#8211; spiega la consiglier\u00e0 &#8211; \u00e8 poi la <strong>mancanza di un quadro chiaro, di dati e bisogni, sulla povert\u00e0 comunale&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Il Rei prima e il Redito di cittadinanza successivamente, hanno consentito di costruire una platea di beneficiari che evidentemente non \u00e8 esaustiva, se moltissime situazioni di disagio ancora sfuggono alle graduatorie ufficiali, oggetto di perenne contestazioni. Vizio di un welfare che si limita a inseguire le emergenze, fungendo da partita di giro dei fondi nazionali o regionali, in maniera anche clientelare e paternalistica, anzich\u00e9 mettere in piedi un sistema di misure universalistiche e adeguate per rompere il ciclo dell\u2019impoverimento in misura anticiclica.<br \/>\nNegli ultimi anni la macchina dei servizi sociali, un tempo vanto del comune bruzio, \u00e8 andata depauperandosi delle professionalit\u00e0 adeguate, sostituite, a causa di mancati nuovi reclutamenti e affiancamenti al personale pi\u00f9 anziano ed esperto, da giovani professionisti certamente volenterosi, ma privi di quella stabilit\u00e0 nel rapporto che consente, in ogni settore, di sedimentare competenze cognitive e relazionali fondamentali ai fini di una efficiente programmazione&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;E questo malgrado il nostro comune sia capo-ambito assegnatario di finanziamenti ministeriali, pari a euro 3.172.769,66, sul Fondo Pon Inclusione, e circa euro 813.630,98 a valere sul Fondo Povert\u00e0, per le annualit\u00e0 2017\/2020, insieme a ulteriori euro 1.214.429,00 incamerati pi\u00f9 di recente, per l\u2019annualit\u00e0 2020. A dimostrazione del fatto che non manchino le risorse, a volte, ma l\u2019organizzazione efficiente e la chiara destinazione della spesa nel contrasto alle diverse forme di povert\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Dove non arriva la mano pubblica c\u2019\u00e8 il volontariato,<\/strong> che esercita spesso con gratuit\u00e0 e competenza un ruolo di supplenza delle strutture pubbliche comunali, grazie anche alla straordinaria generosit\u00e0 dei cosentini e dei benefattori che appaiono all\u2019improvviso come angeli della Provvidenza. Avendo vissuto intensamente gli ultimi cinque anni e non avendo interpretato il ruolo di turista su Marte, come altri che oggi scoprono le vere emergenze, giova ricordare quanto avvenuto nel Consiglio comunale del febbraio 2017 quando, nel merito di un OdG della coalizione \u201cGrande Cosenza\u201d di cui ero prima firmataria sulla povert\u00e0 e i disagi di ampie fasce della popolazione cittadina, l\u2019allora assessore incaricato dal sindaco, applaudito dalla maggioranza consiliare, affermava che \u201ca Cosenza la povert\u00e0 non esiste!\u201d esibendo dati autonomamente raccolti, a supporto della propria incredibile tesi. Narrazione del resto coerente con quella conosciuta in questi dieci anni in cui il disagio \u00e8 rimasto argomento imbarazzante da accantonare, per una realt\u00e0 che aspirava al mito eterno della Bellezza&#8221;.<\/p>\n<h3>&#8220;Povert\u00e0 territorializzata&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;Un modello di citt\u00e0, quello propostoci &#8211; prosegue Bianca Rende &#8211; in cui invece la <strong>povert\u00e0 \u00e8 stata addirittura territorializzata<\/strong>, creando una separazione di fatto nella qualit\u00e0 di alcuni servizi pubblici tra centro e periferie, tra quartieri spazzati tre volte al giorno ed altri lasciati nell\u2019incuria, <strong>tra salotti scintillanti all\u2019aperto e zone dissestate<\/strong>, approvvigionamenti idrici adeguati per alcuni e perenne penuria di acqua corrente per altri. Tutte distorsioni denunciate nel tempo e che pesano come un macigno nel giudizio finale sull\u2019amministrazione uscente.<br \/>\nEcco allora che parlare come dappertutto si fa, oggi, di nuove \u201ctrasformazioni urbane\u201d, necessarie dopo il Covid, significa, a Cosenza particolarmente, avere anche il coraggio di parlare di povert\u00e0 e disagio dilagante e pensare ad un nuovo modello di relazioni sociali, che ponga al centro una macchina comunale organizzata, dotata del personale e delle figure professionali adeguate, che coordini in sinergia con le organizzazione del terzo settore le azioni da svolgere&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Significa immaginare con sufficiente dose di realismo e concretezza <strong>la sfida che attende Cosenza nei prossimi cinque-dieci anni:<\/strong> diventare una citt\u00e0 specializzata nei servizi ai residenti e alle imprese; creare una sua economia di servizi alla persona, ispirati a criteri di affidabilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0, immuni da malsane intermediazioni e accessibili da chiunque; costruire una rete di protezione per tutte le emergenze o situazioni di disagio non solo economico, ma spesso anche psichico, che possano incidere sull\u2019autonomia di vita di un soggetto; organizzare, avvalendosi di finanziamenti ad hoc, anche sul programma Next Generation Eu, la presenza capillare di infrastrutture sociali, ad esempio per le donne che vorrebbero conciliare famiglia e lavoro (asili nido, strutture di integrazione e dopo scuola per i disabili, con assistenti alla persona scelti tra educatori specializzati, centri anziani davvero orientati all\u2019invecchiamento attivo della popolazione, ecc\u2026); predisporre un sistema di microcredito adeguato per chi non riesce ad attingere ai tradizionali canali bancari e di sostegno alla microimprenditorialit\u00e0 che rompa la spirale assistenziale e ricostituisca una microeconomia diffusa e orientata soprattutto alle giovani generazioni; elevare, infine, il livello generale delle competenze, attraverso una radicale azione di formazione finalizzata allo sviluppo o semplice autosufficienza. In sintesi, \u00e8 <strong>auspicabile che coloro che tra qualche mese si proporranno per guidare questa citt\u00e0<\/strong>, oltre a invocare genericamente la lotta alla povert\u00e0, propongano <strong>politiche e azioni concreti<\/strong>, tangibili e rispondenti ai bisogni dei cittadini, a partire dai pi\u00f9 fragili e vulnerabili; obiettivi e interventi ben diversi dagli investimenti effimeri che tanto indebitamento hanno creato in questi anni, costruendo l\u2019illusione, fragile e purtroppo drammaticamente smentita, di un benessere diffuso e ben distribuito&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa ci dice il caos creatosi nell\u2019ufficio welfare di Cosenza in occasione della distribuzione dei buoni spesa per l\u2019emergenza, insieme alle code per il pane in citt\u00e0 considerate opulente come Milano? 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