{"id":143619,"date":"2021-01-14T17:04:00","date_gmt":"2021-01-14T16:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/vaccini-la-calabria-resta-ultima-somministrato-il-385-delle-dosi-solo-63-nelle-rsa\/"},"modified":"2023-01-16T17:26:09","modified_gmt":"2023-01-16T16:26:09","slug":"390384-vaccini-la-calabria-resta-ultima-somministrato-il-385-delle-dosi-solo-63-nelle-rsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/390384-vaccini-la-calabria-resta-ultima-somministrato-il-385-delle-dosi-solo-63-nelle-rsa\/","title":{"rendered":"Vaccini, la Calabria resta ultima. Somministrato il 38,5% delle dosi, solo 63 nelle RSA"},"content":{"rendered":"<h4>La maggioranza delle dosi \u00e8 stata inoculata ad operatori sanitari e sociosanitari, solo 63 nelle Rsa. Il vaccino \u00e8 stato somministrato a 7.611 donne e 7.523 uomini. Totale di 15.134 dosi su 39.280 disponibili<!--more-->.<\/h4>\n<p>COSENZA &#8211; Sono <strong>15.134 le dosi di vaccino somministrate in Calabria<\/strong> che rappresentano i<strong>l 38,5% delle 39.280 dosi disponibili<\/strong> dopo la seconda fornitura Pfizer\/BioNTech. Un rapporto che pone la <strong>Calabria all&#8217;ultimo posto tra le regioni per utilizzo del vaccino<\/strong>. Le dosi sono andate a 13.332 operatori sanitari e sociosanitari, al personale non sanitario (1.739) e ad ospiti delle Rsa 63. <strong>Il vaccino \u00e8 stato somministrato a 7.611 donne e 7.523 uomini.<\/strong> La fascia d&#8217;et\u00e0 pi\u00f9 interessata \u00e8 quella 50-59 con 4.595 dosi. Seguono le fasce 60-69 (3.956), 40-49 (3.083), 30-39 (2.3039), 20-29 (895), 70-79 (209), 80-89 (68), oltre 90 (19) e 16-19 (6).<\/p>\n<h4>Vaccini coprono anche dalle varianti<\/h4>\n<p>C&#8217;\u00e8 ottimismo sulla<strong> capacit\u00e0 dei vaccini di combattere le varianti del virus SarsCov2<\/strong>. Lo condividono molti ricercatori, le aziende cominciano a condurre i primi test di laboratorio e a pubblicare i primi risultati; ci sono i primi test anche sulla capacit\u00e0 di aggredire le varianti da parte degli anticorpi monoclonali. Ma soprattutto i vaccini sono di per s\u00e9 la prima arma per impedire al virus di accumulare mutazioni. A quelle finora note, si \u00e8 aggiunta la <strong>variante italiana<\/strong> descritta sulla rivista The Lancet Infectious Diseases. \u00c8 stat<strong>a isolata a Brescia lo scorso agosto e &#8216;sorella&#8217; della variante inglese<\/strong>: entrambe discendono da un antenato comune, ma le loro strade evolutive si sarebbero separate gi\u00e0 lo scorso marzo.<\/p>\n<p>&#8220;Stiamo gi\u00e0 seguendo le varianti&#8221; del virus Sars-Cov-2 &#8220;per capire se i vaccini e gli anticorpi monoclonali sviluppati coprono anche queste: per ora s\u00ec, ma verranno fuori altre varianti, e dobbiamo stare sempre un passo avanti a loro&#8221;, ha detto Rino Rappuoli, direttore scientifico di Gsk Vaccines e coordinatore del progetto di ricerca sugli anticorpi monoclonali di Toscana Life Sciences di Siena. Se poi dovessero comparire altre varianti, per Rappuoli non sar\u00e0 tecnicamente un problema adeguare i vaccini. Per il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, &#8220;<strong>tutta la documentazione scientifica ci dice che i vaccini attualmente a disposizione coprono anche eventuali varianti<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Intanto il presidente e amministratore delegato della Pfizer, Albert Bourla, ha dichiarato in un evento online che &#8220;secondo i primi studi c&#8217;\u00e8 <strong>un&#8217;elevata efficacia del vaccino Pfizer\/BioNTech contro la variante britannica e sudafricana<\/strong>&#8220;. Il dato riguarda lo studio condotto dalla stessa azienda con l&#8217;Universit\u00e0 del Texas a Galveston e pubblicato sulla piattaforma BioRXiv, che ospita manoscritti non ancora sottoposti alla revisione scientifica. I dati, relativi a 20 persone, indicano che il vaccino sembra essere efficace contro 16 diverse mutazioni finora individuate nella principale arma con cui il virus aggredisce le cellule umane, la proteina Spike. Fra queste mutazioni \u00e8 compresa la N501Y, presente sia nella variante inglese che nella sudafricana.<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; la prima azienda che presenta dati preliminari per valutare l&#8217;efficacia del vaccino sulle varianti del virus&#8221;, ha osservato il virologo Francesco Broccolo, dell&#8217;Universit\u00e0 di Milano Bicocca. Si tratta, ha proseguito, di &#8220;dati molto preliminari in quanto riguardano valutazioni che considerano l&#8217;impatto di ciascuna singola mutazione presente in entrambi le varianti inglese e sudafricana, mentre per la risposta definitiva deve essere valutata l&#8217;intera variante comprensiva di tutte le mutazioni multiple&#8221;. Tuttavia lo stesso vaccino \u00e8 un&#8217;arma cruciale contro le varianti del virus, ha detto l&#8217;infettivologo Stefano Vella, dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Roma. &#8220;<strong>La prima difesa dalle varianti \u00e8 accelerare il pi\u00f9 possibile le vaccinazioni<\/strong>&#8220;, ha osservato, e per questo &#8220;\u00e8 importante vaccinare tutti presto perch\u00e9 l&#8217;efficacia di una pressione selettiva non abbastanza potente \u00e8 risaputa per la terapia di tutte le malattie virali&#8221;, ha aggiunto alla luce della sua esperienza con il virus Hiv responsabile dell&#8217;Aids. &#8220;Per decenni ho studiato le mutazione dell&#8217;Hiv in relazione alla resistenza ai farmaci e ho capito che una pressione genetica bassa non pu\u00f2 che indurre mutazioni&#8221;.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maggioranza delle dosi \u00e8 stata inoculata ad operatori sanitari e sociosanitari, solo 63 nelle Rsa. 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