{"id":143847,"date":"2021-01-19T11:19:51","date_gmt":"2021-01-19T10:19:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-estorsione-truffa-e-minacce-tre-misure-cautelari\/"},"modified":"2023-01-16T17:26:23","modified_gmt":"2023-01-16T16:26:23","slug":"390935-cosenza-estorsione-truffa-e-minacce-tre-misure-cautelari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/390935-cosenza-estorsione-truffa-e-minacce-tre-misure-cautelari\/","title":{"rendered":"Estorsione, truffa e minacce: tre misure cautelari. Finisce l&#8217;incubo di un 55enne cosentino"},"content":{"rendered":"<h4>Due persone sono finite agli arresti domiciliari ed una \u00e8 stata sottoposta all\u2019obbligo di dimora presso il comune di residenza. Indagine partita dopo la denuncia di un cittadino a cui era stata sottratta, con la forza e dietro minaccia, l\u2019autovettura per un debito di 650<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; I carabinieri hanno dato esecuzione a<strong> 3 misure cautelari, di cui 2 agli arresti domiciliari ed una di sottoposizione all\u2019obbligo di dimora<\/strong> presso il comune di residenza, emesse dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettante persone ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione aggravata, tentata truffa, minaccia e danneggiamento. L\u2019indagine &#8211; condotta dalla Stazione Carabinieri di Cosenza Principale e coordinata dalla Procura di Cosenza &#8211; \u00e8 stata avviata lo scorso agosto, a seguito della denuncia di <strong>un cittadino a cui era stata sottratta, con la forza e dietro minaccia, l\u2019autovettura per un debito di 650,00<\/strong> euro non pagato dal fratello.<\/p>\n<p>L\u2019incubo per la parte offesa, un 55enne cosentino, \u00e8 iniziato a luglio del 2020 quando uno degli arrestati lo aveva avvicinato per fargli presente che il fratello aveva contratto con lui un debito di 650 euro e quindi pretendeva la consegna \u2013 dietro la minaccia di un male ingiusto \u2013 dell\u2019Audi A6 su cui stava viaggiando. Richiesta respinta in quanto il veicolo era suo e non del fratello. A distanza di qualche giorno, dopo che l\u2019auto era stata presa in prestito dal fratello, il 55enne si \u00e8 accorto che l&#8217;auto era stata sottratta di fatto alla propria disponibilit\u00e0. Dopo averla rinvenuta su strada, ha notato al suo interno <strong>dei documenti che attestavano il passaggio di propriet\u00e0 ad una donna<\/strong> risultata essere vicina agli odierni arrestati. Dopo la presentazione della denuncia presso la stazione Carabinieri di Cosenza, \u00e8 emerso che <strong>il documento redatto dall\u2019agenzia di pratiche auto recava delle firme apocrife, ovvero inserite da una persona diversa dal proprietario dell\u2019auto<\/strong>. Da qui la denuncia per truffa.<\/p>\n<p>Le indagini immediatamente avviate dai carabinieri hanno consentito cos\u00ec di risalire a <strong>due fratelli cosentini, di 30 e 32 anni,<\/strong> che vantando un fantomatico debito con il fratello di quest\u2019ultimo, hanno iniziato con insistenza a pretendere la restituzione del veicolo attraverso messaggi e telefonate minatorie, andando addirittura sotto casa dell\u2019uomo armati di bastoni. La sera del 9 agosto, due soggetti non conosciuti alla vittima, si sono addirittura presentati presso l\u2019abitazione di residenza e, pretendendo la restituzione del mezzo, <strong>avevano preso a bastonate la porta di ingresso<\/strong>, costringendo il nucleo familiare a rintanarsi all\u2019interno fino all\u2019intervento di una pattuglia dei carabinieri. Alcuni giorni dopo, gli stessi aggressori avevano ricontattato il 55enne per c<strong>ostringerlo a ritirare la denuncia<\/strong> che aveva formalizzato, cosa che effettivamente \u00e8 stata fatta in data 28 agosto quando la vittima ha ritrattato la denuncia di truffa presentata il mese precedente.<\/p>\n<p>I carabinieri\u00a0 hanno cos\u00ec ricostruito la <strong>vendita fraudolenta dell\u2019Audi A6<\/strong> che era stata realizzata con il contributo del fratello, il quale approfittando di alcuni documenti che erano stati dimenticati nel cruscotto, si era sostituito al proprietario <strong>apponendo delle firme false<\/strong>. Quanto accaduto ha trovato riscontro nell\u2019accurata attivit\u00e0 investigativa che era stato posta in piedi dai carabinieri. Attraverso il sopralluogo presso l\u2019abitazione della vittima, le sommarie informazioni delle persone informate sui fatti, i tabulati telefonici corroborati dalle registrazioni di alcune conversazioni, hanno individuato negli odierni destinatari di misura, i responsabili dell\u2019estorsione e della tentata truffa. In particolare, \u00e8 emerso che il<strong> pi\u00f9 giovane dei fratelli oltre ad essere l\u2019autore delle minacce, era colui il quale aveva architettato la truffa<\/strong> ed aveva organizzato la spedizione del fratello e dell\u2019altro indagato destinatario dell\u2019obbligo di dimora nel<strong> comune di Casali del Manco<\/strong>, per la riscossione del provento del reato la sera in cui veniva presa a bastonate la porta di ingresso dell\u2019abitazione della vittima. Nel medesimo contesto, \u00e8 stato denunciato all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria anche il fratello della vittima per il reato di tentata truffa in concorso ed una terza persona utilizzata dai due fratelli come intermediario per convincere l\u2019uomo a cedere l\u2019autovettura senza problemi. <strong>L\u2019attivit\u00e0 ora \u00e8 diretta a capire la natura del debito vantato dagli arrestati, pregiudicati con numerosi precedenti<\/strong> per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due persone sono finite agli arresti domiciliari ed una \u00e8 stata sottoposta all\u2019obbligo di dimora presso il comune di residenza. 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