{"id":144022,"date":"2021-01-22T09:00:19","date_gmt":"2021-01-22T08:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ndrangheta-stragista-motivazioni-della-sentenza-non-si-escludono-mandanti-politici\/"},"modified":"2023-01-16T17:26:35","modified_gmt":"2023-01-16T16:26:35","slug":"391439-ndrangheta-stragista-motivazioni-della-sentenza-non-si-escludono-mandanti-politici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/391439-ndrangheta-stragista-motivazioni-della-sentenza-non-si-escludono-mandanti-politici\/","title":{"rendered":"&#8216;Ndrangheta stragista, motivazioni della sentenza &#8220;non si escludono mandanti politici&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Per questo motivo la Corte d&#8217;Assise di Reggio Calabria ha trasmesso alcuni atti del processo alla Procura della Repubblica perch\u00e9 continui a indagare<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Nelle motivazioni della sentenza &#8216;Ndrangheta stragista con la quale la Corte d&#8217;Assise di Reggio Calabria ha condannato all&#8217;ergastolo lo <strong>scorso 24 luglio il boss siciliano Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone<\/strong>, considerato dalla Dda il referente della cosca Piromalli si legge: &#8220;Non pu\u00f2 affatto escludersi, anzi appare piuttosto assai probabile, che dietro tali avvenimenti vi fossero dei <strong>mandanti politici<\/strong> che attraverso la &#8216;<strong>strategia della tensione<\/strong>&#8216; volevano evitare l&#8217;avvento al potere delle sinistre, temuto anche dalle organizzazioni criminali, che erano riuscite con i precedenti referenti politici a godere di benefici e agevolazioni&#8221;. &#8220;Si pu\u00f2, quindi, affermare &#8211; si legge &#8211; che in tale circostanza si era venuta a creare una sorta di convergenza di interessi tra vari settori che hanno sostenuto ideologicamente la strategia stragista di Cosa Nostra&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Graviano e Filippone sono ritenuti i mandanti degli attentati ai carabinieri Antonio Fava e Vincenzo Garofalo uccisi il 18 gennaio 1994<\/strong> sulla Salerno-Reggio Calabria, nei pressi dello svincolo di Scilla. &#8220;Le conclusioni cui e\u0300 pervenuta questa Corte in ordine alla responsabilit\u00e0 degli imputati &#8211; \u00e8 scritto nella sentenza &#8211; costituiscono soltanto un primo approdo, dal momento che la complessa istruttoria dibattimentale, ivi comprese le dichiarazioni di Giuseppe Graviano, lascia intravedere il <strong>coinvolgimento di ulteriori soggetti<\/strong> che hanno concorso nella ideazione e deliberazione degli eventi in esame. Ci\u00f2 che si ricava e\u0300 che dietro tutto ci\u00f2 non vi sono state soltanto le organizzazioni criminali, ma anche tutta una serie di soggetti provenienti da differenti contesti (<strong>politici, massonici, servizi segreti<\/strong>), che hanno agito al fine di destabilizzare lo Stato per ottenere anch&#8217;essi vantaggi di vario genere, approfittando anche di un momento di crisi dei partiti tradizionali&#8221;. Per questo motivo, &#8220;con riferimento alla identificazione di tali soggetti&#8221;, la Corte d&#8217;Assise di Reggio Calabria ha trasmesso alcuni atti del processo alla Procura della Repubblica perch\u00e9 continui a indagare.<\/p>\n<h4>&#8220;Culmine sarebbe stato l&#8217;attentato allo stadio Olimpico di Roma&#8221;<\/h4>\n<p>Rientravano in una &#8220;comune strategia eversivo-terrorista&#8221; gli attentati ai carabinieri, avvenuti tra il 1993 e il 1994 e per i quali sono stati condannati i boss Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone. Nelle motivazioni della sentenza, il presidente della Corte d&#8217;Assise di Reggio Calabria Ornella Pastore scrive che &#8220;di tale strategia, i tre attentati ai carabinieri (non tutti andati a buon fine) hanno costituito uno dei momenti pi\u00f9 significativi di un cinico piano di controllo del potere politico (fortunatamente fallito) nel quale sono confluite tendenze eversive anche di segno diverso (servizi segreti deviati) per effetto anche della &#8216;contaminazione&#8217; o &#8216;evoluzione&#8217; originata dall&#8217;inserimento della mafia siciliana e calabrese all&#8217;interno della massoneria&#8221;. <strong>&#8220;Il culmine di tale attacco allo Stato<\/strong> &#8211; scrive sempre la Corte d&#8217;Assise &#8211;<strong> si sarebbe dovuto raggiungere il 23 gennaio 1994 con l&#8217;attentato allo Stadio Olimpico di Roma<\/strong> che, se portato a termine, avrebbe certamente determinato l&#8217;uccisione di decide e decine di carabinieri, piegando in maniera definitiva lo Stato, gi\u00e0 colpito dalle stragi avvenute negli anni precedenti&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;attentato ai carabinieri in Calabria e la tentata strage dell&#8217;Olimpico sarebbero avvenuti &#8216;in un momento in cui le organizzazioni erano alla ricerca di nuovi e pi\u00f9 affidabili referenti politici, disposti a scendere a patti con la mafia, che furono individuati nel neopartito Forza Italia di Silvio Berlusconi in cui erano confluiti i movimenti separatisti nati in quegli anni come risposta alle spinte autonomistiche in Sicilia e Calabria&#8221;&#8216;.<\/p>\n<p>Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, la Corte d&#8217;Assise di Reggio Calabria affronta pure il <strong>tema dell&#8217;incontro<\/strong> che, secondo il collaboratore di giustizia <strong>Gaspare Spatuzza<\/strong>, sarebbe avvenuto nel gennaio 1994 tra <strong>Graviano e Marcello Dell&#8217;Utri in via Veneto a Roma<\/strong>. I due avrebbero discusso &#8220;del nuovo partito politico che stava per nascere, Forza Italia&#8221;. &#8220;Pu\u00f2 ragionevolmente ritenersi &#8211; scrivono i giudici &#8211; che il Graviano il 21 gennaio 1994, prima di incontrare lo Spatuzza per discutere degli ultimi dettagli riguardanti l&#8217;attentato allo stadio Olimpico, avesse avuto modo di colloquiare con il Dell&#8217;Utri che nello stesso giorno si trovava a Roma poco distante dal bar Doney&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per questo motivo la Corte d&#8217;Assise di Reggio Calabria ha trasmesso alcuni atti del processo alla Procura della Repubblica perch\u00e9 continui a indagare<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":144023,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-144022","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144022","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=144022"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144022\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/144023"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=144022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=144022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=144022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}