{"id":144032,"date":"2021-01-22T11:16:35","date_gmt":"2021-01-22T10:16:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/bullismo-picchio-bimbo-di-9-anni-nel-cortile-della-scuola-condannato\/"},"modified":"2023-01-16T17:26:35","modified_gmt":"2023-01-16T16:26:35","slug":"391466-bullismo-picchio-bimbo-di-9-anni-nel-cortile-della-scuola-condannato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/391466-bullismo-picchio-bimbo-di-9-anni-nel-cortile-della-scuola-condannato\/","title":{"rendered":"Bullismo: picchi\u00f2 bimbo di 9 anni nel cortile della scuola, condannato"},"content":{"rendered":"<h4>I fatti risalgono al 2016 e oggi uno dei &#8216;bulli&#8217; ha 19 anni. La vittima aveva nove anni e venne picchiata nel cortile della scuola<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Una sentenza definita esemplare, con la condanna ad un anno e 6 mesi pronunciata gioved\u00ec dal Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria. \u201cFinalmente la verit\u00e0 \u00e8 venuta a galla: <strong>hanno creduto a mio figlio<\/strong>\u201d. Sono le parole della madre del piccolo, Francesca, commossa dopo la lettura del dispositivo con cui ieri il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, presieduto dal giudice dott.ssa Mirella Schillaci, ha inflitto una condanna esemplare a uno dei \u201cbulli\u201d che 5 anni fa avevano picchiato nel cortile della scuola il suo bambino.<\/p>\n<p>Un pestaggio compiuto al culmine di altri atti di bullismo di cui la piccola vittima era stata oggetto. Sotto indagini erano finiti in quattro, ma per tre di loro era gi\u00e0 stata emessa sentenza di non luogo a procedere in quanto minori di 14 anni all\u2019epoca dei fatti contestati.<\/p>\n<p>A. Y., invece, oggi gi\u00e0 maggiorenne, nel 2016 aveva quindici anni e si \u00e8 potuto condannarlo per i reati di lesioni e percosse a una pena sospesa ma significativa. La sentenza per\u00f2 assume anche il valore della vittoria contro l&#8217;omert\u00e0 e stabilisce che i fatti denunciati sono realmente accaduti. La signora Francesca, infatti, ha dovuto lottare in primis contro l&#8217;omert\u00e0 dell\u2019istituzione scolastica.<\/p>\n<h3>I fatti<\/h3>\n<p>La vicenda risale all\u2019anno scolastico 2015-16. Il bimbo bullizzato frequentava la terza elementare di un istituto comprensivo del Reggino ed era diventato il bersaglio di un gruppo di bulli, compagni di classe, coetanei ma anche ragazzi pi\u00f9 grandi, che non perdevano occasione per prenderlo in giro e fargli brutti scherzi. La <strong>mamma<\/strong> vedendo che il figlio rincasava spesso in lacrime, e venuta a conoscenza delle vessazioni,<strong> si era recata pi\u00f9 volte a scuola<\/strong> parlando con gli insegnanti e il preside, ma l\u2019unica risposta ricevuta era stata il \u201c<strong>consiglio\u201d di accompagnare l\u2019alunno e di venirlo a prendere dieci minuti dopo il suono della campanella. <\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec, visto che l\u2019istituto non interveniva, la <strong>baby gang<\/strong> si \u00e8 sentita autorizzata ad alzare il tiro e le mani. Il 27 gennaio 2016, dopo l&#8217;uscita da scuola, nel cortile del plesso, il <strong>bambino \u00e8 stato picchiato da compagni di classe e studenti delle medie e che gli hanno procurato botte e contusioni in tutto il corpo, specie alla schiena, dorso e arti<\/strong>. Ha avuto bisogno di <strong>cure mediche<\/strong> al pronto soccorso dell&#8217;ospedale pi\u00f9 vicino, dove gli hanno riscontrato una prognosi di 15 giorni, ma l&#8217;ortopedico, dopo una visita specialistica, gliene avrebbe poi riconosciuti altri venti, prolungando in seguito la prognosi di ulteriori dieci. Le ferite fisiche, per\u00f2, sono state il meno: il <strong>bambino ha sub\u00ecto un profondo shock<\/strong>, non ha pi\u00f9 avuto la forza di tornare in quella scuola, ha avuto bisogno di supporto psicologico per superare il trauma iniziando a soffrire di altri problemi, tra cui la bulimia.<\/p>\n<p>A quel punto la madre ha ritenuto di intervenire prima che fosse troppo tardi: tramite i consulenti legali Salvatore Agosta e Giuseppe Cilidonio, si \u00e8 affidata a Studio 3A-Valore S.p.A. per chiedere <strong>giustizia<\/strong>, non solo nei confronti dei violenti che lo avevano terrorizzato e malmenato, ma anche verso i loro <strong>genitori<\/strong> e chi aveva permesso tutto ci\u00f2 omettendo di vigilare sulla sicurezza di un alunno sotto la sua responsabilit\u00e0: <strong>l&#8217;istituto scolastico<\/strong>.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la scuola, il preside in primis, anche di fronte alle ripetute richieste di spiegazioni e assunzione di responsabilit\u00e0 da parte di Studio3A, aveva sempre negato che fossero accaduti atti di bullismo a scuola, arrivando anche a rifiutare il nulla osta chiesto dalla mamma per trasferire il figlio in altro istituto. Si \u00e8 dovuto coinvolgere il Consultorio familiare dell&#8217;Azienda Sanitaria Provinciale. Solo di fronte all&#8217;attestazione che il bambino \u201c<strong>soffriva di sindrome ansiosa a seguito di vari episodi di bullismo subiti in classe\u201d<\/strong> e che si riteneva \u201cnecessario il trasferimento presso altro plesso scolastico per evitare di sottoporlo ad un costante stress con conseguente peggioramento della patologia\u201d, la scuola ha \u201cceduto\u201d e si \u00e8 potuto iscriverlo in altro istituto, dove per lui \u00e8 iniziata un\u2019altra vita, anche se con tante cicatrici interiori. Attraverso Studio 3A, il 29 febbraio 2016 la donna ha dunque presentato querela presso la locale stazione dei carabinieri, con successiva apertura di due procedimenti penali, e nei mesi seguenti ha continuato a denunciare in note trasmissioni tv il suo caso, il lassismo della Scuola, l\u2019omert\u00e0 di genitori, docenti e operatori scolastici, e l\u2019isolamento e finanche le intimidazioni a cui \u00e8 stata sottoposta per essersi \u201cpermessa\u201d di \u201crompere\u201d quel muro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-391468 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Francesca-con-Salvatore-Agosta-ai-Fatti-Vostri-bullismo-bambino-9-anni.jpg\" alt=\"\" width=\"507\" height=\"388\" title=\"\"><\/p>\n<p>La Procura del Tribunale dei Minorenni reggino, dov\u2019era incardinato uno dei due fascicoli, a conclusione delle indagini preliminari nel 2019 aveva chiesto e <strong>ottenuto il rinvio a giudizio di A. Y.<\/strong>, contestandogli di avere, in concorso con altri tre compagni di scuola, tra cui una ragazzina, \u201ccon pi\u00f9 azioni del medesimo disegno criminoso\u201d, fino al mese di gennaio 2016 \u201cminacciato\u201d la vittima, \u201cdicendogli che l\u2019avrebbero picchiato all\u2019uscita da scuola\u201d, di \u201caverlo percosso colpendolo con calci e pugni\u201d e nell\u2019episodio pi\u00f9 grave del 27 gennaio 2016 \u201cdi avergli cagionato lesioni personali giudicate guaribili in quindici giorni\u201d, sempre \u201ccon l\u2019aggravante di aver agito in pi\u00f9 persone e ai danni di un soggetto minore e all\u2019interno e nelle adiacenze di una scuola\u201d: elemento che conferma in tutta la sua evidenza anche le pesanti responsabilit\u00e0 dell\u2019istituto. Reati (a parte quello di minacce, per il quale vi \u00e8 stato il proscioglimento) che ora anche i giudici, dopo un processo gestito con tatto, scrupolo e professionalit\u00e0, hanno accertato e punito.<\/p>\n<p>\u201cFinalmente in un\u2019aula di tribunale \u00e8 stato riconosciuto che quanto ripetevamo da anni io e mio figlio altro non era che la verit\u00e0 ed \u00e8 stata fatta giustizia\u201d conclude <strong>Francesca<\/strong>, che per\u00f2 ora si aspetta risposte anche dall\u2019altro procedimento pendente presso la Procura ordinaria di Reggio e che vede indagato l\u2019allora dirigente scolastico della scuola \u201cincriminata\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fatti risalgono al 2016 e oggi uno dei &#8216;bulli&#8217; ha 19 anni. 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