{"id":145690,"date":"2021-02-25T06:35:22","date_gmt":"2021-02-25T05:35:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/estorsioni-ad-imprenditori-blitz-contro-la-cosca-de-stefano-5-arresti\/"},"modified":"2023-01-16T17:28:24","modified_gmt":"2023-01-16T16:28:24","slug":"396021-estorsioni-ad-imprenditori-blitz-contro-la-cosca-de-stefano-5-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/396021-estorsioni-ad-imprenditori-blitz-contro-la-cosca-de-stefano-5-arresti\/","title":{"rendered":"Estorsioni ad imprenditori: blitz contro la cosca De Stefano, 5 arresti"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;operazione ribattezzata &#8220;Nuovo Corso&#8221; della Polizia \u00e8 scattata all&#8217;alba contro la cosca De Stefano operante a Reggio. Vittime affermati imprenditori<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, questa mattina per l&#8217;esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse nei confronti di elementi di vertice, <strong>affiliati e soggetti contigui alle potente cosca di &#8216;ndrangheta De Stefano<\/strong> operante nella citt\u00e0 dello Stretto.<\/p>\n<p>Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di <strong>associazione mafiosa<\/strong>, estorsione e tentata <strong>estorsione <\/strong>ai danni di <strong>affermati imprenditori<\/strong>, aggravate dal metodo e dall&#8217;agevolazione mafiosa. Gli investigatori della Squadra mobile, coadiuvati dagli equipaggi dell&#8217;Ufficio Volanti della Questura di Reggio Calabria, stanno eseguendo anche perquisizioni domiciliari a carico degli indagati.<\/p>\n<h3>I lavori su corso Garibaldi e in piazza Duomo<\/h3>\n<p>La cosca De Stefano di Archi e l&#8217;estorsione per i lavori di rifacimento del Corso Garibaldi e di piazza Duomo a Reggio Calabria sono al centro dell&#8217;inchiesta &#8220;<strong>Nuovo Corso<\/strong>&#8221; che ha consentito di documentare l&#8217;operativit\u00e0 della cosca De Stefano nella citt\u00e0 dello Stretto, soprattutto nel settore delle estorsioni in danno di imprenditori aggiudicatari di gare d&#8217;appalto per la realizzazione di opere pubbliche.<\/p>\n<p>L&#8217;inchiesta della Squadra mobile ha fatto luce sulle gravi vicende estorsive poste in essere in danno di un noto imprenditore reggino e di un suo consociato in Ati di un&#8217;altra provincia calabrese, aggiudicatari degli appalti pubblici per il rifacimento del Corso Garibaldi. Lo stesso imprenditore di Reggio ha subito un&#8217;altra estorsione per i lavori di rifacimento di piazza Duomo di Reggio Calabria. Oltre alle misure cautelari, che hanno colpito elementi di vertice e affiliati dei De Stefano di cui alcuni gi\u00e0 in carcere, gli investigatori della polizia hanno eseguito diverse perquisizioni.<\/p>\n<p>Tra le persone arrestate c&#8217;\u00e8 anche il boss del quartiere Archi di Reggio Calabria Paolo Rosario De Stefano, figlio del defunto Giovanni De Stefano. La squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato anche <strong>Andrea Giungo, Domenico Morabito, Paolo Caponera e Domenico Musolino<\/strong>.<\/p>\n<h3>La &#8216;protezione&#8217; dei cantieri<\/h3>\n<p>Stando all&#8217;inchiesta, tra il 2015 e il 2018<strong>, l&#8217;imprenditore reggino Francesco Siclari avrebbe pagato &#8220;a titolo di pizzo&#8221;, e in pi\u00f9 tranche, la somma di 80mila euro<\/strong>, corrispondente al 2% del valore dei lavori di ristrutturazione del centralissimo corso Garibaldi. L&#8217;estorsione ha visto come vittima anche l&#8217;imprenditore di Cir\u00f2 Marina (Crotone) Antonio Porta che, con Siclari, era componente dell&#8217;Ati che si era aggiudicata l&#8217;appalto.<\/p>\n<p>Siclari, inoltre, avrebbe subito una seconda estorsione per i lavori di riqualificazione di <strong>Piazza Duomo<\/strong>. Tutte e due le richieste di pizzo sarebbero state avanzate da Andrea Giungo che, assieme a Domenico Morabito, \u00e8 accusato anche di associazione a delinquere di stampo mafioso. Secondo i pm, infatti, sarebbe stato Andrea Giungo il soggetto del clan di Archi che ha accompagnato Siclari al cospetto del boss Paolo Rosario De Stefano. Gli indagati, in sostanza, rivendicavano quello che i pm descrivono come &#8220;il diritto di autorizzare l&#8217;esecuzione dei lavori edili nella zona controllata dal loro sodalizio mafioso&#8221;. In caso di mancato accoglimento della richiesta estorsiva, inoltre, gli arrestati avrebbero prospettato <strong>&#8220;azioni ritorsive<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>In sostanza, per i De Stefano, l&#8217;imprenditore aveva la &#8220;necessita\u0300 di &#8216;protezione&#8217; anche in ragione dei danneggiamenti e dei furti perpetrati nei cantieri&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Ti sei aggiudicato i lavori del Corso Garibaldi eventualmente vedi che noi se viene qualcuno a trovarti di altre famiglie eventualmente gli dici che hai parlato con noi&#8221;<\/em>: stando alle dichiarazioni della vittima, sarebbe stata questa la <strong>frase che Andrea Giungo<\/strong> avrebbe detto a Siclari.<\/p>\n<p>Una richiesta di pizzo, inoltre, sarebbe stata avanzata addirittura all&#8217;interno della cattedrale: &#8220;Lo incrocio vicino al Duomo &#8211; racconta Siclari ai pm &#8211; e mi dice di entrare dentro la chiesa, la cattedrale. Con questo con sta motocicletta mi affiancano sulla via San Francesco Da Paola e mi dicono di fermarmi e mi fa segno che devo entrare dentro la cosa &#8230; entriamo dentro la cattedrale, ci sediamo in un banco, io terrorizzato perch\u00e9 ho &#8230; cominciavo a capire la pericolosit\u00e0 del soggetto&#8221;. Oltre alla collaborazione dell&#8217;imprenditore, l&#8217;impianto accusatorio poggia le sue basi sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Maurizio De Carlo. Nell&#8217;ordinanza il gip parla di &#8220;morsa asfissiante nella quale rimangono vittime gli operatori imprenditoriali del territorio governato da cosche di ndrangheta potenti, storiche e terribili come la cosca De Stefano&#8221;. Oltre agli arrestati, nell&#8217;inchiesta sono <strong>indagati anche Paolo Morabito e Vincenzino Zappia<\/strong>, ritenuto il braccio destro del boss Giuseppe De Stefano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;operazione ribattezzata &#8220;Nuovo Corso&#8221; della Polizia \u00e8 scattata all&#8217;alba contro la cosca De Stefano operante a Reggio. 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