{"id":146052,"date":"2021-03-03T18:05:34","date_gmt":"2021-03-03T17:05:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/robot-intelligenti-per-monitorare-suolo-e-aria-la-ricerca-europea-col-cnr-di-cosenza\/"},"modified":"2023-01-16T17:28:48","modified_gmt":"2023-01-16T16:28:48","slug":"397031-robot-intelligenti-per-monitorare-suolo-e-aria-la-ricerca-europea-col-cnr-di-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/397031-robot-intelligenti-per-monitorare-suolo-e-aria-la-ricerca-europea-col-cnr-di-cosenza\/","title":{"rendered":"Robot intelligenti per monitorare suolo e aria, la ricerca europea col Cnr di Cosenza"},"content":{"rendered":"<h4><strong>I-Seed \u00e8 il progetto per costruire robot biodegradabili ispirati ai semi delle piante per rilevare la presenza di inquinanti grazie a un sistema di intelligenza ambientale<\/strong><\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENDE (CS) . Il progetto I-Seed mira a sviluppare robot morbidi intelligenti ispirati ai semi delle piante per il monitoraggio ambientale. Coordinato a livello europeo dalla ricercatrice dell&#8217;<strong>Istituto Italiano di Tecnologia <\/strong>Barbara Mazzolai, <strong>in Italia coinvolge anche la Scuola Superiore Sant\u2019Anna e il Centro Nazionale Ricerca &#8211; Istituto sull&#8217;inquinamento atmosferico di Cosenza<\/strong>, situato a Quattromiglia di Rende.\u00a0Il progetto ha ottenuto un finanziamento di 4 milioni di euro dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<h4>Robot ispirati ai semi delle piante<\/h4>\n<p>Il nuovo progetto europeo I-Seed combiner\u00e0 robotica bioispirata, materiali soffici e innovativi, e intelligenza artificiale per sviluppare <strong>robot innovativi ispirati ai semi delle piante<\/strong> e in grado di agire come sensori per il monitoraggio dei parametri di salute del suolo, quali la presenza di inquinanti, e dell\u2019aria, come i livelli di CO<sub>2<\/sub>, temperatura e umidit\u00e0. I \u201csemi intelligenti\u201d, denominati <strong>robot I-Seed, saranno biodegradabili, rispettando cos\u00ec l&#8217;ambiente<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto sar\u00e0 coordinato da <strong>Barbara Mazzolai, dell\u2019IIT-Istituto Italiano di Tecnologia<\/strong>, e coinvolger\u00e0 5 partner europei provenienti da Italia, Germania, Paesi Bassi e Cipro. Oltre all\u2019IIT, in Italia sono coinvolti <strong>l\u2019Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna e l\u2019Istituto sull&#8217;inquinamento atmosferico (IIA) del CNR<\/strong>.<\/p>\n<p>I-Seed \u00e8 stato finanziato con un contributo complessivo di <strong>4 milioni di euro dall&#8217;Unione Europe<\/strong>a nell&#8217;ambito del bando FET Proactive Environmental Intelligence 2020, volto a incentivare progetti di ricerca che delineino una strategia europea in merito a un sistema di intelligenza ambientale.<\/p>\n<h4>Come funzioneranno <strong>I-Seed ERO e I-Seed SAM<\/strong><\/h4>\n<p>I ricercatori di I-Seed si ispireranno, come ha fatto Leonardo da Vinci con la sua &#8220;vite aerea&#8221;, al comportamento dei semi delle piante; <strong>le piante, infatti, utilizzano diverse strategie di dispersione dei semi, come quella aerea, tramite il vento,<\/strong> o mediante strutture che rendono i semi capaci di scavare per penetrare nel suolo, come i semi di Samara e quelli di Erodium cicutarium, rispettivamente. Tali capacit\u00e0 sono utilizzate dalle piante per sopravvivere e replicarsi, ed \u00e8 un aspetto fondamentale per l&#8217;ecologia vegetale e per garantire il benessere delle generazioni future.<\/p>\n<p>Il progetto I-Seed, quindi, si concentrer\u00e0 sullo studio della <strong>morfologia dei semi delle piante, delle loro abilit\u00e0 di dispersione<\/strong> e anche sullo studio di materiali biodegradabili multifunzionali. L&#8217;obiettivo principale \u00e8 quello di ottenere due tipi di robot <em>soft,<\/em> miniaturizzati, auto-distribuibili e biodegradabili con caratteristiche differenti: I-SEED ERO e I-SEED SAM.<\/p>\n<p><strong>I-Seed ERO<\/strong> sar\u00e0 un <strong>robot soffice in grado di penetrare nel terreno<\/strong> attraverso un movimento reso possibile dalla sua <strong>particolare forma a \u201ccavatappi\u201d,<\/strong> mentre il robot<strong> I-Seed SAM voler\u00e0 e operer\u00e0 in aria<\/strong> e sulla superficie del terreno.<\/p>\n<p>La procedura di dispersione dei semi avverr\u00e0 attraverso <strong>un drone<\/strong> che li sparger\u00e0 sui terreni di campi coltivati o praterie e &#8211; mediante <strong>l&#8217;uso di un software<\/strong> specifico &#8211; i ricercatori saranno in grado di tracciare la loro posizione precisa e monitorare le condizioni del terreno. Per facilitare la procedura di tracciamento, i semi intelligenti saranno fluorescenti e i droni utilizzeranno un sistema LIDAR per rilevarli a distanza. Tutto ci\u00f2 permetter\u00e0 di usare gli I-Seed robots anche in aree geografiche dove al momento non \u00e8 presente alcuna forma di monitoraggio ambientale.<\/p>\n<h4>Obiettivo: salvaguardare le biodiversit\u00e0<\/h4>\n<p>\u201cComprendere, monitorare, ripristinare e preservare l&#8217;equilibrio degli ecosistemi naturali \u00e8 necessario per salvaguardare la biodiversit\u00e0 delle specie\u201d commenta Barbara Mazzolai, coordinatrice del progetto I-Seed e vicedirettore per la Robotica dell&#8217;IIT. &#8220;Con un team fortemente multidisciplinare, il nostro progetto mira a <strong>sviluppare nuove tecnologie che siano rispettose dell&#8217;ambiente<\/strong> e dall\u2019ambiente sono ispirate, come appunto la morfologia e le capacit\u00e0 di dispersione dei semi delle piante. Tali nuovi robot saranno utili per proteggere e migliorare la qualit\u00e0 dell&#8217;aria e del suolo e gestire efficacemente le risorse naturali.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I-Seed \u00e8 il progetto per costruire robot biodegradabili ispirati ai semi delle piante per rilevare la presenza di inquinanti grazie a un sistema di intelligenza ambientale<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":146053,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-146052","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146052","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=146052"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146052\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/146053"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=146052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=146052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=146052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}