{"id":146161,"date":"2021-03-05T17:29:59","date_gmt":"2021-03-05T16:29:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/beni-confiscati-a-mafie-la-calabria-e-seconda-il-dossier-40-ancora-da-destinare\/"},"modified":"2023-01-16T17:28:55","modified_gmt":"2023-01-16T16:28:55","slug":"397331-beni-confiscati-a-mafie-la-calabria-e-seconda-il-dossier-40-ancora-da-destinare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/397331-beni-confiscati-a-mafie-la-calabria-e-seconda-il-dossier-40-ancora-da-destinare\/","title":{"rendered":"Beni confiscati a mafie, la Calabria \u00e8 seconda. Il dossier: &#8220;40% ancora da destinare&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>La denuncia di Don Ciotti e la legge da migliorare: &#8220;10 anni tra sequestro e destinazione, troppi&#8221;. Sono 4.786 i beni immobili confiscati dal 1982 ad oggi nella nostra Regione<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211;<strong>\u00a0Sono 4.786 i beni immobili confiscati dal 1982 ad oggi in Calabria<\/strong>: il<strong> 60% dei quali sono stati destinati<\/strong> dall&#8217;Agenzia nazionale per le finalit\u00e0 istituzionali e sociali mentre<strong> il 40% rimangono ancora da destinare<\/strong>. \u00c8 quanto emerge dal dossier Fattiperbene realizzato da <strong>Libera<\/strong> in occasione dei 25 anni dall&#8217;approvazione della legge n.109 del 7 marzo 1996 su riutilizzo dei beni confiscati.<\/p>\n<p>A 25 anni dalla legge 109 del 1996 per il riutilizzo sociale dei beni confiscati, Libera, l&#8217;associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti, fa un bilancio e scopre che su 10 beni confiscati, 5 restano ancora da destinare e che<strong> passano in media 10 anni tra il sequestro e l&#8217;effettivo riutilizzo sociale, troppi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il contributo che il sempre pi\u00f9 vasto patrimonio dei beni mobili, immobili e aziendali sequestrati e confiscati alle mafie, alla criminalit\u00e0 economica e ai corrotti pu\u00f2 apportare agli <strong>sforzi per assicurare una ripresa in Italia post pandemia<\/strong>, sarebbe sicuramente maggiore se tutti i beni fossero rapidamente restituiti alla collettivit\u00e0 e le politiche sociali diventassero una priorit\u00e0 politica a sostegno dei diritti all&#8217;abitare, alla salute pubblica, alla sostenibilit\u00e0 ambientale, al lavoro dignitoso ed ai percorsi educativi e culturali.<\/p>\n<h4>Beni confiscati, la Calabria \u00e8 seconda<\/h4>\n<p>Dal dossier Fattiperbene emerge che sono 36.600 i beni immobili (particelle catastali) confiscati dal 1982 ad oggi, il 48% sono stati destinati dall&#8217;Agenzia nazionale per le finalit\u00e0 istituzionali e sociali, ma ben 5 beni su 10 rimangono ancora da destinare.<\/p>\n<p>I<strong>l maggior numero di beni immobili confiscati<\/strong> \u00e8 in <strong>Sicilia(6906), seguono Calabria (2908), Campania(2747), Puglia(1535) e Lombardia (1242)<\/strong>. Sono invece 4384 le aziende confiscate, di queste il 34% \u00e8 stata gi\u00e0 destinata alla vendita o alla liquidazione, all&#8217;affitto o alla gestione da parte di cooperative formate dai lavoratori delle stesse; il 66% \u00e8 in questo momento ancora in gestione presso l&#8217;Anbsc. Anche qui la Sicilia \u00e8 prima tra le regioni per il numero aziende destinate (533) seguono Campania (283), Calabria (204) e Lazio (160).<\/p>\n<h4>Reggio Calabria la provincia con maggior numero<\/h4>\n<p>La provincia di Reggio Calabria risulta quella con il maggior numero di beni confiscati destinati per finalit\u00e0 istituzionali e sociali <strong>con 2.097 beni<\/strong> mentre sono1.120 quelli ancora da destinare mentre la provincia di <strong>Vibo Valentia risulta quella con pi\u00f9 beni ancora da destinare (243).<\/strong><\/p>\n<p>Sono invece <strong>497 le aziende confiscate<\/strong> di queste il 41% \u00e8 stata gi\u00e0 destinata alla<strong> vendita o alla liquidazione, all&#8217;affitto o alla gestione<\/strong> da parte di cooperative formate dai lavoratori delle stesse; il 59 % \u00e8 in questo momento ancora in gestione presso l&#8217;Anbsc. Anche qui la provincia di Reggio Calabria risulta quella con maggior numero di aziende gi\u00e0 destinate alla alla vendita o alla liquidazione, all&#8217;affitto o alla gestione da parte di cooperative formate dai lavoratori delle stesse( 117) mentre sono 1<strong>72 quelle ancora in gestione presso l&#8217;Anbsc<\/strong>.<\/p>\n<h4>Don Ciotti: &#8220;la legge va migliorata, troppe lungaggini&#8221;<\/h4>\n<p>&#8220;In questi 25 anni &#8211; commenta Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera &#8211; abbiamo assistito a un lavoro straordinario: il lavoro della magistratura e delle forze di polizia per<strong> individuare i beni frutto degli affari sporchi delle mafie<\/strong>, e renderne operativa la confisca; il lavoro di associazioni ed enti pubblici per restituire davvero quei beni alla gente,<strong> trasformandoli in scuole, commissariati, centri aggregativi per giovani e anziani<\/strong>, realt\u00e0 produttive che offrono lavoro pulito e rafforzano il tessuto sociale ed economico dei territori.<\/p>\n<p>&#8220;Un enorme lavoro corale, insomma, che dopo 25 anni ci chiede per\u00f2 uno scatto ulteriore di impegno, intelligenza e determinazione<strong>. La legge pu\u00f2 essere migliorata, potenziata<\/strong> sia nel dispositivo che soprattutto nell&#8217;attuazione. <strong>C&#8217;\u00e8 una debolezza strutturale dello Stato nei confronti delle mafie che vive di lungaggini burocratiche<\/strong>, disordine normativo, competenze non sempre adeguate. Non possiamo permettere che tutto questo si traduca in un messaggio pericoloso: cio\u00e8 che<strong> la 109 \u00e8 un bluff<\/strong>, uno specchietto per le allodole&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La denuncia di Don Ciotti e la legge da migliorare: &#8220;10 anni tra sequestro e destinazione, troppi&#8221;. 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