{"id":148226,"date":"2021-04-17T15:00:04","date_gmt":"2021-04-17T13:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/anticorpi-ancora-attivi-a-11-mesi-dal-covid-livelli-piu-alti-in-over-60\/"},"modified":"2023-01-16T17:31:14","modified_gmt":"2023-01-16T16:31:14","slug":"403333-anticorpi-ancora-attivi-a-11-mesi-dal-covid-livelli-piu-alti-in-over-60","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/403333-anticorpi-ancora-attivi-a-11-mesi-dal-covid-livelli-piu-alti-in-over-60\/","title":{"rendered":"Anticorpi ancora attivi a 11 mesi dal Covid, livelli pi\u00f9 alti in over 60"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Gli <strong>anticorpi neutralizzanti<\/strong> sviluppati dall&#8217;organismo umano dopo l&#8217;infezione ad opera del <strong>virus SarsCov2 sono ancora presenti a livelli consistenti<\/strong> anche a distanza di undici mesi dall&#8217;infezione. \u00c8 quanto emerge da una ricerca realizzata dal laboratorio di virologia dell&#8217;Istituto Nazionale Malattie Infettive<strong> &#8220;Lazzaro Spallanzani&#8221; di Roma<\/strong>, diretto da Maria Rosaria Capobianchi, appena pubblicato sulla rivista Viruses.<\/p>\n<h4>La ricerca su 662 pazienti<\/h4>\n<p>I dati che emergono dalla ricerca, sottolinea l&#8217;Istituto, sono importanti soprattutto dal punto di vista epidemiologico, perch\u00e9 forniscono supporto all&#8217;ipotesi che la durata della protezione conferita dall&#8217;infezione naturale e dai vaccini possa andare o<strong>ltre gli otto-dieci mesi<\/strong> sino ad oggi ipotizzati dalla letteratura sull&#8217;argomento. I ricercatori del laboratorio di virologia hanno analizzato, tra febbraio 2020 e gennaio 2021, <strong>763 campioni di siero da 662 pazienti Covid-19<\/strong>, prelevati durante il ricovero allo Spallanzani o dopo il superamento dell&#8217;infezione, nel corso dei controlli di follow-up o degli screening per potenziali donazioni di plasma immune.<\/p>\n<p>Dalla ricerca \u00e8 emerso anzitutto che i livelli (o titoli) di <strong>anticorpi neutralizzanti sono pi\u00f9 elevati nelle persone di et\u00e0 superiore ai 60 anni<\/strong>, e tanto pi\u00f9 elevati quanto pi\u00f9 severi sono stati i sintomi respiratori manifestati dai pazienti. I livelli pi\u00f9 elevati sono stati raggiunti dai pazienti che manifestavano la cosiddetta ARDS (Acute Respiratory Distress Syndrome). L&#8217;aspetto pi\u00f9 significativo della ricerca \u00e8 stata tuttavia la conferma che la maggior parte dei pazienti seguiti p<strong>er almeno sei mesi e per un massimo di undici mesi<\/strong> ha mantenuto un livello consistente di anticorpi neutralizzanti.<\/p>\n<p><strong>Nel 60% circa dei casi seguiti<\/strong>, gli anticorpi neutralizzanti hanno raggiunto il picco tra uno e due mesi dopo l&#8217;infezione, hanno subito un lieve calo tra i due e i tre mesi, e successivamente sono rimasti stabili sino a undici mesi dopo l&#8217;infezione. Nel 24% dei casi gli anticorpi hanno manifestato un trend di discesa continua, senza tuttavia arrivare mai al livello di non essere rilevabili. Nel 15% circa dei casi, infine, gli anticorpi neutralizzanti hanno evidenziato un trend opposto, di incremento nel corso del periodo osservato.<\/p>\n<h4>La sieroneutralizzazione e il monitoraggio<\/h4>\n<p>&#8220;La sieroneutralizzazione, anche se complessa ed impegnativa in termini di tempo richiesto e competenze degli operatori, rimane lo strumento di riferimento per la valutazione dell&#8217;immunit\u00e0 anticorpo-mediata dopo l&#8217;infezione da SarsCov2 &#8211; affermano Giulia Matusali e Francesca Colavita, due delle autrici dello studio -. Utilizzando a<strong>lgoritmi di test intelligenti<\/strong> siamo riusciti ad ottimizzare il flusso di lavoro del laboratorio <strong>per monitorare la protezione anticorpo-mediata nei pazienti COVID-19<\/strong>, nei donatori di plasma e negli individui vaccinati&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Questa ricerca conferma la bont\u00e0 dell&#8217;approccio che da sempre persegue l&#8217;INMI, di stretta collaborazione tra l&#8217;attivit\u00e0 di laboratorio e l&#8217;attivit\u00e0 clinica, in questo caso il follow-up dei <strong>pazienti dopo la fase acuta dell&#8217;infezione<\/strong>&#8220;, sottolinea Maria Rosaria Capobianchi, direttrice del laboratorio di virologia dell&#8217;INMI. &#8220;Mentre i medici seguono i pazienti nel percorso successivo all&#8217;infezione, i loro campioni biologici ci aiutano a capire meglio la risposta del nostro organismo all&#8217;infezione e ad <strong>elaborare nuove ipotesi sull&#8217;evoluzione della malattia<\/strong> e sulla durata della protezione garantita dall&#8217;infezione naturale o dai vaccini, in un circolo virtuoso che &#8211; conclude &#8211; mette sempre al centro il paziente e le cure&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 quanto emerge da una ricerca realizzata dal laboratorio di virologia dell&#8217;Istituto Nazionale Malattie Infettive &#8220;Lazzaro Spallanzani&#8221; di Roma e appena pubblicato sulla rivista Viruses<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":148227,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-148226","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148226","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=148226"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148226\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/148227"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=148226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=148226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=148226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}