{"id":148543,"date":"2021-04-21T05:02:12","date_gmt":"2021-04-21T03:02:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-antidroga-dioniso-7-misure-cautelari\/"},"modified":"2023-01-16T17:31:35","modified_gmt":"2023-01-16T16:31:35","slug":"404206-operazione-antidroga-dioniso-7-misure-cautelari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/404206-operazione-antidroga-dioniso-7-misure-cautelari\/","title":{"rendered":"Operazione antidroga &#8220;Dioniso&#8221;, 7 misure cautelari"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Sette persone, di cui 5 in carcere, una agli arresti domiciliari e una raggiunta dall\u2019obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria sono ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di <strong>coltivazione, detenzione, vendita e acquisto<\/strong> di ingenti quantitativi di sostanze <strong>stupefacenti<\/strong>. I destinatari della misura cautelare, quasi tutti gi\u00e0 gravati da precedenti di polizia, anche specifici, e originari della Provincia di Reggio Calabria, sono:<\/p>\n<p>1. BONO Fabio, 42enne di Taurianova;<br \/>\n2. SICARI Giuseppe, 33enne di Taurianova;<br \/>\n3. BIANCO Giuseppe, 40enne di Africo;<br \/>\n4. CRIACO Bruno, 65enne di Africo;<br \/>\n5. FERRARO Angelo, 49enne di Palizzi, sottoposto all\u2019obbligo di presentazione alla P.G.;<br \/>\n6. MESSINA Fabio, 31enne di Brancaleone, sottoposto agli arresti domiciliari;<br \/>\n7. STELITANO Bruno, 70enne di Africo.<\/p>\n<p>L&#8217;operazione denominata \u201cDioniso\u201d, giunge all\u2019esito di una articolata attivit\u00e0 investigativa avviata a gennaio 2019 e fino a maggio 2020, supportata da ampie attivit\u00e0 di <strong>intercettazione telefonica e ambientale<\/strong>, <strong>videoregistrazioni, servizi di osservazione e pedinamento,<\/strong> nonch\u00e9 altre metodologie d\u2019indagine tradizionali. Le indagini sono partite dal sequestro di circa <strong>118 kg di marijuana<\/strong> divisa in numerosi sacchi, rinvenuta nel gennaio 2019 in una abitazione della frazione Amato di Taurianova e nella disponibilit\u00e0 di Antonino Sorrenti di 31 anni, arrestato allora in flagranza di reato dai carabinieri della Stazione di San Martino di Taurianova. La grande quantit\u00e0 dello stupefacente rinvenuto, nonch\u00e9 la tipologia di imballaggio, ha fatto fin da subito ipotizzare ai Carabinieri che la partita di droga fosse solo una di un pi\u00f9 esteso contesto delinquenziale di produzione e smercio di sostanza stupefacente, con la necessaria complicit\u00e0 di altri soggetti.<\/p>\n<p>L\u2019avvio delle attivit\u00e0 ha infatti permesso in breve tempo di appurare come il carico sequestrato fosse commissionato e gestito anche dallo zio dell\u2019arrestato, Giuseppe Sorrenti (nel frattempo deceduto), e destinato, principalmente ad uno dei soggetti arrestati oggi ossia <strong>Giuseppe Bianco<\/strong>, di Africo.<\/p>\n<p>La complessiva indagine ha per\u00f2 permesso di far luce sull\u2019esistenza di un <strong>pi\u00f9 ampio gruppo criminale<\/strong>, composto da soggetti in gran parte pregiudicati operanti nel reggino, dedito alla produzione, detenzione e commercio di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, con principale base in un <strong>capannone industriale a Rizziconi, di propriet\u00e0 di Giuseppe Sorrenti,<\/strong> che ha rappresentato un importante luogo di incontro e di accordi illeciti del gruppo.<\/p>\n<p><strong>Gli indagati hanno utilizzato anche terreni in disuso nella Piana di Gioia Tauro per la coltivazione<\/strong> di estese piantagioni di marijuana, una delle quali \u00e8 stata sequestrata dai carabinieri di Taurianova in una zona rurale di Cittanova a luglio 2019, quando furono arrestati in flagranza quattro giovani taurianovesi: Giuseppe Startari, Giuseppe Sicari, Carmelo Avati e Paolo Monterosso,\u00a0sorpresi a <strong>curare circa 3.200 piante di marijuana<\/strong> di altezza variabile tra i 50 e 150 cm, dalle quali, come emerso dai successivi accertamenti tecnici, sarebbero state ricavate oltre 541.000 dosi medie singole di stupefacente. Gli stessi, come accertato, avevano principalmente <strong>funzioni esecutive<\/strong> nella coltivazione delle piante, per conto dell\u2019indagato Giuseppe Sicari e di\u00a0 Giuseppe Sorrenti, dominus degli affari, questi ultimi importanti intermediari in un ampio mercato illegale di droga con la partecipazione e collaborazione, a vario titolo, dei restanti odierni arrestati.<\/p>\n<p>Nel corso delle attivit\u00e0, infatti, tra i pregiudicati dei due versanti della provincia reggina sono stati documentati plurimi accordi illeciti di compravendita di vari quantitativi di stupefacente del tipo marijuana (fino a 150 kg per cessione) da immettere nel mercato nazionale, nonch\u00e9 singole vendite al dettaglio, sia di marijuana ma anche di cocaina, ad indicazione di una diversificata disponibilit\u00e0 di droga e una pluralit\u00e0 di canali di approvvigionamento e vendita.<\/p>\n<p>Significativa in tale contesto il ruolo del <strong>brancaleonese Fabio Messina<\/strong>, il quale, in pi\u00f9 circostanze, ha ceduto svariati quantitativi di droga agli altri indagati, in qualit\u00e0 di affidabile soggetto ben inserito nella rete di spaccio. Solo pochi giorni prima dell\u2019odierna operazione, <strong>Messina \u00e8 stato arrestato in flagranza di reato insieme alla moglie 25enne Valentina Bevilacqua,<\/strong> dai carabinieri a Bianco in quanto, fermato a bordo della sua macchina mentre era in viaggio con i figli minorenni, \u00e8 stato trovato in possesso di circa<strong> 200 gr di cocaina<\/strong>, ben occultati all\u2019interno di una scatola di riso, a dimostrazione di una continuit\u00e0 e attualit\u00e0 delle condotte criminose.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-404207 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Operazione-Dioniso-foto-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"544\" height=\"397\" title=\"\"><\/p>\n<p>Gli indagati hanno operato in maniera professionale e imprenditoriale, evitando conversazioni telefoniche anche per semplici incontri al fine di eludere le investigazioni e, prima di giungere all\u2019accordo conclusivo di una cessione, venivano spesso consegnati campioni di sostanza stupefacente presso il capannone industriale di Rizziconi &#8211; monitorato h-24 dai Carabinieri della Stazione di San Martino di Taurianova &#8211; persino per il tramite di soggetti minorenni.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, alcuni degli indagati sono legati tra di loro da legami di parentela a conferma dell\u2019esistenza di una struttura fondata su forti ed impermeabili vincoli di sangue, anche per la conduzione di singole attivit\u00e0 delittuose. Alcuni degli africesi arrestati, inoltre, sono ritenuti contigui per vincoli di parentela e frequentazioni con soggetti appartenenti alla locale cosca di \u2018ndrangheta Morabito-Bruzzaniti-Palamara, a conferma della loro pericolosit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019attivit\u00e0, significativo anche l\u2019arresto di Antonio Stelitano, pregiudicato e anch\u2019egli contiguo alla cosca di \u2018ndrangheta Morabito-Bruzzaniti-Palamara di Africo, figlio dell\u2019odierno arrestato Bruno, il quale, nel maggio del 2019, era evaso dai domiciliari ove era ristretto ad Africo per altri reati, per fuggire e trovare rifugio a Roma, dove, in breve tempo, \u00e8 stato per\u00f2 individuato, localizzato e catturato, proprio su indicazione dei Carabinieri della Stazione di San Martino di Taurianova, grazie al monitoraggio svolto nel corso dell\u2019attivit\u00e0.<br \/>\nIn definitiva, le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno consentito di disarticolare, nelle diverse fasi, una vera e propria filiera di produzione, coltivazione, lavorazione e commercio di marijuana e cocaina, con l\u2019immissione nel mercato illegale di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, con conseguenti lauti illeciti profitti per il gruppo criminale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le misure cautelari sono state eseguite nelle prime ore di oggi dai carabinieri nelle province di Reggio Calabria, Chieti e Milano<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":148544,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-148543","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148543","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=148543"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148543\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/148544"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=148543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=148543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=148543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}