{"id":148689,"date":"2021-04-26T05:00:43","date_gmt":"2021-04-26T03:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/essere-nevrotici-aumenta-il-rischio-di-parkinson\/"},"modified":"2023-01-16T17:31:46","modified_gmt":"2023-01-16T16:31:46","slug":"404587-essere-nevrotici-aumenta-il-rischio-di-parkinson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/404587-essere-nevrotici-aumenta-il-rischio-di-parkinson\/","title":{"rendered":"Essere nevrotici aumenta il rischio di Parkinson"},"content":{"rendered":"<p>La malattia di Parkinson colpisce circa l&#8217;1-2% della popolazione anziana mondiale ed \u00e8 la seconda patologia neurodegenerativa pi\u00f9 comune dopo il morbo di Alzheimer. Le cause non sono ancora note ma gli scienziati ritengono che <strong>fattori genetici e ambientali<\/strong> possono contribuire alla sua insorgenza. Una nuova ricerca con partecipazione dell&#8217;Istituto per la ricerca e l&#8217;innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irib) di <strong>Cosenza<\/strong> e l&#8217;Istituto per le bioimmagini e fisiologia molecolare (Cnr-Ibfm) di Milano, pubblicata su <strong>Movement Disorders<\/strong>, indica che <strong>anche il tratto di personalit\u00e0 &#8220;nevroticismo&#8221;<\/strong> \u00e8 costantemente associato a un maggiore rischio di sviluppare la malattia di Parkinson.<\/p>\n<p>&#8220;Il nevroticismo \u00e8 stato collegato ai disturbi dell&#8217;umore e all&#8217;Alzheimer, ma ci sono meno studi sulla sua connessione prospettica con il Parkinson, disturbo degenerativo a lungo termine che causa un progressivo declino delle funzioni motorie e fisiche. Quando la malattia progredisce, il danno alle cellule nervose nel cervello provoca un calo dei livelli di dopamina che porta a sintomi come tremori, movimenti lenti, rigidit\u00e0 e perdita di equilibrio&#8221;, spiega Luca Passamonti, primo ricercatore presso Cnr-Ibfm di Milano e neurologo presso l&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge.<\/p>\n<p>&#8220;In precedenza si pensava che il legame tra la personalit\u00e0 nevrotica e insorgenza del Parkinson fosse collegato all&#8217;eccesso di attivit\u00e0 dopaminergica che caratterizza il <strong>profilo neurocognitivo del nevrotico<\/strong> e che porterebbe a una <strong>condizione di stress chimico delle aree dopaminergiche<\/strong> legate allo sviluppo della malattia in et\u00e0 avanzata&#8221;, <strong>spiega Antonio Cerasa, neuroscienziato e responsabile della sede Cnr-Irib di Cosenza<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Quest&#8217;ipotesi \u00e8 stata per\u00f2 rigettata negli ultimi anni a favore di una visione rivolta alla compromissione del sistema ipotalamo-ipofisi-surrene che, nel nevrotico, porterebbe a uno stato di stress ossidativo a lungo termine&#8221;. &#8220;Grazie alla possibilit\u00e0 di usare i dati della UK Biobank, in questo studio sono stati reclutati e seguiti per circa 12 anni mezzo milione di individui, di et\u00e0 compresa tra 40 e 69 anni tra il 2006 e il 2010. Durante le valutazioni longitudinali sono comparsi nel campione 1.142 casi di Parkinson. <strong>I soggetti che all&#8217;inizio dello studio mostravano livelli pi\u00f9 elevati di nevroticismo hanno mostrato pi\u00f9 dell&#8217;80% di rischio di sviluppare la malattia&#8221;,<\/strong> conclude Antonio Terracciano della Florida State University di Tallahassee (USA), coordinatore dello studio, condotto in collaborazione anche con universit\u00e0 francesi, inglesi e italiane (Roma Tor Vergata). &#8220;Ansia e depressione sono fenomeni associati con la malattia di Parkinson. In parte questo problema potrebbe essere dovuto a come la malattia altera il cervello e pu\u00f2 avere un&#8217;influenza sulle emozioni. Alcuni clinici pensano che ansia e depressione siano solo il risultato del Parkinson, tuttavia i nostri risultati suggeriscono che una certa vulnerabilit\u00e0 emotiva \u00e8 presente molti anni prima dello sviluppo della malattia&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuova ricerca con la partecipazione dell&#8217;Istituto per la ricerca e l&#8217;innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irib) di Cosenza<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":148690,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-148689","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-magazine"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148689","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=148689"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148689\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/148690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=148689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=148689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=148689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}