{"id":149358,"date":"2021-05-07T05:00:16","date_gmt":"2021-05-07T03:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/processionaria-silenzioso-che-sta-infestando-boschisila\/"},"modified":"2026-04-07T11:07:40","modified_gmt":"2026-04-07T09:07:40","slug":"processionaria-insetto-infestando-boschi-sila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/processionaria-insetto-infestando-boschi-sila\/","title":{"rendered":"Processionaria del Pino, il defogliatore silenzioso che sta infestando i boschi della Sila"},"content":{"rendered":"<p>SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) &#8211; Sta assumendo i contorni di<strong> una vera e propria emergenza<\/strong>. I boschi della Sila sono letteralmente invasi con centinaia di piante vistosamente defolgiate. Il <strong>Thaumetopoea pityocampa<\/strong>, conosciuto come la temibile <strong>&#8220;Processionaria <\/strong><strong> del Pino<\/strong>&#8221; per il modo di procedere in fila indiana una volta fuori dal nido formando una sorta di \u201cprocessione\u201d. Le larve attaccano principalmente<strong> gli alberi di pino, ma anche larici o abeti<\/strong>.<\/p>\n<h2>Processionaria del Pino<\/h2>\n<p>Su questi alberi formano degli inconfondibili e voluminosi nidi. Le larve sono pericolose per l&#8217;uomo, addirittura mortali per gli animali, per il cane in particolare. Diffusa nelle regioni temperate del bacino del Mediterraneo (Europa meridionale, Medio Oriente e Africa settentrionale),<strong>\u00a0predilige particolarmente le alberature stradali e le piante marginali delle formazioni boschive<\/strong>. Nei nostri ambienti trova l\u2019<strong><em>optimum<\/em> sinecologico<\/strong>, che gli consente di estrinsecare al meglio il proprio potenziale biotico<\/p>\n<p>Le larve mature , una volta raggiunto il terreno, si interrano a qualche decimetro di profondit\u00e0) e qui incrisalidano mantenendosi a breve distanza dalle piante che attaccano. <strong>Durante i mesi estivi gli adulti sfarfallano e dopo poco tempo avviene l\u2019accoppiamento.<\/strong> A questo punto, il lepidottero <strong>vola alla ricerca della pianta pi\u00f9 adatta per la deposizione delle uova<\/strong>. Le uova vengono deposte intorno ad una coppia di aghi, il brachiblasto, sulla cima degli alberi, o in intersezioni di rami laterali. La forma del nido invernale \u00e8 assai distinguibile. Dopo un\u2019incubazione di 10\/15 giorni (verso la met\u00e0 o la fine di agosto), nascono le larve. che cominciano a nutrirsi degli aghi di Pino.<\/p>\n<h3>Un nemico per la Sila. L&#8217;insediamento del comitato scientifico<\/h3>\n<p>A fronte del pericolo l\u2019Ente Parco ha gi\u00e0 incaricato <strong>Vincenzo Palmeri<\/strong>, docente di<strong> Entomologia Forestale al Dipartimento di Agraria dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria<\/strong><strong>,<\/strong> di predisporre una relazione sulla problematica in questione. Dopo l&#8217;insediamento del Comitato tecnico-scientifico presentato nei giorni scorsi in Cittadella Regionale, siamo andati nei boschi della Sila, precisamente nel comune di San Giovanni in Fiore a documentare il problema ed abbiamo intervistato proprio la massima autorit\u00e0 in merito, il<strong> Professore Vincenzo Palmeri<\/strong> <strong>entomologo forestale<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-76749 size-full\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/processionaria-1.jpg\" alt=\"Processionaria del Pino\" width=\"700\" height=\"468\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/processionaria-1.jpg 700w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/processionaria-1-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<h2>Il dossier del professor Vincenzo Palmeri<\/h2>\n<p>L&#8217;attacco, specialmente se massiccio, pu\u00f2 determinare un <strong>notevole indebolimento provocando in alcuni casi anche stress fisiologici alle piante<\/strong>; solo in casi di reiterate defogliazioni per pi\u00f9 anni consecutivi queste possono diventare maggiormente recettive ad altri fitofagi (Scolitidi) ed a malattie fungine lignicole (Carie). La presenza di questi fitofagi su piante collocate in parchi e giardini pubblici o privati provoca, oltre al \u201cdanno diretto\u201d, anche spiacevoli conseguenze dovute alle larve che, poich\u00e9 <strong>ricoperte da peli urticanti<\/strong> danno luogo a reazioni allergiche di diverso grado; nel periodo primaverile abbandonano i nidi per incrisalidarsi nel terreno; la popolazione che fruisce dei parchi e dei giardini pu\u00f2 subire dei danni dal contatto con i peli urticanti sia a livello delle mucose (vie respiratorie e occhi) sia per contatto dermale esterno; essi infatti contengono sostanze che liberano istamina provocando delle infiammazioni e reazioni allergiche soggettivamente anche molto gravi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-163741 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Processionaria5.jpg\" alt=\"Processionaria5\" width=\"658\" height=\"420\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Processionaria5.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Processionaria5-300x191.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Processionaria5-768x490.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 658px) 100vw, 658px\" \/><\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019aspetto che fa si che tale<strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/405556-allarme-processionaria-si-insedia-il-comitato-per-la-lotta-e-la-prevenzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> insetto<\/a> sia ben noto e puntualmente attenzionato<\/strong>. \u00c8 nocivo per tutte le specie a sangue caldo, e come detto anche per l\u2019uomo; i danni provocati dal contatto dei peli sulla cute umana, possono essere modesti ma anche assumere notevole gravit\u00e0. Sulla pelle, che viene a contatto con le setole o i loro frammenti, insorge un molestissimo eritema papuloso, fortemente pruriginoso, che pu\u00f2 scomparire dopo qualche giorno; conseguenze ben pi\u00f9 gravi si presentano quando i peli, o frammenti di essi, giungono a contatto con l&#8217;occhio, la mucosa nasale, la bocca o peggio quando penetrano nelle vie respiratorie e digestive. In queste ultime evenienze soggetti particolarmente sensibili possono incorrere anche in shock anafilattici molto pericolosi<\/p>\n<h3><u>Il ciclo biologico<\/u><\/h3>\n<p>La Processionaria<strong> sverna come larva di terza o quarta et\u00e0<\/strong>, nel vistoso nido costruito spesso in punta, oppure su qualche ramo laterale. In alcuni casi la struttura del nido \u00e8 cos\u00ec grande da coinvolgere pi\u00f9 rami laterali, per la sua estensione longitudinale. II nido \u00e8 formato da <strong>fili sericei che inglobano aghi secchi<\/strong>, escrementi ed altri detriti; l&#8217;interno del nido \u00e8 ben coibentato, da secreti prodotti dalle larve stesse e dai peli da loro liberati, in modo da mantenere la temperatura su valori ottimali alla loro sopravvivenza anche se in ambienti molto freddi, e abbondantemente al di sotto di 0 \u00b0C. In annate con inverni miti le larve, nelle giornate soleggiate e pi\u00f9 calde, possono uscire dai nidi gi\u00e0 quando le temperature raggiungono i 10 \u00b0C, e proseguire l\u2019attivit\u00e0 trofica gi\u00e0 in inverno nutrendosi dei brachiblasti. <strong>L&#8217;uscita vera e propria dal nido si ha all&#8217;inizio della primavera,<\/strong> con le larve che escono prevalentemente di notte; esse si nutrono delle foglie, provocando le defogliazioni descritte. Le larve sono gregarie e si muovono, spesso, in fila indiana, come una processione da cui il nome \u201cProcessionaria\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Queste <strong>larve generalmente raggiungono la maturit\u00e0 a fine inverso-inizio primavera<\/strong>; infatti, una volta discese lungo il tronco nelle tipiche processioni, giunte nel terreno vi si interrano (a qualche decimetro di profondit\u00e0) e si incrisalidano, non distanti dalle piante ospiti.<\/p>\n<p><strong>Gli adulti sfarfallano,<\/strong> a seconda degli ambienti e dell\u2019altitudine, dagli inizi dell&#8217;estate a tutto il mese di luglio. A partire da una decina di giorni dopo i primi sfarfallamenti iniziano gli accoppiamenti e le ovideposizioni, nelle classiche ovature a manicotto sui brachiblasti.<strong> Ogni femmina ovidepone sulla foglia da 100 a 280 uova<\/strong>. Le giovani larve, in agosto, iniziano la loro attivit\u00e0, scheletrizzando le foglie e costruendo lassi nidi estivi; questi sono costruiti con fili sericei che inglobano rametti con relative foglie.<\/p>\n<p>Nei nidi si stabiliscono le larvette che continuano la loro attivit\u00e0 trofica in modo gregario, riparandovisi soprattutto di giorno. Alla fine dell&#8217;estate, con l&#8217;approssimarsi della stagione invernale, le larve iniziano a costruirsi i compatti nidi invernali, in cui sverneranno. Le larve provenienti dallo stesso nido<strong> si incrisalidano tutte insieme nel terreno in bozzoli singoli<\/strong> fittamente accatastati l&#8217;uno accanto all&#8217;altro. La Processionaria pu\u00f2 compiere, pertanto, una generazione all&#8217;anno che a seguito di fenomeni di diapausa pu\u00f2 completarsi anche in pi\u00f9 anni (due-tre normalmente).<\/p>\n<p>In Italia <strong>a partire dagli anni \u201920 la lotta a questo insetto \u00e8 stata sempre oggetto di direttive<\/strong> che ne hanno reso obbligatoria la lotta, in ultimo il disposto del 1998 che ha ribadito, aggiornandola, l\u2019obbligatoriet\u00e0 nelle aree ritenute a rischio infestazione (cfr. Decreto Ministeriale 17.04.1998, poi abrogato e sostituito con D.M. 30.10.2007, pubblicato. in G.U. 16 febbraio 2008, n. 40).<\/p>\n<p>Tale decreto all\u2019art. 4 sancisce che gli eventuali interventi di profilassi per prevenire rischi per la salute delle persone o degli animali sono disposti dall\u2019Autorit\u00e0 sanitaria competente (servizio Sanitario Regionale &#8211; SFR).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-165945 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Processionaria-6.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"484\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Processionaria-6.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Processionaria-6-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Processionaria-6-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<h3><u>I Metodi di lotta\u00a0<\/u><\/h3>\n<p>Trattandosi di una specie ad <strong>altissimo grado di indigenizzazione<\/strong> non \u00e8 (nonostante la presenza di un vigente Decreto di lotta obbligatoria) immaginabile qualsiasi forma di eradicazione. Escludendo rarissime situazioni contingenti, <strong>non \u00e8 percorribile neanche una soluzione che preveda<\/strong> attraverso l\u2019espianto delle piante ancor quanto numericamente contenute. Il controllo del lepidottero non pu\u00f2 che essere basato sull\u2019integrazione di differenti metodi e tecnologie in una logica di controllo integrato. Tali metodologie integrate poggiano su tecniche di lotta meccanica, lotta biologica, microbiologica e biotecnologica e di lotta chimica; tutte le metodologie concorrono al contenimento, estrinsecando efficacia, ma non possono considerarsi in nessun modo risolutive ancorch\u00e9 nell\u2019ambito di un intervento di controllo integrato.<\/p>\n<p>Gli interventi con formulazioni insetticide, in ogni caso, possono solo essere diretti alle larve; il nido, infatti, ha la capacit\u00e0 di neutralizzare l&#8217;efficacia del trattamento.<\/p>\n<p>Occorre comunque <strong>utilizzare la massima cautela quando si opera specialmente in presenza di larve dal terzo stadio in poi;<\/strong> anche la tecnica dell\u2019eliminazione dei nidi e del materiale, mediante bruciatura, presenta alti rischi in quanto anche i residui carbonizzati risultano ugualmente urticanti; l\u2019esecuzione degli interventi, attese le complicazioni insite, deve necessariamente essere affidato a operatori specializzati oltre che autorizzati.\u00a0Le metodologie di controllo e integrabili di lotta possono essere riassunte come segue:<\/p>\n<h4><u>La lotta meccanica\u00a0<\/u><\/h4>\n<p>&#8220;Ribadendo quanto gi\u00e0 detto, <strong>quando si opera nelle vicinanze delle larve, \u00e8 necessario coprire ogni parte del corpo<\/strong> (es. con guanti, tute monouso specifiche, occhiali e maschere protettive adeguate) I peli urticanti, infatti, sono molto piccoli e quindi possono essere facilmente trasportati dall&#8217;aria ed essere inalati.\u00a0<strong>Una prima tecnica<\/strong> consiste nella <strong>raccolta dei nidi definitivi invernali e distruzione delle larve mediante bruciatura<\/strong>; ci\u00f2 viene fatto tagliando le cime dei rami su cui sono presenti i nidi.<\/p>\n<p>L\u2019applicazione di tale metodo \u00e8, tra i possibili, quello che presenta i rischi maggiori in quanto i peli urticanti presenti nel nido e sulle larve possano cadere sull&#8217;operatore. La raccolta e la distruzione dei nidi deve essere eseguita orientativamente a partire dal mese di novembre e non oltre il mese di gennaio quando cio\u00e8 le larve sono ancora svernanti all\u2019interno.<\/p>\n<p><strong>Un secondo metodo consiste nel predisporre un sistema di cattura delle larve discendenti in processione <\/strong>per l\u2019incrisalidamento, ci\u00f2 viene fatto <strong>avvolgendo il fusto delle piante con del film plastico<\/strong> (prima della discesa delle larve, che avviene in genere a fine inverno), su cui distribuire uniformemente della colla entomologica; la fascia adesiva deve essere collocata a una altezza di almeno, 2,0-2,5 mt in modo da impedire il facile raggiungimento da parte di bambini e adulti non addetti; se sulla piante sono presenti pi\u00f9 nidi definitivi il sistema potrebbe andare in saturazione e potrebbe essere necessaria la sostituzione e il riposizionamento degli stessi pi\u00f9 volte durante il periodo delle processioni. Anche queste operazioni sono ad alto rischio e devono essere eseguite rispettando tutte le precauzioni per la sicurezza dell\u2019operatore. In commercio esistono delle trappole basate su tale principio di funzionamento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-188868 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3.jpg\" alt=\"\" width=\"854\" height=\"641\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3.jpg 2048w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-768x576.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-150x113.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-696x522.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-1068x801.jpg 1068w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-1920x1440.jpg 1920w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-560x420.jpg 560w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-80x60.jpg 80w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/processionaria-3-265x198.jpg 265w\" sizes=\"auto, (max-width: 854px) 100vw, 854px\" \/><\/p>\n<h4><u>Lotta microbiologica e biotecnologica<\/u><\/h4>\n<p>La prima tecnica prevede, prevalentemente, l&#8217;<strong>uso di formulazioni a base di <em>Bacillus thuringiensis (Bt)<\/em>, ssp. <em>kurstaki<\/em>.<\/strong> Questa tecnica risulta difficile da attuare o molto costosa quando gli esemplari infestati sono di grandi dimensioni o si opera in ambiti di notevole estensione. L\u2019intervento, per garantire la necessaria efficacia, deve essere indirizzato alle larve di seconda et\u00e0 o che non abbiano ancora completato il terzo stadio.<\/p>\n<p>La <strong>tecnica biotecnologica<\/strong> prevede l&#8217;uso di<strong> trappole a feromone sessuale<\/strong>; l\u2019uso di tale tecnica \u00e8 stata inserita in Italia, immotivatamente, tra le obbligatoriet\u00e0 previste dal Decreto di lotta obbligatoria (D.M. 30\/10\/2007). Rarissimi sono i contesti in cui l\u2019uso di queste trappole come strumento di controllo pu\u00f2 rappresentare un metodo di contrasto efficace al lepidottero. A ogni buon conto qualora si dovesse procedere al loro impiego nell\u2019accezione prevista dal legislatore si dovr\u00e0 provvedere al posizionamento di un numero adeguato e ci\u00f2 dovr\u00e0 avvenire nei mesi di volo degli adulti (giugno, luglio, agosto e settembre); tale periodo \u00e8 molto ampio ed \u00e8 condizionato dalle temperature e dall\u2019altitudine. Si deve prestare molta attenzione alla tipologia di trappola utilizzata poich\u00e9 non tutte sono idonee alla <strong><u>improbabile cattura massale<\/u><\/strong> prevista dal D.M del 2007. Si deve comunque prevedere la gestione delle trappole posizionate provvedendo alla sostituzione del dispenser feromonico ogni 3-4 settimane e, nel caso si stia applicando la tecnica della cattura massale prevista dal Decreto Ministeriale, al controllo e allo svuotamento delle stesse ogni 7-10 giorni. Si ribadisce per\u00f2 che tale tecnica inserita tra le pratiche obbligatorie dal D.M. non ha mai avuto alcun riscontro scientifico.<\/p>\n<p>Differente \u00e8 l\u2019impiego delle stesse trappole finalizzato al monitoraggio della dinamica della specie e dei voli degli adulti. Tale tecnica prevede, infatti il posizionamento di un numero di tali trappole operativamente pi\u00f9 gestibile; in tal caso lo scopo unico \u00e8 quello del monitoraggio e non vuole avere nessuna valenza di controllo dell\u2019infestazione. Si tratta di una metodologia esclusivamente a supporto operativo degli interventi programmati nell\u2019ambito delle strategie di lotta integrata.<\/p>\n<h4><u>Interventi chimici con prodotti di sintesi\u00a0<\/u><\/h4>\n<p>Pu\u00f2 avvalersi dell<strong>\u2019impiego di principi attivi (p.a.) di sintesi.<\/strong> Il loro utilizzo \u00e8 condizionato dalle normative e dalle specifiche autorizzazioni di impiego; ovviamente grande limitazione viene dal contesto in cui si prevede l\u2019impiego (aree boscate, parchi e aree protette o a diverso grado di urbanizzazione); gli stadi target dovranno essere, cos\u00ec come gi\u00e0 detto per gli interventi microbiologici, quelli giovanili del lepidottero per cui la scelta del formulato dovr\u00e0 ricadere esclusivamente su formulazioni con p.a. ad azione larvicida, preferibilmente dando preferenza alle molecole con ridotto impatto ecologico (es. regolatori di crescita come il <em>diflubenzuron<\/em>).<\/p>\n<p>Tale tecnica nonch\u00e9 la distribuzione stessa del formulato, cos\u00ec come gi\u00e0 detto per quella basata sull\u2019uso di <em>Bt,<\/em> risulta difficile da attuare o molto costosa quando gli esemplari infestati sono di grandi dimensioni o si opera in ambiti di notevole estensione.<strong>\u00a0I trattamenti con molecole di sintesi<\/strong> possono essere eseguiti, anche mediante endoterapia che consente l\u2019introduzione del formulato sistemico direttamente nel tronco. Tale tecnica, di pi\u00f9 facile realizzazione, e per certi versi pi\u00f9 economica, richiede necessariamente l\u2019impiego di attrezzature specifiche nonch\u00e9 il ricorso a ditte specializzate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il problema specifico<\/strong><\/p>\n<p>Il Dipartimento di Agraria dell\u2019Universit\u00e0 <em>Mediterranea<\/em> di Reggio Calabria, facendo seguito a uno specifico invito da parte dell\u2019Assessore regionale all\u2019Agricoltura, e alla presenza dell\u2019Ente strumentale \u201c<a href=\"https:\/\/calabriaverde.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Azienda Calabria Verde<\/strong><\/a>\u201d, del <strong>Parco nazionale della Sila, dell\u2019Uoa Forestazione e dello stesso Dipartimento Agricoltura<\/strong> &#8211; <strong>SFR<\/strong> sta partecipando a un tavolo tecnico-scientifico finalizzato alla<strong> definizione e messa a punto di un progetto di intervento puntuale<\/strong> e finalizzato alla predisposizione di interventi nel brevissimo e breve termine e nel medio e lungo periodo \u201cPersonalmente \u2013 riferisce il professore palmeri &#8211; accompagnato dai responsabili del Parco ho gi\u00e0 provveduto a un primo ma esaustivo sopralluogo nei sti da Voi indicati; alla luce di quanto evidenziato, si sta provvedendo alla stesura del Progetto di intervento del quale per ovvie ragioni di sintesi posso anticipare solo una mera e indicativa schematizzazione\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;Premetto \u2013 prosegue il professore &#8211; che, le pinete in oggetto, dall\u2019evidenza del sopralluogo, fortunatamente non sembrano tutte infestate in maniera tale da destare ubiquitariamente grande preoccupazione, ma atteso che la cogente normativa richiede un intervento di lotta obbligatoria saranno date indicazioni puntuali e differenziate secondo le differenti esigenze e scenari che si paleseranno\u201d.<\/p>\n<p><strong>In estrema sintesi e a mero titolo esemplificativo saranno definite condotte differenti, a seconda del periodo dell\u2019anno, con criteri diversi tra queste:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>La <strong>raccolta meccanica<\/strong> e conseguente distruzione dei nidi con il fuoco, per\u00f2 confinata al solo periodo invernale, preferibilmente nei mesi di dicembre e gennaio.<\/li>\n<li><strong>Interventi di controllo<\/strong> nel periodo primaverile, che sicuramente risulteranno pi\u00f9 complicati e di difficile realizzazione, ma dove saranno perseguibili, superando i problemi legati all\u2019impatto ambientale, si valuter\u00e0 l\u2019impiego di prodotti sia chimici sia microbiologici per contatto su ampie superfici, nella piena consapevolezza che la possibilit\u00e0 di annientare le larve con un trattamento diffuso \u00e8 alquanto aleatoria.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Interdizione dei luoghi infestati <\/strong>in generale, quindi, nel periodo primaverile, qualora si riscontri la puntuale necessit\u00e0 non escluderei che si possa o si debba ricorrere, piuttosto e ovunque ci\u00f2 sia possibile, un simile provvedimento almeno fino al 15\/20 aprile.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>La <strong>lotta attiva, in chioma<\/strong>, potr\u00e0 invece essere ripresa nel periodo tardo estivo o autunnale, con trattamento a base di <em>Bacillus thuringiensis<\/em> (principio attivo innocuo per gli uomini e gli animali superiori), sulle giovani larve neonate.<\/li>\n<li><strong>Trattamenti endoterapici<\/strong> potranno essere eseguiti in qualsiasi periodo dell\u2019anno (anche se preferibilmente nel periodo tardo estivo-autunnale), avvalendosi di tecnici e ditte abilitate.<\/li>\n<li><strong>Tecniche di lotta meccanica<\/strong> volta a intercettare le processioni di incrisalidamento nel periodo primaverile potrebbero essere attivate, parallelamente e compatibilmente alla numerosit\u00e0 delle piante interessate; cos\u00ec come la predisposizione di un sistema di <strong>monitoraggio<\/strong> bio-etologico finalizzato a definire con maggiore precisione la finestra di intervento per eventuali trattamenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In conclusione, <strong>tutto quanto succintamente esposto sar\u00e0 oggetto di valutazioni puntuali<\/strong> che dovranno dare risposte agli specifici scenari che non dobbiamo dimenticare includono areali sia a bassa frequentazione antropica ma anche ad altissima (centri urbani, aree pic-nic, aree ricreative e parchi gioco etc.) molte di queste azioni potranno essere integrazione l\u2019una dell\u2019altra e sinergiche. <strong><u>Ed \u00e8 questo che, gli Enti che ci hanno coinvolto al tavolo tecnico, ci chiedono di definire con l\u2019urgenza necessaria<\/u>.<\/strong><\/p>\n<h3>Interventi efficaci e nel breve termine<\/h3>\n<p>Per il professor Palmeri &#8220;<strong>le istituzioni con questo progetto vogliano dare una risposta efficace al problema con una gittata di breve, medio e lungo period<\/strong>o. Il rientro della pullulazione esplosiva della dinamica di popolazione del Lepidottero d\u2019altronde richieder\u00e0 qualche anno. Ed \u00e8 questo l\u2019intervallo temporale durante il quale si devono mettere in essere tutti quegli interventi tampone che si stanno programmando.<\/p>\n<p>Il monitoraggio nel lungo periodo e la collazione di indicatori di infestazione (fase \u201cgradologica\u201d) del lepidottero sono la base di partenza per una corretta fotografia che consenta velocemente di mettere a fuoco il quadro di dissesto ambientale che porta a situazioni di questo tipo. L\u2019ottica \u00e8 quella di intercettare, attraverso anche un parallelo approccio scientifico, qual \u00e8 l\u2019elemento del sistema ambientale che ha attivato il dissesto nella nicchia ecologica che va ripristinato per riottenere il naturale equilibrio omeostatico del sistema. Non \u00e8 escluso che in alcune realt\u00e0 possa essere preso in considerazione anche un parallelo intervento con opportune metodiche di lotta biologica e integrata. Penso a metodiche inoculative con Imenottrei ooparassitoidi specifici.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019ultima riflessione riguarda il necessario coinvolgimento degli Enti <\/strong>che sottengono agli areali interessati, penso a Comuni, Comunit\u00e0\u2026 che dovranno essere sensibilizzati affinch\u00e9 di concerto diano il loro supporto nel sostegno e nell\u2019attuazione, anche, di una puntuale campagna informativa.<\/p>\n<h4>San Giovanni in Fiore, interventi sul territorio<\/h4>\n<p>\u201cIl cambiamento climatico e la scarsa considerazione del fenomeno, negli anni, h<strong>anno favorito il proliferare della Processionaria del Pino<\/strong> che, oramai, ha invaso la nostra Sila e non solo&#8221; afferma il cicesindaco di San Giovanni in Fiore\u00a0Daniela Astorino.\u00a0In2sieme alla c<strong>onsigliera Noemi Guzzo<\/strong>, seppur consapevoli del fatto che il problema \u00e8 di non facile soluzione, con<strong> l\u2019aiuto e l\u2019ausilio di diversi esperti in materia, abbiamo deciso di mettere in campo tutta una serie di azioni<\/strong> volte a contenerne la diffusione quantomeno nell\u2019area urbana della Citt\u00e0.<\/p>\n<p>Previa emissione di Ordinanza Sindacale con la quale, alla luce del D.M. 30\/10\/2007, \u00e8 stato ordinato ai privati cittadini di <strong>provvedere alla rimozione di eventuali nidi di Processionaria del Pino presenti nelle aree di loro propriet\u00e0<\/strong>, durante i mesi invernali, nelle aree pubbliche urbane di piccole dimensioni, abbiamo proceduto alla asportazione meccanica mediante taglio dei rami infestati; abbiamo inoltre richiesto all\u2019azienda Calabria Verde l\u2019invio di personale specializzato onde intervenire nelle aree pubbliche urbane pi\u00f9 vaste ed abbiamo richiesto ed ottenuto dal responsabile locale Arsac n. 80 trappole a feromone che verranno posizionate durante il mese di maggio ossia nel periodo dello sfarfallamento degli adulti di processionaria&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Con il supporto di professionisti specializzati, a breve, tramite diretta Facebook, organizzeremo dei Webinar informativi volti a<strong> far comprendere ai privati proprietari di aree verdi e comunque a tutti i cittadini, l\u2019importanza della lotta alla processionaria<\/strong>, le problematiche alla stessa legate e le adeguate tipologie di intervento da poter mettere in campo.\u00a0Evidentemente &#8211; conclude &#8211; il problema non pu\u00f2 essere risolto attraverso le scarse risorse di cui dispone un Comune ed \u00e8 per questo che, in qualit\u00e0 di amministratori, faremo tutto quanto \u00e8 in nostro potere\u00a0 affinch\u00e9 al problema, che deve essere affrontato nel suo insieme, venga posta la massima attenzione da parte di tutti gli attori coinvolti, insieme ai quali, nel minor tempo possibile, bisogna individuare metodi di intervento pi\u00f9 incisivi e risolutivi.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lotta, metodi e interventi spiegati, dal professore Vincenzo Palmeri, docente di Entomologia Forestale dell\u2019Universit\u00e0 Mediterranea di Reggio Calabria, consultato dall\u2019Ente Parco della Sila<\/p>\n","protected":false},"author":34,"featured_media":149359,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[19],"class_list":["post-149358","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/149358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/34"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=149358"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/149358\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/149359"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=149358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=149358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=149358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}