{"id":150867,"date":"2021-06-05T06:03:00","date_gmt":"2021-06-05T04:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-spes-contra-spem-11-misure-cautelari\/"},"modified":"2023-01-16T17:34:11","modified_gmt":"2023-01-16T16:34:11","slug":"410269-operazione-spes-contra-spem-11-misure-cautelari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/410269-operazione-spes-contra-spem-11-misure-cautelari\/","title":{"rendered":"&#8220;Spes contra Spem&#8221;, il boss Pasquale Zagari: dalla &#8216;riabilitazione sociale&#8217; alle estorsioni"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito, a <strong>Taurianova e Cinquefrondi<\/strong>, 11 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip nei confronti di altrettante persone, accusate di essere <strong>legate<\/strong> o, comunque, di <strong>avere favorito<\/strong> le cosche <strong>Zagari-Fazzalari e Avignone operanti a Taurianova<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli arresti sono giunti a conclusione di un&#8217;indagine &#8211; denominata &#8220;<strong>Spes contra Spem<\/strong>&#8221; &#8211; coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria diretta dal procuratore capo Giovanni Bombardieri. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi anche da guerra, esercizio arbitrario delle proprie ragioni, sostituzione di persona, tutti aggravati dal metodo e dalle finalit\u00e0 mafiose.<\/p>\n<p>I soggetti destinatari della misura cautelare, tutti originari di Taurianova, sono:<br \/>\n1. ALESSI Antonino, classe 1989;<br \/>\n2. AVATI Francesco, classe 1982;<br \/>\n3. AVIGNONE Domenico, classe 1975<br \/>\n4. CANNIZZARO Giuseppe detto Enzo, classe 1970;<br \/>\n5. CARIDI Annalisa, classe 1970;<br \/>\n6. DE RACO Giuseppe, classe 1964, sottoposto agli arresti domiciliari;<br \/>\n7. LAFACE Claudio, classe 1964;<br \/>\n8. LAFACE Giuseppe, classe 1986;<br \/>\n9. LEVA Rocco, classe 1975;<br \/>\n10. PEZZANO Marzio, classe 1970;<br \/>\n11. ZAGARI Pasquale, classe 1964.<\/p>\n<p>Sono inoltre indagati in stato di libert\u00e0:<br \/>\n12. R.A., classe 1966;<br \/>\n13. R.A., classe 1971.<br \/>\n14. C.M., classe 1972;<br \/>\n15. R.G., classe 1980.<\/p>\n<h3>\u201cSpes contra Spem\u201d, i dettagli<\/h3>\n<p>Le indagini sono state supportate dalle testimonianze di alcuni imprenditori vittime di estorsione da esponenti della criminalit\u00e0 organizzata locale che hanno ammesso le vessazioni e le richieste estorsive subite da parte, in particolare, di due storici referenti mafiosi di zona, Domenico Avignone e Pasquale Zagari, quest\u2019ultimo tornato a Taurianova dopo una lunghissima detenzione ed un periodo di sottoposizione alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale nel Nord Italia.\u00a0 <strong>Zagari<\/strong> avvalendosi della fattiva collaborazione di partecipi e gregari, come Francesco Avati, Antonio Alessi e Rocco Leva, era <strong>tornato nel suo paese di origine da capo e reggente<\/strong>, referente mafioso per la risoluzione di qualsivoglia questione, anche privata, da vecchio \u2018ndranghetista mai ravvedutosi realmente, che <strong>chiede il \u201cpizzo\u201d<\/strong> o cui ci si affida per la risoluzione di contrasti privati, tentando di ristabilire quel controllo egemonico del territorio scalfito dalle recenti operazioni di polizia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-410292 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Spes-contra-Spem-04.jpg\" alt=\"\" width=\"626\" height=\"490\" title=\"\"><\/p>\n<p>Pasquale Zagari era l\u2019unico esponente di rilievo della famiglia ad essere libero da vincoli giudiziari, atteso che gli altri fratelli Giuseppe cl.\u201963 e Carmelo cl.\u201969 sono detenuti, il primo condannato con sentenza definitiva alla pena dell\u2019ergastolo ed il secondo condannato anche dalla Corte di Appello di Reggio Calabria nell\u2019ambito procedimento penale \u201cTerramara Closed\u201d (esecuzione risalente al 2017) perch\u00e9 ritenuto appartenente ad associazione di tipo mafioso, unitamente <strong>alle sorelle, Italia Zagari<\/strong> cl.\u201959 (moglie dell\u2019ergastolano Marcello Viola cl.\u201959) e <strong>Rosita Zagari<\/strong> cl.\u201975, entrambe <strong>condannate per concorso esterno nell\u2019ambito dello stesso procedimento \u201cTerramara Closed\u201d<\/strong>, ed al cognato Fazzalari Ernesto, marito di quest\u2019ultima, anch\u2019egli gi\u00e0 condannato con sentenza definitiva alla pena dell\u2019ergastolo per plurimi omicidi, e catturato dopo una ventennale latitanza nel 2016.<\/p>\n<h3>Zagari: dalla riabilitazione sociale alle estorsioni<\/h3>\n<p>Pasquale Zagri \u00e8 stato uno dei principali protagonisti della faida di \u2018ndrangheta di Taurianova <strong>nei primi anni \u201990, ed era stato condannato all\u2019ergastolo,<\/strong> pena per\u00f2 poi <strong>rideterminata in 30 anni di reclusione<\/strong>, conclusi con un periodo di sorveglianza speciale nel Nord Italia. Pasquale Zagari aveva anzi avviato un apparente percorso di \u201c<strong>riabilitazione sociale<\/strong>\u201d, partecipando a dibattiti, convegni e incontri, come testimone di redenzione, pentendosi del suo passato criminale, e contro l\u2019ergastolo ostativo, in ultimo proprio a Taurianova, nel settembre 2020. In realt\u00e0, proprio nei primi permessi rilasciati durante la sorveglianza speciale una volta uscito dal carcere, <strong>Zagari era ritornato a Taurianova per compiere le sue attivit\u00e0 delittuose, insieme a nuove leve della criminalit\u00e0 organizzata.<\/strong><\/p>\n<p>Attraverso minacce, evocando i morti della faida di Taurianova e grazie alla sua capacit\u00e0 di risolvere i problemi con la violenza, <strong>ha costretto imprenditori e cittadini a dazioni in denaro<\/strong>, sia per rafforzare la cosca di appartenenza e sia per il mantenimento delle famiglie in carcere, o li hacostretti ad abbandonare i locali utilizzati per l\u2019attivit\u00e0 commerciale svolta, o ancora si \u00e8 intromesso nella compravendita di terreni, chiedendo somme di denaro non dovute per autorizzare l\u2019acquisto o comunque coartando la loro volont\u00e0 nelle scelte imprenditoriali e private, in favore di altri soggetti a lui vicini. <strong>Zagari, da storico \u2018ndranghetista, ha anche offerto e imposto la sua protezione mafiosa<\/strong>, non richiesta, alle vittime, in cambio di aiuti economici e favori, il tutto per tentare di ristabilire il controllo egemonico del territorio e ottenere l\u2019assoluto riconoscimento di \u201ccapo\u201d. Proprio a causa della violenza e insistenza delle sue pretese, nell\u2019ottobre 2020 \u00e8 stato arrestato in flagranza dai Carabinieri di Taurianova, in occasione dell\u2019ennesima \u201cvisita\u201d ad una delle vittime, in realt\u00e0 vicenda rientrante in un pi\u00f9 ampio piano delinquenziale.<\/p>\n<h3>Altri soggetti coinvolti<\/h3>\n<p>In tali gravi fatti entrano in gioco anche altri soggetti, come Marzio Pezzano, Giuseppe De Raco e Giuseppe Cannizzaro i quali, bench\u00e9 apparentemente estranei a contesti mafiosi, si erano rivolti a vario titolo proprio a Pasquale Zagari per risolvere forzatamente in loro favore le <strong>controversie in corso con alcune delle vittime delle condotte estorsive<\/strong> (anche al fine di ottenere il rilascio dei locali utilizzati per le attivit\u00e0 aziendali), cos\u00ec divenendo veri e proprio mediatori, partecipi e \u201cmandanti\u201d delle azioni delittuose, ricercando e ottenendo quell\u2019aiuto \u201cmafioso\u201d che rafforza e fortifica la criminalit\u00e0 organizzata nel territorio, in sostituzione dello Stato. Una richiesta illecita di aiuto che per\u00f2 si \u00e8 ritorto contro di loro, essendo stati destinatari di misura cautelare quali concorrenti in estorsione aggravata dal metodo e finalit\u00e0 mafiose.<br \/>\nSignificativo anche il ruolo di due cugini indagati in stato di libert\u00e0 che, bench\u00e9 gi\u00e0 ritenuti appartenenti alla cosca di \u2018ndrangheta \u201cAsciutto-Neri-Grimaldi\u201d, al tempo della faida contrapposta agli Zagari, oggi, per quanto ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, per garantire quella \u201c<strong>Pax mafiosa<\/strong>\u201d faticosamente raggiunta, hanno svolto un ruolo di mediatori in favore di Zagari e in danno di una delle vittime, organizzando e favorendo incontri epersuadendola ad accettare le pretese estorsive.<\/p>\n<p>L\u2019indagine ha consentito di acclarare anche come Domenico Avignone, al momento ricercato e anche lui gi\u00e0 condannato per reati associativi, figlio dello storico capo Giuseppe Avignone cl. 38- gi\u00e0 condannato all\u2019ergastolo e protagonista dalle Strage di Razza\u2019 del 1977, quando furono trucidati i Carabinieri Stefano Condello e Vincenzo Caruso &#8211; ha voluto mantenere nel territorio la sua autorevolezza mafiosa, offrendo \u201cprotezione\u201d non richiesta nei confronti di alcuni imprenditori, risolvendo loro problematiche emergenti o rassicurandoli per lo svolgimento \u201cin sicurezza\u201d del loro lavoro, chiedendo in cambio dazioni in denaro, non necessariamente di grande entit\u00e0; tutti elementi qualificanti di quella \u201cestorsione ambientale\u201d che rafforza la criminalit\u00e0 organizzata nel territorio. Anche lui si \u00e8 intromesso nell\u2019acquisto di terreni e immobili, arrogandosi il potere di rilasciare un \u2018nulla osta\u2019 in favore di qualcuno piuttosto che di altri e avendo il potere di estromettere eventuali soggetti non graditi interessati all\u2019acquisto. Sono stati poi ulteriormente documentati i suoi costanti e attuali rapporti con altre cosche di \u2018ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, in particolari i \u201c<strong>Pisano\u201d di Rosarno<\/strong>, soprattutto quale referente nel settore dello smercio di sostanze stupefacenti. Una figura che, nonostante l\u2019avvio e conduzione di una attivit\u00e0 commerciale legale e un atteggiamento apparentemente meno violento e riservato, ha continuato ad esercitare carisma criminale e influenza mafiosa.<\/p>\n<p>Articolata poi la parallela vicenda ricostruita in indagine che ha visto come principali protagonisti i Laface Claudio e Giuseppe, zio e nipote, imprenditori di Taurianova, nonch\u00e9 la moglie del primo, Annalisa Caridi i quali, <strong>nel contesto della paura e dell\u2019omert\u00e0<\/strong> esistente nel territorio, hanno compiuto <strong>numerose minacce per ottenere del denaro da altro locale imprenditore<\/strong>. I tre, infatti, a vario titolo, approfittando di problematiche <strong>personali e sentimentali di una delle vittime<\/strong>, hanno fatto leva su loro presunti collegamenti con le cosche di \u2018ndrangheta di Cittanova, i cui esponenti potevano risolvere i suoi problemi, imponendo protezione e aiuto mafioso, per\u00f2 costringendo la vittima, ancheminacciando gravi ripercussioni in caso di inottemperanza, a numerose dazioni in denaro in loro favore, per diverse decine di migliaia di euro. Per attuare il loro piano criminale, addirittura, hanno talvolta ingannato la vittima sostituendosi direttamente a presunti esponenti della criminalit\u00e0 organizzata cittanovese, inviando messaggi diretti e indirettiper convincerlo a consegnare celermente loro il denaro o costringerla al pagamento di bollette, utenze, rate di finanziamenti ed altro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-410290 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Spes-contra-Spem-022.jpg\" alt=\"\" width=\"633\" height=\"491\" title=\"\"><\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 investigative condotte dai Carabinieri di Taurianova hanno poi dimostrato l\u2019attuale e rilevante pericolosit\u00e0 del sodalizio mafioso, con il rinvenimento e sequestro di due fucili <strong>mitragliatori<\/strong> \u201cZastava\u201d mod. \u201cM70\u201d cal.7,62&#215;39 mm., armi da guerra, un fucile cal. 12 \u201cberetta\u201d mod. \u201cSauer\u201d con matricola punzonata, numerose munizioni di vario calibro, due giubbotti antiproiettile, nonch\u00e9 una bomba a mano da guerra modello \u201cm53 p3\u201d di provenienza slava. L\u2019operazione odiernacolpisce ancora una voltalapresenza della \u2018ndrangheta nel territorio taurianovese, i cui esponenti, avvalendosi della forza di intimidazione promanante dal vincolo associativo e delle conseguenti condizioni di omert\u00e0 che ne derivano, sono in gradodi mantenere il controllo egemonico del territorio in svariati settori creando quell\u2019assoggettamento psicologico ed economico di cittadini ed imprenditori, per coartarli nelle loro scelte individuali eponendosi qualinon imparziali \u201carbitri\u201d nelle controversie tra privati, in sostituzione della Legge e dello Stato. Ancora una volta viene per\u00f2 dimostrato come l\u2019unica vera e risolutiva via di uscita da una tale asfissiante situazione \u00e8 rappresentata dalla denuncia e la piena collaborazione con i Carabinieri e la Magistratura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;operazione ha colpito le cosche del reggino e l&#8217;inchiesta riguarda le famiglie Zagari-Fazzalari e Avignone\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":150868,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19,135],"class_list":["post-150867","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina","tag-video"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=150867"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150867\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=150867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=150867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=150867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}