{"id":152610,"date":"2021-07-10T05:00:14","date_gmt":"2021-07-10T03:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/covid-scoperto-il-legame-fra-nutrizione-e-rischi-aggravamento\/"},"modified":"2023-01-16T17:36:08","modified_gmt":"2023-01-16T16:36:08","slug":"414558-covid-scoperto-il-legame-fra-nutrizione-e-rischi-aggravamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/414558-covid-scoperto-il-legame-fra-nutrizione-e-rischi-aggravamento\/","title":{"rendered":"Covid: scoperto il legame fra nutrizione e rischi aggravamento"},"content":{"rendered":"<p>PAVIA &#8211; Un gruppo di clinici e ricercatori di undici strutture ospedaliere italiane, con capofila la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, ha condotto uno <strong>studio sui pazienti affetti da Covid-19, non critici<\/strong>, con lo scopo di verificare &#8220;la relazione tra <strong>l&#8217;apporto nutrizionale e l&#8217;outcome clinico<\/strong>, prendendo in considerazione anche fattori diversi, come, ad esempio, <strong>l&#8217;obesit\u00e0 e la presenza di altre comorbidit\u00e0<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Il lavoro, che rappresenta il primo e unico, al momento, studio multicentrico di questo genere nei pazienti Covid nella letteratura scientifica internazionale, \u00e8 stato pubblicato sulla rivista &#8220;Clinical Nutrition&#8221; e ha permesso di arrivare alla conclusione che &#8220;<strong>un inadeguato apporto nutrizionale a ridosso del ricovero ospedaliero \u00e8 associato a risultati clinici negativi&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 stata condotta tra aprile e luglio del 2020 e ha coinvolto 1.391 pazienti affetti da Covid-19 ricoverati negli undici ospedali. I ricercatori hanno osservato che i <strong>malati &#8220;in cui veniva riscontrata la riduzione dell&#8217;alimentazione<\/strong>, avevano un maggior rischio di dover essere <strong>trasferiti in terapia intensiva<\/strong> e di morire durante l&#8217;ospedalizzazione&#8221;.<\/p>\n<p>I risultati hanno, inoltre, dimostrato che &#8220;nel caso di soggetti obesi sia stata fondamentale la presenza di altre comorbidit\u00e0 nel determinare il peggioramento delle condizioni cliniche e della prognosi. L&#8217;obesit\u00e0 non complicata \u00e8 risultata, invece, in linea con diversi altri dati della letteratura, come un fattore protettivo, il che rende plausibile ipotizzare che proprio la presenza di comorbidit\u00e0 potrebbe essere il fattore chiave, che pu\u00f2 determinare il ruolo protettivo o dannoso di un indice di massa corporea elevato, probabilmente non solo nel Covid-19&#8221;.<\/p>\n<p>Di conseguenza &#8220;<strong>adottare una terapia nutrizionale ad hoc<\/strong> per i pazienti affetti da Covid-19, il pi\u00f9 possibile in linea con le raccomandazioni delle societ\u00e0 scientifiche internazionali, risulta essere un elemento di fondamentale importanza per la possibile riduzione della mortalit\u00e0 e il miglioramento dei risultati clinici&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Sono molto soddisfatto prima di tutto della collaborazione di rete che si \u00e8 creata nei mesi durissimi della prima ondata &#8211; dichiara <strong>Riccardo Caccialanza, direttore dell&#8217;Unit\u00e0 di Nutrizione Clinica del San Matteo<\/strong> -. I risultati, che riteniamo molto interessanti, in linea con quelli che abbiamo recentemente pubblicato sui pazienti ricoverati in terapia intensiva, ribadiscono che il &#8216;fattore nutrizione&#8217;, in particolare il deficit calorico precoce, pu\u00f2 condizionare l&#8217;andamento clinico non solo del Covid-19, ma anche della quasi totalit\u00e0 delle patologie acute e croniche, come ad esempio quelle oncologiche&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; quanto emerge da una ricerca di 11 ospedali italiani condotta tra aprile e luglio del 2020 e ha coinvolto 1.391 pazienti affetti da Covid-19 ricoverati nelle stesse strutture<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":152611,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-152610","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152610","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152610"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152610\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/152611"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}