{"id":152872,"date":"2021-07-13T05:23:02","date_gmt":"2021-07-13T03:23:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-geolja-12-misure-cautelari-tra-calabria-e-lombardia\/"},"modified":"2023-01-16T17:36:27","modified_gmt":"2023-01-16T16:36:27","slug":"415179-operazione-geolja-12-misure-cautelari-tra-calabria-e-lombardia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/415179-operazione-geolja-12-misure-cautelari-tra-calabria-e-lombardia\/","title":{"rendered":"Operazione &#8220;Geolja&#8221;, 12 misure cautelari tra Calabria e Lombardia"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; L&#8217;operazione \u00e8 scattata questa mattina, alle prime luci dell\u2019alba, a Gioia Tauro e Milano ed ha colpito la cosca Piromalli. I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno eseguito <strong>12 misure cautelari<\/strong> nell\u2019ambito dell\u2019operazione denominata \u201c<strong>Geolja<\/strong>\u201d. Le 12 persone sono ritenute responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro, di associazione a delinquere di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e illecita concorrenza con minaccia o violenza con l\u2019aggravante dell\u2019utilizzo del metodo mafioso.<\/p>\n<p>Sono in totale 21 gli indagati mentre 12 soggetti sonodestinatari dei provvedimenti restrittivi, tutti originari della provincia di Reggio Calabria, ovvero:<\/p>\n<p>1) Salvatore Copelli di anni 53, gi\u00e0 detenuto presso il carcere di Cosenza (in carcere);<br \/>\n2) Francesco Copelli , di anni 63 (in carcere);<br \/>\n3) Domenico Copelli , di anni 33 (in carcere);<br \/>\n4) Antonio Gerace, di anni 58 (in carcere);<br \/>\n5) Domenico Ragno, di anni 64 (in carcere);<br \/>\n6) Girolamo Piromalli, di anni 41 (in carcere);<br \/>\n7) Domenico La Rosa, di anni 31 (in carcere);<br \/>\n8) Vincenzo La Rosa, di anni 29 (in carcere);<br \/>\n9) Antonino Plateroti, di anni 25 (in carcere);<br \/>\n10) Rocco Mol\u00e8, di anni 26, gi\u00e0 ristretto presso la casa circondariale di Bari (in carcere);<br \/>\n11) Rocco Giovinazzo, di anni 75 (domiciliari);<br \/>\n12) Giuseppe Pesca, di anni 73 (domiciliari).<\/p>\n<h4>\u00abGeolja\u00bb, primo nucleo abitativo sorto in epoca medievale attorno al quale \u00e8 nata Gioia Tauro<\/h4>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 investigativa ha consentito di colpire il sodalizio criminale facente capo alla storica famiglia mafiosa dei \u00abPiromalli\u00bb operante a Gioia Tauro, nonch\u00e9 di coinvolgere nell\u2019inchiesta anche alcuni esponenti della cosca \u00abPesce\u00bb di Rosarno. L\u2019odierno provvedimento giunge all\u2019esito di un&#8217;indagine condotta nel periodo compreso tra il mese di <strong>agosto 2018 e maggio 2020<\/strong>, dove \u00e8 stato determinante il contributo dell\u2019attivit\u00e0 investigativa messa in correlazione con le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia ed altre importanti acquisizioni documentali.<\/p>\n<h3>Estorsioni, indagini partite dall&#8217;incendio di un panificio<\/h3>\n<p>La genesi dell\u2019inchiesta \u00e8 legata ad un danneggiamento seguito da incendio di un panificio nel Comune di Gioia Tauro, avvenuto nel mese di agosto 2018, quando alcuni soggetti rimasti ignoti, dopo aver manomesso l\u2019impianto di videosorveglianza di un bar limitrofo, si sono introdotti nella parte retrostante del <strong>panificio appiccando le fiamme a diverse aree dell\u2019esercizio commerciale<\/strong>, inclusi il punto vendita e i laboratori, nonch\u00e9 parte del deposito attiguo al punto vendita stesso. Solo l\u2019intervento dei Vigili del Fuoco di Palmi e del personale della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro ha permesso di evitare ulteriori conseguenze.<\/p>\n<p>A seguito del <strong>grave atto incendiario,<\/strong> gli inquirenti hanno scoperto un complesso contesto delinquenziale nel quale i vari esercizi commerciali venivano ciclicamente taglieggiati e controllati, dalle consorterie mafiose locali, nelle loro scelte di dettaglio e nelle strategie imprenditoriali. Le cosche di \u2018ndrangheta infatti, in virt\u00f9 della forza intimidatrice derivante dalla loro appartenenza al vincolo associativo, mettevano in atto un vero e proprio <strong>controllo del territorio<\/strong> e delle attivit\u00e0 commerciali locali, mediante <strong>riscossione di somme di denaro, beni e altri prodotti a titolo estorsivo.<\/strong><\/p>\n<p>Pertanto, i commercianti dovevano sottostare alle loro regole ed adeguarsi ai prezzi imposti, ai periodi ed alla lunghezza delle ferie, che dovevano essere concordate con le attivit\u00e0 commerciali limitrofe. Una vera e propria morsa che attanagliava i vari esercizi commerciali, al punto da costringere i piccoli imprenditori a voler fuggire dalla realt\u00e0 locale per cercare fortuna altrove, specialmente verso il Nord Italia.<\/p>\n<p>In merito risulta essere emblematico il commento esternato da alcuni commercianti di Gioia Tauro, i quali definivano il controllo posto in essere da uno dei membri della consorteria mafiosa dei \u201cPiromalli\u201d nei confronti della loro attivit\u00e0 commerciale, come <strong>\u201cl\u2019occhio bionico\u201d<\/strong>, a significare che gli stessi si sentivano monitorati, o meglio, spiati dalla criminalit\u00e0 organizzata. La corresponsione dei proventi delle estorsioni garantiva la copertura idonea alle aziende: una sorta di <strong>protezione mafiosa<\/strong> per cui le imprese venivano in un certo senso \u201cregolarizzate\u201d ed autorizzate ad esercitare l\u2019attivit\u00e0 commerciale.<\/p>\n<h3>Singolari episodi di estorsione<\/h3>\n<p>Alcuni episodi di taglieggiamento sono apparsi singolari nella loro attuazione pratica, come ad esempio l\u2019estorsione posta in essere sotto forma di <strong>vendita di blocchetti di biglietti per una presunta lotteria<\/strong> per le <strong>festivit\u00e0<\/strong> <strong>pasquali<\/strong>, dal cui acquisto i commercianti non si potevano esimere per timore di eventuali ritorsioni mafiose. Altrettanto atipica \u00e8 risulta essere la modalit\u00e0 di pagamento di una trance estorsiva, effettuata con la consegna ad uno degli esponenti della cosca \u201c<strong>Piromalli\u201d di \u20ac 500.00 nascosti all\u2019interno di un panino.<\/strong><\/p>\n<p>Un contesto, quello della Piana di Gioia Tauro, ove la criminalit\u00e0 organizzata la faceva da padrona, imponendo una concorrenza illecita mediante violenza e minaccia e dove le <strong>vittime erano costrette ad allinearsi sui prezzi delle singole merci, sugli orari di apertura, sui periodi di chiusura e persino sui periodi di chiusura<\/strong>. Di fatto un ambito dove era praticamente azzerata la libera concorrenza ed il territorio risultava essere suddiviso tra le singole famiglie della \u2018ndrangheta, come confermato anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.<\/p>\n<p>Inoltre, gli inquirenti hanno potuto dimostrare, nel corso delle investigazioni, anche l\u2019intestazione fittizia di alcune attivit\u00e0 commerciali, le quali erano effettivamente gestite da rappresentanti delle cosche locali che preferivano per\u00f2 non figurare in qualit\u00e0 di intestatari, allo scopo di eludere i controlli delle Forze di Polizia o aggirare eventuali difficolt\u00e0 per l\u2019ottenimento di autorizzazioni varie ai fini burocratici.<\/p>\n<p>L\u2019operazione colpisce alcuni dei soggetti vicini alle pi\u00f9 potenti cosche di \u2018ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, proprio nelle attivit\u00e0 illecite essenziali alla conservazione e mantenimento del potere mafioso. La volont\u00e0 di controllare gli esercizi commerciali della zona e di riscuotere il \u201cpizzo\u201d, mediante metodologie che si discostano da quelle classiche, \u00e8 finalizzata non solo all\u2019arricchimento economico dei membri delle consorterie mafiose, ma soprattutto ad imporre il proprio carisma criminale e non mettere in discussione la forza intimidatrice delle cosche nel mantenimento della pax mafiosa.<\/p>\n<p>Emanato anche un decreto di sequestro preventivo del capitale sociale e del patrimonio aziendale, nei confronti di <strong>6 aziende di Gioia Tauro<\/strong>, in particolare un <strong>panificio, un lido, una concessionaria, un distributore di benzina, un autolavaggio ed un\u2019impresa di rivendita di pietre da costruzione<\/strong>, i quali erano fittiziamente intestati a soggetti di Gioia Tauro, mentre in realt\u00e0 erano gestiti da membri delle consorterie mafiose, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale e di agevolare la commissione di reati di riciclaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le accuse vanno dall&#8217;associazione a delinquere di tipo mafioso al trasferimento fraudolento di valori e anche illecita concorrenza con minaccia o violenza con l\u2019aggravante dell\u2019utilizzo del metodo mafioso<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":152873,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-152872","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152872","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152872"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152872\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/152873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}