{"id":152961,"date":"2021-07-14T13:38:15","date_gmt":"2021-07-14T11:38:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rende-era-stato-condannato-per-la-musica-troppo-alta-del-locale-assolto-in-appello\/"},"modified":"2023-01-16T17:36:33","modified_gmt":"2023-01-16T16:36:33","slug":"415432-rende-era-stato-condannato-per-la-musica-troppo-alta-del-locale-assolto-in-appello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/415432-rende-era-stato-condannato-per-la-musica-troppo-alta-del-locale-assolto-in-appello\/","title":{"rendered":"Rende, era stato condannato per la musica troppo alta del locale. Assolto in appello"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211;\u00a0La Corte di Appello di Catanzaro, presieduta dal Giudice Anna Maria Saullo, ha messo fine alla vicenda giudiziaria di S.A., r<strong>istoratore di un noto locale di Rende<\/strong> assolto perch\u00e9 <strong>il fatto non sussiste<\/strong> dall\u2019accusa di <strong>aver disturbato la quiete ed il riposo delle persone<\/strong>. L&#8217;uomo, difeso dagli Avvocati Francesco Chiaia e Marco Stefano, \u00e8 titolare di <strong>un ristorante a Quattromiglia di Rende<\/strong>. A seguito di una serie di denunce, era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Cosenza per il reato di disturbo della quiete e del riposo delle persone, nonostante anche l\u2019Ufficio di Procura nel Giudizio cosi come la difesa ne avessero chiesto l\u2019assoluzione.<\/p>\n<h4>Le denunce per il volume e la musica troppo alta<\/h4>\n<p>L\u2019ipotesi d\u2019accusa era basata sul fatto che, <strong>mediante supposte emissioni sonore moleste,<\/strong> il suo locale avrebbe turbato la serenit\u00e0 di alcuni abitanti del condominio. Da qui erano iniziate le<strong> numerose denunce, accompagnate da richieste di intervento alle forze di polizia municipale e dei carabinieri, a<\/strong>ccessi agli atti presso la pubblica amministrazione con relativi accertamenti dell&#8217;Arpacal anche in tarda ora, durante le &#8220;serate&#8221;, per verificare il livello delle emissioni suppostamente moleste.<\/p>\n<h4>Il dibattimento di primo grado e l&#8217;appello<\/h4>\n<p>Nonostante in dibattimento i difensori avessero fatto emergere la insussistenza del fatto, Il tribunale monocratico di Cosenza aveva condannato il ristoratore. Si \u00e8 arrivati all\u2019appello dove gli avvocati Francesco Chiaia e Marco Stefano, hanno fatto emergere, nel corso di una complessa istruttoria dibattimentale di I grado, anche mediante corposa produzione documentale ed indagini difensive, l<strong>&#8216;infondatezza di quanto lamentato dalla denunciante,<\/strong> anche alla luce del dato che la generalit\u00e0 degli abitanti dello stabile, portati a sostegno dell&#8217;accusa, in sede di esame e controesame, <strong>non fossero stati in realt\u00e0 turbati o molestati dalle emissioni sonore provenienti dal ristorante<\/strong>.<\/p>\n<h4>Dichiarato nullo l&#8217;accertamento dell&#8217;Arpacal<\/h4>\n<p>La difesa, anche all\u2019esito di una c<strong>onsulenza tecnica di parte<\/strong>, ha dimostrato in primo grado<strong> l&#8217;idoneit\u00e0 dei locali da un punto di vista di impatto tecnico-acustico<\/strong> contestando l&#8217;accertamento dell&#8217;Arpacal, del quale, anche in sede civile veniva dichiarata la nullit\u00e0 per la mancata prova fornita dall&#8217;ente della taratura dello strumento di rilevazione fonometrica. Nonostante ci\u00f2 il Tribunale di Cosenza, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa e dal Pm, aveva condannato l&#8217;uomo ritenuto responsabile del reato contestato, non aderendo alla giurisprudenza ormai granitica della Suprema Corte di Cassazione sul punto. La Corte di Appello di Catanzaro, accogliendo in toto le argomentazioni della nell\u2019atto di impugnazione, proposto dagli avvocati Francesco Chiaia e Marco Stefano,<strong> ha riformato la sentenza di I grado emettendo sentenza di assoluzione con la pi\u00f9 ampia formula.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo, titolare di un noto ristorante a Quattromiglia di Rende, \u00e8 stato assolto in appello perch\u00e9 il fatto non sussiste<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":152962,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[],"class_list":["post-152961","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152961","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152961"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152961\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/152962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152961"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152961"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152961"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}