{"id":153001,"date":"2021-07-15T05:15:58","date_gmt":"2021-07-15T03:15:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-lampetra-traffico-di-droga-e-associazione-mafiosa-19-arresti\/"},"modified":"2023-01-16T17:36:36","modified_gmt":"2023-01-16T16:36:36","slug":"415541-operazione-lampetra-traffico-di-droga-e-associazione-mafiosa-19-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/415541-operazione-lampetra-traffico-di-droga-e-associazione-mafiosa-19-arresti\/","title":{"rendered":"Operazione &#8220;Lampetra&#8221;: traffico di droga e associazione mafiosa, 19 arresti"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; I carabinieri di Reggio Calabria questa mattina all&#8217;alba hanno arrestato<strong> 19 persone, 15 finite in carcere e 4 ai domiciliari<\/strong> a Scilla, Sinopoli, Sant\u2019Eufemia d\u2019Aspromonte e nelle Province di <strong>Messina, Milano, Roma e Terni.<\/strong> L&#8217;operazione arriva a conclusione di mirate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria \u2013 Direzione Distrettuale Antimafia &#8211; nell\u2019ambito dell\u2019operazione denominata \u201c<strong>Lampetra<\/strong>\u201d. Le 19 persone coinvolte sono ritenute responsabili di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata alla produzione e al traffico di <strong>stupefacenti<\/strong>, detenzione illegale di <strong>armi<\/strong> e <strong>tentato omicidio<\/strong>. In carcere sono finiti Antonio Alvaro, Italo Flaviano Cacciola, Antonino Cambareri, Cosimo Cannizzaro, Francesco Caracciolo, Angelo Carina, Carmelo Cimarosa, Francesco Cimarosa, Silvio Emanuele Cimarosa, Fatmir Fejzulla, Antonino Galati Giordano, Salvatore Gentilesca, Francesco Laurenti, Santino Porcaro e Vincenzo Siglitano. Sono stati disposti, invece, i domiciliari, per Silvio Carina, Cosimo Cicco, Giuseppe Cicco ed Enzo Violi.<\/p>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 investigativa \u00e8 partita nel 2019 per concludersi nei primi mesi del 2021 e ha consentito di accertare la radicata e attuale operativit\u00e0 della cosca <strong>Nasone &#8211; Gaietti<\/strong>, struttura mafiosa pienamente organica alla \u2018ndrangheta unitaria ed operante nel territorio di Scilla e nelle aree limitrofe.<\/p>\n<h3>Sodalizio dedito al narcotraffico<\/h3>\n<p>Le indagini, basate su intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, hanno offerto uno spaccato chiaro sulla propensione del sodalizio nel settore del narcotraffico, attraverso un&#8217;autonoma capacit\u00e0 produttiva di marjuana e consolidati canali approvvigionativi per la cocaina nelle aree urbane di Scilla, Bagnara e Villa San Giovanni, grazie al ruolo svolto dall\u2019indagato <strong>Carmelo Cimarosa. <\/strong>Inoltre aveva nella disponibilit\u00e0 armi, tra cui un kalashnikov di fabbricazione russa, per la commissione di gravi delitti sul territorio, tra i quali un agguato ai danni di un cittadino, organizzato al solo fine di dimostrare l\u2019egemonia criminale della cosca sul territorio e la cacciata dalla Calabria di un pusher, reo di aver ritardato il pagamento dello stupefacente.<\/p>\n<h3>Controllo del tessuto economico a Scilla e Bagnara<\/h3>\n<p>Il sodalizio era capace di controllare alcuni settori particolarmente delicati dell\u2019economia scillese: basti pensare all\u2019interesse dimostrato per le assegnazioni delle concessioni degli stabilimenti balneari. Tutte fasi criminali controllate dalla figura di <strong>Angelo Carina, di cui si \u00e8 delineato il sicuro rango apicale.<\/strong><\/p>\n<p>Era lui infatti il punto di riferimento per il nipote Carmelo Cimarosa (affiliato al sodalizio e responsabile dell\u2019approvvigionamento e della distribuzione dei quantitativi di stupefacente destinati allo spaccio al dettaglio) con cui era in costante contatto e permanente simbiosi delinquenziale, e per gli altri appartenenti al sodalizio ed al gruppo responsabile dello spaccio di stupefacente: una sorta di mentore criminale al quale, primo fra tutti Cimarosa ed i <strong>pi\u00f9 giovani affiliati<\/strong> si rivolgevano per ricevere indicazioni operative ed ottenere l\u2019autorizzazione al compimento delle azioni delittuose pi\u00f9 rilevanti essendo stata documentata anche la disponibilit\u00e0 di armi da parte degli appartenenti al sodalizio ed una particolare propensione a portare azioni violente sul territorio.<\/p>\n<p>Il costante contributo di Carina nella gestione del narcotraffico non era fine a s\u00e9 stesso, ma si traduceva nella sua partecipazione anche in sede di spartizione dei relativi guadagni. Le intercettazioni nei confronti di Cimarosa hanno consentito di acclarare la centralit\u00e0 della sua figura nella gestione di un vasto traffico di droga il cui rifornimento era garantito da una stretta cointeressenza con <strong>Antonio Alvaro<\/strong>, <strong>Francesco Laurendi ed Enzo Violi, <\/strong>anche loro colpiti dalle misure cautelari di oggi, e la cui distribuzione al dettaglio era curata da un <strong>collettivo di spacciatori a carico dei quali sono state censite 52 cessioni<\/strong> a riprova dell\u2019ingente volume di traffico e di quantit\u00e0 di sostanza stupefacente gestito dal sodalizio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-415572 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Operazione-Lampetra-02.jpg\" alt=\"\" width=\"617\" height=\"350\" title=\"\"><\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 di monitoraggio ed osservazione hanno permesso di accertare e quindi allentare <strong>l\u2019asfissiante controllo del territorio di Scilla<\/strong> che il sodalizio mafioso ha posto in essere, grazie all\u2019attivit\u00e0 di spaccio che aveva trovato <strong>nella villa comunale<\/strong> la propria base operativa sottraendola alla disponibilit\u00e0 di cittadini e famiglie. I membri della consorteria si sono infatti attrezzati, per gestire <strong>in modo professionale il business<\/strong> <strong>degli stupefacenti<\/strong>, rivolgendosi a fornitori, in grado di assicurare canali privilegiati e stabili di approvvigionamento. Tra questi, il principale era certamente Antonio Alvaro mentre Carmelo Cimarosa era attivo principalmente nel mercato della <strong>cocaina<\/strong>. Il mercato della <strong>marijuana<\/strong> era delegato ai fratelli Silvio Emanuele e Francesco Cimarosa.<\/p>\n<h3>La squadra di pusher<\/h3>\n<p>Le indagini hanno fornito un quadro completo e ben definito della squadra di pusher che, capitanati da Carmelo Cimarosa, si sono rivelati in grado di realizzare una capillare rete di spaccio nel territorio di <strong>Scilla e Bagnara<\/strong> <strong>Calabra:<\/strong> tenendo una contabilit\u00e0 dei rispettivi rapporti di dare\/avere, scambiandosi consigli ed ammonimenti per scongiurare il rischio di essere intercettati, dedicandosi alla coltivazione della canapa indiana, per dotare l\u2019organizzazione di stupefacente \u201cfatto in casa\u201d e cos\u00ec incrementare i comuni guadagni, progettando inoltre l\u2019espansione in altre regioni del norditalia per l\u2019esponenziale incremento del giro d\u2019affari criminale e dei connessi margini di profitto e fidelizzando un altissimo numero di clienti che Cimarosa quantificava in ben 400, tra i comuni di Scilla e Bagnara Calabra.<\/p>\n<p>L\u2019associazione creatasi intorno a Cimarosa non mancava di confrontarsi, talvolta con la contrapposizione, alle altre attive sul territorio, attraverso una <strong>rivalit\u00e0 che si traduceva nel desiderio di acquisire fette di mercato sempre pi\u00f9 ampie a discapito dei concorrenti. <\/strong>Questi, per imporre le proprie regole e per suscitare diffusa intimidazione sul territorio, si avvaleva \u2013 oltre che della fama della cosca di appartenenza \u2013 anche di un <strong>generalizzato ricorso alla violenza<\/strong>, di cui non mancava di gloriarsi con l\u2019interlocutore di turno.<br \/>\nL\u2019indagato faceva presente di <strong>non avere remore a contrapporsi a chicchessia nell\u2019area di Scilla<\/strong>: anche chi poteva godere della vicinanza con esponenti di altre frange della locale criminalit\u00e0 organizzata, non sarebbe rimasto immune dai suoi raid punitivi. <strong>Violenza<\/strong> che veniva esercitata nei limiti in cui era consentita dal galateo della ndrangheta ed in modo da non incorrere nella perdita del <strong>\u201crispetto della famiglia\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-415571 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Operazione-Lampetra-01.jpg\" alt=\"\" width=\"531\" height=\"352\" title=\"\"><\/p>\n<p>L\u2019investigazione, inoltre, si \u00e8 dimostrata decisiva per il censimento della destinazione finale di un ingente carico di sostanza stupefacente di tipo cocaina presso il porto di Gioia Tauro. Nello specifico, le propalazioni intercettate evidenziavano, a partire da quella data ed acutizzata nel mese di dicembre del 2019, una grave difficolta di rifornimento di sostanza stupefacente da parte dei fornitori di cocaina oggetto di attenzione investigativa. Le indagini hanno fotografato, anche, l\u2019allarmante propensione di Carmelo Cimarosa e dei suoi accoliti a fare ricorso ad armi da sparo, per risolvere le problematiche che, di volta in volta, si frapponevano al raggiungimento dei loro obiettivi criminali, che palesano l\u2019elevatissima pericolosit\u00e0 sociale degli indagati e delineano il contesto criminale in cui gli stessi da tempo operano. Ad esito dell\u2019attivit\u00e0 di esecuzione 14, dei 19 arrestati, sono stati destinatari della misura cautelare in carcere e associati presso le Case Circondariali di Reggio Calabria, Messina, Catania, Salerno e Milano, e 5 presso i rispettivi domicili, a disposizione dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria.<\/p>\n<h4>Imposizione del Pizzo<\/h4>\n<p>&#8220;Dall&#8217;inchiesta &#8211; ha detto il procuratore di Reggio Calabria <strong>Giovanni Bombardieri<\/strong> &#8211; emerge l&#8217;interesse della cosca per l&#8217;amministrazione comunale. Monitoravano lo svolgimento di attivit\u00e0 di edilizia pubblica per poter procedere all&#8217;imposizione del pizzo&#8221;. Secondo il magistrato gli arrestati &#8220;controllavano lo spaccio nel territorio di Scilla, Villa e Bagnara Calabra. Carmelo Cimarosa <strong>si vantava del numero di acquirenti fidelizzati e di spacciatori che lavoravano per lui<\/strong>&#8220;. Oltre al controllo dello spaccio, &#8220;l&#8217;indagato Cimarosa era impegnato &#8211; ha aggiunto il procuratore Bombardieri &#8211; nella realizzazione di un suo progetto criminale: creare una &#8216;ndrina che si staccasse da quella dei Nasone-Gaietti&#8221;. Stando alle indagini, Cimarosa aveva una squadra di pusher che spacciavano nel territorio scillese sia la marijuana, che producevano in proprio, sia la cocaina che arrivava da Sinopoli. Il fornitore di riferimento dell&#8217;organizzazione, infatti, sarebbe stato Antonio Alvaro. In un&#8217;intercettazione, lo stesso Cimarosa si vantava di aver fidelizzato un altissimo numero di clienti ben 400, tra i comuni di Scilla e Bagnara Calabra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; scattata all&#8217;alba un&#8217;operazione contro la &#8216;ndrangheta ribattezzata &#8216;Lampetra&#8217; che ha portato all&#8217;arresto di 19 persone per associazione mafiosa e traffico di droga<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":153002,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-153001","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153001","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=153001"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153001\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/153002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=153001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=153001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=153001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}