{"id":15360,"date":"2013-01-09T04:00:49","date_gmt":"2013-01-09T03:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=15360"},"modified":"2023-01-17T13:13:29","modified_gmt":"2023-01-17T12:13:29","slug":"5073-violenza-sessuale-su-una-minorenne-ce-un-indagato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5073-violenza-sessuale-su-una-minorenne-ce-un-indagato\/","title":{"rendered":"Violenza sessuale su una minorenne: c&#8217;\u00e8 un indagato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> La paura resta impressa nella mente. Come un tatuaggio. <strong>Stephanie, una 17enne francese,<\/strong> scampata ad una violenta<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">aggressione per uno stupro di gruppo, ha perso, <strong>dall&#8217;aprile del 2012,<\/strong> l&#8217;esuberanza dei suoi anni. Da quella terribile notte, la ragazzina, capelli biondi, occhi verdi, erre moscia e nasino all&#8217;ins\u00f9, non riesce pi\u00f9 a dormire. Quelle scene di violenza e di paura, le tengono compagnia h 24 e a nulla servono e sono serviti i calmanti, le consultazioni con lo psichiatra e la protezione della famiglia. Forse da oggi sar\u00e0 un p\u00f2 pi\u00f9 tranquilla per via di uno di quei quattro ragazzi che quella notte dell&#8217;aprile del 2012 l&#8217;hanno terrorizzata, finito nel registro degli indagati con l&#8217;accusa di violenza di gruppo. <strong>Si tratta di F. T., 23enne di Marano Marchesato,<\/strong><strong>rintracciato dai carabinieri della Compagnia di Cosenza, diretti dal capitano Pierluigi Satriano, per via di quel tatuaggio sul collo.<\/strong> Fu la stessa francesina nell&#8217;immediato racconto di quell&#8217;incubo ad indicare ai carabinieri che uno di quei mostri aveva un tatuaggio sul collo, precisamente un anfibio.<strong> Il sostituto procuratore della Repubblica, Antonio Bruno Tridico,<\/strong> per il ragazzo aveva avanzato al gip la richiesta di arresto, ricevendo, per\u00f2, parere negativo. Per il 23enne, insomma, solo una denuncia a piede libero per sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo. L&#8217;incubo per Stephanie, inizia, come detto, nella tarda serata di un sabato d&#8217;aprile del 2012. La minorenne \u00e8 in compagnia di un amico. I due fanno shopping, consumano un aperitivo e poi decidono di dividersi per i loro rispettivi impegni serali. La 17enne con altre amiche <strong>va in un locale di Rende.<\/strong> La calca \u00e8 tanta, la musica \u00e8 alta, si beve qualche drink e si balla in pista. Stephanie viene &#8220;agganciata&#8221; <strong>dai quattro<\/strong> che le propongono un pit stop al bar per consumare qualcosa. La ragazzina beve. I quattro hanno gi\u00e0 in mente il loro piano e per preparare &#8220;la festa&#8221; invitano la ragazza a seguirli fuori. Una volta all&#8217;esterno del locale, i quattro portano la ragazza a farsi un giretto in auto. Saliti in macchina, alla ragazza viene fatto fumare qualcosa. Lei parler\u00e0 di &#8220;quella roba&#8221; che l&#8217;ha stordita. La ragazza \u00e8 stordita ma al tempo stesso, per effetto dell&#8217;alcol e del fumo, \u00e8 su di giri. In uno dei tanti passaggi di quel drammatico racconto-denuncia ai carabinieri, Stephanie, aggrappandosi a tutte le sue forze e, descrive ai militari dell&#8217;Arma le fasi salienti di quei momenti. La descrizione, tra singhiozzi e lacrime, \u00e8 minuziosa. Il racconto dice che i ragazzi approfittano di quel suo momento di confusione mentale e l&#8217;invitano a<strong> salire all&#8217;ultimo piano di un palazzo con vista preferenziale su piazza Bilotti.<\/strong> Una volta in casa, la porta d&#8217;ingresso viene chiusa con le chiavi a doppia mandata. I quattro cominciano a toccare la ragazza, palpandola sul corpo. Poi a turno iniziano a &#8220;saltarle&#8221; addosso come degli animali. Lei riesce a respingere i loro attacchi. Anzi, tenta anche la fuga, ma arrivata alla porta non riesce ad uscire, la porta \u00e8 sbarrata a chiave. I quattro ritentano l&#8217;assalto, ma anche questa volta la ragazza reagisce. I 20enni, posseduti da uno stato di eccitazione, alcool e droga passano alle maniere forti. Spintonano e picchiano la ragazza, l&#8217;afferrano per un braccio e la caricano in auto, partendo sgommando. <strong>Arrivano all&#8217;Autostazione<\/strong> e gettano la ragazza fuori dal&#8217;auto. Stephanie \u00e8 seminuda. Una pattuglia dei carabinieri, impegnata in un giro di perlustrazione sul territorio, intorno alle 5 del mattino, la trova. E&#8217; rannicchiata per terra, ha il viso segnato dal trucco colato e dalle lacrime, ha la paura dipinta sul volto e gli occhi umidi di terrore. Viene accompagnata in ospedale per le visite del caso. Le ecchimosi, i segni di violenza, lo stato di agitazione e l&#8217;alterazione dei suoi riflessi confermano le sue accuse. Dopo essere stata sedata, viene ascoltata dai carabinieri, ai quali racconta tutto. Racconta soprattutto di quell&#8217;anfibia tatuato sul collo. E&#8217; un indizio utile. F. T. viene indagato. I suoi tre complici hanno le ore contate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La paura resta impressa nella mente. Come un tatuaggio. 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