{"id":153894,"date":"2021-08-02T07:24:47","date_gmt":"2021-08-02T05:24:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/blitz-inter-nos-gli-appalti-della-sanita-nelle-mani-delle-cosche-17-misure-cautelari\/"},"modified":"2023-01-16T17:37:35","modified_gmt":"2023-01-16T16:37:35","slug":"417789-blitz-inter-nos-gli-appalti-della-sanita-nelle-mani-delle-cosche-17-misure-cautelari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/417789-blitz-inter-nos-gli-appalti-della-sanita-nelle-mani-delle-cosche-17-misure-cautelari\/","title":{"rendered":"Blitz &#8220;Inter Nos&#8221;, gli appalti della sanit\u00e0 nelle mani delle cosche. 17 misure cautelari"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; <b>Gli appalti della sanit\u00e0 pubblica in Calabria<\/b> sarebbero finiti nelle mani delle cosche di &#8216;ndrangheta che si sarebbero inserite nella <b>gestione degli appalti della sanit\u00e0 reggina<\/b>, grazie alla creazione di imprese che condizionavano il mercato.\u00a0Sono complessivamente 24 gli indagati dell&#8217;operazione &#8220;Inter Nos&#8221; che ha fatto luce sulle infiltrazioni della &#8216;ndrangheta nella sanit\u00e0 pubblica e in particolare sugli appalti per le pulizie nell&#8217;Asp di Reggio Calabria. <strong>Nove persone sono finite in carcere<\/strong> su disposizione del gip Karin Catalano che ha firmato l&#8217;ordinanza di arresto su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri, dell&#8217;aggiunto Gerardo Dominijanni e dei pm Walter Ignazitto, Giulia Scavello e Marika Mastrapasqua. Tra queste c&#8217;\u00e8 il direttore del settore della struttura complessa Gestione Risorse Economico Finanziarie dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale, Giuseppe Corea. Sette indagati sono finiti ai domiciliari, tra cui il consigliere regionale Nicola Paris, accusato di corruzione. Per lui la Dda e la Procura ordinaria avevano chiesto il carcere perch\u00e9, nella sua qualit\u00e0 di consigliere regionale, &#8220;tentava di intervenire presso il Governatore facente funzioni della Regione Calabria Antonino Spirli al line di sollecitare il rinnovo contrattuale&#8221; di Giuseppe Corea, ritenuto un &#8220;funzionario asservito&#8221; agli imprenditori coinvolti nell&#8217;inchiesta e che avevano sostenuto lo stesso Paris &#8220;durante la campagna elettorale&#8221;.<\/p>\n<p>Insieme a Paris, sono finiti ai domiciliari la funzionaria dell&#8217;Asp Filomena Ambrogio, gli imprenditori Angelo Zaccuri, Lorenzo Delfino Sergio Piccolo, Gianluca Valente e l&#8217;impiegato della Direzione sanitaria dell&#8217;ospedale di Melito Salvatore Id\u00e0. Oltre al dirigente dell&#8217;Asp Corea, invece, in carcere sono finiti Domenico Chil\u00e0, Antonino Chil\u00e0, Giovanni Lauro, Antonino D&#8217;Andrea, Mario Carmelo D&#8217;Andrea, Francesco Macheda, Nicola Calabr\u00f2 e Massimo Costarella. Il gip ha disposto, infine, l&#8217;interdizione per un anno nei confronti di Giuseppe Giovanni Galletta, idirettore dell&#8217;esecuzione del contratto di appalto per le pulizie vinte dall&#8217;Ati &#8220;Helios&#8221;, ritenuta legata alle cosche di Locri oltre che alle famiglie mafiose Serraino di Reggio Calabria e Iamonte di Melito Porto Salvo.<strong> Le 17 persone coinvolte nell&#8217;inchiesta sono accusate, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere &#8211; aggravata dall&#8217;agevolazione mafiosa &#8211; finalizzata alla turbata libert\u00e0 degli incanti, turbata libert\u00e0 del procedimento di scelta del contraente, corruzione, frode nelle pubbliche forniture, estorsione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.<\/strong>\u00a0Nell&#8217;inchiesta, con l&#8217;accusa di turbativa d&#8217;asta, sono indagati anche l&#8217;ex direttore generale dell&#8217;Asp Grazia Rosa Anna Squillacioti, l&#8217;ex commissario Francesco Sarica e la dirigente dell&#8217;ufficio Programmazione e Bilancio dell&#8217;Azienda sanitaria Angela Minniti. L&#8217;indagine dello Scico e del Gico della Guardia di finanza ha permesso di accertare che i servizi di pulizia e sanificazione delle strutture amministrative e sanitarie ricadenti nella competenza territoriale dell&#8217;Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria sono stati affidati ad individuate societ\u00e0, i cui membri, risultati essere &#8220;legati&#8221; a varie consorterie criminali della provincia di Reggio Calabria. Dall&#8217;attivit\u00e0 investigativa, infatti, \u00e8 emerso un distorto utilizzo del sistema della proroga del rapporto contrattuale. In assenza di alcuna procedura di evidenza pubblica, gli indagati sono riusciti per anni a proseguire artificiosamente il rapporto con l&#8217;Asp.<\/p>\n<p>Tra proroghe e ricorsi, il il collante era quello che i pm definiscono &#8220;un collaudato sistema di corruttela&#8221;: false fatturazioni emesse da imprese compiacenti, ma anche indebite dazioni di denaro sono state elargite in maniera continuativa e sistematica al fine di mantenere saldo nel tempo il pactum sceleris siglato tra i funzionari dell&#8217;Asp e gli imprenditori vicini ai clan che godevano di una &#8220;corsia preferenziale&#8221; per il pagamento delle prestazioni rese. L&#8217;attivit\u00e0 d&#8217;indagine ha permesso di rilevare come le componenti l&#8217;Ati &#8220;Helios&#8221; abbiano svolto con modalit\u00e0 difformi da quelle previste i servizi straordinari di sanificazione e disinfestazione, affidati dall&#8217;Asp a seguito del diffondersi del coronavirus, da effettuarsi nei diversi presidi ospedalieri della provincia di Reggio Calabria. Stando all&#8217;inchiesta, in piena pandemia gli arrestati si sarebbero appropriati indebitamente dei dispositivi di protezione individuale anti-Covid-19, sottraendoli finanche al personale sanitario impegnato in occasione dell&#8217;emergenza. <strong>Alcuni indagati, infine, si sarebbero sottoposti indebitamente alla vaccinazione prevista, all&#8217;epoca dei fatti, solo per individuate categorie.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Infiltrazioni negli appalti della sanit\u00e0: 17 misure cautelari e sequestrate imprese per un valore di oltre 12 milioni di euro<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":153895,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-153894","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153894","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=153894"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153894\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/153895"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=153894"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=153894"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=153894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}