{"id":154256,"date":"2021-08-09T08:03:41","date_gmt":"2021-08-09T06:03:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-mercato-libero-estorsioni-e-reati-ambientali-fino-e-il-business-delle-auto\/"},"modified":"2023-01-16T17:38:00","modified_gmt":"2023-01-16T16:38:00","slug":"418608-operazione-mercato-libero-estorsioni-e-reati-ambientali-fino-e-il-business-delle-auto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/418608-operazione-mercato-libero-estorsioni-e-reati-ambientali-fino-e-il-business-delle-auto\/","title":{"rendered":"Operazione &#8220;Mercato Libero\u201d, estorsioni e reati ambientali fino al business delle auto"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; <strong>Due sono finiti in carcere,<\/strong>\u00a0altre due persone <strong>ai domiciliari e 5 <\/strong>. Sono accusati di diversi reati che vanno dall&#8217;as<strong>sociazione mafiosa alla tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e al trasferimento fraudolento di valori<\/strong>. Il blitz, denominato \u201c<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/13534\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mercato Libero<\/a>\u201d, \u00e8 stata eseguito dai carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria coadiuvati dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla DDA della citt\u00e0 metropolitana, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri.<\/p>\n<p><strong>In carcere sono finiti<\/strong> Frascati Emilio Angelo, cl. 1969, ritenuto responsabile del reato di associazione mafiosa e<br \/>\nTomaselli Gaetano, cl. 1978, ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. <strong>Ai domiciliari invece son o finiti<\/strong> Frascati Demetrio, cl. 1974, ritenuto responsabile del reato di trasferimento fraudolento di valori e Frascati Paolo, cl. 1981, ritenuto responsabile del reato di trasferimento fraudolento di valori.<\/p>\n<h4>Misura cautelare per i soci di una concessionaria di auto<\/h4>\n<p>Inoltre, <strong>tutti e 5 i soci della cooperativa Effe Motors<\/strong> sono stati destinatari di m<strong>isura cautelare interdittiva del divieto di esercitare i<\/strong>mprese e uffici direttivi di persone giuridiche e imprese, per la durata di mesi 6, in ordine al delitto di trasferimento fraudolento di valori.\u00a0\u00c8 stato altres\u00ec disposto il sequestro preventivo delle quote e dell\u2019intero compendio aziendale della societ\u00e0 cooperativa, concessionaria autorizzata per i marchi <strong>Honda e Mazda con sede in Reggio Calabria<\/strong>. \u00c9 stato disposto, inoltre, su proposta della Guardia di Finanza di Reggio Calabria il sequestro preventivo finalizzato alla confisca c.d. allargata, di un immobile a sei piani fuori terra ed un piano interrato sino in localit\u00e0 Fondo Schiavone del comune di Reggio Calabria, oltre all\u2019autovettura intestata alla moglie di uno degli indagati.<\/p>\n<h4>Le estorsioni ad un impresa impegnata in opera pubblica<\/h4>\n<p>L\u2019attivit\u00e0, diretta dal Sostituto Procuratore DDA Sara Amerio, ha consentito ai Carabinieri del Nucleo Investigativo cittadino di sviluppare le iniziali indagini relative ad un tentativo di estorsione perpetrata il 2 agosto 2017 in danno della impresa PA.E.CO. s.r.l., azienda lucana impegnata nella realizzazione dell\u2019opera pubblica avente ad oggetto la riqualificazione del quartiere Ravagnese, collegamento viario sulle golene del torrente Sant\u2019Agata, tra la Superstrada Jonica e la zona sud di Reggio Calabria. Tale appalto \u00e8 stato aggiudicato dalla societ\u00e0 PAECO S.r.l. in data 23.11.2015 per un importo complessivo pari ad euro 3.240.006,59, oltre Iva. In seguito alla predetta richiesta estorsiva \u00e8 stata avviata l\u2019attivit\u00e0 d\u2019indagine che ha consentito, soprattutto attraverso l\u2019<strong>individuazione fotografica di uno degli operai presenti durante l\u2019azione estorsiva<\/strong>, di pervenire all\u2019identificazione di Gaetano Tomaselli, come uno dei responsabili, soggetto organico alla<strong> cosca di \u2018ndrangheta dei LIBRI<\/strong>, come gi\u00e0 emerso nell\u2019ambito del procedimento c.d. \u201cTeorema \u2013 Roccaforte\u201d, che aveva gi\u00e0 disvelato il modus operandi di alcune pregresse richieste estorsive poste in essere dallo stesso Tomaselli in danno di commercianti locali.<\/p>\n<h4>I ritardi sospetti e l&#8217;intercessione delle cosche<\/h4>\n<p>Al fine di individuare ulteriori correi all\u2019azione estorsiva, nel mese di agosto 2017, \u00e8 stato avviato un monitoraggio investigativo nei confronti degli operai presenti in cantiere, riponendo particolare attenzione sul responsabile di cantiere, il quale <strong>aveva denunciato la notitia criminis alle Forze dell\u2019Ordine solo tre giorni dopo la richiesta estorsiva<\/strong>, giustificando tale ritardo con la necessit\u00e0 per il direttore tecnico e procuratore speciale della PA.E.CO. S.r.l. di confrontarsi con il proprio legale di fiducia. Tuttavia, le risultanze investigative consentivano di appurare come il reale motivo dell\u2019indugio andasse ricercato nel tentativo da parte dei rappresentanti dell\u2019impresa PAECO S.r.l. di interessare esponenti, o comunque, soggetti vicini alla criminalit\u00e0 organizzata reggina, per far fronte alla richiesta estorsiva mediante \u201c<strong>aggiustamenti interni\u201d, tipici degli ambienti mafiosi.<\/strong> Nello specifico, le emergenze investigative hanno evidenziato come i gestori dell\u2019impresa PAECO S.r.l., attraverso il responsabile di cantiere, abbiano investito della questione Emilio Angelo Frascati, individuandolo quale referente di zona della ndrangheta cui affidarsi per intercedere con i vertici della cosca Libri per risolvere la questione estorsiva.<\/p>\n<p>Seguendo tale direttrice, le investigazioni si sono concentrate sulla figura di Emilio Angelo Frascati, al fine di delineare la sua partecipazione all\u2019a<strong>rticolazione di ndrangheta dei Libri,<\/strong> prendendo in esame sia le risultanze tecniche circa il suo intervento, nella veste di intermediario, nella suddetta vicenda estorsiva, sia analizzando il contributo dichiarativo proveniente da molteplici collaboratori di giustizia. Emilio Angelo Frascati \u00e8 figlio di Antonino Frascati, condannato in via definitiva per il reato di associazione di tipo mafioso, quale partecipe della cosca LIBRI, consorteria che detiene l\u2019egemonia criminale ove insisteva il cantiere della PA.E.CO. S.r.l.<\/p>\n<h4>Violazioni ambientali e rifiuti speciali<\/h4>\n<p>Nel corso delle indagini finalizzate a delineare le dinamiche sottese alla citata richiesta estorsiva, \u00e8 stata avviata un\u2019attivit\u00e0 di video osservazione sulle opere di cantiere svolte dalla PAECO S.r.l.. Tali attivit\u00e0 hanno consentito di svelare plurime<strong> violazioni di natura ambientale<\/strong> poste in essere dai vertici della societ\u00e0\u00a0 nell\u2019interesse ed a vantaggio della medesima, con la <strong>collusione dell\u2019Ufficio della Direzione dei Lavori<\/strong>. Nello specifico, si appurava che, nel corso delle operazioni di movimento terra, scavo e demolizione, <strong>la societ\u00e0 aveva gestito abusivamente un ingente quantitativo di rifiuti speciali<\/strong> pericolosi e non, gi\u00e0 presenti sull\u2019area di cantiere, tra cui anche materiale contenente amianto frantumato. Il prodotto ricavato, invece di essere selezionato e\/o smaltito secondo quanto previsto dalle norme ambientali, \u00e8 stato in realt\u00e0 miscelato con terra e rocce da scavo e poi riutilizzato per riempire avvallamenti e terrapieni.\u00a0Gli indagati, pur di ampliare i propri profitti, piuttosto che procedere all\u2019immediata sospensione dei lavori, segnalando quanto accertato agli organi competenti, continuavano, con la complicit\u00e0 dei suddetti responsabili comunali, nell\u2019<strong>attivit\u00e0 di movimento terra, sbancamento e riempimento su quasi tutta l\u2019area di cantiere<\/strong>, perfettamente consapevoli del grave danno che avrebbero arrecato all\u2019ambiente ed incuranti dei siti di amianto ivi presenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/13535\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-418614\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/13535\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"334\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>I<strong>l cantiere in argomento \u00e8 stato successivamente posto in sequestro dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Reggio Calabria<\/strong> che, a seguito di un accesso al sito, ha riscontrato la presenza in loco di rifiuti pericolosi, tra i quali \u2013 appunto &#8211; l\u2019amianto frantumato. Gli accertamenti compiuti sul cantiere in occasione del sequestro hanno inoltre consentito di evidenziare numerose violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, che sono state contestate all\u2019impresa aggiudicatrice.\u00a0 Tale gestione illecita di rifiuti ha trovato peraltro riscontro nelle attivit\u00e0 di sondaggio compiute dal consulente tecnico incaricato dall\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria, a compiere studi approfonditi sull\u2019area di cantiere circa la presenza dei rifiuti pericolosi e non pericolosi. Agli esiti della consulenza hanno evidenziato come l\u2019<strong>area interessata dalla realizzazione delle golene del Torrente Sant\u2019Agata costituisse una vera e propria discarica.<\/strong> Tale dato tuttavia era noto sin dalla progettazione dell\u2019opera, posto che la condizione e lo stato in cui versava l\u2019intera area del torrente erano gi\u00e0 noti dal novembre 2007, allorquando il sito in questione era stato inserito nel piano delle bonifiche della Regione Calabria.<br \/>\nAd oggi, la suddetta area non \u00e8 stata ancora bonificata.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6b6g1z_BcnA\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<h4>Il business &#8220;occulto&#8221; delle auto<\/h4>\n<p>Nello stesso solco di indagine confluiscono inoltre gli esiti di indagine svolti sul conto di Demetrio e Paolo Frascati, fratelli del suddetto Emilio Angelo, in ordine al reato di t<strong>rasferimento fraudolento di valori, volto a mascherare la titolarit\u00e0 di un noto concessionario di autovetture<\/strong> da tempo attivo in Reggio Calabria, che in realt\u00e0 \u00e8 a loro perfettamente riconducibile. Nello specifico, \u00e8 stato ricostruito come i fratelli Frascati, da sempre attivi nel commercio degli autoveicoli, a seguito dei provvedimenti giudiziari che hanno portato nel tempo al sequestro ed alla successiva confisca dei beni da loro acquisiti illecitamente, tra cui la concessionaria di autovetture FRAUTO s.r.l., abbiano messo in atto una manovra elusiva finalizzata a mascherare i loro capitali aziendali nel timore di subire ulteriori provvedimenti in tema di misure di prevenzione patrimoniale.<\/p>\n<h4>Il ruolo della Societ\u00e0 Cooperativa EFFE MOTORS<\/h4>\n<p>Le indagini, infatti, hanno acclarato come la Societ\u00e0 Cooperativa EFFE MOTORS (concessionario di autovetture) sia stata fittiziamente intestata ai soci della stessa, gi\u00e0 dipendenti della FRAUTO S.r.l., quest\u2019ultima riconducibile a Demetrio e Caterina FRASCATI, in quanto sottoposta in sequestro in data 25.02.1997, a cagione dagli esiti del procedimento c.d. \u201cOlimpia\u201d, e poi sottoposta in confisca irrevocabile. <strong>Il meccanismo fraudolento attuato dagli indagati \u00e8 stato volto a garantire ai fratelli la continuit\u00e0 nella gestione della FRAUTO S.r.l.,<\/strong> in seguito al sequestro e successiva confisca di cui sopra. Per tale scopo, gli ex dipendenti della FRAUTO S.r.l., con il contributo agevolatore di Elvira Cocchiarale ed Emilio Angelo Romeo, cugini e collaboratori fidati dei fratelli Frascati, hanno costituito la cooperativa EFFE MOTORS, tramite la quale chiedevano ed ottenevano dall\u2019Agenzia del Demanio la concessione a titolo gratuito del patrimonio aziendale della FRAUTO S.r.l., avvalendosi della normativa allora in vigore, volta a tutelare i livelli occupazionali delle aziende soggette a confisca. Sono state esaminate le fasi che hanno portato alla nascita, sequestro e confisca della FRAUTO S.r.l., ed alla conseguente formazione della societ\u00e0 cooperativa EFFE MOTORS che oggi gestisce il patrimonio in ragione di una concessione a titolo gratuito da parte del Demanio dello Stato.\u00a0 Dal compendio delle risultanze investigative \u00e8 emerso una continuit\u00e0 tra la <strong>FRAUTO e la EFFE MOTORS, con una perfetta sovrapposizione di ruoli e competenze che i Frascati<\/strong> hanno mantenuto invariati nel tempo, anche e soprattutto grazie alla fattiva collaborazione dei loro storici dipendenti che \u201cformalmente\u201d amministravano, per giunta gratuitamente, il patrimonio che lo Stato ha dapprima sequestrato e successivamente confiscato ai, poich\u00e9 riconosciuto ufficialmente quale provento di attivit\u00e0 delittuosa.<\/p>\n<h4>Il trasfermento fraudolento di valori<\/h4>\n<p>\u00c9 emerso, in sostanza, dall\u2019attivit\u00e0 di indagine com<strong>e l\u2019attivit\u00e0 di rivendita auto venisse gestita interamente da Paolo e Demetrio Frascari,<\/strong> laddove i soci, anche quelli inseriti formalmente ai vertici dell\u2019organigramma dell\u2019ente (quali presidente e consiglieri di amministrazione) erano ai predetti subordinati, eseguendo le direttive da questi ultimi impartite ed a loro tenuti a rendere conto per tutto ci\u00f2 che concerne il rapporto lavorativo alle dipendenti della societ\u00e0.\u00a0 Il quadro indiziario sottoposto alla valutazione del GIP \u00e8 costituito da copioso materiale intercettivo ed attivit\u00e0 di osservazione che hanno fatto ritenere la gestione diretta della societ\u00e0 cooperativa EFFE MOTORS da parte dei fratelli, consentendo di ricostruire in dettaglio il reato <strong>di trasferimento fraudolento di valori<\/strong> realizzato, appunto, dai Frascati attraverso la creazione della EFFE MOTORS.\u00a0 Sono stati, inoltre, espletati accertamenti finalizzati alla ricostruzione dell\u2019iter procedurale che ha portato all\u2019affitto a titolo gratuito dei beni della ex FRAUTO alla cooperativa EFFE MOTORS. Dalla disamina della documentazione acquisita \u00e8 stato possibile rilevare che nell\u2019iter amministrativo in parola vi sono state, in pi\u00f9 occasioni, lacune procedurali, evidentemente dovute a superficialit\u00e0 dei funzionari\/dirigenti che nel tempo si sono succeduti, oltre che evidenti difetti di comunicazione tra le varie amministrazioni interessate.<\/p>\n<p>Le investigazioni si sono incentrare anche sugli accertamenti di natura patrimoniale, svolti dalla Compagnia di Reggio Calabria della Guardia di Finanza, a carico dei Frascati, i cui esiti hanno evidenziato significativi elementi sperequativi che hanno contraddistinto le c<strong>ondotte \u201canomale\u201d di Elvira COCCHIARALE<\/strong> e del cugino Demetrio FRASCATI, le cui entrate lecite e note all\u2019Erario confrontate con il costo della vita media annuale, hanno fatto emergere gravi incompatibilit\u00e0 rispetto ai loro beni posseduti ed ai risparmi accumulati.\u00a0L\u2019attivit\u00e0 nel suo complesso ha consentito di porre <strong>sotto sequestro beni per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro<\/strong>.\u00a0Ad esito dell\u2019attivit\u00e0 di esecuzione entrambi gli arrestati, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presunta intestazione fittizia dietro la  cooperativa \u00abEffe Motors\u00bb concessionaria di autovetture. In totale una ventina di indagati<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":154257,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-154256","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154256","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=154256"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154256\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/154257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=154256"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=154256"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=154256"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}