{"id":156416,"date":"2021-09-22T07:04:34","date_gmt":"2021-09-22T05:04:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/dia-le-mafie-sullemergenza-covid-la-ndrangheta-leader-nel-narcotraffico\/"},"modified":"2023-01-16T17:40:26","modified_gmt":"2023-01-16T16:40:26","slug":"423827-dia-le-mafie-sullemergenza-covid-la-ndrangheta-leader-nel-narcotraffico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/423827-dia-le-mafie-sullemergenza-covid-la-ndrangheta-leader-nel-narcotraffico\/","title":{"rendered":"Dia: le mafie sull&#8217;emergenza Covid, la &#8216;ndrangheta leader nel narcotraffico"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Le mafie non ricorrono pi\u00f9 alla violenza ma tendono ad adottare la linea dell&#8217;infiltrazione nel tessuto economico. E&#8217; uno dei tanti dettagli sull&#8217;evoluzione delle organizzazioni criminali contenuta nella Relazione della Direzione investigativa antimafia, relativa al secondo semestre del 2020 e appena consegnata al Parlamento. In sostanza, spiegano gli esperti della Dia, tutte le organizzazioni mafiose hanno accelerato il &#8220;processo di trasformazione e &#8216;sommersione&#8217; gi\u00e0 in atto da tempo, senza per\u00f2 rinunciare del tutto <strong>all&#8217;indispensabile radicamento sul territorio<\/strong> e a quella pressione intimidatoria che garantisce loro la riconoscibilit\u00e0 in termine di <strong>&#8216;potere&#8217; criminale<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<h4>Calano gli omicidi e aumenta la gestione illecita dell&#8217;imprenditoria<\/h4>\n<p>L&#8217;evoluzione del potere delle mafie \u00e8 confermata dai dati: rispetto al secondo semestre del 2019 si registra da un lato il <strong>calo degli &#8216;omicidi di tipo mafioso&#8217; e delle &#8216;associazioni mafiose&#8217;<\/strong> (passati rispettivamente da 125 a 121 e da 80 a 41) e dall&#8217;altro un <strong>aumento dei delitti connessi con la gestione illecita dell&#8217;imprenditoria, le infiltrazioni nei settori produttivi e l&#8217;accaparramento di fondi pubblici<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli episodi di <strong>corruzione<\/strong> e <strong>concussione<\/strong> sono passati da <strong>20 a 27<\/strong>, <strong>l&#8217;induzione indebita<\/strong> a dare o promettere utilit\u00e0 da <strong>9 a 16,<\/strong> il <strong>traffico di influenze<\/strong> illecite da<strong> 28 a 32,<\/strong> la <strong>turbata libert\u00e0 degli incanti<\/strong> da <strong>28 a 32<\/strong>. In questo quadro, oltre ai &#8216;tradizionali&#8217; settori di interesse &#8211; usura, estorsioni, traffico di droga &#8211; le attenzioni delle organizzazioni si sono orientate sui settori del gioco d&#8217;azzardo e delle scommesse, anche grazie alle<strong> possibilit\u00e0 offerte dalla tecnologia:<\/strong> imprenditori riconducibili ai clan, dicono gli analisti, costituiscono societ\u00e0 nei paradisi fiscali e creano cos\u00ec un circuito parallelo a quello legale che consente di ottenere non solo ampi guadagni ma anche di riciclare in maniera del tutto anonima enormi quantit\u00e0 di denaro.<\/p>\n<p>Altro settore d&#8217;interesse, fino a qualche anno fa riservato agli &#8216;<strong>specialisti&#8217; delle societ\u00e0 cartiere e delle frodi carosello,<\/strong> \u00e8 quello del contrabbando dei prodotti energertici poich\u00e9 consente di immettere nel mercato prodotti ad un prezzo molto pi\u00f9 basso di quello praticato dalle compagnie petrolifere. Si creano cos\u00ec vere e proprie &#8220;sinergie tra mafie e colletti bianchi&#8221; con questi ultimi cui spetta il compito di curare le importazioni dei prodotti dell&#8217;est Europa e gestirne la distribuzione attraverso societ\u00e0 create ad hoc attraverso le quali vengono riciclati i capitali messi a disposizione dalle organizzazioni. Sempre pi\u00f9 spesso inoltre, spiegano ancora gli investigatori della Dia, le mafie ricorrono a pagamenti in criptovalute: i bitcoin e, pi\u00f9 recentemente, il &#8216;Monero&#8217;, che non consentono il tracciamento e sfuggono al monitoraggio bancario&#8221;.<\/p>\n<h3>Organizzazioni puntano a rilevare imprese e a fondi pubblici<\/h3>\n<p>Con il prolungamento dell&#8217;emergenza dovuta al Covid, &#8220;la tendenza ad infiltrare in modo capillare il tessuto economico e sociale sano&#8221; da parte delle organizzazioni criminali &#8220;si sarebbe ulteriormente evidenziata&#8221;. E&#8217; quanto afferma la Relazione della Dia al Parlamento relativa al II semestre del 2020 sottolineando che si tratta da parte delle mafie di una &#8220;strategia criminale che, in un periodo di grave crisi, offrirebbe alle organizzazioni l&#8217;occasione sia di poter rilevare a buon mercato imprese in difficolt\u00e0, sia di accaparrarsi le risorse pubbliche stanziate per fronteggiare l&#8217;emergenza sanitaria&#8221;.<\/p>\n<h3>Pandemia e nuovi modi d&#8217;infiltrazione: a rischio i fondi<\/h3>\n<p>Nell&#8217;anno della pandemia, dicono ancora gli esperti della Dia, le organizzazioni criminali sembrerebbero aver utilizzato differenti modalit\u00e0 di infiltrazione: &#8220;se al nord, mediante il riciclaggio, risulterebbe intaccata l&#8217;imprenditoria privata con consistenti investimenti di capitali illeciti&#8221; si legge nel documento, <strong>al sud l&#8217;attenzione delle mafie si sarebbe rivolta &#8220;verso tutti i vantaggi offerti dai finanziamenti pubblici stanziati per offrire impulso alla crescita&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>Inoltre grazie alla capacit\u00e0 imprenditoriale, dovuta agli enormi capitali illeciti accumulati e alla collaborazione di imprenditori e colletti bianchi collusi le organizzazioni &#8220;potrebbero rivolgere le proprie attenzioni operative verso i fondi&#8221; stanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza &#8220;che giungeranno a breve grazie alle iniziative del Governo per assicurare un tempestivo sostegno economico in favore delle categorie pi\u00f9 colpite dalle restrizioni rese necessarie dall&#8217;emergenza sanitaria&#8221;. Proprio per evitare che le mafie met<strong>tano le mani su quei fondi,<\/strong> l&#8217;auspicio della Dia \u00e8 che i governi dei singoli paesi e le istituzioni europee, mettano lo stesso impegno profuso per fronteggiare la pandemia e diano le stesse &#8220;risposte corali&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 auspicabile &#8211; si legge nella Relazione &#8211; che l&#8217;azione condivisa dei Paesi per il superamento dell&#8217;emergenza sanitaria possa esprimersi con analoga intensit\u00e0 di fuoco nel contrasto globalizzato alle organizzazioni criminali pi\u00f9 strutturate e con diramazioni internazionali che sfruttano le disomogeneit\u00e0 legislative delle diverse Nazioni. Per una lotta efficace contro tali insidie oltre ad una auspicata e sempre pi\u00f9 pregnante legislazione condivisa si impone un impulso sempre maggiore nella circolazione delle informazioni e nella cooperazione sinergica tra gli organi investigativi e giudiziari dei singoli Paesi&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-423831 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Agenti-Dia-Direzione-investigativa-antimafia-02.jpg\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"432\" title=\"\"><\/p>\n<h4>La &#8216;ndrangheta \u00e8 leader nel narcotraffico,\u00a0donne e minori sempre pi\u00f9 coinvolti<\/h4>\n<p>La &#8216;ndrangheta rimane saldamente leader nel narcotraffico internazionale, ma &#8220;non appare pi\u00f9 cos\u00ec monolitica ed impermeabile alla collaborazione con la giustizia da parte di affiliati nonch\u00e9 di imprenditori e commercianti, sino a ieri costretti all&#8217;omert\u00e0 per il timore di gravi ritorsioni da parte dell&#8217;organizzazione mafiosa&#8221;. I gruppi affiliati si proiettano in tutte le regioni italiane, in diversi Paesi europei (Spagna, Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Germania, Austria, Repubblica Slovacca, Romania e Malta), nonch\u00e8 in Australia, Stati Uniti e Canada.<\/p>\n<p>Sottolineato anche il frequente<strong> coinvolgimento negli affari illeciti di donne e di minori<\/strong>. Le indagini, evidenzia la Relazione, danno conto &#8220;dell&#8217;ampio e pressoch\u00e9 inedito squarcio determinato dall&#8217;avvento sulla scena giudiziaria di un numero sempre pi\u00f9 elevato di &#8216;ndranghetisti che decidono di collaborare con la giustizia&#8221;. E anche &#8220;esponenti di primo piano hanno scelto di rompere il silenzio&#8221;. Nessuna tregua, per\u00f2, sul contrasto, perch\u00e8 le &#8216;ndrine sono infiltrate &#8220;in svariati settori commerciali, produttivi e dei servizi (costruzioni, autotrasporti, raccolta di materiali inerti, ristorazione, gestione di impianti sportivi e strutture alberghiere, commercio al dettaglio, senza tralasciare il settore sanitario, etc.)&#8221;.<\/p>\n<p><strong> I proventi del traffico di droga &#8211;<\/strong> in costante aumento &#8211; hanno reso la &#8216;ndrangheta una vera &#8220;potenza imprenditoriale&#8221; Le cosche, si legge ancora nel documento, &#8220;hanno da tempo dimostrato di essere straordinariamente abili ad adattarsi ai diversi contesti territoriali e sociali prediligendo, specialmente al di fuori dai confini nazionali, strategie di basso profilo e tenendosi, al contempo, al passo con il progresso e la globalizzazione. I modelli mafiosi originari vengono replicati al di fuori della Calabria facendo leva sui quei valori identitari posti alla base delle strutture &#8216;ndranghetiste. Alla stessa stregua non verrebbero abbandonate le tipiche ritualit\u00e0 di affiliazione che non rappresentano un mero fenomeno folkloristico ma preservano sentimenti fortemente caratterizzanti che rafforzano, ad esempio, il legame degli &#8216;ndranghetisti all&#8217;estero con la casa madre reggina&#8221;.<\/p>\n<h4>Reddito di cittadinanza<\/h4>\n<p>&#8220;La spregiudicata avidit\u00e0 della &#8216;ndrangheta non esita a sfruttare il reddito di cittadinanza nonostante la crisi economica che grava anche sul contesto sociale calabrese e bench\u00e9 l&#8217;organizzazione disponga di ingenti risorse finanziarie illecitamente accumulate&#8221;. Il riferimento \u00e8 ad una serie di inchieste che hanno visto diversi personaggi affiliati o contigui ai clan calabresi quali indebiti percettori del reddito di cittadinanza: coinvolti, in particolare, uomini delle famiglie <strong>Accorinti, Mannolo, Pesce, Bellocco<\/strong>. Nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Tantalo, ad esempio, i Carabinieri hanno deferito all&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria di Locri 135 percettori irregolari di buoni spesa Covid, alcuni dei quali legati per vincoli di parentela e\/o affinit\u00e0 a sodalizi del luogo e, circa la met\u00e0, residenti a San Luca.<\/p>\n<h4>I tentacoli della &#8216;ndrangheta fuori dalla Calabria: al Nord censiti 46 clan &#8216;locali&#8217;<\/h4>\n<p>San Giusto Canavese (Torino) e Lonate Palazzolo (Varese), Lona Lases (Trento) e Desio (Monza e Brianza), Lavagna (Genova) e Pioltello (Milano). Tutti posti ben lontani dalla Calabria, ma nei quali la &#8216;ndrangheta ha allungato i suoi tentacoli installandovi &#8216;locali&#8217; (le strutture di coordinamento delle &#8216;ndrine). La Dia conta ben 46 &#8216;locali&#8217; nelle regioni settentrionali: 25 in Lombardia, 14 in Piemonte, 3 in Liguria, 1 in Veneto, 1 in Valle d&#8217;Aosta ed 1 in Trentino Alto Adige. La &#8216;ndrangheta, rileva la Relazione, risulta &#8220;perfettamente radicata e ben inserita nei centri nevralgici del mondo politico-imprenditoriale anche nei contesti extraregionali&#8221; ed i numeri &#8220;dimostrano la capacit\u00e0 espansionistica delle cosche e la loro vocazione a duplicarsi secondo gli schemi tipici delle strutture calabresi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa Nostra, Camorra, &#8216;Ndrangheta lavorano per ampliare le proprie capacit\u00e0 di relazione e sempre pi\u00f9 in sinergia con i colletti bianchi. Le attenzioni delle organizzazioni si sono orientate su gioco d&#8217;azzardo e scommesse, anche grazie alle possibilit\u00e0 offerte dalla tecnologia<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":156417,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16,1],"tags":[19],"class_list":["post-156416","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia","category-senza-categoria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/156416","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=156416"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/156416\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/156417"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=156416"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=156416"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=156416"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}