{"id":15701,"date":"2013-01-14T14:41:20","date_gmt":"2013-01-14T13:41:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=15701"},"modified":"2023-01-17T13:13:49","modified_gmt":"2023-01-17T12:13:49","slug":"5271-unical-agora-della-cultura-o-stipendificio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5271-unical-agora-della-cultura-o-stipendificio\/","title":{"rendered":"Unical: agor\u00e0 della cultura o stipendificio?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ARCAVACATA &#8211;<\/strong> Laboratorio di intelligenze o stipendificio? Il dubbio, quasi amletico, circola, insistentemente, tra i dipendenti e i docenti <strong>dell&#8217;Universit\u00e0 della Calabria.<\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fantasma da allontanare. Se ne discute solo sussurrando: \u00abStiamo diventando uno stipendificio\u00bb. Il dubbio \u00e8 quello che si pone anche il collega<strong> Pablo Petrasso,<\/strong> uno delle pi\u00f9 autorevoli firme del panorama giornalistico regionale, nonch\u00e8 penna pungente e puntuale del <strong>Corriere della Calabria.<\/strong> Secondo Pablo Petrasso, il neologismo bruttino, utilizzato in testa all&#8217;articolo, \u00e8 buono a riassumere il momento. Specie se si poggia su cifre inequivocabili come quelle contenute nel bilancio<strong> dell&#8217;ateneo. Che incassa, tra tasse studentesche e trasferimenti dallo Stato, circa 109 milioni di euro all&#8217;anno.<\/strong> E ne spende, per pagare gli stipdenti di docenti, ricercatori, esperti di lingue staniere e personale amministrativo, quasi 94. In termini percentuali (e senza considerare le retribuzioni dei dirigenti, le indennit\u00e0 e le consulenze), l&#8217;86% degli introiti se ne va in assegni da staccare a fine mese. E tutto il resto? La ricerca, i libri, la sperimentazione? Voci secondarie, quasi trascurabili. Ed \u00e8 un po&#8217; colpa dei tempi e dei tagli, ma \u00e8 anche una questione fondante, che ha a che fare con la strategia seguita negli ultimi anni nel campus e con le prospettive <strong>del pi\u00f9 importante ateneo della Calabria.<\/strong> Un laboratorio di intelligenze, nato per produrre idee (anche) al servizio del territorio e non soltanto stipendi, stabili o precari che siano. Un esempio? Ancora Petrasso. Il rettore, il prorettore e i direttori di dipartimento hanno diritto a indennit\u00e0 di carica che pesano, nel bilancio dell&#8217;ateneo, 192.876 euro. Tutto perfettamente legittimo. Cos\u00ec come i compensi professionali e i contratti di consulenza, che valgono circa 600mila euro. In totale poco meno di 800mila euro. Una cifra che andrebbe tenuta a mente ogni volta che si bandisce un assegno di ricerca: costa circa 23mila euro annui e, con i denari investiti in indennit\u00e0 (legittime, ma davvero necessarie?) e consulenze, se ne potrebbero finanziare almeno 34. Trentaquattro possibilit\u00e0 in pi\u00f9 di avvicinarsi all&#8217;obiettivo vero di un&#8217;accademia importante come quella di Arcavacata. E che dire &#8211; si legge ancora nell&#8217;articolo di Pablo Petrasso &#8211; dei contratti dei dirigenti? Si pu\u00f2 provare a capirne di pi\u00f9 facendo un paragone con un ateneo simile in quanto a dimensioni. L&#8217;Universit\u00e0 di Parma, con circa 30mila studenti, ha un direttore amministrativo e tre dirigenti. L&#8217;Unical, oltre al direttore amministrativo (che, per legge, costa 219mila euro all&#8217;anno), ha dieci manager, per i quali, in totale, spende 1.235.665 euro. Una cifra ingente. Che non avvicina neppure, per\u00f2, quelle spese per l&#8217;energia elettrica (3,5 milioni di euro), per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture (quasi 2 milioni) o per le pulizie (1,85 milioni di euro).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARCAVACATA &#8211; Laboratorio di intelligenze o stipendificio? 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