{"id":157660,"date":"2021-10-19T08:24:33","date_gmt":"2021-10-19T06:24:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-mala-pigna-sul-traffico-di-rifiuti-29-misure-cautelari\/"},"modified":"2023-01-16T17:41:49","modified_gmt":"2023-01-16T16:41:49","slug":"427397-operazione-mala-pigna-sul-traffico-di-rifiuti-29-misure-cautelari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/427397-operazione-mala-pigna-sul-traffico-di-rifiuti-29-misure-cautelari\/","title":{"rendered":"&#8220;Mala pigna&#8221;, 29 misure cautelari. Finisce in carcere l&#8217;ex senatore Pittelli"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; E&#8217; stata ribattezzata &#8220;Mala pigna&#8221; l&#8217;operazione dei carabinieri forestale di Reggio Calabria, coadiuvati dai colleghi di Calabria, Sicilia, Lombardia ed Emilia Romagna che in queste ore stanno eseguendo in diverse regioni italiane, un\u2019ordinanza cautelare personale per vari reati tra i quali <strong>associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico illecito di rifiuti ed altri reati ambientali. <\/strong>L\u2019attivit\u00e0 investigativa, posta in essere dal NIPAAF &#8211; Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Reggio Calabria &#8211; e coordinata dalla Dda reggina ha portato all\u2019emissione di <strong>29 misure cautelari<\/strong> personali, diverse delle quali rivolte ad esponenti apicali della \u2018ndrangheta, ed al sequestro di cinque aziende di trattamento rifiuti tra Calabria e Emilia Romagna.<\/p>\n<p>Rifiuti speciali, anche pericolosi, venivano interrati nel suolo, anche sotto terreni agricoli alcuni dei quali sono risultati gravemente contaminati da sostanze altamente nocive con valori che in alcuni casi sono arrivati al 6000% sopra il limite previsto con il concreto pericolo di contaminazione anche della falda acquifera sottostante.<\/p>\n<p>Tra i 29 soggetti destinatari delle misure cautelari c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;ex senatore di Forza Italia <strong>Giancarlo Pittelli<\/strong>. Come nel processo &#8220;Rinascita-Scott&#8221;, anche in questa operazione l&#8217;accusa mossa nei suoi confronti \u00e8 &#8220;Malapigna&#8221; \u00e8 di\u00a0 concorso esterno in associazione mafiosa. L<strong>&#8216;indagine ha fatto luce su un traffico di rifiuti gestito dalla cosca Piromalli di Gioia Tauro<\/strong>. L&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Vincenza Bellini su richiesta della Dda di Reggio Calabria, \u00e8 stata notificata all&#8217;avvocato nella sua abitazione dove Pittelli si trovava agli arresti domiciliari. Dopo le formalit\u00e0 di rito, l&#8217;avvocato ed ex parlamentare finisce in carcere.<\/p>\n<p>L&#8217;operazione \u00e8 stata eseguita nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, <strong>Cosenza<\/strong>, Ravenna, Monza Brianza, Brescia e Bergamo. Le accuse a vario titolo sono di associazione di tipo mafioso, disastro ambientale, traffico illecito di rifiuti, intestazione fittizia di beni, estorsione, ricettazione, peculato, falsit\u00e0 materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, violazione dei sigilli e danneggiamento aggravato.<\/p>\n<p>Le indagini sono state avviate<strong> nel 2017<\/strong> e traggono origine da un sopralluogo eseguito presso la sede aziendale della societ\u00e0 \u201cEcoservizi Srl\u201d, ditta di trattamento di rifiuti speciali di natura metallica, sita nella zona industriale del Comune di Gioia Tauro e gestita dalla <strong>famiglia Delfino<\/strong>, da decenni attiva nel settore. La societ\u00e0, nonostante fosse oggetto dei provvedimenti di sospensione dell\u2019autorizzazione al trattamento dei rifiuti e di cancellazione dall\u2019Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, era diventata il fulcro di un\u2019attivit\u00e0 organizzata per il traffico di rifiuti speciali di natura metallica, con base operativa a Gioia Tauro e con proiezioni sul territorio nazionale ed internazionale.<\/p>\n<p>Spicca la figura di Rocco Delfino, per anni socio e Procuratore Speciale della societ\u00e0, il quale con il contributo di altri soggetti, mediante artifizi volti ad aggirare la normativa antimafia, aveva promosso un\u2019associazione volta al traffico illecito di rifiuti mediante la gestione di aziende fittiziamente intestate a soggetti terzi ma riconducibili alla diretta influenza e al dominio della famiglia Delfino. Tra queste la societ\u00e0 MC Metalli S.R.L e la ditta CM Servicemetalli S.R.L.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-427427 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Malapigna-2-Copia.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"400\" title=\"\"><\/p>\n<p>Gli amministratori di tali aziende si palesavano quali prestanome dei traffici illeciti dei Delfino, con una completa ed incondizionata comunione di affari ed interessi. L\u2019obiettivo era quello di servirsi dell\u2019immagine e del nome di <strong>societ\u00e0 apparentemente \u201cpulite<\/strong>\u201d, rette da un amministratore legale privo di pregiudizi penali e di polizia, avente tutte le carte in regola per poter ottenere le autorizzazioni necessarie alla gestione di un settore strategico, che \u00e8 quello dei <strong>rifiuti speciali<\/strong>, ed in tal modo intrattenere rapporti contrattuali con le maggiori aziende siderurgiche italiane, contrattare l\u2019importazione e l\u2019esportazione di rifiuti da e per Stati esteri, nonch\u00e9 aspirare all\u2019iscrizione in white list negli elenchi istituiti presso la Prefettura.<\/p>\n<p>Nel programma criminale mafioso della famiglia Delfino rientrava, altres\u00ec, il dominio assoluto della ditta Delfino s.r.l., societ\u00e0 in confisca definitiva sin dall\u2019anno 2007 in quanto oggetto di un procedimento di prevenzione attivato nei confronti della famiglia alla fine degli anni novanta, sull\u2019assunto che Rocco e i fratelli gravitassero nella galassia della famiglia \u2018ndranghetistica dei Mol\u00e8.<\/p>\n<p>Le indagini hanno permesso di accertare che la societ\u00e0 confiscata Delfino Srl, ancora attiva sul mercato,\u00a0 \u00a0era in realt\u00e0 un\u2019azienda di schermatura per le attivit\u00e0 illecite dei fratelli Delfino, con il concorso attivo dei coadiutori e amministratori designati dall\u2019Agenzia Nazionale dei beni Sequestrati e Confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata, nonch\u00e9 di professionisti (avvocati, consulenti, commercialisti ed ingegneri ambientali) che prestavano per la stessa la propria opera di intelletto, con metodo fraudolento e sotto la direzione dei Delfino.<\/p>\n<p>In particolare Rocco Delfino infiltrava la societ\u00e0\u00a0 con professionisti spregiudicati a lui fedeli, esercitava la sua influenza convocando i coadiutori al suo cospetto e dettando loro i comportamenti da opporre alle richieste dell\u2019ANBSC. Il tutto finalizzato a mantenere il completo controllo mafioso della societ\u00e0 in confisca, in un clima di intimidazione e prevaricazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-427426 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Malapigna-Copia.jpg\" alt=\"\" width=\"628\" height=\"413\" title=\"\"><\/p>\n<h3>Smaltimento di ingenti quantit\u00e0 di rifiuti speciali<\/h3>\n<p>Altra allarmante condotta delittuosa accertata nel corso delle indagini riguardava lo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, anche pericolosi, attraverso attivit\u00e0 di interramento nel suolo, diventato oggetto di investigazione e di accertamenti tecnici eseguiti dai Consulenti Tecnici nominati dalla Procura della Repubblica. Autocarri aziendali partivano dalla sede della societ\u00e0 con il cassone carico di rifiuti speciali, <strong>spesso riconducibili a \u201cCar Fluff\u201d<\/strong> (rifiuto di scarto proveniente dal processo di demolizione delle autovetture) e giungevano in terreni agricoli posti a pochi metri di distanza, interrando copiosi quantitativi di rifiuti, anche a profondit\u00e0 significative. Gli accertamenti eseguiti portavano a disvelare anche l\u2019interramento di altri materiali, quali fanghi provenienti presumibilmente dall\u2019industria meccanica pesante e siderurgica. Tali terreni agricoli, a seguito degli interramenti ed a cagione di essi, risultavano gravemente contaminati da sostanze altamente nocive, alcune di esse rilevate sino a valori pari al 6000% (seimila percento) del limite previsto, con il concreto ed attuale pericolo che le sostanze inquinanti possano infiltrarsi ancor pi\u00f9 nel sottosuolo determinando la contaminazione anche della falda acquifera sottostante.<\/p>\n<p>Le indagini hanno anche documentato vicende estorsive a danno di imprese impegnate nell\u2019appalto per la demolizione delle gru di banchina ormai obsolete presso il Porto di Gioia Tauro. Tale vicenda vedeva coinvolti in prima linea alcuni degli odierni arrestati, nello specifico Rocco Delfino e Domenico Cangemi, quali esponenti della cosca Piromalli di Gioia Tauro, e Palaia Francesco B. quale esponente della cosca Bellocco di Rosarno.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 investigativa consentiva inoltre di ricostruire i rapporti tra Rocco Delfino, Aurelio Messineo (fedelissimo del boss Piromalli Giuseppe alias \u201cFacciazza\u201d e l\u2019Avv. Giancarlo Pittelli, legale di fiducia della famiglia Piromalli.<\/p>\n<p>Dalle indagini \u00e8 emerso che l\u2019Avv. Giancarlo Pitelli veicolava informazioni dall\u2019interno all\u2019esterno del carcere tra i capi della cosca Piromalli, detenuti in regime carcerario ai sensi dell\u2019art. 41 bis, ossia Giuseppe Piromalli cl. 45 detto \u201cFacciazza\u201d ed il figlio PiromalliAntonio cl. 72, e Delfino Rocco, quale soggetto di estrema fiducia per i Piromalli in quanto elemento di vertice della stessa cosca. Inoltre, l\u2019Avv. Giancarlo Pittelli si attivava a favore di Rocco Delfino nelle vicende giudiziarie riguardanti la revisione del procedimento di prevenzione nei confronti della societ\u00e0 in confisca Delfino s.r.l., pendente dinanzi al Tribunale di Catanzaro Sezione Misure di Prevenzione, con l\u2019intento di \u201cinfluire\u201d sulle determinazioni del Presidente del Collegio al fine di ottenere la revoca del sequestro di prevenzione, nonch\u00e9 con una serie di ulteriori condotte che esulavano dal mandato difensivo.<\/p>\n<p>Nel quadro sopra rappresentato, anche il Aurelio Messineo si palesava quale trait d&#8217;union tra il nucleo familiare del boss Piromalli Giuseppe e il Delfino Rocco, come necessario veicolatore dell\u2019esigenze espresse dalla famiglia Piromalli. Difatti ogni contatto veniva intermediato dal Messineo Aurelio e dall\u2019Avv. Giancarlo Pittelli , i quali garantivano che l\u2019impegno profuso dal Delfino Rocco a favore della cosca fosse rappresentato a chi di dovere, ossia ai componenti del nucleo familiare del Piromalli Giuseppe cl. 45. \u00c8 in quest\u2019ottica che il Delfino Rocco assumeva un ruolo di tutore degli interessi della cosca Piromalli , attento a curarne le esigenze familiari e le vicende giudiziarie, pronto a sostenere economicamente, in nome e per conto della cosca, anche le spese di difesa.<\/p>\n<p>Misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di:<\/p>\n<p>1. DELFINO Rocco<br \/>\n2. DELFINO Giovanni cl. \u201857<br \/>\n3. DELFINO Giovanni cl. \u201893<br \/>\n4. DELFINO Salvatore<br \/>\n5. CANGEMI Domenico<br \/>\n6. MESSINEO Aurelio<br \/>\n7. PALAIA Francesco Benito<br \/>\n8. PITTELLI Giancarlo<br \/>\n9. FORGIONE Roberto<\/p>\n<p>Misura degli arresti domiciliari nei confronti di:<\/p>\n<p>1. NUCARA Giuseppe Antonio<br \/>\n2. GANGEMI Alessio Alberto<br \/>\n3. CANNIZZARO Deborah Anna<br \/>\n4. ZAPPONE Concetta<br \/>\n5. GIORDANO Domenico<br \/>\n6. CALABRETTA Giulio<br \/>\n7. TROVATO MAZZA Salvatore<br \/>\n8. GALATA\u2019 Orlando<br \/>\n9. CAVALLARI Pier Paolo<br \/>\n10. MURATORE Vincenzo<\/p>\n<p>Sequestro preventivo delle seguenti societ\u00e0, compreso il patrimonio aziendale:<\/p>\n<p>&#8211; Intero capitale sociale e patrimonio aziendale della ECOSERVIZI S.R.L. con sede legale in Gioia Tauro (RC)<br \/>\n&#8211; DITTA INDIVIDUALE RD DI ROCCO DELFINO, con sede legale in Catanzaro<br \/>\n&#8211; CM SERVICEMETALLI S.R.L., con sede legale in Ravenna<br \/>\n&#8211; Ditta individuale Giovanni DELFINO (cl. 93), con sede in Gioia Tauro (RC)<br \/>\n&#8211; Ditta individuale Giovanni DELFINO (cl. 57)<\/p>\n<p>E\u2019 stato disposto, inoltre, il sequestro preventivo della somma complessiva di \u20ac 1.609.942,13, di cui \u20ac 909.442,13 nei confronti delle societ\u00e0 RD di Rocco Delfino, ECOSERVIZI S.R.L., MC METALLI S.R.L., CM SERVICEMETALLI S.r.l., nonch\u00e9 della somma di \u20ac 700.500,00 nei confronti di DELFINO Rocco, NUCARA Giuseppe Antonio e GANGEMI Alessio Alberto.<\/p>\n<h3>Il ruolo di Pittelli<\/h3>\n<p>Sono 44 gli indagati dell&#8217;inchiesta e l&#8217;avvocato Giancarlo Pittelli, arrestato per concorso esterno,\u00a0 ritenuto dalla Dda era &#8220;uomo politico, professionista, faccendiere di riferimento avendo instaurato con la &#8216;ndrangheta uno stabile rapporto &#8216;sinallagmatico&#8217;&#8221;. Questo rapporto, per i pm, era &#8220;caratterizzato dalla perdurante e reciproca disponibilit\u00e0&#8221;. Pittelli avrebbe garantito &#8220;la sua generale disponibilit\u00e0 nei confronti del sodalizio a risolvere i pi\u00f9 svariati problemi degli associati, sfruttando le enormi potenzialit\u00e0 derivanti dai rapporti del medesimo con importanti esponenti delle istituzioni e della pubblica amministrazione&#8221;. Secondo gli investigatori, infatti, l&#8217;ex senatore Pittelli aveva &#8220;illimitate possibilit\u00e0 di accesso a notizie riservate e a trattamenti di favore&#8221;. Per questo &#8220;veicolava informazioni all&#8217;interno e all&#8217;esterno del carcere tra i capi della cosca Piromalli detenuti in regime carcerario ai sensi dell&#8217;articolo 41 bis&#8221;. I boss che avrebbero usufruito del rapporto con Pittelli sono Giuseppe Piromalli detto &#8220;Facciazza&#8221; e il figlio Antonio Piromalli reggente della cosca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;operazione ha portato all\u2019emissione di 29 misure cautelari personali. 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